Mese: Gennaio 2012

  • Agenda Fiere Internazionali 2012 per le PMI

    Agenda Fiere Internazionali 2012 per le PMI

    Le manifestazioni fieristiche di tipo internazionale sono diventate oramai (e saranno sempre più) uno dei momenti più importanti per le PMI Italiane per avere la possibilità di ampliare la loro quota di mercato al di fuori dei confini nazionali.
    L’agenda fieristica del 2012 sembra ampia di occaasioni per un gran numero di imprese.
    Ecco una lista degli eventi più importanti divisi per città.

     Milano – presso Fiera Milano

    • Ipack-Ima  fiera molto importante dedicata al mercato del packaging, dal 28 Febbraio al 3 Marzo;
    • Mce Mostra Convegno Expocomfort dal 27 al 30 Marzo;
    • Plast 2012  , il salone internazionale delle materie plastiche e della gomma dall’8 al 12 Maggio 2012 che si terrà in contemporanea con
    • Xylexpo  fiera biennale mondiale delle tecnologie del legno e delle forniture per l’industria del mobile;
    • BIT borsa internazionale del turismo 2012,  si terrà sempre a Milano dal 16 al 19 Febbraio e sarà dedicata principalmente ad incontri B2B nell’ambito del turismo;
    • Mipel  che si occupa dell’accessorio moda avrà due incontri: dal 4 al 7 Marzo 2012 e dal 16 al 19 Settembre 2012;
    • Micam  Che si occuperà del mercato della calzatura dal 4 al 7 Marzo 2012;
    • Il salone internazionale del mobile dal 17 al 22 Aprile;

     Torino  – Lingotto Fiere

    Parma

     Bologna – Bologna Fiere

    • Cosmoprof  “’evento internazionale più importante del settore dell’estetica, della bellezza e della cosmesi con un’attenzione particolare rivolta all’industria delle Spa” dal 9 al 12 Marzo 2012;
    • Linea pelle  evento che ospita mediamente 1.050 aziende provenienti da 40 Paesi in una rassegna internazionale di pelli, accessori, componenti, sintetici e tessuti;
    • il SAIE   importantissimo salone riguardante I materiali da costruzione dal 18 al 21 Ottobre 2012;
    • Eima esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura ed il giardinaggio dal 7 all’11 Novembre 2012;
    • Show way  fiera debuttante in merito alle tecbologie per lo show business dal 5 al 7 Maggio 2012;
    • Fruitech Innovation che dal 27 al 29 Novembre 2012 si occuperà di imballaggio e logistica per la distribuzione al consumo;

     Rimini – Rimini Fiera

    • Sia Guest fiera dedicata al mercato alberghiero dal 24 al 27 Novembre 2012;
    • Tecnargilla è una delle più importanti vetrine mondiali dell´innovazione tecnologica e dell´estetica per l´industria ceramica e del laterizio dal 24 al 28 Settembre 2012;
    • Sigep   (Edizione da record con circa 100 aziende in più rispetto al 2011) che si sta tenendo in questi giorni e che termina oggi;

     Firenze

    • Art & Tourism prima fiera italiana che si occuperà principlamente di turismo di tipo culturale dal 18 al 20 Maggio 2012;

     Vicenza – Fiera Vicenza

    • VicenzaOro  (in Gennaio, Maggio e Settembre) da sempre una delle manifestazioni internazionali più importanti nel settore orafo;

     Verona – Verona Fiere

    La fiera di Verona si è conferma in piena crescita  nel 2011 con 84 milioni di Euro di fatturato e proprio per questi numeri è seconda solo alla Fiera di Milano per numero di espositori e giro d’affari diventando così uno dei punti di riferimento fieristici in Italia. Ecco alcuni eventi 2012:

    • Metef
Foundeq    fiera che si occuperà principalmente di materie prime, macchine, impianti, attrezzature, prodotti e applicazioni per:fonderia e laminazione  dal 18 al 21 Aprile 2012;
    • Il Vinitaly , organizzazione fieristica che non necessita di per sè di ulteriori descrizioni dal 25 al 28 Marzo 2012;
    • Marmomacc  un appuntamento irrinunciabile per le aziende del settore marmo dal 26 al 29 Settembre 2012;
    • Abitare il Tempo 100% Project  evento fieristico che si occupa di soluzioni d’interni dal 20 al 23 Ottobre 2012;
    • Fieracavalli  si terrà come da tradizione a Novembre 2012;

    Verona fiere quest’anno punta particolarmente sulle aree a maggior tasso di cresctia mondiale ovvero Brasile, Cina e India  (principalmente nel settore agro-alimentare e building). Tramite la società controllata proprio da Verona fiere Lems India Private verranno organizzate e promosse esposizioni, convegni, workshop e tutte le iniziative utili a sostenere le imprese e le istituzioni italiane in un’area dove il mercato fieristico cresce del 50% l’anno.

    Leggendo questa agenda programmatica di questi eventi fieristici internazionali che si terranno in Italia si comprende sempre più come l’ internazionalizzare del proprio business sia non solo una necessità per riemergere ma una vera e propria possibilità di crescita esponenziale.

  • Come funziona (sul serio) l’Erasmus per Giovani Imprenditori

    Come funziona (sul serio) l’Erasmus per Giovani Imprenditori

    La parola erasmus potrebbe trarti in inganno ma non stiamo parlando di un progetto per universitari, l’erasmus per giovani imprenditori è qualcosa che mira ad obiettivi totalmente diversi e decisamente ambiziosi.

    Vediamo i punti chiave di questo progetto dell’Unione Europea innaugurato dalla Commissione Europea circa due anni fa (febbraio 2009) e che ha finora riscosso notevole successo.

    Punto primario di questo progetto è la mobilità in ambito europeo (se sei un neo imprenditore devi uscire da mamma casetta), l’internazionalizzazione delle PMI (i contatti tra i due imprenditori possono sicuramente favorirla) e il networking imprenditoriale (nuovi contatti, scambio di idee, visione più globale)

    Figure coinvolte

    • Un Neo Imprenditore (NE): non ci sono limiti di età, deve solo essere appena entrato (ha costituito una società da un massimo di tre anni) o desidera entrare nel mondo dell’imprenditoria  (ha intenzione di costituire una società e quindi sta lavorando sulla fase di start-up);
    • Un Imprenditore Ospitante (HE): Deve essere un imprenditore attivo nel settore di riferimento e con esperienza. L’imprenditore che ospita solitamente sta cercando di entrare in nuovi mercati  oppure è semplicemente interessato alle nuove e fresche idee che possono derivare da uno scambio di know how con il neo imprenditore.
    • 2 organizzazioni intermediarie: una si occupa di aiutare il neo imprenditore e l’altra si occupa di aiutare l’imprenditore che ospita. Queste organizzazioni (solitamente camere di commercio ma non solo, circa 100 in tutta Europa) sono i punti di riferimento a cui rivolgersi per avere assistenza e che aiutano gli imprenditori nella fase di matching.

     Ammissione al programma:

    • Per il Neo Imprenditore è necessario iscriversi qui e
    1. compilare un veloce questionario online;
    2. selezionare l’organizzazione intermediaria di riferimento;
    3. Inserire il proprio business plan (rimane privato non viene condiviso con l’imprenditore che ti ospiterà)
    4. Attendere un contatto da parte dell’intermediario che ti dirà se la procedura è stata eseguita correttamente e se il business plan è stato approvato;
    5. Se tutto è andato bene inizia la fase di matching;

    CONSIGLIO: Per velocizzare la procedura contatta prima di compilare il formulario online l’intermediario che hai scelto in modo che sia informato in anticipo del tuo interesse e quindi possa prendere in carico da subito la tua candidatura e guidarti ad eventuali aggiunte o modifiche al tuo business plan;

    • Per l’imprenditore ospitante è necesario iscriversi qui e:
    1. compilare un veloce questionario online;
    2. selezionare l’organizzazione intermediaria di riferimento;
    3. Dare la tua disponibilità di massima (da 1 a 6 mesi) lingue ed abilità richieste al neo imprenditore;
    4. Attendere un contatto da parte dell’intermediario che ti aiuterà a perfezionare le tue richieste in modo da evitare di essere contattato da neo imprenditori con caratteristiche per te non interessanti;
    5. Inserimento nel database del programma (con le impostaziomi di privacy che preferisci)

    CONSIGLIO: contatta precedentemente l’organizzazione intermediaria e visto che sono sempre alla ricerca di Imprenditori Ospitanti interessati al progamma ti aiuteranno a rendere la procedura di iscrizione il più veloce possibile.

     Il “Matching”, ovvero la fase in cui decidi con chi collaborerai

     Per il neo imprenditore:

    Questa è una fase decisamente attiva, sei tu artefice delle tue scelte e anche se l’intermediario avrà delle proposte di collaborazione per te e saprà consigliarti il protagonista principale sei tu. Tu consulti il database con tutti gli imprenditori europei che svolgono l’attività di tuo interesse e tu decidi nazione e durata.Più aperto e flessibile sei per quanto riguarda durata e nazione e più possibilità di partire subito avrai.
    Se nel database non c’è nulla che ti ispira puoi avere un ruolo ancora più attivo e di ricerca andando a selezionare possibili imprenditori ospitanti non ancora iscritti al progamma e, tramite l’intermediario, contattarli facendo la tua  richiesta di interesse.poi starà a loro decidere di partecipare al programma o meno.

  • iCloud e Google docs: Come sincronizzare meglio il tuo business

    iCloud e Google docs: Come sincronizzare meglio il tuo business

    Hai appena comprato il tuo nuovo fiammante tablet sia esso un iPad o un altro tablet oppure hai un fantastico smartphone android o un iPhone in tasca e non hai idea di come puoi utilizzare il “potere delle nuvole” (eh si, anche questo è Cloud Computing) e della sincronizzazione? Eccoci qui, andiamo con calma partendo dalle basi e di sicuro tutta questa tecnologia diventa utile oltre che bella da vedere. Vediamo come puoi lavorare su un documento, un file doc di word, una tabella excel, un pdf, un file di testo ed avere quel file sincronizzato con tutte le modifiche che apporti su tutti i tuoi dispositivi, computer fisso o notebook. Evernote, come abbiamo visto, possiamo utilizzarlo come la nostra agenda personale, una sorta di post-it costantemente sincronizzato, prendiamo un appunto sul pc di casa e compare magicamente uguale anche sul nostro tablet o smartphone.. ma per i classici documenti di testo c’è una soluzione? E per I fogli excel?  Si, meglio ancora, due:

    • Per iPad e iPhone c’è iCloud
    • Per i dispositivi Android c’è Google Docs, integrato in Google Drive (di cui parliamo qui)

    Andiamo con ordine e capiamo COME far funzionare e rendere utili per te questi servizi.

    iCloud

    Nell’app store ci sono tre App che ti interessano per questo scopo – NUMBERS (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato excel) – PAGES (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato word) – KEYNOTE (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato powerpoint) Ognuna di queste app costa 7,99 € e senza queste App, la sincronizzazione di documenti tramite iCloud non può funzionare. Non è necessario averle tutte e tre, dipende da cosa ti serve, supponiamo che decidi di comperare pages per avere i tuoi file .doc sempre sincronizzati.. ecco come funziona: Apri l’app Pages sul tuo iPad e crei un nuovo documento

    Appena hai finito di modificare il tuo nuovo documento, sempre che tu sia connesso ad internet in wi-fi o 3G non importa, il tuo iPad si prenderà cura di sincronizzarlo “sulle nuvole” in modo che tu possa più tardi lavorarci da un altro dispositivo (iPhone) o anche da un pc fisso… Se vuoi accedere al file che hai creato tramite pages con iPad sul tuo pc in ufficio ti serve solo una connessione internet e l’indirizzo di iCloud. Ed il gioco è fatto, troverai lo stesso documento, potrai modificarlo, salvarlo, continuare a lavorarci e le tue modifiche saranno sempre e comunque sincronizzate ! Il procedimento è il medesimo sia per I file excel che per le presentazioni. Lo spazio totale di storing sono 5 Gb (sono tanti tanti file .doc) e se non ti bastano, ovviamente puoi pagare per avere più spazio tra le nuvole.. Quanto spenderesti?

    Google Docs (integrazione di Google Drive)

    Mountain View è da molto tempo che conosce le potenzialità di avere tutto sincronizzato e da molto tempo lavora per fornire ai clienti servizi sempre più utili e per coprire tutte le loro esigenze (anche quelle che non sanno ancora di avere). Nel market android c’è un App (per Il tuo tablet o smartphone) che si chiama Google Docs, è gratuita e ti permette di creare documenti e  fogli di lavoro. Il concetto è sempre lo stesso, tu lavori al tuo documento e te lo trovi bello pronto e con le modifiche che apporti su tutti i dispositivi. Apri il tuo gmail (si, devi avere un indirizzo di posta elettronica gmail) ed in alto vedi la voce documenti, clicchi, crei un nuovo documento e il documento (che puoi salvare in diversi formati dal doc al pdf)  è automaticamente sincronizzato sul tuo smartphone  o tablet.

    Valido ovviamente anche il procedimento contrario, esattamente come sopra con iCloud. Con questa applicazione, a differenza di iCloud puoi lavorare anche condividendo il tuo lavoro con altre persone, magari i tuoi collaboratori, in modo da avere un documento modificato al volo senza la necessità di girarlo via email (un pò come evernote, anche se qui lo scopo è diverso). Spazio di archiviazione gratuito in Google Drive? 5 gb, vuoi di più? Paghi. quanto?

    Google ed Apple hanno sviluppato due modi similari ma al tempo stesso molto diversi di concepire l’utilizzo della sincronizzazione da parte dell’utente finale. Ecco i pro ed i contro di entrambi e…infine sta a te decidere cosa si adatta maggiormente a innovare e velocizzare il tuo business  iCloud – PRO

    • Funziona anche Offline (modifichi il tuo documento anche se non sei connesso ad internet e appena l’ipad trova una connessione utile, sincronizza);
    • Facilità di utilizzo delle applicazioni per creare i documenti, intuitive e alla portata di tutti;
    • 5 GB gratuiti.

    …e CONTRO

    • Le app le paghi e se vuoi la suite (il pacchetto completo) ti costa 24 €;
    • NON puoi fare una condivisione diretta come con Google docs, quindi non puoi lavorare a più mani sullo stesso documento (si ovvio puoi salvare le modifiche, girare il lavoro via email.. la solita procedura);

    Google Docs App – PRO

    • Non paghi l’App e risparmi 24 Euro;
    • Facilità media di utilizzo durante la creazione documenti;
    • Puoi condividere il tuo lavoro con i tuoi collaboratori e lavorare a più mani su uno stesso progetto;
    • 5 GB gratuiti per documenti e storage di file in generale;

    …e CONTRO

    • Non puoi lavorare Offline (questo è un gran punto di svantaggio), se ti capita di essere senza internet, bè è un problema;
    • Mancanza di intuitività in operazioni più avanzate con i documenti (forse qui si rivela il lato un pò più “smanettone” di Android);

    Da ultimo c’è da aggiungere il fatto che i sistemi non sono intercambiabili (come immaginavi) nel senso che su un tablet android non posso usare iCloud di Apple, ma non è vero il contrario (e qui è un altro punto a favore di iOS in generale) visto che dall’iPad tramite applicazioni di terze parti ho la possibilità di utilizzare le funzionalità di Google Docs (l’app GoDocs for google docs costa circa  4 €) e così mi ritrovo con un iPad sincronizzato allo stesso tempo con iCloud e con Google Docs. E’ in fase di preparazione infine un’app più completa che permetta la gestione non solo dei google docs ma di tutto google drive.

    La valutazione e la decisione su cosa utilizzare come già detto sta a te, l’unico scopo è quello di spingere questi metodi di sincronizzazione perchè (e ti assicuro che qui lo sperimentiamo tutti i giorni) possono veramente semplificare il tuo lavoro e di sicuro rientrano a pieno titolo in modi di innovare il tuo modo di fare business. Puoi sempre lavorare con il vecchio e non adattarti, non fosse che senza flessibilità di pensiero…

  • La connettività come strategia di sviluppo

    La connettività come strategia di sviluppo

    Nonostante la cecità delle istituzioni a riguardo e i molti treni ormai persi, sembra che nel settore delle comunicazioni si stia finalmente muovendo qualcosa.

    Complice l’Europa, la situazione economica traballante e, soprattutto, l’evidenza  si è capito che investire sull’infrastruttura telematica è un passo fondamentale e un’occasione per portare la competitività ai livelli dei nostri partner europei più forti.

    AGCOM in data 12/01/2012 ha presentato un interessante comunicato stampa che invita il governo a provvedere il prima possibile alla creazione di un’Agenda Digitale e suggerisce una serie di riforme che dovrebbero esser già date per scontate da tempo. Meglio tardi che mai si direbbe.

    Come paghiamo in qualità di cittadini questo ritardo

    I deficit di un’infrastruttura di basso livello come la nostra sono evidenti: zone non coperte da ADSL, disparità nell’accesso ai dati e alle notizie per i cittadini, impossibilità di disbrigo di pratiche online, impossibilità di instaurare rapporti con la PA per via telematica. E, soprattutto, costi molto alti in termini di tempo e denaro per tutti.

    I benefici immediati di un’evoluzione della rete cablata

    Sarebbe anche difficile farne un elenco esaustivo: le strade devono essere aperte per far passare i cavi, c’è bisogno di gente qualificata per aggiornare l’infrastruttura, è necessaria formazione di personale tecnico e di cittadini, nuove imprese possono riottenere lavoro o, anche meglio, possono nascerne di nuove. Tutto questo giusto per iniziare. Si potrebbe paragonare questa opportunità a ciò che successe quando si sono sviluppate le reti ferroviarie, né più né meno.

    E a lungo termine?

    Lavoro per tutti, è ormai ovvio. Si è dimostrata assolutamente fallace l’affermazione per cui l’informatizzazione ruberebbe lavoro. Ogni rivoluzione tecnologica porta a cambiamenti radicali e l’umano non sempre è disposto a cambiare così facilmente, di qui le critiche. Se non si può più competere in termini di prezzi per la produzione con i paesi emergenti si è costretti ad evolversi. E la tecnologia è per noi uno strumento per poter sopravvivere.

    Con una rete all’avanguardia sarebbe possibile una comunicazione snella e trasparente con la PA. Sarebbe possibile adempiere ai propri obblighi senza più lunghe code e in forme più semplificate. Le imprese potrebbero trovare nuove opportunità senza troppi costi aggiuntivi ed aumentare i volumi di vendite. I clienti potrebbero trovarci più facilmente. E via discorrendo.

    In particolare per le PMI?

    Sarebbero le maggiori beneficiarie. E al momento le più bistrattate, abbastanza ingiustamente peraltro.

    Le PMI potrebbero vedere incrementati esponenzialmente i loro guadagni e migliorare le proprie economie di scala. Il tutto mantenendo un’infrastruttura altamente flessibile e dai costi abbastanza contenuti, semplicemente… collaborando!

    Come? Si pensi al processo di sviluppo di un prodotto: design, prototipazione, produzione, vendita. Tutto potrebbe essere fatto in casa volendo… ma con che costi? Per esempio, ove possibile chiaramente, si potrebbe far eseguire la realizzazione dei prototipi a qualcun altro in grado di eseguire il lavoro a prezzi minori dei nostri e si avrebbe un taglio immediato dei costi.

    Che ruolo giocherebbe la rete quindi? La rete ci permetterebbe di cercare il partner per questo tipo di operazione, ovunque nel MONDO, tanto per iniziare. Di tenerci poi con chi collaboriamo in costante contatto durante il procedimento di realizzazione, di spedire documenti di una certa dimensione in tempi rapidi. Il tutto senza neanche prenotare un biglietto aereo probabilmente!

    Un altro esempio è dato dal Cloud Computing: non è più necessario tenere “in casa” costosa attrezzatura e doversi curare del relativo mantenimento. Qualcun altro specializzato in questo si fa carico del mantenimento e ci offre un servizio in cambio di una quota mensile, la maggior parte delle volte a conti fatti è molto più conveniente e qualitativamente migliore. Però è necessaria una connessione degna di tal nome a tale scopo.

    Questo sarebbe solo l’inizio. Gli sviluppi sono ancora tutti da vedere!
    E’ necessario però che ci sia una sensibilizzazione da parte di tutti riguardo al tema, è necessario pretendere di più da chi ci amministra e da chi ci offre i servizi. Qualsiasi iniziativa a riguardo deve essere supportata. Non possiamo permetterci di restare indietro ancora.

  • Srl ad un 1 € (ssrl).. risolve i problemi?

    Srl ad un 1 € (ssrl).. risolve i problemi?

    Una nuova tipologia societaria entra a titolo ufficiale nel diritto societario Italiano grazie al decreto sulle liberalizzazioni.

    Questa società semplificata:

    • è dedicata ai giovani al di sotto dei 35 anni di età;
    • può essere costituita anche con un solo socio;
    • può nascere con il capitale simbolico di un euro (potrai versare anche di più ma il minimo è 1 euro);
    • potranno parteciparci solo persone fisiche;
    • superati I 35 anni i soci saranno esclusi di diritto.

    Tali società semplificate a responsabilità limitata sono state vagliate dal consiglio dei ministri venerdì 20 Gennaio, ed in seguito all’approvazione è stato inserito l’articolo 2463 bis al codice civile.

    Questo nuovo tipo di società è essenzialmente pensata per l’inserimento sul mercato di nuovi imprenditori e sarà governata sia da regole tipiche delle srl tradizionali sia da aspetti specifici.

    Ecco i semplici punti che dovrebbero aiutare i neo imprenditori :

    • non sarà necessario un atto pubblico per la costituzione e ci si potrà avvalere della comunicazione unica dell’atto costitutivo al registro delle imprese IN ESENZIONE dei diritto di bollo e segreteria;
    • Il capitale sociale ridotto ad un euro (o più) ma non saranno ammessi conferimenti diversi dal denaro (no a conferimenti di beni, crediti o servizi);
    • I soci alla data di costituzione NON devono ancora aver compiuto 35 anni di età, ed una volta superato questo limite i soci verranno esclusi di diritto dalla società (ex art 2473 bis cc) con un rimborso calcolabile sulla base della normativa sul recesso.
      In sostanza SE il socio non viene sostituito da un nuovo giovane socio la società sarà essenzialmente una società A TEMPO, con una durata massima di 17 anni, ipotizzando che il socio che costituisce la società abbia 18 anni;
    • Possibilità di trasformazione della società in altre forme di società di capitali NON in società di persone;
    • Applicazione di un bilancio di tipo semplificato (previsto dall’art 14 della legge 183/2011) che però non è ancora stato regolamentato (vedi Italia Oggi del 18 Gennaio 2012).

    Molto di queste società rimane ancora avvolto nella nebbia più profonda a partire dal fatto che con un capitale sociale così ridotto sarà difficile, se non impossibile, riuscire ad accedere al mercato bancario per prestiti, finanziamenti o qualsivoglia necessità e va da sè come questo singolo fattore potrebbe renderne difficile lo sviluppo.

    Ci si chiede se sia questa la strada di innovazione societaria e nel modo di pensare che sul serio possa portare un beneficio. Qui l’dea c’è ed è quella di competere con forme di società a responsabilità limitate esistenti oltre il confine italiano che sono molto molto più attrattive delle nostre attuali srl, basti pensare alla costituzione di una limited company in Inghilterra (capitale sociale una sterlina) e la possibilità di operare comunque nel mercato Italiano (poichè sempre parte dell’UE) mediante la costituzione di una società satellite della società madre inglese.

    Non è forse che l’innovazione ed un nuovo movimento economico parta da un radicale modo di rivedere il funzionamento anche del diritto societario? L’impressione che si ha è quella che si stia provando a fare tutti gli sforzi possibili per adattare i vecchi modelli alle nuove tendenze economiche senza in realtà innovare profondamente il tessuto costitutivo. Perchè non ripensare tutta la normativa delle srl e semplificare, eliminare burocrazia e spingere sul serio per una innovazione radicale e non a suon di articoli bis e ter? Sono proprio gli articoli bis e ter che ci hanno portato dove siamo.
    Leggi infine quali sono gli ulteriori risvolti pratici delle ssrl e quanto effettivamente ti potrebbe costare costituirne una. e le ventuali possibilità di sgravio fiscale previste dal regime dei minimi.

  • 7 consigli per negoziatori altamente competitivi

    7 consigli per negoziatori altamente competitivi

    Se ti ricordi che tipo di negoziatore sei e sei un negoziatore di tipo competitivo (lo stile di negoziazione dei temperamenti più aggressivi) questo post ti riguarda.
    Se sei essenzialmente una persona dallo stile competitivo ma ragionevole hai di sicuro bisogno di diventare sempre più cosciente che attorno a te hai altre persone ciascuna con dei “bisogni legittimi”.

    Come puoi diventare cosciente del fatto che non sono solo le tue esigenze quelle che devono essere rispettate per raggiungere una negoziazione veramente vincente?

    Eccoti qui 7 strumenti che ti saranno utili a migliorare il tuo tipo di negoziazione:

    1)   PENSA in maniera win-win (nessuno dei coinvolti nella negoziazione risulta scontento o danneggiato) , non pensare esclusivamente a te. Per te che sei altamente competitivo lavorare per ottenere una situzaione in cui entrambi risultate essere vincitori è un eccellente promemoria che anche l’altra parte è importante;

    2)   Fai più domande di quelle che pensi di dover fare. Le persone che hai davanti a te quando contratti hanno molteplici bisogni e necessità e non sempre desidarano le stesse cose che tu desideri.  Se sei in grado di capire COSA sia realmente importante per loro.. bè riceverai una maggiore quantità delle cose che sono importanti per te;

    3)   Fidati anche di un approccio alla negoziazione di tipo standard. Si, lo sai che alle volte fai dei giochetti di potere per vincere.. ma ricordati che alla volte anche semplicemente far ragionare la controparte ti può portare a dei buoni risultati.. e di sicuro più duraturi;

    4)   Delega. Se ti rendi conto che non riesci a mediare il tuo essere competitivo e usi troppo il tuo potere negoziando allora delega ad un tuo collaboratore di cui ti fidi una trattativa importante che desideri sia win-win. Non stai dichiarando fallimento anzi saresti più prudente e più saggio;

    5)   Mantieni la tua parola. Potrebbe essere che tu abbia la tendenza a “scordarti” delle promesse fatte all’altra parte soprattutto quando respiri aria di vittoria. Ricordati che gli altri notano se non mantieni le tue promesse, anche quelle piccole piccole.. e poi hanno una memoria da elefante. Se raggiungi un certo livello di affidabilità gli altri si fideranno sempre di più di te, è garantito. E’ anche garantito che si possono fare molti più affari quando le persone si fidano vicendevolmente, prova;

    6)   Non cercare solamente di tirare su il prezzo (o alzare la posta in gioco.. qualsiasi essa sia) quando puoi negoziare. Rischi che alla fine i soldi rimangano sul tavolo. Fai grandi passi verso l’altra parte negli aspetti meno importanti della negoziazione e piccoli passi negli aspetti più sensibili. Fatti una lista di priorità;

    7)   Proteggi l’autostima del tuo “avversario”. Le persone sono orgogliose e gli piace sentirsi dire che hanno influenza e capacità di pressione (anche se non ne hanno). Non gongolare di fronte a loro quando sei la parte in posizione di vantaggio. Tratta le persone con rispetto, non ti costa molto e loro lo apprezzeranno di sicuro. Un giorno potrebbe capitare che siano loro in posizione di forza ed allora si ricorderanno di te in maniera positiva.

    Ricordati infine che il punto comune di tutti questi strumenti è la flessibilità, senza essere flessibile nel tuo modo negoziare (e di pensare) potrà andarti bene una volta o più volte ma non andrai di sicuro distante. Ci tieni al tuo business? Se si allora inizia a cambiare e a smussare gli spigoli del tuo carattere ti si apriranno nuovi orizzonti nel tuo modo di negoziare. Sta a te.

  • Perché non puoi più fare a meno di un sito internet aziendale

    Perché non puoi più fare a meno di un sito internet aziendale

    Internet è ormai alla portata di tutti e ormai moltissime persone lo usano quasi quotidianamente. Chi per tenersi informato, chi per prenotarsi le vacanze, chi per svagarsi.

    Sembra che ormai corra tutto di lì.

    Purtroppo però non tutti i piccoli imprenditori hanno ancora colto pienamente la potenza di questo strumento. I dati sono inconfutabili: la maggior parte delle piccole imprese ancora non ha un sito o, se lo ha, dal punto di vista qualitativo si può parlare di veri disastri.

    Perché questa situazione?

    Le scuse possono essere molte, ad esempio costi, scarsa professionalità dei webdesigner e altro ancora. Più probabilmente tutto si può ricondurre ad una sola, vera, motivazione: il fattore culturale.

    E’ inutile inventarsi giustificazioni o altri falsi miti… per la maggior parte degli imprenditori investire in forme di pubblicità diverse dalle tradizionali è ancora visto con molto sospetto e per la maggiore si vive ancora di passaparola. Molte volte internet è visto come uno strumento per lo più incomprensibile e magari solo adatto ai più giovani.
    Aggiungendo anche una miopia assoluta da parte di tutti i governi per quanto riguarda la redazione di un’agenda digitale e condendo il tutto con un’infrastruttura tecnologica decisamente antiquata, si ha un quadro abbastanza completo della situazione.

    Come un sito può crearti nuove opportunità

    La risposta in questo caso è molto semplice: internet può essere la tua vetrina sul mondo. Attraverso esso puoi trovare clienti che non ti saresti mai immaginato di avere. Hai la possibilità di esplorare nuove nicchie di mercato, ampliare la tua notorietà e rinforzare il tuo marchio. E’ tutto questo e molto altro ancora.

    Niente di così assurdo invero. Anzi, abbastanza ovvio. Quasi il discorso di un improbabile commerciante che cerca di spacciarti un oggetto inutile come uno space shuttle in grado di portarti sulla luna!

    Quindi mi creo un sito e sono già pronto per “spaccare il mondo”?

    Assolutamente no. E’ una cosa da prendere molto sul serio. Il tuo sito è il tuo biglietto da visita, la tua lettera di presentazione per il mondo e devi saperti presentare bene. Molto bene.

    E’ a tutti gli effetti un investimento strategico. Deve essere investita un’adeguata quantità di risorse e come qualsiasi investimento deve essere adeguatamente ponderato. E deve soprattutto portarti profitto.

    Di sicuro non spenderai quanto l’acquisto di un nuovo macchinario, dal punto di vista dei soldi. In gioco però c’è la tua immagine e la tua credibilità, che è inestimabile! E’ meglio quindi andarci molto cauti.

    Non affidarti al primo che passa, solo perché riesci a strappargli un prezzaccio! Il lavoro di qualità, come ben sai, è caro però ne vale sempre la spesa.

    Perché è sbagliato pensare “basta un sito qualsiasi, tanto per esserci”

    Come prima menzionato, si parla della tua immagine, del messaggio che vuoi trasmettere. Ogni singolo dettaglio deve essere quindi teso a convincere chi ti visita che la tua è un’impresa seria, affidabile e meritevole di essere contattata per un incontro. Chi naviga su internet è molto esigente e se vede qualcosa che non ispira fiducia, mal realizzato o, ancora peggio, incomprensibile, se ne va subito e, molto probabilmente, il contatto è perso per sempre. E non è detto che il passaparola possa riportartelo indietro.

    Come posso risultare vincente?

    Prima di tutto è necessario che tu stesso abbia ben chiaro quello che vuoi comunicare al mondo. Identifica per bene i tuoi prodotti migliori, cerca di capire perché tu sei migliore rispetto alla concorrenza. Cerca anche soprattutto di capire, sulla base della tua esperienza, quello che vogliono i potenziali clienti da te, non solo quello che vuoi tu. In questo modo potrai gettare le basi per un’efficace campagna su internet e far capire a chi realizzerà il sito per tuo conto quale sia il tuo obiettivo reale.

    Come individuare un realizzatore di siti “serio”

    Non essendo il tuo mestiere e molto probabilmente avendo tu conoscenze tecniche limitate riguardo al settore, parti da una posizione di svantaggio. Ci sono però dei segnali che possono farti capire di chi ti puoi fidare e chi è assolutamente da evitare.

    Prima di tutto tieni presente che ci sono moltissimi webdesigner in giro e quindi hai accesso ad un mercato con una concorrenza abbastanza vivace. Non fermarti alla prima proposta.

    Non sei tu a dover svolgere il lavoro: chi si deve occupare della tua immagine all’esterno non è solo un “manovale”, ovvero che realizza delle pagine internet scrivendo al computer delle righe di codice incomprensibile.
    Chi dovrà curare la tua immagine nel mondo deve essere qualcuno che ci capisca di comunicazione e saperti anche indicare quale sia la migliore organizzazione dei contenuti che andranno online. Dovrai per certo fornire del materiale informativo, però lascia che sia lui ad organizzarlo in maniera coerente e di modo che sia efficace dal punto di vista comunicativo.

    Usa il tuo istinto. Se riesci a far andare avanti la tua impresa attraverso di esso, non sbaglierai neanche in questa occasione.

    Sii esigente

    Fatti mostrare delle bozze indicative e magari il portafoglio di casi di successo. Trovare qualcuno in grado di realizzare pagine è molto facile, trovare qualcuno in grado di comunicare un messaggio non lo è altrettanto.

    Tieni sempre presente che hai a che fare con un media ad alto impatto visivo: grafiche curate, foto ad effetto e feeling sono fondamentali.

    E una volta realizzato tutto questo?

    Non mollare la presa, mai e per nessun motivo. Aggiorna periodicamente il tuo sito, mostrati attivo e mostrati innovatore. Solo in questo modo potrai restare a galla per internet e trarne i massimi benefici!

    Buttarsi online, come avrai capito, non è esattamente una passeggiata. I benefici che però potrai trarre da una campagna di marketing di questo tipo sono solo vagamente immaginabili. Già solo che tu possa ampliare la base dei clienti potenziali senza muoverti dalla tua poltrona dovrebbe dirti tutto. E non è assolutamente poco.

  • Come funziona il Crowd Funding?

    Come funziona il Crowd Funding?

    Quante volte in questi ultimi mesi hai sentito il termine Crowd Funding? E se non l’hai mai sentito bè…ne sentirai parlare e sempre più.

    Crowd Funding letterlmente tradotto in Italiano suonerebbe come “finanziamento da parte della folla” e consiste in sostanza in una collaborazione di un gruppo di persone che raccolgono dei soldi in vista di un obiettivo condiviso. Forse non ti è ancora chiaro il concetto e allora vediamo di rispondere ad alcune domande:

    • Dove si “incontra” questa gente?
    • Come si crea questo Network?
    • E quali sono gli obiettivi che vengono perseguiti da questi “investitori”?

    Il web ed i social network risultano essere il punto di incontro, la “piazza” dove vengono illustrate le idee, si propone un progetto e chi lo trova interessante può sostenerlo OVUNQUE si trovi,  sfruttando a pieno le enormi potenzialità di abbatiimento delle barriere che la rete riesce a creare. E’ un finanziamento che parte dal basso, è un nuovo modo per andare a coprire tutti quei buchi neri nel finanziamento che gli istituti di credito hanno creato.

    Per quel che riguarda gli obiettivi che si possono avere in un progetto di Crowd Funding si può senza alcun problema affermare come il limite sia solo la fantasia e la creatività. Infatti il Crowd Funding può riferirsi a processi di qualsiasi genere partendo dal sostegno all’imprenditoria e alle PMI innovative, passnado per ricerca e sviluppo e giungendo al sostegno ai beni culturali ed addirittura alla politica (eh si, Obama ad esempio  ha finanziato la sua campagna elettorale grazie al Crowd Funding)

    Come potete ben immaginare le possibilità aperte da questa modalità di finanziamento sono pressoché infinite, pensate ad asempio al Museo del Louvre, grazie all’iniziativa di Crowd Funding intitolata “Tutti Mecenati” è riuscito ad acquistare grazie a 5 mila donatori privati uno dei capolavori di Lucas Cranach il Vecchio, intitolato Le Tre Grazie. IN UN MESE è stato raccolto 1 milione di Euro.

     Ma quali sono i principi su cui si regge il Crowd Funding?

    La risposta arriva in 5 semplici punti forniti dal Kapipalist Manifesto scritto dall’Italiano Alberto Falossi, fondatore della piattaforma Kapipal (“raccogli soldi per I tuoi sogni”):

    1. Gli amici e i contatti del tuo social network possono aiutarti a raccogliere un capitale.

    2. Ogni tuo contatto può dare un contributo, anche piccolo. 
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.

    3. Tanti contributi possono costruire un grande capitale.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.

    4. I contributi non arrivano automaticamente. Anche se contatti molte persone,
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.

    5. I tuoi amici possono aiutarti inviando un contributo in denaro, ma anche passando parola.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.

    Data la vastità degli obiettivi che si possono inseguire tramite questa forma alternativa di finanziamento è possibile dividere il Crowd Funding in due categorie:

    1)   Crowd Funding riguardante iniziative autonome per progetti singoli;

    2)   Piattaforme per il Crowd Funding

    Esempio del primo punto è sicuramente l’iniziativa “Tutti Mecenati” del Louvre ed in generale qualsiasi procedura di raccolta fondi che involve progetti ad hoc.
    Per quanto riguarda il secondo punto invece, ovvero una piattaforma vera e propria dove  domanda ed offerta si incontrano , queste piattaforme possono essere

    • generaliste o
    • tematiche.

    Nelle piattaforme generaliste vengono raccolti progetti coinvolgenti tutte le possibili aeree di interesse basta pensare a indiegogo  a kickstarter  e gli italianinssimi Eppela  e BoomStarter “Piccole idee crescono” .

    Per le piattaforme tematiche, ad esempio per raccondere fondi per progetti musicali c’è PledgeMusic  o Quirky   per i progetti di Design.

    Questa è una panoramica (veloce ed esaustiva) sul mondo del Crowd Funding ed in questo nuovo “environment”  lo spazio per nuove idee, nuovi business ed innovazione è semplicemente inimmaginabile e senza limiti. Una modalità sicuramente più libera e più facilmente gestibile rispetto al Venture Capital e questo vuol dire che anche tu con una nuova start-up o con un nuovo prodotto o con un nuovo servizio potresti beneficiare di fondi che arrivano dal basso o perchè no creare la tua piattaforma di Crowd Funding.

    Le banche falliscono e fan parlare di crisi (principalmente la loro) ma idee e spirito imprenditoriale non hanno questo destino e se cerchi risposte, guardati attorno, ce ne sono. TANTE.

  • Cos’è l’imprenditoria?

    Cos’è l’imprenditoria?

    Come imprenditore sicuramente sarai in grado di spiegare in 15 secondi, concisamente ed efficacemente, di cosa la tua attività si occupi e come, tanto da ripeterlo pesino nel sonno. Ma per quanto riguarda la definizione di imprenditoria?
    Sapresti spiegare tanto precisamente e con così poche parole cosa ti accomuni a tutti le altre persone che si definiscono imprenditori?

     

    Una definizione secondo noi molto efficace potrebbe essere questa, del professor Howard Stevenson (Harvard Business School):

    “Imprenditoria è ricerca di un’opportunità senza prestare attenzione alle risorse attualmente a disposizione”

    (Entrepreneurship is the pursuit of opportunity without regard to resources currently controlled)

    Probabilmente dovrai ripetertela in testa più di qualche volta prima di coglierne la vera essenza.

    C’è chi definisce l’imprenditoria quasi come un disordine personale, una specie di dipendenza dal rischio.
    Ma quanti imprenditori conosci che si sveglino la mattina e cerchino esclusivamente quanto di più rischioso ci sia nel mondo economico?
    Più probabilmente ne conoscerai, come te, solo di quelli che pensino a come evitare i rischi o quantomeno a come minimizzarli. Delle più disparate personalità, per giunta.

    Definendo l’imprenditoria come un processo, la definizione di Stevensons è aperta a tutti i tipi di persone. In più, corrisponde perfettamente ad un criterio demografico già noto agli analisti della Harvard Business School: gli imprenditori di solito iniziano la loro carriera da poveri piuttosto che da ricchi. “In questo modo è possibile vedere le opportunità e non sentirsi limitati dall’ammanco di risorse” afferma Stevensons, “si fa senza risorse perché si è abituati a non averne”.

    La percezione di opportunità in assenza di risorse aiuta a spiegare molto riguardo quello che differenzia la leadership imprenditoriale dalla mera amministrazione d’impresa: l’enfasi sul team piuttosto che sulla gerarchia, decisioni rapide piuttosto che burocratiche delibere, equità piuttosto che pagamenti in denaro.

    Quando non hai soldi per comandare a bacchetta le persone intorno a te, come accade nelle imprese più grandi e pesantemente gerarchizzate, sei costretto a creare organizzazioni più orizzontali. “Assumi le persone che vuoi avere intorno a te, non quelle a te sgradite”, afferma nuovamente Stevensons. In altre parole, gli imprenditori offrono al loro team una grossa fetta di una visione in vista di un futura ricompensa , piuttosto che una magra fetta delle risorse nelle proprie mani.

    L’opportunità è l’unica risorsa che hai.

    Ogni volta che devi intraprendere nuove decisioni, ci sono due possibilità. Puoi fermarti alle scelte che si presentano da sole, cercare di prendere la migliore ed adattarla per quanto possibile alle tue necessità. Oppure puoi fare come un imprenditore fa: immaginare la migliore delle opzioni possibile e farla diventare realtà.

    J. Burgstone (Breakthrough Entrepreneurship)

    Ebbene si: ecco cosa rende l’imprenditoria così difficile. E così necessaria.

     

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da INC. 

  • L’Open Innovation applicata ai servizi

    L’Open Innovation applicata ai servizi

    “La strada per un prosperoso futuro per società e PMI che si vogliono inserire e vivere in una economia avanzata risiede nei servizi e nel ripensare il modo di fare affari”. Così Henry Chesbrough, coniatore del termine Open Innovation,  nel suo ultimo libro “Open Services Innovation – Competere in una nuova era” indica la strada a tutte le imprese occidentali per sfidare le nuove realtà economiche.
    Questa è l’unica via d’uscita dalla “Commodity Trap”.. concetti complicati? No semplicissimi: questa “trappola” scatta quando un prodotto (magari proprio quello che tu produci) si trova a combattere il rischio di essere venduto solo sulla base del suo costo e NON del suo valore. Quando un prodotto incappa in questa “trappola” è meglio uscirne e alla svelta.

    Come viene a crearsi la “commodity trap”?

    Sintomi di questa “trappola” per il business vengono a crearsi nelle seguenti realtà:

    • Quando i metodi necessari per il processo di fabbricazione sono ampiamente conosciuti. Diventa così sempre più difficile per le imprese differenziare i loro prodotti e mantenere questa differenziazione nel lungo periodo;
    • Il processo di produzione dei prodotti si sposta in aree del mondo a basso costo produttivo. Questo porta ad avere sempre più prodotti (LCD, Cellulari ed elettronica in generale) che valgono quello che costano, senza alcun valore aggiunto;
    • Un tempo di sopravvivenza dei prodotti nei mercati sempre più ridotto prima che un nuovo prodotto prenda il sopravvento.  Anche prodotti di successo si trovano dinnanzi ad un vantaggio nel mercato per un periodo molto più breve rispetto al passato. Questo accade trasversalmente, toccando il mercato farmaceutico tanto quello dell’informatica come quello dei cellulari.

    Ma la risposta a questa rapidità di movimenti del mercato risiede solamente nel riuscire a correre più veloci? La risposta è no. C’è la necessità di confrontarsi con i limiti di questo tipo di innovazione orientata solamente sulla novità del prodotto e ripensare IL MODO in cui si innova.

    Gran parte degli approcci esistenti all’innovazione derivano da modelli di business ancorati al modo di pensare focalizzato solo sul prodotto. La crescita sempre maggiore dei servizi che “attorniano” un prodotto in questa nuova era sta a significare che l’approccio di vecchio stampo va cambiato se le società vogliono continuare ad avere successo.
    Quattro sono i concetti cruciali di questo nuovo modo di pensare che può riattivare crescita ed innovazione:

    1)    Devi pensare al tuo business come se fosse un servizio per riuscire a mantenere il tuo profitto e crescere di più (non puoi più vendere “solo” un prodotto);

    2)    Gli innovatori devono co-creare con i clienti in modo da raggiungere esperienze più significative per i clienti stessi che in questo modo potranno avere sempre più quello che realmente vogliono;

    3)    L’Open Innovation accelera e rende più intensa l’innovazione nei servizi e la crescita promuovendo la specializzazione tra clienti, fornitori, produttori di beni e servizi complementari e altre terze parti che contornano il business. Tutto questo ha come risultato più scelta e varietà per i consumatori.

    4)    Una effettiva innovazione nei servizi richiede nuovi modelli di business che riescano a trarre profitto da iniziative di innovazione interna e che stimolino attività di innovazione esterna che possano aggiungere valore al loro stesso business.

    L’innovazione nei servizi aggiuntivi è la scappatoia dalla “commodity trap” è una soluzione per la crescita che da alle imprese un significativo vantaggio.
    Imprese e PMI guardando al futuro devono pensare OLTRE i loro prodotti e muoversi AL DI FUORI delle loro quattro mura per ottenere vera e propria innovazione.

    Le politiche macroeconomiche e dell’Unione Europea di sicuro aiutano a creare le condizioni per una nuova crescita ma alla fine è la singola impresa che sperimenta nuove soluzioni, che si prende i rischi e che investe. E’ arrivato il tempo per l’occidente di superare i limiti di una innovazione focalizzata solo sul prodotto e adattare un modo di pensare che punti ad una futura crescita.

    Usare a  proprio vantaggio ed efficacemente l’innovazione nei servizi è un compito che richiede niente di meno che un nuovo approccio al modo di fare business, utilizzando un nuovo modo di pensare. Lasciare da parte vecchie concezioni, creare network, condivisioni, aperture in una economia che chiusa com’è porta al beneficio di pochi (il che potrebbe sembrare positivo se si è uno di quei pochi) ma PER POCO tempo (e questo è un problema per tutti i tipi di business). Soluzioni? Ce ne sono, basta voler volgere lo sguardo altrove verso nuovi e più proficui lidi.