Anno: 2012

  • 3 punti chiave per una start-up digitale

    3 punti chiave per una start-up digitale

    Sei uno startupper? Stai iniziando a costruire la tua strada luminosa verso un futuro di successo? Prenditi 5 minuti per considerare questi 3 punti chiave:

    #1 Investitori e crescita:

    Decidi bene a chi presentarti, cerca un incubatore che possa anche affiancarti passo dopo passo e che possa tenerti per mano durante la tua crescita. Non ti servono solo i soldi vorrai cercare anche:

    – Affiancamento nell’approccio imprenditoriale;
    – Affiancamento nel settore amministrativo, finanziario e commerciale;
    – Mentoring;

    Tu sarai occupato a dare vita alla tua idea e quello che fai vorrei farlo bene, lascia che altri ti affianchino, non puoi fare tutto da solo. La tua maggior risorsa? Il tempo ! Prenditene cura.

     #2 Dai forma all’idea quando ti presenti:

    Una volta deciso a chi vuoi presentarti e da chi vuoi cercare investimenti cerca di essere il più pratico possibile. Non si tratterà di una discussione parlamentare o di una conferenza politica, chi decide di investire in te è primariamente caratterizzato dalla praticità, di conseguenza dimostrati pratico anche tu. Non appoggiarti a delle semplici slide powerpoint, se possibile crea un prototipo, metti l’idea in azione e mostrati operativo e pronto a fare. La tua operatività unita alla validità dell’idea saranno sicuramente vincenti. Hai passione per quello che stai facendo giusto? Questo è il momento di dimostrarlo.

     #3 Componi il tuo team con saggezza 

    Certo l’idea è fondamentale, stai componendo la tua sinfonia ma hai bisogno che ciascun esecutore stia suonando lo strumento che lo valorizza maggiormente. Non è per nulla banale questo concetto e molte volte porta alla disfatta totale del progetto: usa il networking cerca i migliori “musicisti” per far suonare la tua idea. Chiarisci fin dall’inizio chi fa cosa; certo il limite sarà flessibile ma non far suonare la tromba al violinista piuttosto valorizza, accentua, sottolinea i talenti. Vivrai il tuo progetto con più armonia e tutto “suonerà” magnificamente.

    Ti suona bene il discorso? 

  • Veneto e Cina tra timori e opportunità: workshop

    Veneto e Cina tra timori e opportunità: workshop

    La Cina da paese principalmente produttore a basso costo sta progressivamente diventando un mercato ideale dove vendere prodotti: grazie alla crescita sostenuta degli anni scorsi si calcola che nel 2015 la fascia di popolazione benestante raggiungerà circa i 200 milioni, praticamente la somma della popolazione d’Italia, Germania e Francia.

    Si tratta quindi di un mercato di nuovi ricchi molto ben disposti a comprare i nostri prodotti di lusso, in quanto essi rappresentano uno “status symbol”, la prova tangibile di essere arrivati in alto nella società.

    Nell’abito di questo nuovo trend, l’Università degli Studi di Padova – Dipartimento di scienze politiche, giuridiche e studi internazionali, nell’ambito del progetto Fondo Sociale Europeo, organizza il workshop “Le politiche regionali a supporto delle Pmi venete in Cina: esperienze e prospettive”, che si terrà mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 14.00 presso l’Università degli Studi di Padova – Archivio Antico Palazzo Bo (Via VIII febbraio 2 – Padova).

    Per visualizzare l’invito clicca qui

  • Startup: come affrontare il primo anno

    Startup: come affrontare il primo anno

    Il primo anno di vita per una startup è un traguardo molto importante.
    Nel primo periodo di vita di un’azienda, solitamente sono due le paure che attanagliano tutti gli imprenditori.
    La prima è la paura del fallimento: “Cosa succede se dico ai miei amici che sto creando una società e poi non porto a termine il progetto? Mi sentirò uno stupido per gli anni a venire!”.
    L’altra paura invece è di carattere finanziario: “Cosa succede se finisco i soldi? Cavoli, mi toccherà lavorare da McDonald a vita…”.
    Si tratta naturalmente di sensazioni estreme di paura, ma fanno sì che il primo anno sia molto stressante dal punto di vista psicologico.

    Di seguito troverai alcuni spunti per rendere queste preoccupazioni meno pressanti e poterti così concentrare sul tuo reale obiettivo: costruire la tua società partendo da zero.

    Scegli la tua location con attenzione

    Ricorda che non c’è bisogno di essere nella Silicon Valley per avviare una società. Contrariamente a quanto si pensa, quello potrebbe essere il peggior posto dove stare. Il perché è presto detto: i benefici per la Silicon Valley sono una rete enorme sia di persone da assumere che di finanziatori da convincere. Il punto è che non hai bisogno di nessuna di queste due cose quando avvii la tua società. Hai solo bisogno di tempo e spazio per capire cosa esattamente la tua azienda sta facendo. Una buona partenza per la tua startup è importante, ma richiede impegno e spesso denaro.
    Scegli un posto che ti permetta di gestire in maniera ottimale la prima fase di vita dell’azienda e soprattutto non dimenticare: evita le spese inutili.

    Prepara la tua famiglia

    Azienda e famiglia a volte potrebbero non andare molto d’accordo.
    Avverti la tua famiglia in merito al progetto che stai creando, rendili partecipi del viaggio che affronterete (sì perchè lo affronterete insieme…) di modo che tutti possano capire i tuoi sforzi e darti il sostegno necessario, specialmente agli inizi.
    Il sostegno della propria famiglia è fondamentale per ogni imprenditore.

    Non contare sui finanziamenti

    Un’azienda in fase di partenza è come una palla di argilla che deve essere modellata: il primo anno è destinato quasi esclusivamente alla fase di scultura. Sarà bello ricevere finanziamenti, ma se conti solo su di essi, allora avrai una delusione.
    La maggior parte degli investitori vogliono che tu raggiunga alcuni obiettivi prima di finanziarti, ma giustamente pensi che non puoi raggiungere degli obiettivi prima di avere la tua idea in atto. Questo significa che il primo anno dovrai incontrare un sacco di investitori che vogliono guardare la tua azienda mentre parte. Vogliono sentir parlare di quello che stai facendo, ma non metteranno mai dei soldi se sei solo alla disperata ricerca di investitori, perchè crederanno che non sai gestire il tuo business. Il primo anno è una sorta di periodo di prova: se lo attraversi e raggiungi i risultati che ti poni, allora gli investitori crederanno in te e saranno ben lieti di fare la loro.

    Dormi regolarmente

    Il sonno è importante, lo sappiamo tutti. Hai bisogno di dormire per essere creativo, per gestire le emozioni, e per prendere buone decisioni in fretta.
    Non farti ingannare dalle storie di chi passa folli nottate a lavorare in ufficio. Quelle notti sono sempre seguite da giornate buttate al vento a causa della mancanza di sonno.
    Dormi regolarmente e il tuo cervello sarà più produttivo e creativo.
    Le persone di successo sanno bene che il sonno è una componente essenziale per la gestione di ogni business.
    Credimi, hai bisogno di tutta la potenza del tuo cervello perché il primo anno può essere davvero impegnativo.

    Articolo liberamente ispirato a: Inc. Magazine
    Foto: By t0msk via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Mettere in pratica le idee: tre rapidi consigli

    Mettere in pratica le idee: tre rapidi consigli

    Tra il momento in cui si è soddisfatti di aver visto la propria idea realizzata e e il momento in cui l’ispirazione “colpisce”, c’è un mare di duro lavoro da attraversare. Come farcela senza diventare matti?

    Eccoti tre consigli:

    Capisci il ciclo vitale delle idee.

    Quando sopraggiunge una nuova idea, energia ed eccitazione sono a livelli altissimi. Ma quando arriva il momento di lavorare seriamente, l’eccitazione sparisce.

    Sopraggiunge quindi la tristezza per il lavoro. Lo stesso che capita allo scrittore quando cerca di scrivere un romanzo: per questo ci sono più libri lasciati a metà che libri completi.

    C’è quindi una forza che ti allontana da quello che è importante a quello che è urgente.

    Il trucco sta nel creare spazio e tempo per entrambi.

    Pensa in avanti, non cedere all’impulsività.

    Se ti dedichi solo a quello che è urgente, stai usando un metodo impulsivo di pensare e lavorare.

    Forse potrebbe aiutarti ad arrivare a fine giornata, ma sicuramente non ti aiuta ad innovare a lungo termine: a seguire l’impulso si ha solo un infinito flusso di lavoro che non lascia spazio ai momenti di pensiero tesi all’innovazione. Un buon leader delimita il tempo non stimolante, durante il quale svolge semplicemente i compiti incombenti, per poi dedicare il resto del tempo a ciò che gli viene meglio: pensare ed innovare. Dimenticandosi di tutto il resto.

    La responsabilità è fondamentale, come lo è una leadership capace.

    Gruppi di lavoro efficienti sono composti da membri con ruoli chiari in relazione ai diversi compiti, le persone in questo modo responsabilizzate. Ma perché questo accada è fondamentale un leader in grado di individuare le capacità delle persone, dividendo di conseguenza i compiti.

    Alla fine si tratta solo di fare un po’ di ordine e capire come non farsi trascinare dagli eventi.

    Cosa ti fa perdere la traccia quando si tratta di mettere in pratica una nuova idea?

     

    Foto: Caffetteria / AnDre | Ma_sight via Flickr
    Liberamente ispirato da Inc. Magazine
  • Brevetti ed Innovazione per le PMI sostenuti dal Fondo Nazionale Innovazione

    Brevetti ed Innovazione per le PMI sostenuti dal Fondo Nazionale Innovazione

    Il Fondo Nazionale Innovazione può essere un interessante opportunità per tutte quelle PMI che sono in procinto di introdurre sul mercato prodotti innovativi creati sulla base di brevetti.
    Ma da dove arriva e come funziona questo fondo? Questo fondo arriva in Italia conseguentemente allo Small Business Act (SBA) di Bruxelles che ha come scopo ultimo quello di creare un quadro strategico che possa sfruttare meglio il potenziale di crescita e di innovazione dell PMI di tutta Europa.

    A livello pratico stiamo parlando di un finanziamento garantito con lo scopo di spingere il più possibile le imprese Italiane ad innovarsi e a registrare brevetti industriali. 

    Vediamo l‘identikit dei potenziali interessati:

    – Imprese che brevettano;
    – Imprese che pur non avendo brevettato danno un contributo attivo allo sviluppo del brevetto (contratto di rete);
    – Imprese di tutto il territorio Italiano;
    – Imprese che operino in qualsiasi settore ad eccezione della produzione primaria, della pesca e del settore carboniero;

    Escluse da finanziamenti:

    – Le imprese che vengono ritenute essere in difficoltà ai sensi della normativa UE vigente;
    – Le imprese che non hanno restituito agevolazioni godute per cui è stata disposta la restituzione dal ministero.

    Come si inizia la procedura di finanziamento? Attraverso una di queste tre banche:
    – Mediocredito Italiano;
    – Unicredit spa;
    – Detusche Bank.

    Essenzialmente le banche potranno concedere un finanziamento alle PMI a condizioni agevolate ed il Fondo Nazionale Innovazione permetterà agli istituti di credito di ridurre il rischio di insolvenza in quanto potranno costituire un pegno su un fondo monetario del Mse. Questo pegno potrà essere utilizzato per la  copertura di perdite sul portafoglio di finanziamenti erogati fino ad un massimo di 3 milioni dieuro, con durata fino a 10 anni.

    Il punto molto importante è che questo pegno che servirà da garanzia alle banche porterà le stesse a non poter richiedere nessuna garanzia reale o personale all’impresa. La cosa che non convince, pur non essendo maghi della finanza,è la funzione secondaria del pegno ossia  quella di un effetto di leva finanziaria minimo di 1 a 5  sulle risorse che la banca può mettere a disposizione delle imprese.

    Spese finanziabili?

    – Tutte le spese (materiali ed immateriali) relative all’introduzione nel mercato economico di un bene o servizio che è stato brevettato;

    Le due linee di attività del fondo:

    1) La prima dedicata alle imprese che depositano brevetti;
    2) La seconda alle imprese che cercano di sviluppare quanto brevettato;

    Quanti Euro sono stati messi a disposizione? 57,9 Milioni.

    Per maggiori informazioni consulta il sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico.

  • Procedure aziendali: 5 errori da evitare

    Procedure aziendali: 5 errori da evitare

    Se la tua squadra trascorre i suoi giorni a chiedere il permesso prima di eseguire un compito, impiega un’ora per completare le note spese o i fogli di presenza, partecipa a riunioni ridondanti, o risponde a e-mail irrilevanti, hai un problema.

    Le procedure sono pensate per migliorare l’efficienza, per aiutare la tua impresa a crescere e così via… ma possono rapidamente finire fuori controllo.

    In uno studio su società statunitensi ed europee, è stato rilevato che l’importo delle procedure, degli organi di coordinamento, delle approvazioni necessarie per le decisioni, negli ultimi quindici anni, è aumentato ovunque dal 50% al 350%. Ma c’è di più: nelle aziende con strutture organizzative più complesse i manager spendono il 40% del loro tempo a scrivere report e dal 30% al 60% di esso in riunioni di coordinamento.
    Non c’è da meravigliarsi se le persone sentono di non poter mai portare a termine un lavoro.

    Allora perché amiamo le procedure così tanto?
    Esse offrono un modo per misurare la produttività e i progressi, il che fa sentire le persone più efficienti e responsabili. Se utilizzate correttamente, le procedure dovrebbero standardizzare e semplificare le operazioni necessarie a far progredire l’attività senza intoppi. Dovrebbero inoltre consentire alle aziende di intraprendere un lavoro complesso, soprattutto in un’organizzazione che cresce.
    Ma non è una buona cosa quando ci sono così tante procedure in atto da frenare le persone invece che aiutarle.

    Ecco i cinque modi in cui le procedure possono affossare la tua attività:

    1. Autorizzare con il permesso ma senza azione: Autorizzare non è dare più responsabilità alle persone, se queste devono poi ancora ottenere un numero irragionevole di approvazioni per approdare a un nulla di fatto. Questo segnala una mancanza di fiducia.
    2. Leader incentrati sulle procedure anziché sulle persone: Nel tentativo di standardizzare quello che facciamo, niente sul lavoro è più personale. I leader si preoccupano più delle procedure che delle persone per risolvere i problemi, ma tutto ciò non funziona. Questo segnala una chiara mancanza di umanità.
    3. Eccessiva dipendenza dalle riunioni: “collaborazione” e “inclusione” sono le parole d’ordine in azienda, ma la produttività del lavoro di squadra non necessita di incontri per ogni singola azione o decisione. Le persone, quando vengono sempre bloccate in riunioni, finiscono irrimediabilmente per perdere vitalità. Questo indica che la politica ha preso il sopravvento sulla produttività.
    4. Mancanza di una (chiara) visione: le aziende hanno bisogno di un grande visione e importanti traguardi. Troppo spesso le aziende hanno visioni o mission cariche di gergo, ma prive di significato. Questo segnala una mancanza di scopo.
    5. Management come giudice, non giuria: Se lo scopo della riunione è quello di far pensare, creare, o costruire, la gestione deve smettere di trascinare le persone verso il basso quando si propongono nuove idee o si mette in discussione lo status quo. Questo segnala una mancanza di prospettiva e di apertura.

    Quando il lavoro delle persone dipende da parametri incentrati sul soddisfare e mantenere lo status quo, si può criticare la loro riluttanza a spendere energia verso la creazione e l’invenzione di qualcosa?

    Articolo liberamente ispirato da: Fast Company Magazine
    Foto: By § Λzure § via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Virtubuzz: quando sono i fornitori a dare i voti

    Virtubuzz: quando sono i fornitori a dare i voti

    In momenti particolari come quello che stiamo vivendo, conoscere l’affidabilità dei propri clienti, siano essi presenti o futuri, è un fattore di primaria importanza e Virtubuzz nasce proprio per questo particolare scopo.

    Il servizio della startup veronese si propone un obiettivo ambizioso: l’idea è di creare un social network dove sono i fornitori a votare i loro clienti, con lo scopo di promuovere una cultura dell’affidabilità. È così di conseguenza possibile aiutare fornitori e aziende ad orientarsi (e spesso a sopravvivere), col risultato di migliorarne e favorirne i reciproci rapporti e scambi.

    Semplice da usare, intuitivo e gratuito, Virtubuzz permette ai propri iscritti di esprimere e condividere il giudizio sui propri clienti in base a criteri come: il rispetto degli accordi presi, la puntualità nei pagamenti e altri parametri che consentono di capire quanto è (o non è) affidabile un cliente.
    Nonostante la giovanissima età, Virtubuzz, che ha preso definitivamente forma nel novembre 2011, conta già oltre 6000 iscritti ed è in forte ascesa.

    Ecco un video dimostrativo:

     

    Ma come funziona? 3 regole di base.

    • L’alto valore del voto è garantito dal costante controllo da parte del Team delle aziende registrate. Un’azienda non può ricevere più di un voto dallo stesso fornitore, il voto è modificabile e viene espresso in base a tre criteri: professionalità e competenza, rispetto degli accordi, puntualità nei pagamenti. La condivisione di opinioni in rete aiuta dunque gli iscritti a scegliere con chi lavorare, riducendo il rischio commerciale e finanziario
    • Ogni azienda possiede una scheda aziendale: più l’azienda vota e viene votata, più acquista credibilità e autorevolezza. Partecipando attivamente alla community, si crea così uno storico visibile a tutti gli iscritti, rappresentativo della sua reputazione online.
    • E’ possibile monitorare la reputazione di una specifica azienda, ricevendo un alert via email ogni volta che un utente esprime un nuovo voto su di essa.

    Virtubuzz è un esempio tangibile di quanto la tecnologia, in questo caso rappresentata dal concetto di social network, possa essere d’aiuto per la comunità imprenditoriale anche in ambiti che fino a poco tempo fa sembravano sconosciuti.

    Il sito è raggiungibile presso: http://www.virtubuzz.com/home/landing

  • Italia Startup Open Day: proposte concrete per sviluppare il sistema start up

    Italia Startup Open Day: proposte concrete per sviluppare il sistema start up

    Il giorno 26 Maggio 2012 è previsto l’evento Italia Startup Open Day, ospitato presso l’incubatore H-Farm nella tenuta di Ca’ Tron presso Rocade, provincia di Treviso.

    L’iniziativa è organizzata da Italia Startup, una piattaforma indipendente nata dall’aggregazione di soggetti privati già operativi nel campo dell’innovazione, del digitale e dell’imprenditoria.

    Lo scopo dell’evento è creare un’occasione di confronto aperta e interattiva, che possa concludersi con la definizione di un piano operativo da consegnare alla Task Force per le Start Up innovative.

    All’evento sarà presente, come ospite illustre, anche il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, al quale si vuole offrire la possibilità di confrontarsi con i referenti principali della filiera: startupper, acceleratori, Venture Capitals, Business Angels e imprese, affrontando insieme a loro le tematiche più significative di ogni categoria.

    Le discussioni si svolgeranno quindi secondo lo schema del mini talk: per ogni sessione saliranno sul palco, insieme al Ministro e al moderatore, alcuni referenti (max. 3 o 4 persone) del singolo gruppo della filiera (startup, acceleratori, VC / Angel, Exit / Imprese). I referenti del gruppo, precedentemente selezionati, avranno a disposizione un paio di minuti per presentarsi, dopo di che partirà il confronto con il Ministro in merito alle tematiche più importanti selezionate da ogni singolo gruppo. Moderatore Luca De Biase (Presidente Fondazione Ahref).

    L’iniziativa risulta quindi molto interessante e, data la buona rappresentanza delle parti interessate a questo tema, ci sono sicuramente tutte le condizioni per un confronto stimolante e propositivo.

    Eventi di questa tipo sono quindi più che benvenuti.

    Nei paesi in cui la realtà startup è molto attiva, l’economia risulta molto più dinamica e in grado di rinnovarsi in più in fretta. L’innovazione passa prima di tutto per chi ha un sogno e una proposta per migliorare la vita di tutti: è necessario quindi fare di tutto perché anche da noi un paio di amici partendo da un garage possano diventare i nuovi player di rilievo nel mercato. Il beneficio non potrà che essere per tutto il sistema paese.

    In questo tempo di incertezza economica, un profondo rinnovamento non può che passare attraverso l’incentivo a sfornare nuove idee. Ci auguriamo che finalmente sia giunto il momento per porre le basi di una vera e propria filosofia italiana start up.

    L’evento è a invito, ma sarà possibile seguirlo tramite live streaming e live tweeting. Per maggiori informazioni: http://www.italiastartup.it/italia-startup-open-day/

    Finora sono state raccolte oltre 100 idee, delle quali 20 saranno selezionate proposte il giorno stesso dell’evento. La raccolta è comunque ancora aperta: attraverso l’hashtag Twitter ” #isday” è possibile proporre idee per migliorare il sistema italiano. Non far mancare la tua opinione!

  • Piccolo è meglio

    Piccolo è meglio

    Non c’è bisogno di fingere di essere una grande azienda. La tua piccola dimensione può aiutarti a battere la concorrenza.

    Gli imprenditori, soprattutto nei primi anni di crescita della propria attività, si preoccupano molto della dimensione percepita delle proprie società e fanno molte cose per apparire più grandi sin dal primo giorno.

    Ma cosa c’è di male nell’essere piccolo? Data la recente crisi economica e il profondo risentimento che tanti consumatori provano per molte grandi aziende, forse è proprio adesso il momento migliore per essere una piccola impresa. I vantaggi sono molteplici, come ad esempio l’essere più facile da raggiungere, la centralità che assume il cliente, la flessibilità e la capacità di innovarsi. La valutazione del valore della tua dimensione, se gestita in modo diverso può aiutarti a battere la concorrenza di grandi dimensioni con facilità.

    Ecco qualche suggerimento…

    …sii accessibile.

    Tieni a mente questa virtù in tutto quello che fai, e trova sempre il modo di comunicare in base a questo principio. I clienti vogliono collegarsi direttamente con te e vogliono sapere quello che fai. Come piccola azienda concentrati sul rendere il collegamento più semplice e più rapido possibile. Avere persone dal vivo che rispondono a ogni chiamata è strategia di vendita, non una carenza di dimensioni. Pubblicizza attivamente il fatto che i tuoi clienti avranno sempre una persona reale quando ti chiameranno, è importante per loro.

    …sii raggiungibile.

    Quando i clienti contattano la tua azienda, utilizza la tua piccola dimensione per creare con loro una interazione molto personale, quasi familiare. Le grandi aziende raramente si preoccupano di quante diverse persone un cliente può essere costretto ad affrontare, e non esitano ad accumulare ai trasferimenti telefonici la confusione generata da ogni singolo operatore. Insegna ai tuoi dipendenti che questo aspetto della relazione con il cliente ha un valore inestimabile. I clienti amano l’idea che una persona (con cui hanno già parlato e che conoscono) sia responsabile del loro benessere.

    …sii specializzato.

    La maggiore preoccupazione delle grandi aziende è la vastità dei loro prodotti, maggiori prodotti maggiori risultati. Non lasciare che il numero di prodotti offerti dai concorrenti più grandi ti facciano cadere nel panico. Quantità non significa qualità. Come piccola zienda, probabilmente, hai sempre avuto risorse limitate rispetto alle imprese concorrenti più grandi, ma piuttosto che un handicap usa questo fattore per essere giudizioso nello scegliere i tuoi prodotti. Offrire un minor numero di prodotti ti permette di puntare ad un livello qualitativo nettamente superiore a quello dei tuoi concorrenti.

    …sii veloce.

    Mentre le grandi aziende sono costantemente rallentate da pressanti controlli interni in ogni campo, dallo sviluppo del prodotto alle politiche aziendali, le piccole imprese invece possono prendere decisioni veloci e lavorare per la loro attuazione quasi immediatamente. Come piccola azienda dovresti essere in grado di ottenere sul mercato risultati più grandi e più velocemente di qualsiasi grande azienda.

    Ricorda che piccolo è potente.

    Articolo liberamente ispirato da: Inc. Magazine
    Foto: By missmac via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Tempo di motivazione: 16 citazioni per te

    Tempo di motivazione: 16 citazioni per te

    Ecco per te 16 motivazioni per farti riflettere, sorridere e pronte a darti una spinta verso il cambiamento.