Per avere una definizione completa di incubatore preferisco appoggiarmi all’US National Business Incubation Association (NBIA) che definisce l’incubatore come “un processo dinamico di sviluppo di impresa. Gli incubatori alimentano le imprese aiutandole a sopravvivere e crescere nella fase in cui sono maggiormente vulnerabili, quella di start-up. Gli incubatori forniscono assistenza manageriale, accesso a finanziamenti, consentono l’esposizione ad attività imprenditoriali critiche e l’utilizzo di servizi di supporto tecnico.”
Va sottolineato come il processo di incubazione di un impresa si stia sempre più rivelando un elemento essenziale ai nuovi imprenditori per sviluppare la loro idea di business.
4 sono gli elementi chiave che definiscono un incubatore:
1. La condivisione di uno spazio immobiliare concesso in affitto alle start-up;
2. Un insieme di servizi di supporto condivisi in modo da ridurre le spese che la singola impresa dovrebbe sostenere;
3. L’attività di training imprenditoriale;
4. L’inserimento dell’impresa incubata in un network di attori che le consentano di accedere a competenze e risorse necessarie al suo sviluppo (tecnologia, capitale umano e finanziario). Gli incubatori operano quindi da intermediari tra le imprese incubate e l’ambiente esterno.
Lo scopo di un incubatore?
– Generare imprese di successo;
– Fare in modo che le imprese lascino il programma di incubazione finanzairiamente autonome;
– Le nuove imprese “incubate” saranno in grado di commerciale nuova tecnologia e rafforzare l’economia locale;
3 diverse tipologie di incubatori:
1. Incubatori in “calce e mattoni”: E’ il modello più semplice di incubatore e si basa principalmente sulla fornitura di spazi e di servizi di base;
2. Incubatori Virtuali: Forniscono una gran quantità di servizi alle start-up attraverso internet ed aiutano nella fase di intermediazione con l’ambiente esterno;
3. Hub: Probabilmente la tipologia più importante in quanto dotato di un ufficio centrale e di varie divisioni specializzate nei diversi settori di servizio. L’Hub riesce anche a metter a disposizione alle aziende ospiti una rete di relazioni e di opportunità commerciali.
Le 3 fasi dell’incubazione:
1. Pre incubazione
In questa fase vengono comprese tutte le attività necessarie al supporto dell’imprenditore nello sviluppo della sua idea di business, nel business model e nella preparazione del business plan per aumentare le possibilità di giungere alla creazione di una start-up di valore. Gli incubatori affiliati agli Istituti Universitari sono solitamente pre-incubatori.
2. Incubazione
L’incubazione è la fase essenziale in quanto viene dato all’imprenditore tutto il supporto (vedi i 4 elementi chiave di cui sopra) dalla fase di start-up imprenditoriale fino alla vera e propria espansione. Questa fase comprende solitamente i primi tre anni di attività della nuova impresa. Perchè tre anni? perchè in questo periodo di tempo si può valutare se l’impresa è pronta a “camminare con le proprie gambe.”
3. Post incubazione
L’impresa finalmente sta camminando da sola e può lasciare fisicamente l’incubatore (sempre che l’incubatore non fosse di tipo virtuale.) Probabilmente la nuova PMI avrà bisogno di ulteriori servizi come miglioramento dei processi produttivi o servizi per l’internazionalizzazione. Gli incubatori classificati come “post-incubatori” possono essere chiamati anche acceleratori d’impresa.
Hai le idee un pò più chiare?
Vuoi sapere dove sono gli incubatoi d’impresa in Italia? li trovi qui.
Foto: By gepiblu via Flickr, C.C. Attribution.











Sono state annunciate le date del click-day per l’invio delle richieste telematiche per l’accesso ai 

Fino a non molto tempo fa il mestiere del venditore consisteva nel convincere chi aveva davanti a comprare qualcosa in cambio di denaro. La scelta del cliente aveva era molto semplice: compra adesso o risparmia per altre cose. Il venditore quindi cercava di fare in modo che la scelta del cliente ricadesse sul “compra adesso”. Un lavoro molto duro: c’è infatti sempre un altro giorno, un’altro venditore e un’altra cosa su cui spendere soldi.


Lo sai anche tu che oramai tra email, post-it, la tua agenda di lavoro e poi le ultime foto postate dai tuoi amici su facebook e magari gli articoli consigliati dalle persone che segui su twitter è difficile seguire tutte le informazioni che ti bombardano ogni giorno.
Nessuna attività può restare in piedi senza clienti. Come li tratti – o maltratti – determina quanto potrai tenere aperto. E un pessimo servizio ha contribuito a far fuori tante attività quanto non lo abbiano fatto pessimi prodotti.
Lo spirito imprenditoriale può “colpire” anche da giovani lo sappiamo… Ma hai mai sentito parlare del Caine’s Arcade? Arcade vuol dire sala giochi mentre Caine è il nome del bambino di 9 anni che la gestisce.
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