
Un professore universitario iniziò a riflettere sulle persone che ebbero un impatto positivo sulla sua vita e, in particolare, un giorno il suo ricordo tornò ad un’insegnante che lo fece innamorare della poesia. Successivamente questo professore non vide l’insegnante per diversi anni e, un giorno, fu in grado di risalire al suo indirizzo e mandò una lettera di ringraziamento. Poco tempo dopo ricevette questa risposta:
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Mio Caro,
non sai il valore della lettera che mi hai mandato. Sono ormai oltre gli ottanta e passo ormai i miei giorni da sola e a volte molto triste. In 50 anni di insegnamento questa è la prima lettera di ringraziamento che ricevo. Mi è giunta in un giorno in cui mi sentivo particolarmente triste e non sai quanto mi ha riempito di felicità, come non succedeva da svariati anni.
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La lettera fece scoppiare in lacrime il professore e lo fece continuare con questa pratica di ringraziamenti alle persone che furono importanti per la sua vita. Giusto per dire un semplice “grazie”.
Se solo la metà dell’energia usata per tener rancore fosse canalizzata sulla gratitudine… chissà!
Nessuno di noi è arrivato dov’è da solo. Sia che l’assistenza ricevuta fosse alla luce del sole o tra le righe, riconoscere l’aiuto di qualcuno è un grosso passo per capire l’importanza della gratitudine.
Sam Walton (il patron di Wal Mart) ha scritto dieci regole per il successo e riguardo la parola “grazie” non è rimasto certo stretto di parole. La sua quinta regola è:
[quote]”Apprezza qualsiasi cosa i tuoi collaboratori facciano per il tuo business”[/quote]
Sarebbe bello riuscire a convivere tutti i leader ad adottare questo comportamento. Se hai scelto bene i tuoi collaboratori e fornito loro tutti gli strumenti necessari per lavorare al massimo e se , chiaramente, hanno raggiunto i loro obiettivi, il prossimo passo logico è riconoscere i loro sforzi.
Lodare qualcuno è a costo zero, però il ricavo è di valore immenso. I tuoi collaboratori vogliono essere visti come persone capaci, competenti e ottimi membri della squadra.
Vuoi persone motivate al tuo fianco? Perché allora non lodarli per i loro contributi al successo dell’impresa?
E come si può ringraziare in maniera efficace? Eccoti quattro idee:
- Sii sincero. Ringrazia solo quando qualcuno se lo merita davvero.
- Ringrazia in pubblico. Lo scopo è incoraggiare i collaboratori a continuare per la stessa strada e, nello stesso momento, incoraggiare gli altri a fare del loro meglio. Ringraziare in pubblico aumenta il morale.
- Sii specifico nel ringraziamento. Identifica esattamente il motivo per cui un collaboratore meriti un “grazie”. Un semplice “ben fatto”, se dovesse suonare non genuino, potrebbe avere invece un impatto negativo.
- Fai in modo che sia qualcosa di duraturo. Se si è trattato di una sfida molto importante magari è meglio un piccolo e semplice festeggiamento con tutti. L’apprezzamento non è qualcosa che dura solo un momento. Deve essere continuo.
Un leader capace stabilisce una cultura della gratitudine. Espandi questa cultura a tutti coloro che hanno a che fare con la tua impresa, fornitori, rivenditori, postini e, senza dubbio, ai clienti.
Tutti gli anelli della catena sono essenziali per il tuo successo. È facile ignorare la persona che fa i compiti più umili o, anche, colui che ti dà semplici consigli. Grandissimo errore. Tutti meritano un riconoscimento, specialmente se vuoi mantenere la relazione con loro.
Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine


In questo articolo non ho intenzione di dilungarmi in noiose spiegazioni sulla procedura da seguire per la partecipazione all’
di Andrea Caccioppoli, studente laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre
Rispettato in tutto il mondo come uno dei maggiori business leader del ventesimo secolo. Suo padre commerciava sia cotone che cavalli e Ross già all’età di 6 anni addestrava cavalli ad essere montati ed addomesticati per uno o due dollari a cavallo… E il suo naso ancora mostra i primi risultati ottenuti.
Prima di diventare un magnate della gestione dei rifiuti, di fondare blockbuster e di diventare padrone della squadra di NFL dei Miami Dolphins Wayne, secondo Forbes, lavorò come benzinaio durante le scuole superiori.
Prima di fare storia con il suo stile “vecchio stampo” nel mondo degli investimenti il nativo del Nebraska guadagnò il suo primo “capitale da investire” consegnando giornali a domicilio.
Se dovessimo identificare un imprenditore dalle umili origini dovremmo decisamente puntare il dito su Sam Walton. Il fondatore di
Il nonconformista imprenditore e fondatore di Netscape Jim Clark è stato tutto fuori che un uomo cresciuto negli agi. Cresciuto in una casa per genitori single ed il suo primo lavoro (dopo aver mollato la scuola) è stato per 4 anni nella marina americana. Qui si trovò continuamente in conflitto con l’autorità. Come molti altri imprenditori Clark non riusciva assolutamente a piegarsi ai suoi superiori. Successivamente? Fondò Netscape, silicon Graphics e Healtheon.
Il successo del fondatore della Dell non fu per nulla istantaneo. Dell iniziò come lavapiatti in un ristorante cinese. La sua paga iniziale? 2,30dollari/ora. Dell dimostrò spiccate attività di vendita durante le superiori quando fu in grado di racimolare 18.000 dollari vendendo sottoscrizioni per il quotidiano Houston Post- abbastanza per comperarsi una macchina e tre computer. Una volta al college Michael iniziò il suo primo business (PC’s limited) nella sua stanzetta presso il dormitorio. Comprese il valore aggiunto dell’attività che aveva iniziato e a19 anni chiese un prestito alla nonna e rinominò la società in Dell computer.



Avrai sentito parlare di Lean Production o Lean Manufacturing o Lean Management soprattutto nel Nordest d’Italia dove è divenuto (e diverrà sempre più) parola d’ordine per gran parte delle PMI ed anche per le aziende familiari.

A Cà Tron, un piccolo paesino trevigiano, c’è una bellissima tenuta agricola ma non è una classica fattoria veneta come potrebbe sembrare dall’esterno. Non vi si allevano animali e non si raccolgono uova. Qualcosa si raccoglie però, si raccolgono idee e sogni digitali e li si fa crescere sani e forti per un incontro di successo con il mercato. Questa la mission dell’H-Farm.


È di sicuro strano sentire accomunare il mondo della palestra e del business. Ti chiederai che similarità potranno mai esserci tra lo sforzarsi in palestra per avere un fisico perfetto e il mondo degli affari. Che relazione ci sarà mai tra l’allenarsi ed il modo di pensare dell’imprenditore?
Per essere sicuro che il tuo prezzo sia quello giusto, devi continuamente bilanciare costi, profitti e la percezione che il consumatore ha del valore. E senza dimenticare le tattiche della concorrenza.



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