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  • Elimina i clienti inutili e fai crescere il tuo business

    Elimina i clienti inutili e fai crescere il tuo business

    Per far crescere un business di successo, hai bisogno dei clienti migliori e più promettenti. Ma ricorda che non serve cambiare tutti i tuoi vecchi clienti. Vedi questo processo come quello dei coltivatori di zucche.

    La rimozione delle zucche meno promettenti dalla pianta è una procedura operativa standard per gli agricoltori. Non c’è pietà, è una questione di sopravvivenza.

    Potresti pensare: “Non posso permettermi di perdere un singolo clienti, quindi mi limiterò a concentrarmi sulla crescita con i miei clienti top.”
    …ma non puoi dedicare a tutti, tutto il tempo. Quando hai cattivi clienti, non puoi fare il lavoro necessario per far crescere quei rapporti, perché semplicemente non crescono…

    E’ tempo di rimuovere le zucche malate, in modo che i tuoi attuali clienti top, e altri nuovi clienti, possano fiorire. Se questo passo ti spaventa, trova il cliente che ti fa guadagnare di meno e che, quando licenziato, avrà il minimo impatto finanziario sulla tua attività. Spara per primo.

    Così come si fa ad eliminare un cliente?

    Qui ci sono quattro modi per farlo:

    #1 Elimina servizi

    Per sbarazzarsi di clienti, basta dire loro che non offri più una certa tipologia di servizi.
    Ad esempio, potresti eliminare un determinato servizio o la manutenzione di un tipo specifico di società. Per fare questo, utilizza il trucco “esperienza nel settore”: “mi spiace ma abbiamo spostato tutte le nostre risorse al servizio di un’azienda diversa, e non possiamo più aiutarti.”

    #2 Priorità al top

    Quando i buoni clienti chiamano, vanno serviti per primi. I clienti non produttivi vengono spinti verso il fondo della lista. Quando sei al telefono con un cliente poco interessante e un tuo “cliente top” chiama, educatamente riaggancia e richiama subito il tuo cliente top. Certo, potresti pensare che il sistema sia sbrigativo, (e lo è) ma nel tuo business non puoi perdere tempo.

    #3 Aumenta i prezzi

    Se vuoi veramente vedere i clienti cattivi scappare, alza i prezzi. E io non intendo un misero 10 o 20%. Aumenta il prezzo fino a quando non diventa proibitivo per il cliente (quello che vuoi eliminare ovviamente). In rari casi, solo alcuni clienti saranno all’altezza della situazione, pagando il prezzo più alto per continuare a lavorare con te.

    #4 Rifiuta due volte

    Un altro modo per spezzare i legami con un cliente improduttivo è avere un accordo con un importante cliente che vuole l’esclusiva. Non sto suggerendo di creare effettivamente un contratto, l’obiettivo è quello di avere una spiegazione. Basterà dire che ora hai un contratto in esclusiva con un cliente di rilievo.

    Dopo aver finito con i clienti inutili, è il momento di sbarazzarsi di quelli che semplicemente non vanno bene per il tuo business. Anche i buoni clienti hanno bisogno di un calcio se sono inadatti a quello che offri. Quando un cliente vuole fare affari con te, ma non è adatto al tuo prodotto, indirizzalo verso un altro venditore che può occuparsi di lui. Stai dando loro un ottimo servizio con l’introduzione a qualcun altro che può servirli in maniera più ottimale..

    Ricordati, proprio come in un campo di zucche, la sarchiatura è un processo costante.
    Prenditi uno o due giorni per valutare i clienti e prendere le decisioni difficili.

    Liberamente ispirato da: Entrepreneur Magazine
    Foto: By knitsteel via Flickr, Creative Commons Attribution
  • 8 utili consigli per ritrovare la tua concentrazione

    8 utili consigli per ritrovare la tua concentrazione

    Ti capita di arrivare alla fine della giornata e non ti accorgi del tempo che è passato?
    Inizi un progetto ma poi ti perdi in dettagli inutili?
    Vorresti del tempo per il tuo business ma sei troppo impegnato a “salvare il mondo”?

    Ecco otto modi per evitare che le distrazioni possano danneggiare la tua produttività:

    #1: Crea un elenco e rileggilo spesso

    Non ha senso fare un elenco di cose da fare, se poi finisce sotto tutti i documenti, alla fine della giornata. Devi tenerlo nel tuo campo visivo: usa i post-it piuttosto e mettilo proprio dove lo vedi ogni volta che alzi lo sguardo, rispondi al telefono o usi il pc.

     #2: Chiudi la porta

    Sembra l’opposto del buon senso. Non dovresti essere a disposizione dei dipendenti quando hanno un problema? Beh, se non si stanno concentrando abbastanza sulla tua attività allora sì che avranno un problema… trovare un altro lavoro. In questo momento come imprenditore la tua azienda viene per prima… i dipendenti per secondi. E forse, se non riescono a raggiungerti, prenderanno qualche utile iniziativa e risolveranno loro i problemi.

     #3:  Alzati quando qualcuno entra in ufficio

    Ciò significa che il visitatore non può sedersi e la maggior parte della gente si stancherà di stare in piedi e se ne andrà quando vi sarete accordati. Se qualcuno è particolarmente prolisso, nonostante lo stare in piedi, cammina intorno alla scrivania e spostati fuori dalla porta e giù per il corridoio. Poi scusati per la fretta e torna in ufficio.

    #4:  Limita le azioni che ti fanno perdere l’attenzione

    Quanto spesso controlli la posta elettronica, Facebook, o il cellulare? Prendi direttamente le telefonate o lasci che se ne occupi un front-office? I potenziali fornitori entrano subito in contatto con te appena varcano la parta dell’ufficio? Ognuno di queste cose ti distrae dal tuo business principale. Programma momenti specifici per affrontare queste questioni in modo da avere del tempo per fare il tuo vero lavoro.

    #5:  Analizza i motivi della procrastinazione

    Aspettare per fare qualcosa può essere una questione di emozione piuttosto che di distrazione. Hai paura di non avere le capacità per realizzare qualcosa di importante nel tuo business? Ti senti di non avere abbastanza informazioni per fare un buon lavoro? Sei nervoso per il passo successivo dopo il progetto corrente? Prenditi del tempo con carta e matita, annota i motivi per cui non stai affrontando una cosa, analizzali e trova la soluzione.

    #6:  Prendi a piccoli morsi

    Questo è un consiglio contro la procrastinazione. Se inizi, è possibile eseguire più di quanto pensi con un extra di 15-20 minuti ogni ora. Non aspettare di avere il “tempo che serve” per iniziare a fare qualcosa, altrimenti non inizierai mai.

    #7:  Pulisci la tua scrivania

    Se sei pronto a tuffarti in ​​un progetto di grandi dimensioni, elimina dall’area di lavoro gli altri doveri minori. E ‘così facile scorgere qualcosa che ci vorrà solo un paio di minuti e smetterai di lavorare sulla roba grossa per affrontare le piccole cose. Non lasciare che le distrazioni visive possano distoglierti dai tuoi progetti.

    #8: Devi solo farlo

    Chiudi la porta, spegni il telefono, svuota la scrivania e inizia. Metti un cartello fuori dalla porta dell’ufficio con scritto qualcosa di simile, “Qualunque cosa succeda, me lo dirai domani.” Se rimuovi tutte le scuse e le distrazioni, puoi effettivamente realizzare alcuni dei tuoi obiettivi nel business, anche prima di quanto ti aspetti.

    Liberamente ispirato da: Entrepreneur Magazine
    Foto: By jasonEscapist via Flickr, Creative Commons Attribution
  • 3 passi per far crescere la tua azienda

    3 passi per far crescere la tua azienda

    Una società ha bisogno di fare alcuni cambiamenti di filosofia per potersi trasformare da start-up ad azienda in espansione.

    Se sei in un business da qualche tempo e non sta crescendo in fretta, il perché può essere ricondotto a tre motivi principali:

    1) Tu non vuoi crescere.
    Ad alcuni imprenditori piace il ritmo della loro attività.

    2) Non hai accesso alle risorse per crescere.
    Sia le persone, il denaro, il mercato o i fornitori sono limitati e stai lavorando per avere accesso a ciò che ti serve.

    3) Non hai fatto il necessario per far crescere il tuo business.
    Se hai ambizione e le risorse necessarie, ma ancora non stai crescendo rapidamente come vorresti, questo potrebbe essere il tuo problema.

    Per sviluppare la tua start-up hai bisogno di cambiare il modo di pensare riguardo ai tuoi prodotti, le tue offerte e i tuoi clienti.
    Ecco tre cose che potrebbe essere necessario fare per la tua azienda:

    #1: Da “cosa” a “perché”

    Nelle prime fasi della tua azienda, è naturale concentrarsi sul prodotto o servizio.
    Questo è il “cosa” della tua attività: la creazione di valore per il cliente proviene dalla produzione della tua organizzazione. Poi, man mano che il mercato cresce, soprattutto in mercati competitivi, ci si differenzia dagli altri con la consegna e servizio.

    Lo spostamento verso la crescita viene dopo: focalizzati sul “perché” della tua cultura aziendale, l’elemento che attira i clienti più fedeli e zelanti.

    #2: Da “più” a “meno”

    L’avvio di un’impresa può essere eccitante ma anche spaventoso. La sopravvivenza impone che tu dovresti vendere più velocemente e in maggior quantità. Questo è come stabilisci il fondamento delle entrate e dei clienti.

    Se vuoi crescere ricorda che vendere sempre di più non ti porterà un guadagno in termini di efficienza; il passo successivo che devi compiere è cambiare il focus del tuo mercato: invece di vendere a tutti, ridefinisci la vendita verso il tuo cliente ideale.

    #3: Da “eroi” a “organizzazione”

    Gli “eroi” sono persone decise e motivate, ingredienti fondamentali di qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni. La sfida è capire come trovare e assumere queste grandi persone.

    La tua azienda può sfruttare il suo successo con lo sviluppo di un’organizzazione perfetta che può avere successo anche durante lo sviluppo di nuove persone. Assicurati di avere una chiara ed efficiente organizzazione in queste cinque aree chiave :

    Marketing: Come si generano interessi, visite e contatti.
    Vendite: Come si qualificano la trattativa, la chiusura e l’accordo.
    Operazioni: Produrre le offerte promesse.
    Finance: Tracciabilità, previsione e gestione dei flussi di cassa e finanziamenti.
    Servizio: Portare avanti il business con coerenza e qualità.

    Sviluppare queste cinque parti della tua azienda può sembrare solo buon senso, ma richiede una profonda riorganizzazione e semplificazione della tua azienda per consentirle di crescere.

    Se vuoi che la tua attività faccia dei salti in avanti hai bisogno di impegnarti in questi cambiamenti nel tuo modo di pensare.

    Liberamente ispirato da: Inc. Magazine
    Foto: By bryanwright5@gmail.com via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Startup: come affrontare il primo anno

    Startup: come affrontare il primo anno

    Il primo anno di vita per una startup è un traguardo molto importante.
    Nel primo periodo di vita di un’azienda, solitamente sono due le paure che attanagliano tutti gli imprenditori.
    La prima è la paura del fallimento: “Cosa succede se dico ai miei amici che sto creando una società e poi non porto a termine il progetto? Mi sentirò uno stupido per gli anni a venire!”.
    L’altra paura invece è di carattere finanziario: “Cosa succede se finisco i soldi? Cavoli, mi toccherà lavorare da McDonald a vita…”.
    Si tratta naturalmente di sensazioni estreme di paura, ma fanno sì che il primo anno sia molto stressante dal punto di vista psicologico.

    Di seguito troverai alcuni spunti per rendere queste preoccupazioni meno pressanti e poterti così concentrare sul tuo reale obiettivo: costruire la tua società partendo da zero.

    Scegli la tua location con attenzione

    Ricorda che non c’è bisogno di essere nella Silicon Valley per avviare una società. Contrariamente a quanto si pensa, quello potrebbe essere il peggior posto dove stare. Il perché è presto detto: i benefici per la Silicon Valley sono una rete enorme sia di persone da assumere che di finanziatori da convincere. Il punto è che non hai bisogno di nessuna di queste due cose quando avvii la tua società. Hai solo bisogno di tempo e spazio per capire cosa esattamente la tua azienda sta facendo. Una buona partenza per la tua startup è importante, ma richiede impegno e spesso denaro.
    Scegli un posto che ti permetta di gestire in maniera ottimale la prima fase di vita dell’azienda e soprattutto non dimenticare: evita le spese inutili.

    Prepara la tua famiglia

    Azienda e famiglia a volte potrebbero non andare molto d’accordo.
    Avverti la tua famiglia in merito al progetto che stai creando, rendili partecipi del viaggio che affronterete (sì perchè lo affronterete insieme…) di modo che tutti possano capire i tuoi sforzi e darti il sostegno necessario, specialmente agli inizi.
    Il sostegno della propria famiglia è fondamentale per ogni imprenditore.

    Non contare sui finanziamenti

    Un’azienda in fase di partenza è come una palla di argilla che deve essere modellata: il primo anno è destinato quasi esclusivamente alla fase di scultura. Sarà bello ricevere finanziamenti, ma se conti solo su di essi, allora avrai una delusione.
    La maggior parte degli investitori vogliono che tu raggiunga alcuni obiettivi prima di finanziarti, ma giustamente pensi che non puoi raggiungere degli obiettivi prima di avere la tua idea in atto. Questo significa che il primo anno dovrai incontrare un sacco di investitori che vogliono guardare la tua azienda mentre parte. Vogliono sentir parlare di quello che stai facendo, ma non metteranno mai dei soldi se sei solo alla disperata ricerca di investitori, perchè crederanno che non sai gestire il tuo business. Il primo anno è una sorta di periodo di prova: se lo attraversi e raggiungi i risultati che ti poni, allora gli investitori crederanno in te e saranno ben lieti di fare la loro.

    Dormi regolarmente

    Il sonno è importante, lo sappiamo tutti. Hai bisogno di dormire per essere creativo, per gestire le emozioni, e per prendere buone decisioni in fretta.
    Non farti ingannare dalle storie di chi passa folli nottate a lavorare in ufficio. Quelle notti sono sempre seguite da giornate buttate al vento a causa della mancanza di sonno.
    Dormi regolarmente e il tuo cervello sarà più produttivo e creativo.
    Le persone di successo sanno bene che il sonno è una componente essenziale per la gestione di ogni business.
    Credimi, hai bisogno di tutta la potenza del tuo cervello perché il primo anno può essere davvero impegnativo.

    Articolo liberamente ispirato a: Inc. Magazine
    Foto: By t0msk via Flickr, Creative Commons Attribution
  • La pianificazione: tra mito e realtà

    La pianificazione: tra mito e realtà

    Il ritmo del cambiamento nel mondo di oggi rende la pianificazione tradizionale praticamente priva di significato: anche se hai fatto dei piani per il tuo business, sii pronto a cambiarli.

    Quando guru aziendali ed esperti di gestione parlano di creare e far crescere un business, fanno sempre riferimento alla pianificazione. I business plan infatti fanno sentire le persone al sicuro sapendo che c’è un qualche tipo di struttura a guidarli.

    Tuttavia, la maggior parte delle imprese non stanno affrontando la pianificazione nel modo giusto e non sanno di essere sulla cattiva strada.

    Avere un piano non garantisce che ciò che prevedi, effettivamente diventi realtà: i piani non prevedono il futuro, ma sapere come e cosa progettare per la tua azienda può fare la differenza tra ottenere risultati e sprecare tempo prezioso.

    Inizia con ciò che per te è importante.

    Un piano anche mediocre ma che senti con passione sarà più utile e produttivo di un piano tecnicamente superiore ma che non ti entusiasma .
    La pianificazione è più un’arte che una scienza, ricordalo.

    Crea un quadro di pianificazione che lasci spazio il cambiamento.

    Il tuo piano non è un rigido “prodotto finale”. Pensalo di più come ad una serie di punti di riferimento: un susseguirsi di argomenti chiave per focalizzare l’attenzione sugli obiettivi verso i quali sei rivolto. Accetta l’opportunità di aggiungere o modificare qualsiasi parte del piano, o addirittura di eliminare parti di esso. Non fare qualcosa semplicemente perché è “previsto dal piano”.

    Considera la pianificazione come un qualcosa di vivo, in continua evoluzione.

    Decidi consapevolmente di rivedere periodicamente il tuo piano, valutalo e modificalo. Tieni sempre a mente anche altre ipotesi, rimani flessibile e aperto al cambiamento. Non lasciare spazio all’orgoglio o all’inerzia durante la pianificazione.

    L’influenza della tecnologia nella nostra vita e il continuo cambiamento sociale rimettono in discussione tutto ciò che facciamo nel mondo degli affari e tutto ciò che crediamo sia vero sul modo in cui operano le imprese. Ciò che accettiamo oggi come realtà, sono i cambiamenti in un batter d’occhio.

    Articolo liberamente ispirato da: Inc. Magazine
    Foto: By angrodZ via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Chi sono i tuoi clienti “Pilota”?

    Chi sono i tuoi clienti “Pilota”?

    Investire in una nuovo business richiede alcuni passi fondamentali, inclusa l’identificazione del target e la costruzione di una robusta catena di clienti. Costruire la catena, in ogni caso, da solo non basta: hai bisogno di priorizzare la lista dei potenziali clienti.

    Come priorizzare quindi? Poniti queste tre domande:

    1. Che clienti già ci conoscono e sono a basso rischio?

    Prima di tutto identifica i clienti coi quali già abbiamo una buona reputazione. Con questi clienti possiamo potenzialmente rischiare nell’offrire nuovi prodotti/servizi perché potrebbero essere interessati ad investire e imparare con noi.

    2. Che clienti ci aiuteranno a costruire la nostra reputazione e il nostro marchio nel nuovo business?

    Identifica i clienti che possano costruire storie di successo che possano aiutarci a vendere di più il nostro prodotto. Chiaramente più clienti “noti” hai, più possibilità hai di rinforzare il marchio.

    3. Che clienti ci aiuteranno ad imparare come operare al meglio nel nuovo business?

    Identifica una mix di clienti che ti permetta di testare il tuo approccio al mercato e di imparare ne cammino. Vuoi imparare:

    • Che messaggio di vendita funziona generalmente?
    • Quanto difficile e costoso è soddisfare un largo campione di clienti con questo nuovo prodotto?
    • Che situazioni difficoltose devo aspettarmi? E come le risolvo con successo?

    Selezionare i clienti per il “test pilota” è un passo critico per risolvere i capricci tipici di un nuovo modello di business e, collateralmente, aiuta a costruire quella confidenza che porta al successo.

    Lo scopo diretto di questa serie di azioni è limitare i tentativi “alla cieca” e identificare rapidamente la chiave per il successo di una nuova iniziativa.

    E tu come procedi quando sviluppi un nuovo progetto?

    Fonte: liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine
    Foto: "Labyrinth" by fritzmb via Flickr. CC Attribution
  • Cosa fare quando non sai cosa fare

    Cosa fare quando non sai cosa fare

    Bilal Kamoon via Flickr – CC attribution

    Sei frustrato? Ti capiamo perfettamente

    La maggior parte di noi ha lavorato sodo per garantirsi un futuro e ora le cose non stanno funzionando come ci aspettavamo. È particolarmente vero se stai affrontando particolari problemi al lavoro, soprattutto perché ora ci sono tecnologie e nuovi concorrenti apparsi dal nulla che hanno cambiato completamente le carte in tavola.

    E questo ti confonde e destabilizza.

    Ci siamo sentiti dire molte volte che ormai il futuro era abbastanza prevedibile e che studiando le cose sarebbe stato possibile arrivare dove si desiderava, vivendo felici e con successo.

    Le cose non sono andate così (anche per chi è contento) e molti di noi non stanno facendo progressi per raggiungere gli obiettivi.

    Pensiamo che la ragione sia abbastanza semplice: il modo in cui siamo stati abituati a ragionare funziona perfettamente quando si possano prevedere le cose, ma non più nel momento attuale.

    Siamo stati abituati a pensare così:

    1. Tu (o chi per te, genitori, insegnanti, ecc.) predici come sarà il futuro;

    2. Crei alcuni piani e scegli il migliore;

    3. Trovi le risorse necessarie (educazione, soldi…) per raggiungere l’obiettivo;

    4. Fai in modo che le cose si realizzino.

    Siamo stati talmente indottrinati che vediamo questo come l’unico modo di agire.

    Ma chiaramente un approccio intelligente in un futuro che si possa prevedere non è più così intelligente in momenti di instabilità. Le cose sono cambiate.

    Come fare allora? Hai bisogno di un approccio diverso.

    Te ne proponiamo uno.

    C’è un metodo testato per navigare in acque incerte, un approccio che probabilmente ti sarà utile, non importa quale sia la situazione con cui ti trovi a che fare. Tutti gli imprenditori davvero di successo lo utilizzano.

    Quindi:

    1. Inizia col desiderio.

    Trova o pensa a qualcosa che davvero desideri. Non ti serve essere troppo appassionato, hai giusto bisogno di un desiderio abbastanza forte per iniziare.

    2. Muoviti in modo intelligente e il più velocemente possibile verso la meta.

    Cosa significa muoversi in modo intelligente? Significa muoversi sfruttando al massimo tutto ciò che si ha per le mani. Quello che conosci, chi conosci e tutto ciò che sia disponibile. Sii sempre sicuro che il passo non sia più lungo della gamba, così da non perdere tutto se le cose non funzionino. E cercati qualcuno con cui lavorare, per recuperare maggiori risorse. Inoltre se trovi qualcuno disposto a condividere il rischio con te hai già una prima prova della bontà dell’idea.

    3. Rifletti e costruisci.

    Hai bisogno di riflettere ogni volta che costruisci perché cambi la realtà intorno a te. A volte il passo che compi ti porta sempre più vicino al traguardo, a volte arrivi effettivamente al traguardo e a volte cambia quello che tu stesso vuoi. Se presti attenzione, impari sempre qualcosa. Quindi dopo aver agito, chiediti: “queste azioni mi hanno portato al traguardo? Ho bisogno di maggiori risorse per arrivarci? Voglio ancora ottenere quell’obiettivo?

    4. Ripeti

    Agisci. Impara. Costruisci. È così che gli imprenditori di successo conquistano l’incerto. Quello che funziona per loro, funziona anche per noi. Non credi?

    Liberamente ispirato da Harvard Business Review

  • Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    By Racchio via Flickr, Creative Commons Attribution

    Ho voluto essere decisamente provocatorio con il titolo di questo articolo ma in un momento in cui la lenta (o inesistente) crescita economica Italiana (e non) ha lasciato tanta gente senza lavoro il panorama è evidentemente composto da:

    – persone che aspettano un lavoro migliore;
    – persone  che aspettano un lavoro in genere;
    – persone che decidono di crearsi un lavoro, iniziando da zero un nuovo business;

     

    Vuoi che tu sia uno startupper, un libero professionista o semplicemente hai la possibilità (e la voglia) di rischiare... L’iniziare a fare qualcosa che ti piace non è solamente un enorme privilegio ma è di sicuro meno costoso di uno sfarzoso master universitario (e ti da di più) o del comperarti una nuova macchina fiammante a rate (che non ti puoi permettere.)
    Se stai iniziando una nuova attività, un qualcosa di tuo che senti e in cui credi ci sono essenzialmente 3 punti che vuoi considerare. Eccoli:

    1) Fatti consigliare il più possibile.

    Durante tutti i passi della tua “impresa” ti troverai molte volte a dover rispondere a domande inaspettate partendo dal business plan, passando per la forma societaria ed il commercialista fino a giungere al marketing e a come gestire il tuo profilo “social”.
    Rilassati e fai un bel respiro, “qualcuno” ha già provato a fare ciò che stai facendo tu e c’è gente lì fuori a cui piace ancora aiutare.

    Non puoi usare solo google o qualche tutorial su youtube, non basta !
    Considera le camere di commercio, considera gli eurosportelli, tante volte possono consigliarti gratuitamente e darti “dritte” che non scoveresti con un motore di ricerca.
    Confrontati, confrontati e confrontati: sarai molto più produttivo se sarai in grado di prendere decisioni considerando anche altri punti di vista (rispettando sempre le TUE intuizioni.)

    2) Impara a  gestire il tuo tempo.

    Capire cosa devi fare e quando devi farlo non è una cosa così semplice, soprattutto all’inizio. Comprendere cosa va fatto nell’immediato e cosa può aspettare quando hai 10 cose in lista che sembrano tutte urgentissime richiede del tempo.
    Prendi un bel foglio e scrivi le tue priorità, non hai più limiti di orario e questo ha i suoi lati positivi come negativi.

    Cerca di priorizzare le tue attività e ricorda che anche il tempo è un investimento. Investilo il tuo tempo, vale di più dei soldi, molto di più e abbi pazienza con te stesso, il ritorno c’è anche se non è immediato.

    3) Sii realista.

    Hai bisogno di fare soldi, questo è indiscutibile. Per fare soldi hai bisogno di un piano pieno di numeri  che dimostri COME farai soldi.
    Imponiti degli obiettivi, se arrivi ad un punto che quello che ti entra in tasca non è abbastanza, non copre le spese o semplicemente è evidente che  “il gioco non vale la candela” devi sapere che è tempo di  lasciar perdere.
    Ringrazia per quanto hai imparato, muoviti e cambia avventura. Fallimento è solo una parola, a certi trasmette disperazione ad altri trasmette voglia di rialzarsi. Tu chi sei?

    Certo questi punti non ti indicano QUALE business preciso intraprendere (l’idea la devi mettere tu) ma di sicuro aiutano ad avere una fotografia “panoramica” di cosa ti puoi aspettare, poi i dettagli li scopri tu.

    Iniziare un nuovo business non è come trovare un lavoro, devi trovare la tua strada non mandare curriculum.
    Poi pensaci un attimo: tu ci metti tutto te stesso, poi se le cose non girano potrai sempre incolpare l’economia…

  • 6 trucchi per motivarti a lavorare più sodo

    6 trucchi per motivarti a lavorare più sodo

    Arrivare al successo impiega tempo, a volte molto più di quel che ti piacerebbe. Se non stai attento è molto facile perdere la bussola e scoraggiarsi.

    Per semplificare il percorso verso il successo eccoti qualche trucco per tornare subito in corsa:

    1. Definisci il tuo scopo

    Perché stai lavorando? Perché questo lavoro? Solo tu puoi rispondere a queste domande. Alcuni sono predisposti per certi lavori, altri non vogliono fastidi e cercano la sicurezza di un lavoro dipendente. Non c’è una soluzione ottimale in assoluto, c’è solo la migliore per te. E per questo motivo hai bisogno di conoscere il tuo scopo, così da poter arrivare alla tua soluzione ottimale.

    2. Lega il tuo scopo agli obiettivi della tua impresa.

    Ora che hai capito perché stai lavorando, vedi la tua impresa come il mezzo per arrivare alla soddisfazione di tale scopo. Più l’associazione nella tua testa sarà stretta, più la motivazione arriverà in fretta. E potrai lavorare con maggiore entusiasmo!

    3. Lega il tuo scopo al successo del tuo team.

    Se lavori con altre persone, esse dipendono da te per portare a termine il tuo lavoro. Raggiungere il tuo scopo aiuta anche loro a raggiungere il successo. E in questo modo potrai avere un impatto positivo sulle vite altrui.

    4. Cercati obiettivi ambiziosi.

    Ora che hai allineato tutto, è tempo di trovarti degli obiettivi ambiziosi che possano creare successo per te, i tuoi prodotti e la tua impresa. Non sederti sugli allori ma cerca di essere sempre ispirato grazie a sfide esaltanti.

    5. Crea un piano fattibile e flessibile.

    Ora che hai anche trovato gli obiettivi, hai bisogno di un piano passo per passo che ti porti sempre più vicino al traguardo. E’ molto importante averne uno perché attraverso esso si può costruire maggiore confidenza,  dedizione e, soprattutto, ti darà l’impressione di avere sempre le cose sotto controllo. Piccolo consiglio: se non sei sicuro di come si possa creare un piano che funzioni, meglio chiedere a qualcuno che già sia arrivato al successo per qualche indizio.

    6. Conquista il mondo… a partire da ora!

    Ora il successo è solo una questione di eseguire il piano che ti sei creato. Per partire col piede giusto, non perdere tempo e, subito dopo aver messo nero su bianco i tuoi obiettivi, inizia a lavorare  per completare ogni fase di quanto pianificato.

    La motivazione si nutre di azione. E tu vuoi costruire quel circolo virtuoso che ti porterà diretto al traguardo.

    Per far andare le cose secondo i piani è necessario prima di tutto averne uno. In questo modo potrai tenere sotto controllo gli eventi e non mollare mai la presa.

    E tu già ce l’hai un piano?

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Sai cos’è la Lean Production?

    Sai cos’è la Lean Production?

    Avrai sentito parlare di Lean Production o Lean Manufacturing o Lean Management soprattutto nel Nordest d’Italia dove è divenuto (e diverrà sempre più) parola d’ordine per gran parte delle PMI ed anche per le aziende familiari.
    Partiamo dal principio, il termine lean production, volendolo tradurre, vuol dire “produzione snella” e stiamo trattando di qualità nella produzione. La metodologia lean (dai, è tempo di abituarsi ai termini inglesi che alle volte non ha senso tradurre come da sempre si fa in Italia) è comunemente associata alle aziende giapponesi ed in particolare a Toyota.

    La storia

    Sakichi Toyoda, fondatore della casa automobilistica Toyota

    La metodologia lean può essere descritta come una filosofia industriale. Il termine lean management fu coniato negli anni ’80 da un gruppo di ricercatori del MIT (una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts) che si stavano dedicando allo studio del Toyota Production System (Il sistema di produzione utilizzato nelle fabbriche Toyota.)
    A capo del team c’era il Dott. James Womack che successivamente pubblicò quanto aveva studiato nel libro “La macchina che ha cambiato il mondo”, nel quale si analizza in dettaglio e si mette a confronto il sistema di produzione dei principali produttori mondiali di automobili con la giapponese Toyota. Il risultato? Vennero per la prima volta messe nero su bianco le ragioni della netta superiorità di Toyota rispetto ai concorrenti.

    Il sistema di produzione Toyota nacque a metà degli anni ’50 grazie a Sakichi Toyoda (chiamato anche “Re degli inventori giapponesi” e fondatore di Toyota), al figlio Kiichiro Toyoda e al loro ingegnere capo Taiichi Ohno.
    A cosa serve sapere la storia che sta dietro la lean production?
    Essenzialmente perchè la lean production è una generalizzazione e divulgazione in occidente del Toyota Production System che ha superato i limiti della produzione di massa (sviluppato da Henry Ford e Alfred Sloan) applicata (purtroppo ancora oggi) dalla quasi totalità delle aziende occidentali.

    Questa stessa filosofia industriale esiste oggi grazie agli insegnamenti di Edwards Deming (famosissimo consulente americano) che riuscì a convincere i giapponesi che,

    [quote]per raggiungere la qualità, occorresse smettere di dipendere dalla produzione di massa e bisognasse focalizzarsi sul miglioramento dei processi produttivi e costruire la qualità del prodotto fin dall’inizio del processo.[/quote]

     Ti chiedi qual’è il segreto rivoluzionario e perchè tanti parlano di lean production?

    Il segreto è semplicissimo: Usare di meno per produrre di più.

    I PRINCIPI LEAN

    Fondamentale per il movimento lean è partire dal fatto che bisogna dare l cliente quello che vuole, utilizzando risorse minori e conseguentemente producendo meno:

    ▪   sprechi di materie prime;

    ▪   sprechi dovuti a tempi morti;

    ▪   giacenze di magazzino inutilizzate;

    ▪   eccessi o anticipi di produzione;

    ▪   sprechi legati a carenze nei processi;

    ▪   trasporti inutili;

    ▪   prodotti difettosi.

    Producendo meno spreco ci sarà una richiesta minore di

    • Investimenti;
    • Spazio per la produzione.

    I principi lean non si limitano comunque alla riduzione dello spreco usando di meno per produrre di più ma sono determinati anche da:

    ▪       L’ Identificare il processo che consegna valore al cliente ed eliminare le fasi che non aggiungono valore;

    ▪       Il lasciare che sia il cliente a “tirare”  il processo – non produrre niente fino a che non ce ne sia bisogno, poi produrre questo velocemente;

    ▪       Il perseguire la perfezione tramite continui miglioramenti.

    La metodologia lean prevede il miglioramento della qualità dei prodotti offerti attraverso tutta la catena, quindi a partire dai fornitori che dovranno a loro volta pensare ed agire in modo snello.
    La genialità delle intuizioni alla base della lean production sta nel fare solo ciò che serve creando valore per i clienti ed eliminando ogni forma di spreco. Nell’ultimo principio ossia il perseguire la perfezione tramite continui miglioramenti sta l’essenza della lean production.

    Ti starai chiedendo se il principio può essere adattato anche alla piccola e media impresa (non tutti fabbricano macchine…) la risposta è si, può essere applicato anche alle PMI ma ad una condizione, l’imprenditore deve essere disposto a mettersi in discussione.