Tag: Finanziamenti

  • Che cos’è il Venture Capital?

    Che cos’è il Venture Capital?

    Si sente tanto parlare di venture capital, nato in USA e sbarcato anche in Europa dove la Commissione Europea investe sul Venture Capital  soprattutto in un periodo in cui le banche storcono un pò il naso a concedere grossi prestiti a PMI e start-up.
    Ma.. cos’è il Venture Capital?
    Il venture capital rappresenta una parte di quello che viene definito “mercato privato”, cioè il mercato sul quale vengono negoziati titoli di imprese non quotate nelle borse ufficiali.

    In sostanza Il venture capital consiste nell’apportare capitale di rischio da parte di un investitore con lo scopo di finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori che hanno un elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano queste operazioni sono detti venture capitalist.

    L’investimento di Venture Capital ha tre elementi che lo caratterizzano:

    1) La fase di sviluppo della nuova società in cui si inserisce (Early Stage Financing):

    • Fase di sperimentazione (Seed financing) = Intervento effettuato nella fase di sperimentazione di un prodotto/servizio
    • Start-up financing = Intervento effettuato in coincidenza dell’avvio dell’attività produttiva. Non si conosce ancora la validità economica del prodotto
    • Finanziamento nella prima fase (first stage financing) = Intervento effettuato quando l’attività produttiva è completata, ma la validità del prodotto deve essere ancora verificata

    2) Ambiti tecnologici in cui si investe, nel venture capital si cerca solitamente di investire in start up ad alto valore innovativo.

    • Queste imprese dovrebbero possedere un buon team manageriale, essere in un mercato in rapida espansione, avere prodotti o servizi innovativi basati su una tecnologia di proprietà;
    • Potenzialmente sono imprese che escono da degli Incubatori aziendali  (ma non solo).

    3) Rischio operativo  Il venture capital richiede:

    • un orientamento di lungo termine,
    • un’alta tolleranza verso il rischio e l’illiquidità. I titoli di società piccole e non quotate sono difficilmente negoziabili, perciò il venture capitalist deve gestire (normalmente) per alcuni anni il suo investimento per farlo crescere fino a quando è possibile quotare in borsa l’azienda o venderla.

    Questo tipo di rischio operativo è poi, nel caso di buona riuscita del business, ripagato da rendimenti futuri decisamente elevati. A livello storico dal 1980-2004 il tasso di rendimento dei fondi di Venture Capital è stato del 27%. Tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo secolo c’è stato un notevole picco dovuto all’avvento di Internet e delle tecnologie di informazione e comunicazione.
    E a livello pratico? Molte società legate all’information technology (google ti dice qualcosa?) sono nate grazie ad operazioni di Venture Capital.

    All’interno dell’UE per avere la possibilità di operare una venture capital si necessita di un capitale sociale non inferiore a 2 milioni di euro indicizzato in società per azioni o in accomandita per azioni. Il resto della procedura (peraltro in attesa di revisione e snellimento da parte dell’UE) è controllato da Banca d’Italia, Consob e antitrust Italiano e comunitario.

    Come i Venture Capitalist cercano di limitare i rischi di perdita

     Solitamente, per scongiurare il più possibile i rischi di perdita, visto che una nuova impresa in cui si investe potrebbe fallire (pensate a puntare su un numero secco alla roulette) e non avere alcun successo i Venure Capitalist tendono ad investire usando due accorgimenti:

    • Investimento per stadi (di cui sopra, ne abbiamo appena parlato al punto 1)  se investo nella fase di sperimentazione non è detto che investa anche nello start up financing quindi mantengo gli stadi a compartimenti stagni e se vedo che il business non c’è esco a gambe levate;
    • Investimento in portafoglio: Nel settore si applica una regola alquanto empirica, la regola 2-6-2: Ogni 10 investimenti 2 sono dei fallimenti, 6 rendono il capitale investito e 2 danno risultati eccezionali.

    Investimenti NON in fase iniziale

    Si discute se gli investimenti che intervengono nelle fasi  di

    • Shipping: il prodotto viene messo in vendita consentendo le prime entrate, che però non sono ancora sufficienti a coprire le spese.
    • Profitable:le vendite aumentano fino a superare l’ammontare delle spese, creando un profitto.
    • Restart:dopo una ricapitalizzazione a livelli di valutazione ridotti rispetto ai precedenti, il prodotto o la strategia di marketing della azienda cambiano significativamente.

    Siano ancora da considerarsi interventi di Venture Capital o meno. Se la società di Venture Capital opera solo (e non ha partecipato minimamente alla fase di start up) in questa fase in Europa si parla ancora di Venture Capital (in USA la questione è diversa).

    Ulteriori vantaggi (NON FINANZIARI) derivanti dal Venture Capital per le Start-up

    Avendo anni di esperienza, i venture capitalist evitano alle imprese di commettere gli errori più comuni, specialmente nell’area del management. Possono aiutare

    • Nella scelta del personale,
    • Nella formulazione della strategia,
    • Nella ricerca di clienti e fornitori di alto livello,
    • Possono offrire networking con aziende con cui sono in contatto,
    • Avvocati e contabili offrono i loro servizi “scontati” a queste nuove start-up confidando un giorno di trovarsi con dei grossi clienti.

    Sicuramente il Venture Capital può aiutare in Europa ed ha aiutato (in Italia Tiscali) nuove realtà ad emergere in un mercato alquanto competitivo nel quale se hai le idee ma non hai la grana di sicuro le banche non vengono d’aiuto. Ma allora qual’è la risposta? L’UE si sta muovendo nella direzione di semplificazione burocratica e normativa per le società di venture capital e forse qualcosa sta per cambiare se non fosse che, come al solito, la normativa si muove a ritmi di elefante contro gazzella nei confronti di realtà economiche e di collaborazione sociale che sono in continuo movimento… mentre in UE si parla di Venture Capital, il Crowd Funding  ed il Prestito tra persone (Social Lending) spingono sempre più.

  • Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Ricerca ed innovazione: oramai questi due termini sono stati pronunciati da politici, economisti, Ministri, professori, Regioni e Stato talmente tante volte che forse si sta perdendo l’essenzialità del loro significato e della loro funzione per far ripartire e competere nuovamente la nostra economia con realtà estere molto più avanzate.
    Il Nordest ed in particolare il Veneto è caratterizzato dalla presenza di PMI principalmente a conduzione familiare e la costituzione di centri di ricerca a modello San Francisco con la sua rinomata Silicon Valley diciamo che non risulta così semplice, vuoi per i cospicui investimenti che bisogna sostenere, vuoi per i colossali meccanismi burocratici.

    Ma uno spiraglio sembra aprirsi e la regione Veneto ha deciso di passare  all’azione varando negli scorsi giorni una delibera definita di “ingegneria finanziaria” e firmata dall’assessore allo sviluppo economico Marialuisa Coppola.
    Vengono messi a “disposizione” un totale di 120 Milioni di Euro tra fondi regionali e di rotazione a tutte le imprese decise a fare della parola innovazione il loro mantra.
    Come ha sottolineato la Coppola (durante una intervista per il Corriere del Veneto del 17 Novembre 2011) «La legge regionale 9 del 2007   sulla ricerca scientifica è l’unica del comparto economico rifinanziata con la manovra di quest’anno. Si tratta di circa 10 milioni 200 mila euro che uniti al fondo di rotazione per l’innovazione di Veneto Sviluppo, che ammonta ad altri 110 milioni di euro, andranno a finanziare i progetti a fondo perduto per il 30% coperto dalla legge 9 e per il 55% a tassi agevolati con il fondo di rotazione della finanziaria regionale. La quota restante, del 15%, sarà invece a carico delle aziende proponenti».

    Progetti allo sportello

    Ma la vera e propria “innovazione” sta nel fatto che si cercherà di applicare il meno possibile il criterio dell’apertura di bandi per l’accesso ai fondi. Spesse volte infatti l’apertura di un bando comporta scadenze e tempistiche che raramente combaciano con tempi ed esigenze degli investimenti di impresa e Veneto Innovazione spa apre quindi I suoi sportelli (Vedi art. 5 d. lgs.n. 123/1998) alle imprese che cercano finanziamenti in questo settore.

    Venetoinnovazione.it

     

    Come spiega il terzo comma dell’articolo 5 della legge sopracitata: “Nel procedimento a sportello e’ prevista l’istruttoria delle agevolazioni secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nonche’ la definizione di soglie e condizioni minime, anche di natura quantitativa, connesse alle finalita’ dell’intervento e alle tipologie delle iniziative, per l’ammissibilita’ all’attivita’ istruttoria. Ove le disponibilita’ finanziarie siano insufficienti rispetto alle domande presentate, la concessione dell’intervento e’ disposta secondo il predetto ordine cronologico.”  In sostanza verrà data priorità all’ordine cronologico della presentazione dei progetti fino ad esaurimento dei fondi.

    Ci si chiede infine se effettivamente sia questa una modalità innovativa, (come si è visto la sostituzione del bando con lo sportello si rifà ad una legge del 1998 sulla razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese) o se sia invece il caso di trovare modalità più “coinvolgenti” e semplificate per le PMI a gesitone familiare per raggiungere tangibilmente questi denari. Il problema è sempre quello: quanto fondi vengono stanziati e quanti realmente utilizzati? Il fondo perduto è all’ordine del giorno in Italia ma questo dato non è mai in linea con le PMI che avrebbero necessitato di quei finanziamenti. Che vi sia una mancanza di comunicazione tra politica e realtà o semplicemente non si vuole realmente innovare?