Categoria: Start-Up

  • A Treviso la fattoria è digitale: H-Farm

    A Treviso la fattoria è digitale: H-Farm

    A Cà Tron, un piccolo paesino trevigiano, c’è una bellissima tenuta agricola ma non è una classica fattoria veneta come potrebbe sembrare dall’esterno. Non vi si allevano animali e non si raccolgono uova. Qualcosa  si raccoglie però, si raccolgono idee e sogni digitali e li   si fa crescere sani e forti per un incontro di successo con il mercato. Questa la mission dell’H-Farm.
    Questo incubatore privato di start-up è un segno positivissimo tutto italiano nel settore tecnologico in cui si sa che non siamo al top.

    Grandi le idee che vengono “incubate” in questa “fattoria digitale” e grandi anche I numeri del fattuato. Nel 2011 sono stati 25 i milioni di euro fatturati e tre le nuove sedi aperti, in America, in India e in Inghilterra.

    Ma, chi si cela dietro tutto questo?

    Nessun segreto, il suo nome è Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm ed attuale amministratore delegato. Il suo passato digitale nasce negli anni 90 con uno dei primi progetti di e-commerce italiani. Visionario o meno Riccardo Donadon ha saputo direzionare le sue idee  seguendo sempre il vento giusto dell’innovazione.

    Il suo viaggio è comunque appena iniziato perchè il futuro che si prospetta per l’H-farm è di sicuro radioso. Dal 2005 sino ad oggi sono state portate avanti 32 iniziative e tra i casi di successo c’è sicuramente zooppa.com (un piattaforma pubblicitaria che ha rivoluzionato i meccanismi della creazione pubblicitaria dando la possibilità ai clienti di avere un ruolo attivo).

    C’è poi uno degli ultimi progetti targati H-farm e si chiama Misiedo che consiste in un servizio di prenotazione tavoli in real time per i migliori ristoranti italiani tutto gestito dalla comodità di un iPhone, iPad e web.

    Insomma le idee innovatine passano per H-farm e la parola crisi è bandita. Gli investimenti sulle nuove idee vengono concentrati nel breve periodo per diminuire I fattori di rischio e sostenere le idee di business digitali passo passo fino a comprendere se sul serio (con dati pratici) l’idea farà il “boom” sul mercato. In massimo un anno dall’inizio del progetto bisogna essere certi che l’idea funzioni.
    Idee innovative digitali finanziate da Venture capitalist e Business Angel, la direzione è nuova e l’aria è fresca soprattutto se paragonata a realtà italiane in cui l’impresa trova a fatica fondi per la sua crescita.

    Donadon ed i suoi soci sognano in grande (come è giusto che sia) e sognano di creare in provincia di Treviso un distretto di competenze dedicate al web, un crocevia, un luogo di incontro tra investitori e idee sempre più globale. Un grande network in cui colaborazione, visibilità ed apertura  la fanno da padrona.

    Secondo noi This is the way to go -questa è la strada da percorrere- e non solo nel business digitale. Chi ha orecchie da intendere…

  • Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Il 19 Marzo 2012 prenderà il via a Treviso il MA.D.E.E. MasterLab in Digital Economics & Entrepreneurship.
    Cos’è?
    Un vero e proprio master in impreditoria digitale nato grazie agli sforzi della Digital Accademia di Roncade.
    Ma qual’è la filosofia che sta alla base di questa Accademia? Lo si comprende facilmente dal loro sito web in cui si legge

     

    [quote]La Digital Accademia è al servizio delle imprese che vedono le opportunità offerte dalla tecnologia e vogliono imparare tutti gli strumenti che occorrono per poterle cogliere appieno. La sua faculty è formata da professionisti e imprenditori capaci di spiegare con grande concretezza le nuove tecnologie e il loro significato per il marketing, la progettazione di nuovi prodotti, la riorganizzazione della comunicazione, la valorizzazione delle risorse umane, la creazione di nuove imprese. 
L’ispirazione viene prima di tutto dall’energia di chi sta creando un nuovo mondo di possibilità economiche a partire dalle tecnologie digitali ma sulla scorta di un’ambizione più profonda: contribuire a migliorare la qualità della vita.[/quote]

    Il corso che sarà dedicato ad Imprenditori, sia aspiranti che professionisti,

    [quote] …i quali desiderino concentrare i propri sforzi e  unire le loro conoscenze per la costruzione di un’impresa fondata sull’innovazione e sulla crescita nel mondo digitale…[/quote]

    avrà modalità di apprendimento pratiche. La concretezza risulta essere l’elemento principale alla base di tutto il master infatti tutta la fase di apprendimento (e pratica) avverrà in contatto diretto con i progetti di startup nate dall’incubatore H-FARM.

    Le possibilità di business nel digitale? Senza limiti infatti I partecipanti al master (massimo 30 persone, verifica modalità di ammissione) potranno sviluppare una propria idea di business e lavorarci (in gruppi) durante tutti i 4 mesi di durata del master. Al termine del corso i due progetti di business digitale più interessanti e  considerati concretamente realizzabili dal H-FARM verranno sostenuti nella creazione di una nuova startup digitale.

    Interessantissimi in questa luce sono di sicuro gli incontri che si terranno ogni due settimane in H-farm intitolati “Storming Pizza” che costituiscono una fondamentale possibilità di incontro tra aspiranti startupper, business angel e altre figure del mondo venture. Pochi minuti a disposizione per la presentazione i quali potranno trasformare un progetto o  un sogno digitale in realtà.

    Dal punto di vista della didattica il master prevede un modello di apprendimento innovativo e mirante alla produttività ed efficenza:

    • Lezioni frontali con approccio didattico pragmatico e concreto, mirate ad acquisire i fondamentali di imprenditoria digitale e di know-how per lo sviluppo di una startup, sotto la guida di esperti e professionisti del settore.;
    • Momenti di incontro  con personalità aziendali dalle imprese protagoniste nell’innovazione digitale in Italia e all’estero;
    • Project work e lavori di gruppo, per comprendere che la squadra è il fondamento della startup;
    • Visite presso le realtà aziendali più innovative nel campo del digitale;
    • Simulazioni, business game e gaming, esperienze dinamiche per stimolare la creatività;
    • Percorso di stage all’interno di startup incubate in H-FARM ma non solo;
    • Workplace in spazi aperti e a diretto contatto con l’ambiente naturale.

    Sicuramente, leggendone il programma, abbiamo compreso che tutto il master è orientato al mettere in pratica la citazione di Albert Einstein che si legge nel sito della Digital Accademia:

    [quote]Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione.[/quote]

     Nulla da aggiungere.

  • Che cos’è il Venture Capital?

    Che cos’è il Venture Capital?

    Si sente tanto parlare di venture capital, nato in USA e sbarcato anche in Europa dove la Commissione Europea investe sul Venture Capital  soprattutto in un periodo in cui le banche storcono un pò il naso a concedere grossi prestiti a PMI e start-up.
    Ma.. cos’è il Venture Capital?
    Il venture capital rappresenta una parte di quello che viene definito “mercato privato”, cioè il mercato sul quale vengono negoziati titoli di imprese non quotate nelle borse ufficiali.

    In sostanza Il venture capital consiste nell’apportare capitale di rischio da parte di un investitore con lo scopo di finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori che hanno un elevato potenziale di sviluppo. Spesso lo stesso nome è dato ai fondi creati appositamente, mentre i soggetti che effettuano queste operazioni sono detti venture capitalist.

    L’investimento di Venture Capital ha tre elementi che lo caratterizzano:

    1) La fase di sviluppo della nuova società in cui si inserisce (Early Stage Financing):

    • Fase di sperimentazione (Seed financing) = Intervento effettuato nella fase di sperimentazione di un prodotto/servizio
    • Start-up financing = Intervento effettuato in coincidenza dell’avvio dell’attività produttiva. Non si conosce ancora la validità economica del prodotto
    • Finanziamento nella prima fase (first stage financing) = Intervento effettuato quando l’attività produttiva è completata, ma la validità del prodotto deve essere ancora verificata

    2) Ambiti tecnologici in cui si investe, nel venture capital si cerca solitamente di investire in start up ad alto valore innovativo.

    • Queste imprese dovrebbero possedere un buon team manageriale, essere in un mercato in rapida espansione, avere prodotti o servizi innovativi basati su una tecnologia di proprietà;
    • Potenzialmente sono imprese che escono da degli Incubatori aziendali  (ma non solo).

    3) Rischio operativo  Il venture capital richiede:

    • un orientamento di lungo termine,
    • un’alta tolleranza verso il rischio e l’illiquidità. I titoli di società piccole e non quotate sono difficilmente negoziabili, perciò il venture capitalist deve gestire (normalmente) per alcuni anni il suo investimento per farlo crescere fino a quando è possibile quotare in borsa l’azienda o venderla.

    Questo tipo di rischio operativo è poi, nel caso di buona riuscita del business, ripagato da rendimenti futuri decisamente elevati. A livello storico dal 1980-2004 il tasso di rendimento dei fondi di Venture Capital è stato del 27%. Tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo secolo c’è stato un notevole picco dovuto all’avvento di Internet e delle tecnologie di informazione e comunicazione.
    E a livello pratico? Molte società legate all’information technology (google ti dice qualcosa?) sono nate grazie ad operazioni di Venture Capital.

    All’interno dell’UE per avere la possibilità di operare una venture capital si necessita di un capitale sociale non inferiore a 2 milioni di euro indicizzato in società per azioni o in accomandita per azioni. Il resto della procedura (peraltro in attesa di revisione e snellimento da parte dell’UE) è controllato da Banca d’Italia, Consob e antitrust Italiano e comunitario.

    Come i Venture Capitalist cercano di limitare i rischi di perdita

     Solitamente, per scongiurare il più possibile i rischi di perdita, visto che una nuova impresa in cui si investe potrebbe fallire (pensate a puntare su un numero secco alla roulette) e non avere alcun successo i Venure Capitalist tendono ad investire usando due accorgimenti:

    • Investimento per stadi (di cui sopra, ne abbiamo appena parlato al punto 1)  se investo nella fase di sperimentazione non è detto che investa anche nello start up financing quindi mantengo gli stadi a compartimenti stagni e se vedo che il business non c’è esco a gambe levate;
    • Investimento in portafoglio: Nel settore si applica una regola alquanto empirica, la regola 2-6-2: Ogni 10 investimenti 2 sono dei fallimenti, 6 rendono il capitale investito e 2 danno risultati eccezionali.

    Investimenti NON in fase iniziale

    Si discute se gli investimenti che intervengono nelle fasi  di

    • Shipping: il prodotto viene messo in vendita consentendo le prime entrate, che però non sono ancora sufficienti a coprire le spese.
    • Profitable:le vendite aumentano fino a superare l’ammontare delle spese, creando un profitto.
    • Restart:dopo una ricapitalizzazione a livelli di valutazione ridotti rispetto ai precedenti, il prodotto o la strategia di marketing della azienda cambiano significativamente.

    Siano ancora da considerarsi interventi di Venture Capital o meno. Se la società di Venture Capital opera solo (e non ha partecipato minimamente alla fase di start up) in questa fase in Europa si parla ancora di Venture Capital (in USA la questione è diversa).

    Ulteriori vantaggi (NON FINANZIARI) derivanti dal Venture Capital per le Start-up

    Avendo anni di esperienza, i venture capitalist evitano alle imprese di commettere gli errori più comuni, specialmente nell’area del management. Possono aiutare

    • Nella scelta del personale,
    • Nella formulazione della strategia,
    • Nella ricerca di clienti e fornitori di alto livello,
    • Possono offrire networking con aziende con cui sono in contatto,
    • Avvocati e contabili offrono i loro servizi “scontati” a queste nuove start-up confidando un giorno di trovarsi con dei grossi clienti.

    Sicuramente il Venture Capital può aiutare in Europa ed ha aiutato (in Italia Tiscali) nuove realtà ad emergere in un mercato alquanto competitivo nel quale se hai le idee ma non hai la grana di sicuro le banche non vengono d’aiuto. Ma allora qual’è la risposta? L’UE si sta muovendo nella direzione di semplificazione burocratica e normativa per le società di venture capital e forse qualcosa sta per cambiare se non fosse che, come al solito, la normativa si muove a ritmi di elefante contro gazzella nei confronti di realtà economiche e di collaborazione sociale che sono in continuo movimento… mentre in UE si parla di Venture Capital, il Crowd Funding  ed il Prestito tra persone (Social Lending) spingono sempre più.

  • La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    A Bruxelles ne sono ormai certi: L’accesso ai finanziamenti è essenziale per aumentare il livello di competitività e crescita potenziale delle PMI. Nel contesto attuale caratterizzato da una diminuzione drastica della concessione di prestiti dall’economia finanziaria all’economia reale è sempre più difficile per le piccole e medie  imprese ottenere dei prestiti. Proprio per questo motivo la Commissione Europea ha presentato mediante  un Piano d’azione Europeo una strategia per promuovere un accesso miogliore  ai finanziamenti per le PMI.

    Tale piano include sia un aumento del supporto finanziario da parte del budget UE e della Banca Europea per gli Investimenti sia una proposta per un regolamento atto a uniformare la normativa concernente i fondi derivanti dal venture capital.
    La nuova regolamentazione renderà più semplice ai venture capitalist raccogliere fondi in giro per il territorio europeo a beneficio delle start-up. L’approccio adottato dalla Commissione è semplice: se vengono rispettati I requisiti tutti I fund manager qualificati possono raccogliere capitale in Europa che sarà designato “Fondo di Venture Capital Europeo”. Non verrrà più richiesto di rispettare complessi requisiti diversi per ciascun stato membro.

    Sarà introdotto un singolo insieme di regole e conseguentemente per chi si occupa di venture capital sarà possibile attrarre più capitali ed ingrandirsi.
    Im aggiunta a queste misure, ricordiamo la previsione di un budget di 1.4 miliardi di € di garanzie finanziarie previsti dal Programma per la Competitività per le PMI (COSME 2014-2020) e anche che la Banca per gli Investimenti europei manterrà a passo sostenuto  il livello di prestiti concessi alle PMI (alla fine del 2011 il livello sarà di 10 Miliardi di €).

    Il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, responsabile di industria ed imprenditoria ha commentato: “Un accesso più semplice ai finanziamenti per le PMI è la priorità numero uno per uscire da questo periodo. Il nostro piano d’azione evidenzia come l’Europa stia facendo il massimo per aumentare l’accesso delle PMI ai finanziamenti. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare gli strumenti finanziari UE per le PMI e di aumentare il loro accesso ai mercati finanziari”

    Il commissario per il Mercato Interno e sei Servizi finanziari Michel Barnier ha detto: “abbiamo bisogno di più Venture Capital in Europa. Aiutando le società a diventare più innovative e competitive il venture capital creerà le società europee del futuro. Per poter supportare le start-up più promettenti I fondi del venture capital devono diventare più grandi e gli investimenti devono essere diversificati.” Fonte 

    Venture capitalist per sopperire ai finanziamenti bancari

    Questo progetto di allargamento delle possibilità finanziarie per le PMI già esistenti e per le start-up mediante Venture capital è sicuramente in linea con le necessità di adattamento alle nuove realtà globali. Le banche concedono prestiti a fatica e quando non credono in una nuova start-up indirettamente (o direttamente) ne distruggono il futuro e le aspettative di crescita. Negli USA già da tempo sono gli investitori privati ad analizzare seriamente la validità del business plan di una nuova start-up.. così non tutti gli Steve Jobs europei saranno costretti ad emigrare per dare spazio alle loro idee. E’ tutta da giocare questa partita.

  • Un Business Plan di qualità

    Un Business Plan di qualità

    Lo scopo? Mantenere la tua barca puntata saldamente nella giusta direzione senza perdere di vista la destinazione finale.

     “nella mia società abbiamo lavorato sullo stesso piano per oltre 20 anni- lo rianalizziamo ogni mese e lo modifichiamo una volta all’anno. Lo abbiamo rispolverato e tirato a lucido dozzine di volte senza mai metterci la parola fine ” dice Tim Berry, esperto di fama internazionale di business planning, presidente e fondatore della Palo Alto Software.

    Il proseguo del post ti aiuterà a comprendere perchè dovresti scrivere un business plan, le parti da includere in un business plan e come utilizzare il TUO BP per raggiungere I TUOI obiettivi

     Motivi per scrivere un Business Plan

    Per quelli di voi che hanno appena iniziato una attività, preparare un business plan è un primo passaggio cruciale. Può essere utile descrivere il prodotto o il servizio, spiegare nel dettaglio la strategia di marketing e mettere nero su bianco le proiezioni finanziarie in modo da avere sempre una traccia dei profitti.

    Se si cercano investitimenti o prestiti sia da investitori privati che da finanziarie il business plan è essenziale. E’ uno dei primi documenti che l’invesitore vorrà analizzare. Inoltre un investitore privato o un business angel vorrà non solo vedere e leggere il tuo bp ma ti metterà alla prova per scovarne lacune e mancanze.Se lo scopo è ottenere finanziamenti è consigliato aggiungere determinate sezioni al tuo bp, inclusa l’ origine dell’impresa ed altre utili informazioni storiche nonchè una descrizione del team manageriale che ne è alla guida.  “Mostrare agli investitori come otterranno profitto credendo in te” Barry dice. “Non confondere la salute finanziaria della tua società con il profitto degli investitori perchè non guadagnano un centesimo se la tua società funziona ed è in crescita. Il loro vero e proprio lucro avviene quando possono vendere a terzi le partecipazioni societarie di cui sono proprietari ad un prezzo maggiore di quanto hanno investito.” Se stai sviluppando un bp che include un prestito societario allora I tuoi finanziatori vorranno da te qualcosa di leggermente differente. Vorranno una sezione che gli dimostri le garanzie collaterali che puoi offrire ei  beni patrimonliali che garantiscono il prrestito. Le garanzie collaterali includono I fondi necessari a garantire sia il pagamento del prestito sia degli interessi. Le banche non possono concedere prestiti speculativi quindi devi includere tutte le informazioni utili per far sentire la banca finanziariamente al sicuro.

    Un business plan è necessario anche se la tua intenzione è quella di internazionalizzare la tua impresa, ed in questo caso una traduzione in lingua inglese è essenziale e nella gran parte dei casi sarà sufficiente in qualsiasi stato UE o fuori UE. Ricorda che il bp non è uno strumento necessario solamente a start-up in cerca di investitori o finanziamenti Un business plan puà essere utile a qualsisi tipo di impresa – non importa il tipo di impresa, la sua grandezza  ed il settore di riferimento – per formalizzare gli obiettivi che si vogliono raggiungere e per evidenziare la strategia operativa e finanziaria necessaria per raggiungerli.  Previsioni di vendita, piani di marketing ed analisi del tuo cashflow che possano essere rivisti ed aggiornati ogni mese.

    “Ti aiuta ad essere più coordinato. Da la possibilità a persone diverse di larorare in team,” Berry dice. “Agli esseri umani piace avere la possibilità di misurare sè stessi ed I propri progressi verso gli obiettivi ed il bp è anche questo ”

    I Contenuti di un Business Plan

    Ci sono tantissimi siti internet che vendono bp già predisposti per 20€ o più e devi solo inserire il nome dell’impresa ed alcune specifiche tecniche e generare automaticamente il piano. Questi bp hanno lo stesso valore della carta su cui sono stati stampati, dice Berry. La ragione è che ciascuna attività imprenditoriale è unica e quindi ogni singolo bp dovrebbe essere un documento unico che abbia sul serio un valore pratico per il business.

    Ci sono alcune linee guida generali e strutture che la maggior parte dei business plan dovrebbe seguire. Utilizza un carattere word comprensibile e facile da leggere, uno schema semplice ed un indice dei contenuti. Includi grafici dove appropriato ed appendici per proiezioni mensili ed annuali alla fine del bp.

    “Il tuo business plan deve avere un’apparenza professionale ma il potenziale investitore o finanziatore ha bisogno di sapere che è stato fatto da te, ” Berry dice “un business plan verrà utilizzato per decidere il potenziale del tuo successo. Non dovrebbe essere più lungo di 30 o 40 pagine, escludendo gli allegati.”


    Lo schema del Business Plan:

    Le seguenti sono sezioni raccomandate del tuo business plan, sebbene l’ordine in cui le  presenterai puà essere soggetto a cambiamenti:

    • Presentazione del progetto:   Questa sezione anche se impostata all’inizio del business plan andrebbe preferibilmente scritta per ultima in quanto consiste in un riassunto di tutto ciò che verrà trattato più dettagliatamente nelle paginea seguire. Qui vanno evidenziati gli obiettivi del proprio piano. Questa presentazione è un punto chiave soprattutto se stai cercando finanziamenti e/o investimenti poichè aiuta gli investitori ad avere una rapida visione globale del tuo business. Includi dettagli riguardanti la società, le opportunità di mercato, il capitale necessario, la missione della tua impresa, I competitors, I punti di forza del tuo business e un riassunto delle proiezioni finanziarie per I prossimi 3 anni. “Alcuni imprenditori scrivono prima la presentazione del progetto e poi il vero e proprio business plan, ma io non lo farei mai” dice Barry. “Scriverei prima tutto il mio bp e poi scriverei la presentazione del progetto”. Non scrivere una presentazione più lunga di 3 o 4 pagine.
    • Overview della società: Una visione d’insieme della società da la possibilità di fornire maggiori informazioni riguardanti il tuo business: perchè e dove è stato creato, la sua missione, il modello di business, la strategia utilizzata e qualsiasi altra relazione strategica. Si raccomanda di includere questa sezione come parte del Piano Organizazionale che andrà a coprire anche le problematiche amministrative come la proprietà intellettuale, I costi di eventuali locazioni immobiliari, la struttura legale della società, il management, eventuali dipendenti e come gestisci gli aspetti di rendicontazione e bilancio, legali, assicurativi e di sicurezza sul lavoro.
    • Cosa offri?: : In questa sezione devi parlare del perchè sei in affari e che cosa vendi sia che si tratti di un prodotto che di un servizio. Se si tratta di prodotti specifica se sei il manifattore, il distributore e/o il venditore e descrivi il processo manfatturiero, la disponibilità dei materiali, come gestisci inventario e richieste, ecc. Se invece offri servizi, descrivili. Assicurati di descrivere anche I prodotti ed I servizi che hai intenzione di aggiungere in futuro.
    • Piano di marketing e analisi: in questa sezione dovrai descrivere la tua strategia di vendita specificando I dettagli della tua analisi di mercato, delle vendite, del servizio ai clienti, dell’ambito pubblicitario e delle P.R. Molti imprenditori utilizzano questo spazio per sottolineare il perchè il loro business sarà di successo sostenendo la loro opinione con ricerche di mercato che identificano il  “segmento target” ed il trend nel consumo. Spesse volte le PMI non hanno fondi da investire in ricerche di mercato “un gran numero di PMI scommettono sul successo della loro impresa basandosi essenzialmente sull loro intuito senza utilizzare organismi di ricerca esterni” dice Barry. Invece che utilizzare costose ricerche di mercatole ricerche di mercato, Berry- che fa parte della commissione di una società di business angels, la Wiliamette Angel Conference – dice che le società in cerca di investitori possono fornire testimonianze da parte dei clienti esistenti.
    • Strategia ed implementazione: Ogni business plan ha bisogno di essere dettagliato. Questa è la sezione dove inserire I dettagli della tua idea di business, focalizzandosi principlamente sulle “tappe evolutive” della tua impresa. Una tabella conterrà date e scadenze combinate con le previsioni di vendita
    • Il team manageriale: Se stai preparando il tuo bp per investitori o per finanziatori speiga in questa sezione il background dei dirigenti della società e concentrati nel sottolineare in che mondo sono importanti per il raggiungimento degli obiettivi. Per gli investitori costituisce un elemento importante il sapere chi sono queste persone e se hanno esperienza. Gli investitori vogliono capire il rischio del loro investimento e l’esperienza del team manageriale fa la differenza. Più esperto è il team manageriale più basso è il rischio.Se stai preparando il bp solo per scopi interni all’impresa spiega in che modo I managar dovrebbero accrescere la funzionalità del tuo business in modo da raggiungere in futuro I tuoi obiettivi.
    • Proiezioni finanziarie: Nella sezione finanziaria devi fornire l’interpetazione ed analisi quantitativa di tutti gli aspetti che hai trattato in precedenza. E’ consigliabile focalizzarsi principalmente su tre aspetti contabili:

    1)    Il conto economico previsionale: Inserisci qui I costi ed I ricavi che prevedi in modo da determinare una previsione della redditività aziendale.

    2)    Il piano finanziario: Tale piano ti fornirà I fabbisogni finanziari nel periodo di riferimento.

    3)    La tua situazione patrimoniale.

    Prima di analizzare questi tre prospetti finanziari soffermati sul break even point (punto di pareggio aziendale, ci occuperemo più nel dettaglo di come calcolarlo in uno dei prossimi post), evidenzialo mediante un grafico, considera il BEP nel primo anno di esercizio e prospettivamente anche per il secondo e terzo anno.  Soffermati su questa sezione delle proiezioni finanziarie solamente quando avrai concluso le sezioni precedenti, la visione d’insieme ti sarà molto più chiara.

    Includi documenti in allegato che siano di supporto alle dichiarazioni o alle decisioni che hai preso. Includi questi allegati in una apposita sezione alla fine del tuo business plan. Questi documenti aggiuntivi possono includere anche I curriculum vitae dei tuoi manager, rapporti sulla situazione patrimoniale dell’impresa e copie dei contratti di leasing o affitto

    Utilizza il tuo Business Plan internamente all’impresa:

    Utilizza il tuo bp anche internamente all’impresa, anche se non hai bisogno di investitori o finanziatori e anche se sei nel mercato da tempo. Il tuo bp ti darà la possibilità di aiutare il tuo business a progredire e sarà un punto di riferimento oggettivo. Il bp avrà grande valenza interna in quanto ridurrà la soggettività del processo decisionale. E’ consigliabile che I dirigenti d’azienda rivedano il bp con regolarità per stabilire se sono in linea con le aspettative di crescita.

    “Uno degli errori più comuni degli imprenditori è considerare il bp come qualcosa che si fa una volta alll’anno e poi si segue ciecamente” dice Barry. “Questo è un mito che crea danni. La pianificazione è un processo continuo” Berry consiglia di rivedere il bp una volta al mese e che  ogni mese si verifichi se le ipotesi fatte sono ancora valide e se qualche progresso è stato fatto in merito.

    I dettagli sono essenziali. Un business plan non dovrebbe occuparsi solamente di strategia: includere dettagli come chi è responsabile di cosa, quanto costano I tuoi prodotti o I tuoi servizi, le vendite che il tuo business genererà, ecc. Il business planning riguarda quello che sta per accadere, il futuro imminente del tuo business, un futuro il più possibile oggettivo. Compila il tuo bp con dati ed informazioni che puoi successivamente revisionare. Includi sempre dati proiezionali in merito al cashflow dell’impresa.

    Berry dice “le imprese vivono di denaro liquido e muiono senza. Il profitto è fantastico ma spendi contanti non profitto”.  Le società redditizie falliscono spesse volte perchè non hanno soldi. Non è intuitivo ma I principi matematici e finanziari che devi utilizzare non sono poi così complessi quando gestisci la tua liquidità in maniera logica e con ordine. Infine ricorda che il business plan non è il contenuto del documento in sè stesso ma è la strategia del tuo business,. Il business plan è il piano in dettaglio di come cambierà il tuo business nel tempo.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da INC.