Anno: 2012

  • 7 similitudini tra palestra e business

    7 similitudini tra palestra e business

    È di sicuro strano sentire accomunare il mondo della palestra e del business. Ti chiederai che similarità potranno mai esserci tra lo sforzarsi in palestra per avere un fisico perfetto e il mondo degli affari. Che relazione ci sarà mai tra l’allenarsi ed il modo di pensare dell’imprenditore?
    Dai una letta a questi 7  punti, sta a te sentirli tuoi o meno e magari sentirli veri. Similitudini incluse.

     

     1) Se vuoi i risultati migliori devi uscire dalla tua zona di comfort

    Ok, se ti alleni lo sai che la parte più difficile dell’allenamento sta nel convicerti a prepararti la borsa per andare in palestra e a metterti in testa di riuscire a programmarti  un paio di ore per te. Se riesci ad uscire dalla zona di comfort e a “trascinarti” dal tuo salottino caldo caldo fino all’ingresso della palestra la prima sfida l’hai vinta.
    Inizia tutto da lì, inizia tutto da una tua decisione di fare qualcosa per te, nessuno dice che startene nella tua zona di comfort non sia piacevole… Il fatto è che c’è molto di più per te lì fuori e i risultati migliori arrivano sfidando la pigrizia mentale. Vestiti, preparati e vai. Una domanda per te: in che tipo di zona di comfort sei intrappolato ora nella tua vita e di cosa hai bisogno per fare in modo che quello che desideri si realizzi?

     2) Guarda le persone che hanno ottenuto ciò che anche tu desideri

     Ok, sei dentro, pronto, appena uscito dallo spogliatoio. Cosa vuoi ottenere ora? Qual’è il tuo obiettivo? Ok, forse non vuoi diventare come l’energumeno che grida mantra ancestrali mentre sta facendo petto sulla panca… Ma… Cosa desideri? Appena avrai capito cosa vuoi fare GUARDA le persone attorno a te che hanno ottenuto i risultati che anche tu vuoi ottenere e cerca di capire COME sono stati in grado di ottenerli. Nel fare questo ricordati di…

     3) Non iniziare dalla vetta. Lavora per migliorare.

     Non sopravvalutarti. Non devi essere negativo e non credere in te ma renditi conto che non puoi dal primo allenamento essere in grado di fare 100 kg in panca o correre sul tappeto per 40 minuti a 12 km/h. Questo vuol dire che non ne sarai mai in grado? Certo che no ma l’approccio migliore sta nell’iniziare con qualcosa che sei in grado di gestire e poi espanderti. Facendo così di sicuro ti sentirai soddisfatto perchè vedrai risultati e ti verrà voglia di ottenerne ancora di più il giorno seguente.

     4) Quello che desideri non si avvera in un attimo. Devi impegnarti giorno dopo giorno per farlo accadere

    Lo sai che non cambierai il tuo fisico in un giorno e nemmeno in un mese. Ci vuole tempo, pazienza e disciplina. Se non ci metti sforzo e passione e non sei il tuo primo sostenitore.. Bè nessuno lo può fare per te. Non stiamo parlando di lacrime e sangue e di morali ormai millenarie sul sacrificio ma VUOI che sia la forza del tuo desiderio a spingerti e quando hai passione per qualcosa bè “ti alleni” con un sorriso stampato in faccia e hai pazienza e fiducia nei risultati perchè stai dando il massimo.

     5) Il valore aggiunto sta nel cambiamento, gustalo

     Ricordati che per raggiungere l’obiettivo che desideri ed alzare tutto quel peso non puoi essere la persona che sei ora ma devi svilupparti e trasformarti nella persona che vuoi essere. Cambierà il tuo fisico ma cambierà anche il tuo modo di pensare e nella gradualità del cambiamento risiede una gran ricchezza. Gustala. È ciò che hai chiesto.

     6) Chi si “allena” con te ti aiuta (o ti distrugge)

     Certo, alla fine dei conti sei responsabile di tutto ciò che ti capita durante l’allenamento  (nella vita e negli affari) ma di sicuro aiuta essere circondato da gente di qualità. Ti sarà capitato di allenarti in palestra assieme a qualcun’altro, in inglese si definisce training partner (compagno di allenamenti). Scegliere bene chi si allena con te fa la differenza, potrebbe capitarti che l’allenamento si trasformi in una sorta di chiacchierata e che tu perda di vista il senso di quello che stai facendo oppure potrebbe capitare che chi si allena con te accorci addirittura il tuo processo di sviluppo verso i tuoi obiettivi e che ti aiuti a “spingere” ancora più per quello che desideri. Attorniati di persone che stanno percorrendo la tua stessa strada. Scegli bene.

     7) Sii flessibile

    I  risultati non arrivano nel tempo che ti aspettavi? Cambia tipo di allenamento, cambia giorni, cambia orario, cambia dieta. Sei tu l’artefice e sei tu che devi avere la flessibilità necessaria per adattarti a nuovi approcci. Stai attento sempre al tuo grado di flessibilità perchè ti potrebbe capitare di spostarti in una nuova zona di comfort e quando sarai lì ricordati di essere flessibile e di uscirne nuovamente per migliorarti e inizia di nuovo dal punto 1.
    Questa è vita, questo è allenamento, questo è fare business. Pensaci.

  • Le aziende investono ancora sui giovani? Ecco l’indagine del Job Career Center

    Le aziende investono ancora sui giovani? Ecco l’indagine del Job Career Center

    Il Job Career Center, osservatorio della Fondazione CUOA, ha eseguito un’indagine decisamente interessante relativa alla professionalità che vengono maggiormente richieste dalle aziende.

    L’indagine ha coinvolto un campione di 700 aziende ed I risultati raccolti in comparazione con i dati raccolti nel 2010 hanno portato in evidenza un incrementi dele richieste di stage ed inserimento dell’1,93%.
    La crescita non è esponenziale ma il segnale che traspare è sicuramente positivo ed incoraggiante.

    Dall’indagine traspare come la richiesta di alcune specializzazioni sia cambiata dal 2010 al 2011. Ci sono infatti delle aree professionalizzanti che vengono richieste maggiormente dalle aziende rispetto ad altre (e in proporzioni diverse rispetto al 2010)
    Nello specifico:

    • Ricerca e Sviluppo
    • Logistica Produzione
    • Lean

    Questi sono i tre settori che registrano il maggior numero di inserimenti (o stage) in azienda occupando da soli il 19,7% del totale. La richiesta in queste tre aree è aumentata rispetto al 2010 di circa 27 punti percentuali.

    Altre aree positive?

    • Retail
    • Product e Project management (che raggiunge un + 21% nel 2011)
    • Settore acquisti

    Ma quali sono le aree di specializzazione che sono risultate essere in diminuzione?

    • Amministrazione finanza e controllo (richieste che rappresentano da sole un 16,1% del totale)
    • Ambito commerciale e vendite (scese dell’11%)
    • Consulenze (calate addirittura di un 44,8%)

    .. e la Comunicazione ed il Marketing? Stabile a 10,4 punti percentuali sul campione totale.

    Dall’indagine è emerso infine un dato confortante e promettente per quanto riguarda la richiesta elevata di profili junior (con meno di 3 anni di lavoro alle spalle) all’interno delle aziende. Questi profili occupano un 64% del campione ed il segnale che si può intravedere è che si vuole ancora investire sulla professionalità dei giovani che hanno avuto un’adeguata e completa formazione.

    Ma da dove arrivano queste proposte di inserimento? Ecco la classifica:

    1)    Dalle aziende (63%)

    2)    Da società di selezione (32%)

    3)    Da società di consulenza (3%)

    4)    Da banche (2%)

    E geograficamente come sono distribuite le richieste?

    • Il Veneto fa sicuramente la parte del leone visto che il 64,4% delle richieste giunge proprio da questa regione;
    • Le richieste provenienti dalla Lombradia aumentano rispetto al 2010 e giungono ad un 15,3%;
    • L’Emilia Romagna con il 4,2%;
    • Lazio con un 2,5%;
    • Toscana, Frìuli e Trentino con un 1,5%;

    E dall’estero? un 5% delle richieste di inserimento lavorativo arrivano dall’estero  e provengono da Olanda, Germania, Russia, Svizzera, Messico, India, Cina, Belgio, Lussemburgo, Romani, Corea del Sud, Tunisia.

    Infine risulta essere un dato decisamente importante e forse il più incoraggiante per i giovani alla ricerca di occupazione post universitaria il fatto che siano in calo le richieste di stage (che purtoppo non sempre garantisce una effettiva successiva occupazione) rispetto alle vere e proprie richieste di inserimento.

    Fonte AgenziaMedialab

  • Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Per essere sicuro che il tuo prezzo sia quello giusto, devi continuamente bilanciare costi, profitti e la percezione che il consumatore ha del valore. E senza dimenticare le tattiche della concorrenza.

    Tutto molto complicato, vero. Ma ci sono dei piccoli trucchi che qualcun’altro ha preparato per noi. Basta aver voglia di cercare un attimo!
    In ogni caso non devi mai dimenticare che il processo d’acquisto non è mai razionale quanto i vari professori di economia tentano invano di affermare. Possiamo solo prevedere l’irrazionalità del compratore. Non molto altro.

    Se guardi il mercato sotto un punto di vista strettamente razionale, stabilirai dei prezzi sensati per te, ma probabilmente insensati per il potenziale acquirente. Molto più semplice invece pensare ad una strategia che preveda in partenza un comportamento irrazionale dei destinatari del prodotto, la quale ti permetterà di ragionare usando le ancore mentali, categorizzazione del prodotto e prezzi non arrotondati.

    Ancore mentali

    Prendiamo come esempio l’elettronica di consumo.

    Apple ha sviluppato un iPod Shuffle che è in vendita intorno ai 50 euro, altri prodotti sono in vendita a “solo 99 euro”. Questi prezzi non sono arbitrari: la maggior parte di noi ha questi prezzi ben fissati in testa. In generale, siamo condizionati ad accettarli come ragionevoli per certi tipi di prodotto o servizio. Nel caso dovessero essere venduti per qualche 10 euro di più, otterrebbero molte meno vendite… anche se il costo relativo non è cambiato di molto.

    Ogni industria di successo ha un set predefinito di ancore. L’arte del definire i prezzi sta nell’utilizzarle nel migliore modo possibile! Chiaramente non devi rimanere bloccato come un disco rotto sempre sulle stesse, però avere delle linee guida aiuta. Inoltre ancore ben stabilite hanno sempre il loro forte effetto.

    Divisione in fasce dei prodotti

    Se le ancore sono il primo fondamentale, la categorizzazione aiuta le persone a capire cosa stanno per comprare.

    Per capirsi: se stai valutando l’acquisto di un’auto da 25.000 euro, controlleresti se di serie ha computer di bordo, finestrini elettrici e lettore MP3? Di sicuro sono di serie. Se invece parlassimo di un’auto da 10.000 euro ragioneresti diversamente, vero?

    C’è una netta demarcazione tra segmento A e segmento C nel mondo dell’auto. Quando si va oltre i 20.000 euro ci si aspetta per “date” alcune funzionalità. Ci aspettiamo, per l’appunto, funzionalità da segmento C. E tutte queste aspettative sono inconsce!

    Il più delle volte le persone comprano prodotti di fascia più alta non tanto per i gli optional, ma quanto per come vedono loro stessi. Chi compra Audi sa che la meccanica non è molto differente da Volkswagen. Il marchio Audi però rende il prodotto premium e i consumatori vogliono sentirsi acquirenti premium.

    Altro aspetto interessante riguardante l’acquisto di prodotti di fascia più alta può essere la paura di dover effettuare nuovamente in tempi brevi un secondo acquisto. L’esempio classico è quello del PC: si sa che in pochi anni sarà obsoleto, ma si preferisce comprare la configurazione più potente disponibile nella speranza che duri un pò più a lungo. E’ più probabile che la gente compri oltre il necessario piuttosto che cambiare qualcosa nell’arco di poco tempo.

    Quindi quando stabilisci i prezzi assicurati di aver suddiviso in varie face con una logica precisa i tuoi prodotti, e che le fasce siano ben distanziate, in modo che un prodotto non si metta in concorrenza con l’altro.
    19,99 € e 22,99 € non va assolutamente bene, non si vede differenza alcuna. 19,99 € e 29,99 € invece danno già un’idea diversa.

    Se la tua concorrenza offre un prodotto simile al tuo a 19,99 € e tu a 29,99 €, devi fare in modo che il tuo prodotto risulti “premium”. Questo è quello che si aspetta il consumatore. Diversamente andrà dalla concorrenza!

    Prezzi non arrotondati

    19,99€ fa sicuramente molto più effetto di 20€ eppure, per quanto vecchia questa tecnica, la potenza resta sempre molta. I consumatori sono in un qualche modo sempre condizionati da tali prezzi.

    Logicamente la tecnica funziona molto semplicemente: la mente capisce il valore e il prezzo esatto, però allo stesso momento vede il prezzo come più basso. Quando vediamo 19,99€ sappiamo benissimo che sono in pratica 20€, ma categorizziamo il prodotto in ogni caso tra 10 e 19 euro.

    Qualcuno affermerà che si tratta di manipolazione, altri che la tecnica non funziona con gli acquirenti più attenti e razionali, altri che il venditore così facendo perde di credibilità. Fatto sta che tutti i più grossi brand come Apple, Mercedes, Rolex ecc applicano i prezzi avendo bene in testa quanto descritto finora e… vendono! Perché? Sono marchi premium, e non ci sentiamo manipolati, truffati o che le loro offerte siano qualcosa di scarso valore. Li vediamo sempre come “premium”. Cos’è quindi che rende migliore il tuo business?

    Tutto quanto insieme

    Se hai un’offerta in grado di apportare legittimo valore ai tuoi clienti, il tuo lavoro è di rendere loro il più facile possibile capire questo valore. Per prima cosa è bene far in modo che i nostri prezzi siano allineati alle percezioni dei consumatori. Vero che è stato affermata la loro irrazionalità: per questo motivo dobbiamo cercare di capirli e cercare di “incontrarli” dove davvero sono, non dove noi pensiamo che siano.

    Ancore, categorie e prezzi non arrotondati sono solo delle linee guida di base. Sta a te capire come portare la scienza ad arte!

    Articolo liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Garanzie a tassi agevolati per le PMI in Veneto

    Garanzie a tassi agevolati per le PMI in Veneto

    La Regione del Veneto ha istituito, rispettando la previsione della legge 19/2004 (Interventi di ingegneria finanziaria per il sostegno e lo sviluppo delle PMI)  il fondo di garanzia mirato a favorire le imprese del territorio.
    Scopo di questo fondo è garantire I finanziamenti concessi dalle banche a favore delle PMI per nuovi investimenti produttivi.
    La presentazione ufficiale è avvenuta in data 26 Gennaio presso il centro conferenze della Camera di Commercio di Padova al quale è intervenuto anche il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato.

    Su cosa possono contare le PMI venete?

    Principalmente su garanzie con tassi agevolati. Le garanzie vengono rilasciate a fronte di nuovi finanziamenti agevolati realizzati con l’intervento dei Fondi di Rotazione 
regionali o di finanziamenti a medio-lungo termine concessi dalle banche richiedenti a fronte di nuovi investimenti produttivi
 realizzati dalle PMI beneficiarie.

    Le PMI, interessate ad ottenere queste garanzie agevolate,  possono presentare la domanda attraverso la Banca finanziatrice o per il tramite di un Organismo Consortile che potrà anche co-garantire i finanziamenti.
    ll fondo è caratterizzato da risorse economiche fino a 36 milioni di euro, come ha chiarito Marino Zorzato.

    [quote]“Per far fronte alla difficile congiuntura economica la Regione ha reso disponibili oltre 36 milioni di euro attraverso questo strumento che è in grado di massimizzare l’effetto moltiplicatore delle risorse a favore delle imprese venete che stanno affrontando il percorso di superamento della crisi attraverso profonde ristrutturazioni organizzative, una rinnovata spinta verso l’internazionalizzazione ed il rinnovo della gamma prodotti”.[/quote]

    Il fondo di garanzia è costituito presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo  ed è stato calcolato che riuscirà a muovere complessivamente quasi 2 miliardi di nuovi finanziamenti per una platea stimabile approssimativamente in circa 5 mila PMI.

    Infine è stata annunciata, nel corso del 2012, una nuova misura di sostegno ovvero una coperura per tranche (Tranched Cover) mediante un nuovo fondo regionale ad hoc in fase di definizione, per agevolare l’accesso al credito delle micro e piccole-medie imprese venete per fabbisogni di capitale circolante, con coinvolgimento, commerciale e finanziario, dei Confidi.

  • I 7 business più fuori dal comune

    I 7 business più fuori dal comune

    Quanto paga bene pensare in maniera diversa dalla massa?  Magari andare in cerca di un mercato di nicchia per fare affari.. e magari con qualche idea stravagante, fuori dal normale, assurda.

    Quasi di sicuro ti farai più di qualche risata e dirai più di una volta “Non ci credo!!” leggendo quali sono i 7 business più fuori dal comune (ma che pagano) in America (magari vorrai importarne uno in Italia, chi lo sa).

    1. Commerciare capelli

    Il sito buy and sell hair  (compra e vendi capelli) dà la possibilità agli utenti di fare annunci per vendere I loro capelli online. I prezzi? Dai 150$ ai 3000$ (esclusi le offerte soggette ad asta.. quelli costano ancora di più..)

    2. Commerciare passeggini per cani

    ECCO

    Mai sottovalutare quanto i padroni possano rendersi ridicoli nell’adulare i loro fedeli amici a 4 zampe. Lo sa bene il team di hound pound  che produce passeggini per cani in due diversi colori e taglie. Il prezzo? A partire da 200$ (si sa, I passeggini sono cari)

    3. Noleggiare borse di lusso

    Perchè le donne devono sopportare stress emozionali e sacrifici finanziari collegati alla ricerca senza fine dell’accessorio giusto per ogni evento, che sia un matrimonio o una semplice cena? Non devono più ! C’è una community americana di circa 300.000 donne che non “soffrono più” a causa di questi stress. Il sito Bag Borrow or steal  (Noleggia una borsa oppure ruba) permette alle donne di noleggiare lussuose borse di brand famosi nvece che sborsare grandi cifre per comperarle.

    4. Distruggere gomme da masticare

    Loro sono i gum busters un gruppo di ragazzi newyorkesi, stanchi di chewing gum attaccati ovunque hanno inventato una macchina che riesce ad agire sulla gomma da masticare e staccarla senza rovinare le superfici e soprattutto senza particolari agenti chimici. Strano come lavoro? Certo. Necessario? Lavorano sia per privati che per enti pubblici… per un mondo senza gomme da masticare attaccate sulle panchine al parco.

     5. Rompere piatti

     Ti ricordi quando eri piccolo e tua mamma ti urlava contro ogni volta che rompevi un piatto? Sarah Lavely ha capito che l’esperienza di tirare un piatto contro il muro innanzi tutto rompe un taboo e secondo aiuta la gente a sfogare emozioni represse. Allora perchè non aprire un negozio a San Diego, il Sarah’s Smash shack dove la gente può distruggere piatti (pagando) e lasciare andare il nervosismo. I piatti rotti? Vengono donati ad un’associazione che produce mosaici.

    6. Noleggiare parenti

     

    Parenti serpenti si dice no? Eppure a Tokyo si sono posti il problema di tutte quelle persone che hanno pochi parenti (o non ne hanno proprio) e hanno bisogno di noleggiarne uno per le occasioni più speciali. Noleggiano anche “papà” per aiutare le ragazze madri a prendersi cura dei figli e “mariti” per aiutare le donne ad impratichirsi con la routine della vita coniugale (sesso escluso).

    7. Vendere zolle di terra Irlandese

    Quando inizi una nuova attività la prima cosa su cui devi concentrarti è capire che prodotto o servizio puoi offrire al mercato. Per Tim Macdougald,, direttore di The Auld Sod (in Italiano suona più o meno come “la zolla della regione”), la risposta era proprio sotto ai suoi piedi. La società si è specializzata nel vendere terra della cittadina Irlandese Tipperary nel mercato americano (magari ai tanti Irlandesi emigrati).. hanno iniziato qualche hanno fa e hanno già “rastrellato” milioni di dollari.

    Hai avuto qualche ispirazione per un nuovo business?

     

    Articolo liberamente tradotto da Business Pundit
  • Open Source e impresa: perchè no!

    Open Source e impresa: perchè no!

    Nessuno sa definire precisamente il fuoco, però tutti sanno cosa sia. Probabilmente allo stesso modo si può parlare del software Open Source: se ne è sentito parlare, sappiamo che è un po’ dappertutto, probabilmente il nostro telefono di ultima generazione lo utilizza (per chi possiede Android). Nessuno però sa darcene una definizione intellegibile e precisa… solo si può convenire che il codice sorgente è liberamente disponibile e di conseguenza è possibile modificarlo e personalizzarlo agli scopi che meglio si ritengono opportuni: per questo la parola “Open” (aperto).

    La maggior parte dell’infrastruttura di Internet stessa si basa su questo tipo di programmi, i siti per i quali navighi hanno un’alta probabilità di essere gestiti da servizi Open Source (questo stesso blog, per esempio!) e la tua televisione di casa potrebbe tranquillamente usare Linux, il sistema operativo open più famoso, per gestire tutta la parte multimediale. La lista a questo punto sarebbe infinita: a questo scopo basta solo essere coscienti che ormai molta della nostra vita tecnologica si basa sull’open source.

    Quindi ci troviamo di fronte ad un modello per cui (generalmente) il software è molto economico, se non del tutto gratuito, non proprietario, non protetto e di solito non supportato da una singola entità.

    Chi si preoccupa di sviluppare tutto questo allora?

    Per la maggior parte il codice é scritto da volontari i quali, alla ricerca di una soluzione per un determinato problema, decidono di crearsi un apposito software per risolverlo e, chiedendo l’aiuto di altri sviluppatori volontari, cercano di arrivare a questo traguardo. Più il problema è comune, più è probabile che si uniscano al progetto decine di sviluppatori. Una collaborazione di massa quindi.

    Non è raro poi incontrare anche imprese informatiche che abbraccino questo modello di sviluppo: chi nel ramo dello sviluppo dei programmi, chi nei servizi, chi entrambi.

    Perché dovrei fidarmi? Gratis di solito significa “bidone”!

    Non abbiamo detto forse prima che ormai molta della tua vita digitale gira intorno al software Open Source? Se è così è perché davvero c’è un prodotto di qualità e più di qualcuno ha voluto investirci sopra. Molto semplice. Si parla di giganti del calibro di IBM, Google e Intel.

    Non capisco ancora, perché questi colossi hanno interesse ad investire?

    Per un semplice motivo di costi: sviluppare una soluzione completamente proprietaria comporta enormi spese, molti rischi e molto tempo. Sfruttando invece il fattore collaborativo preferiscono piuttosto supportare ed investire sulle comunità di sviluppatori indipendenti, assicurandosi un prodotto sempre fresco di nuove idee, con la potenzialità di essere il miglior software possibile e il vantaggio di potersi focalizzare sui loro business principali.

    Cosa me ne faccio io di tutto questo?

    La risposta in questo caso è molto semplice: risparmiare e allo stesso momento usare prodotti di alta qualità.

    Ulteriore vantaggio è la maggior concorrenza per quanto riguarda i servizi di assistenza e configurazione, se si tratta di un prodotto diffuso su larga scala. Oppure, è possibile assumere qualcuno che, in casa, ci personalizzi la soluzione software adeguandola alle nostre esatte necessità. Per chi è tecnico è molto facile trovare supporto ovunque girando per i gruppi di discussione on-line.

    Certamente non si può generalizzare, non tutto è oro quel che luccica e anche in questo caso bisogna sempre valutare con attenzione. Come per il mondo del software proprietario, esistono software ottimi come software pessimi… e il mondo Open Source non è un eccezione.

    Però è possibile sempre toccare con mano prima di esser blindati con contratti pluriennali decisamente costosi. E, soprattutto, hai la possibilità di scegliere!

    Una piccola lista di software Open Source che potrebbero interessarti:

    • Libre Office una valida alternativa a MS Office
    • Ubuntu distribuzione Linux, un possibile sostituto di Windows
    • Firefox
    • WordPress piattaforma di blogging (usata in questo sito)
    • OpenBravo ERP per la pianificazione delle risorse dell’impresa.

     

  • Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Il 19 Marzo 2012 prenderà il via a Treviso il MA.D.E.E. MasterLab in Digital Economics & Entrepreneurship.
    Cos’è?
    Un vero e proprio master in impreditoria digitale nato grazie agli sforzi della Digital Accademia di Roncade.
    Ma qual’è la filosofia che sta alla base di questa Accademia? Lo si comprende facilmente dal loro sito web in cui si legge

     

    [quote]La Digital Accademia è al servizio delle imprese che vedono le opportunità offerte dalla tecnologia e vogliono imparare tutti gli strumenti che occorrono per poterle cogliere appieno. La sua faculty è formata da professionisti e imprenditori capaci di spiegare con grande concretezza le nuove tecnologie e il loro significato per il marketing, la progettazione di nuovi prodotti, la riorganizzazione della comunicazione, la valorizzazione delle risorse umane, la creazione di nuove imprese. 
L’ispirazione viene prima di tutto dall’energia di chi sta creando un nuovo mondo di possibilità economiche a partire dalle tecnologie digitali ma sulla scorta di un’ambizione più profonda: contribuire a migliorare la qualità della vita.[/quote]

    Il corso che sarà dedicato ad Imprenditori, sia aspiranti che professionisti,

    [quote] …i quali desiderino concentrare i propri sforzi e  unire le loro conoscenze per la costruzione di un’impresa fondata sull’innovazione e sulla crescita nel mondo digitale…[/quote]

    avrà modalità di apprendimento pratiche. La concretezza risulta essere l’elemento principale alla base di tutto il master infatti tutta la fase di apprendimento (e pratica) avverrà in contatto diretto con i progetti di startup nate dall’incubatore H-FARM.

    Le possibilità di business nel digitale? Senza limiti infatti I partecipanti al master (massimo 30 persone, verifica modalità di ammissione) potranno sviluppare una propria idea di business e lavorarci (in gruppi) durante tutti i 4 mesi di durata del master. Al termine del corso i due progetti di business digitale più interessanti e  considerati concretamente realizzabili dal H-FARM verranno sostenuti nella creazione di una nuova startup digitale.

    Interessantissimi in questa luce sono di sicuro gli incontri che si terranno ogni due settimane in H-farm intitolati “Storming Pizza” che costituiscono una fondamentale possibilità di incontro tra aspiranti startupper, business angel e altre figure del mondo venture. Pochi minuti a disposizione per la presentazione i quali potranno trasformare un progetto o  un sogno digitale in realtà.

    Dal punto di vista della didattica il master prevede un modello di apprendimento innovativo e mirante alla produttività ed efficenza:

    • Lezioni frontali con approccio didattico pragmatico e concreto, mirate ad acquisire i fondamentali di imprenditoria digitale e di know-how per lo sviluppo di una startup, sotto la guida di esperti e professionisti del settore.;
    • Momenti di incontro  con personalità aziendali dalle imprese protagoniste nell’innovazione digitale in Italia e all’estero;
    • Project work e lavori di gruppo, per comprendere che la squadra è il fondamento della startup;
    • Visite presso le realtà aziendali più innovative nel campo del digitale;
    • Simulazioni, business game e gaming, esperienze dinamiche per stimolare la creatività;
    • Percorso di stage all’interno di startup incubate in H-FARM ma non solo;
    • Workplace in spazi aperti e a diretto contatto con l’ambiente naturale.

    Sicuramente, leggendone il programma, abbiamo compreso che tutto il master è orientato al mettere in pratica la citazione di Albert Einstein che si legge nel sito della Digital Accademia:

    [quote]Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione.[/quote]

     Nulla da aggiungere.

  • Cloud Computing? Ecco le 23 PMI Venete finanziate per diffonderlo

    Cloud Computing? Ecco le 23 PMI Venete finanziate per diffonderlo

    Di Cloud Computing ne abbiamo parlato in precedenza descrivendo in che modo possa tornare utile all’impresa e al singolo individuo.
    In Veneto si è fatta sentire in maniera forte l’esigenza di sostenere questa nuova tecnologia ed andare a finanziare le PMI del settore informatico che hanno puntato tutto (o quasi) sulla fornitura di questo tipo di servizi.

    La regione ha dato la possibilità mediante un bando pubblico  a tali PMI di ottenere finanziamenti derivanti dal Programma Operativo Competitività Regionale ed Occupazione, programma facente parte del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale della Regione del Veneto, periodo 2007/2013.

    Le imprese interessate dovevano presentare i loro progetti entro il 9 settembre 2011. In seguito alla presentazione di un totale di 88 progetti di cui 75 sono stati dichiarati ammissibili mentre 13 non ammissibili, in data Venerdì 27 Gennaio 2012 sono stati ufficializzati mediante la pubblicazione nel BUR i nominativi delle 23 PMI del settore informatico che avranno accesso a finanziamenti.

     Lo scopo dell’iniziativa?  Rilanciare la competitività del territorio attraverso l’innovazione digitale.
    Cosa devono fare ora le 23 PMI vincitrici? Dare atto ai progetti presentati, ovvero fornire nuovi ed innovativi servizi informatici rivolti al mercato della piccola e media impresa. Un servizio insomma fatto da PMI Venete per altre PMI Venete.

    Il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato ha sottolineato come, a seguito della qualità dei progetti presentati, si stia valutando in giunta la possibilità di recuperare ulteriori risorse per estendere la lista dei progetti da finanziare.
    Effettivamente soddisfacente (conoscendo le normali lunghezze burocartiche) è stato il fatto che le strutture regionali siano riuscite a completare tutte le procedure amministrative necessarie per la stesura della graduatoria dei progetti ammessi in soli 3 mesi.

    Ecco, qui potete trovare i nominativi delle 23 PMI che sono state ammesse al finanziamento per l’assegnazione di 2.256.258,77 euro complessivi.
    Per una visione competa di tutti i partecipanti, ammessi e non, rimandiamo alla consultazione della graduatoria completa nel Bollettino ufficiale della Regione n.9 del 27/01/2012. 

    Numero in graduatoria

    Ragione sociale impresa

    Importo progetto ammesso

    Importo contributo concedibile

    1

    MAYKING Srl

    € 228.250,00

    € 91.300,00

    2

    VIS Srl

    €105.000,00

    € 42.000,00

    3

    Politecnico Calzaturiero- ScarlIBM Italia SpaMBM Italia Srl

    € 490.000,00

    € 196.000,00

    4

    DBA LAB Spa

    € 524.378,78

    € 200.000,00

    5

    Winning Tech- nologies Spa

    € 457.030,08

    € 177.800,00

    6

    ECIPA SOCIETÀ CONSORTILE A RESPONSABILITA LIMITATA

    € 54.000,59

    € 21.600,00

    7

    BEDIN Shop Systems srl

    € 420.000,00

    € 189.000,00

    8

    URMET NESIT Srl

    € 257.558,00

    € 103.000,00

    9

    ENNOVA RESEARCH SrlAKERA Srl

    € 287.603,34

    € 115.041,34

    10

    B&B di Bubola Raffaele e C. Sas

    € 300.000,00

    € 120.000,00

    11

    TECH MO- NITOR Srl

    € 125.000,00

    € 50.000,00

    12

    EZENIA Srl

    € 275.260,00

    € 110.104,00

    13

    INFORMA- TICA VE- NETA Snc

    € 110.000,00

    € 44.000,00

    14

    Mediamind srl

    € 132.000,00

    € 59.400,00

    15

    Geko Srl, Alder SpaS A.S. In- stitute

    € 416.000,00

    € 174.720,00

    16

    Vecomp Sof- tware Srl

    € 121.500,00

    € 51.030,00

    17

    Nextep Srl

    € 180.000,00

    € 72.000,00

    18

    2C SOLUTION Srl

    € 194.840,33

    € 77.936,13

    19

    B+B INFOR- MATICA Srl

    € 177.506,50

    € 71.002,60

    20

    DANEA SOFT Srl

    € 150.219,00

    € 60.087,60

    21

    AD System spa

    € 130.100,00

    € 52.040,00

    22

    S SOFTWARE Srl

    € 172.438,00

    € 77.597,10

    23

    IDYSNET Srl

    € 251.500,00

    € 100.600,00

     

  • Vita, Affari e Think Different in 15 citazioni di Warren Buffett

    Vita, Affari e Think Different in 15 citazioni di Warren Buffett

    Sai vero chi è Warren Buffett? Bè  se non lo sai è un imprenditore statunitense nato nel 1930 che di passi (fisici e mentali) giusti nella sua vita ne ha fatti più di uno. Secondo Forbes nel 2011 è stato il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato in circa 47 miliardi di dollari.

    Abbiamo cercato alcune delle sue citazioni più famose per capire qualcosa di più di lui e di come pensa e ragiona. e abbiamo trovato alcune curiosità sulla sua vita e consigli pratici. Potranno ispirarti o meno, illuminarti o chissà.. magari ti faranno pensare a quanto pensare fuori dal gruppo aiuta a rivelare la parte più eccellente di te (quella vera). Sono 15, eccoli:

    1)Ha comperato la sua prima azione quando aveva 11 anni e rimpiange ancora il fatto di non averla comperata prima.

    [quote]Incoraggiate i vostri figli ad investire.[/quote]

    2) Ha comperato un piccolo appezzamento di terreno che affittava ai pastori locali all’età di 14 anni con i soldi che aveva risparmiato consegnando giornali a domicilio.

    [quote]Incoraggiate i vostri figli ad iniziare qualche tipo di business.[/quote]

    3) Vive ancora nella stessa casa in centro ad Omaha che ha comperato subito dopo essersi sposato circa 50 anni fa. Dice che ha tutto quello che gli serve in quella casa . La casa non ha nemmeno le recinzioni esterne.

    [quote]Non comperare di più di quello di cui hai realmente bisogno ed incoraggia i tuoi figli a fare lo stesso.[/quote]

    4) Guida da solo la sua macchina, non ha autisti e nemmeno guardie del corpo.

    [quote] Sei quello che sei.[/quote]

    5) Non si muove mai con un jet privato.. a meno che non possegga la pià grande compagnia aerea nel mondo.

    [quote] Pensa sempre a COME puoi realizzare le cose economicamente.[/quote]

    6) La sua società principale, la Berkshire Hathaway, possiede altre 63 società. Buffet scrive una lettera una sola volta all’anno agli amministratori di queste società dandogli degli obiettivi. Non li chiama mai in maniera regolare per continui meeting.

    [quote] Fai fare alle persone giuste il lavoro adatto a loro.[/quote]

    7) Ha dato ai suoi amministratori due semplici regole:

     

    [quote]

    1. Non perdere i soldi dei tuoi azionisti;

    2. Non scordarti la prima regola.

    Imponi degli obbiettvi ed assicurati che la gente si focalizzi su essi.[/quote]

     

    8 ) Non socializza con la gente dell’alta società. Quando torna a casa solitamente si prepara dei pop corn e guarda la televisione.

    [quote] Non ostentare, sii te stesso e fai quello che ti piace sul serio fare.[/quote]

     9 ) Non ha un computer sul suo tavolo e non va in giro nemmeno con un celulare e dopo aver saputo ciò Bill Gates, che aveva un incontro programmato con Buffet, era sicuro che non avrebbero avuto poi tanto di cui spartire. Si erano programmati un incontro di 30 minuti… l’incontro è durato 10 ore e Bill Gates è diventato un devono di Buffet.

    Ecco  i suoi consigli finali ai giovani:

     

    [quote]

    10) State lontani dalle carte di credito e dai prestiti bancari ed investire in voi stessi;

    11)I soldi non creano l’uomo, è l’uomo che ha creato i soldi.

    12) Vivi la tua vita semplicemente.. così come sei.

    13) Non fare quel che ti dicono gli altri, ascoltali, ma alla fine fai ciò che ti fa stare bene.

    14)Non comprare vestiti solo perchè sono di marca, indossa i vestiti che sono confortevoli per il tuo corpo.

    15)Alla fine dei conti la Vita è tua quindi non dare agli altri la possibilità di comandare la TUA Vita.[/quote]

    Concordi?

  • 10 caratteristiche essenziali per farcela nel business

    10 caratteristiche essenziali per farcela nel business

    Si potrebbero elencare almeno 100 tratti caratteristici (a livello di comportamento) che accomunano gli imprenditori proprietari di imprese  di successo. Vogliamo soffermarci però sui 10 più importanti (secondo noi).
    10 caratteristiche in cui potresti ritrovarti  ma che, soprattutto se sei un imprenditore alle prime armi, potresti cercare di modellare o di seguire per allineare tutto te stesso verso il raggiungimento dei tuoi obiettiviquindi vuoi essere:

     1. Entusiasta

    La gran parte degli imprenditori proprietari di piccole imprese è letteralmente entusiasta all’idea di vedere il loro business fiorire. L’entusiasmo è una caratteristica comune tra gli imprenditori di successo visto che iniziare un nuovo business può essere impegnativo ed alcune prove possono richiedere una gran quantità di determinazione e motivazione;

    2. Orientato/a verso I tuoi obiettivi

    L’entusiasmo può portare il tuo business molto lontano ma solo se c’è un obiettivo da raggiungere. Senza obiettivi prefissati il successo può diventare irrangiungibile. La gran parte degli imprenditori di successo si prendono del tempo per comprendere quali obiettivi sono per loro più importanti in modo da avere gran chiarezza sul dove stanno andando ed in che modo vogliono arrivarci;

    3. Fiducioso/a in te stesso/a

    L’essere fiduciosi è una caratteristica essenziale… D’altronde chi può essere se non tu il tuo più grande supporter? Non stiamo parlando di arroganza o egoismo ma una sana fiducia nelle proprie potenzialità, senza dubbi, senza incertezze.

    4. Appassionato/a

    Può essere molto difficile all’inizio superare la fase iniziale di mettere in piedi un business e di portarlo avanti con successo se non hai vera passione per quello che stai facendo. Guarda infatti ai grandi imprenditori non hanno forse sviluppato business basati sulle loro più grandi passioni?

    5. Cosciente del budget finanziario che stai gestendo

    Poichè gran parte del successo nel business è correlato al successo finanziario gli imprenditori che ottengono i risultati migliori fanno molta attenzione  a rispettare I budget che si sono prefissati. La capacità di conoscere quanti fondi hai a disposizione, quando ridurre le spese e come fare delle decisioni intelligenti quando è ora di investire spesso determina il successo o il fallimento di un’impresa.

    6. Dipendente da te stesso/a

    Certo di sicuro fare team, creare squadra e condividere è una parte importante di ogni impresa ma la capacità e l’abilità di pensare e di agire da solo, seguendo il proprio istinto ed  indipendentemente da cosa pensano gli altri è una risorsa importantissima;

    7. Umile

    Molti imprenditori fanno sicuramente affidamento su sè stessi ma quelli più saggi sanno anche quando è ora di chiedere aiuto, ammettere quando hanno sbagliato e accettare il criticismo di tipo costruttivo. Sanno stare con i piedi per terra anche quando ottengono i risultati più incredibili e non si scordano mai da dove hanno iniziato;

     8. Determinato/a

    Iniziare un nuovo business ha indubbiamente i suoi alti e bassi, ci sono vittorie, sconfitte, chaos ed acque calme. Gli imprenditori che hanno più successo sono quelli che sono fortemente determinati e che si rialzano dopo un fallimento, sapendone trarre insegnamento, senza abbattersi;

    9. Concentrato/a

    In un impresa capita spesso che l’imprenditore abbia diversi ruoli e che nell’arco della giornata si trovi a fare dieci cose diverse. La capacità di rimanere focalizzato pienamente sul problema che si sta affrontando in quel momento senza perdere la visione d’insieme è di sicuro un altro punto di forza;

    10. Mentalmente aperto/a

    Certo rimanere focalizzati e concentrati sulla visione d’insieme del proprio business è importante ma è molto importante anche essere mentalmente aperti e poter vedere le cose anche da prospettive diverse. Provare nuovi approcci, cambiare prospettiva, cambiare punto di vista, cambiare orientamento mentale è semplicemente essenziale.

    C’è qualche qualità che manca secondo te? Qualcosa che vorresti aggiungere?