Tag: imprenditore

  • 5 buoni motivi per diventare un imprenditore

    5 buoni motivi per diventare un imprenditore

    Certo, quando si avvia la propria attività si diventa il proprio capo, si espande il potenziale di guadagno, e forse si cambia il mondo…
    Tutto questo lo sai già.
    Ecco alcuni motivi a cui però non hai mai pensato:

    1) Incontri un minor numero di mummie.

    Quando lavori per una grande azienda, tu rappresenti quella società.
    Quando si parla di venditori, fornitori, clienti, ecc, devi essere più un burattino e meno una persona.
    Più l’azienda è grande e più sali nell’organigramma, più burattino devi diventare.
    In breve, sei diventato una mummia dell’azienda e le tue bende nascondono la tua personalità.
    E, poiché le grandi aziende tendono a fare affari con le altre grandi aziende, si tende a interagire principalmente con altre mummie e le mummie, si sa, sono noiose.
    Le persone che iniziano una propria attività sono in grado di rimuovere la maggior parte delle loro bende. Non hanno nessuno a cui dover rendere conto, a parte se stessi.
    Nel bene o nel male, possono essere ciò che sono.

    2) Non hai bisogno di un’oasi.

    Ecco cosa succede quando si lavora per qualcun altro.
    Hai competenze: il datore di lavoro ti dice dove, come e quando applicare tali  competenze. Raramente arrivi a fare quello che vuoi fare nel modo in cui desideri farlo. Tu sei solo un ingranaggio di una macchina più grande.
    Più “ingranaggio” sei tenuto a diventare meno riesci ad esprimere te stesso nella vita lavorativa e più spesso potresti sentire la necessità di esprimere il tuo vero io nel tuo ufficio o area lavorativa.
    Da qui le foto e altri soprammobili sulla tua scrivania …tutte cose progettate per ricordarti che sei molto più di un semplice ingranaggio.
    Se inizi una tua attività, potresti essere ancora l’ingranaggio di una macchina più grande (la tua macchina…), perché non sempre si può fare tutto da soli, ma arriverai a decidere tu dove, come e quando applicare le tue abilità.
    E non sarà più necessario ricordarti che sei più di un semplice insieme di competenze necessarie per essere utilizzato a discrezione dal tuo datore di lavoro.

    3) Coltivi le tue passioni.

    La maggior parte degli imprenditori iniziano un business a causa di un interesse.
    Un business basato su un interesse, un hobby o una passione ha molta più forza di qualunque altro business iniziato per altri motivi, ad esempio perché un determinato tipo di prodotto o di mercato “tira”.
    Poi l’equilibrio vita-lavoro è molto meno problematico.
    Quando fai quello che ti piace, è solo vita, non lavoro.

    4) Batti il fisco al suo stesso gioco.

    Anche se quanto segue non deve essere considerata come una consulenza legale o finanziaria e dovreste sempre cercare la guida di un professionista qualificato, possedere una propria attività consente di attingere ad innumerevoli agevolazioni e vantaggi fiscali.
    Nelle circostanze giuste si possono dedurre cose come: tempo libero, viaggi,  educazione, veicoli, ecc… la lista è lunghissima.
    E se sei intelligente non vedrai tutto questo come un male necessario, guardalo come un altro modo per massimizzare il ritorno dei tuoi affari e per appendere di più sui tuoi soldi.

    5) Il portico sarà molto più divertente.

    Un giorno ti siederai (metaforicamente) sulla tua veranda e guarderai indietro alla tua vita.
    Probabilmente ti rammaricherai solo di alcune cose, ma questi sono gli errori che hanno contribuito a renderti la persona che sei.
    Quello che sicuramente ti dispiacerà sarà il non aver provato delle cose, specialmente se la ragione per cui non hai provato è la mancanza di fiducia o la paura dell’ignoto.
    Una delle frasi peggiori che potrai dire sotto il portico inizierà con: “Mi chiedo cosa sarebbe successo se…”.
    Non guardarti indietro e meravigliarti. Se vuoi avviare un’impresa, fallo e basta. Ci sono molti modi per limitare il rischio.
    E se non ci riuscirai, almeno ci avrai provato.

    Liberamente ispirato a: Inc. Magazine
    Foto: By Danny Guy via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Workshop a Padova 12 Giugno:  “Come evitare i mancati pagamenti?”

    Workshop a Padova 12 Giugno: “Come evitare i mancati pagamenti?”

    La Camera di Commercio di Padova ha organizzato per il 12 Giugno 2012 un workshop gratuito per le imprese e per i professionisti intitolato: “Incassi sicuri: come evitare i mancati pagamenti.”
    Avere una visione più completa, specialmente nel momento attuale, sul come tutelarsi in caso di insoluti ci sembra molto importante e si inserisce sicuramente in una nuova tendenza da parte dei professionisti a fare rete (vedi un precedente articolo sull’iniziativa veronese Virtubuzz) per tutelarsi da clienti inaffidabili.

    Come dicevamo il seminario della Camera di Commercio di Padova è gratuito ed è necessario solamente iscriversi online:

    – Seminario a Camposampiero 12 Giugno ore 9:00 (clicca qui)
    – Seminario a Padova 12 Giugno ore 15:00 (clicca qui)

    Riportiamo il programma del corso così potrete capire se potrebbe interessarvi e fare al caso vostro:
    – Quel cliente mi pagherà?  Informazioni sull’affidabilità commerciale;
    – Mi organizzo per diminuire il rischio di non essere pagato;
    – Non sono stato pagato: che cosa posso fare? (dai solleciti alle azioni legali da intraprendere);
    – La mediazione civile come metodo per recuperare i propri crediti;

    I docenti? 

    • Liana Benedetti, funzionario della Camera di Commercio di Padova coordina varie attività di promozione economica, di promozione dell’imprenditorialità e di formazione.
    • Riccardo Casarin, avvocato in Venezia. Esperto in diritto societario, in procedure concorsuali e in contract management. E’ Senior advisor in VANCE dal 2005 nelle attività di due diligence, business transaction e fraud investigation.
    • Alessandra Grassi, avvocato. Si è occupata per diversi anni della gestione e recupero crediti presso istituto di credito. Ora è mediatore presso la Camera arbitrale nazionale ed internazionale di Milano, Monza e Istituto Superiore di Conciliazione di Bergamo.

    Liana Benedetti assieme all’Avvocato Alessandra Grassi hanno anche scritto un libro in merito all’argomento intitolato proprio “Incassi sicuri” libro di cui potete trovare un estratto in pdf qui.

    Per maggiori informazioni in merito al workshop consultate il sito della Camera di Commercio di Padova. 

    Foto by danielmoyle, via Flickr, Creative Commons Attribution.
  • 3 punti chiave per una start-up digitale

    3 punti chiave per una start-up digitale

    Sei uno startupper? Stai iniziando a costruire la tua strada luminosa verso un futuro di successo? Prenditi 5 minuti per considerare questi 3 punti chiave:

    #1 Investitori e crescita:

    Decidi bene a chi presentarti, cerca un incubatore che possa anche affiancarti passo dopo passo e che possa tenerti per mano durante la tua crescita. Non ti servono solo i soldi vorrai cercare anche:

    – Affiancamento nell’approccio imprenditoriale;
    – Affiancamento nel settore amministrativo, finanziario e commerciale;
    – Mentoring;

    Tu sarai occupato a dare vita alla tua idea e quello che fai vorrei farlo bene, lascia che altri ti affianchino, non puoi fare tutto da solo. La tua maggior risorsa? Il tempo ! Prenditene cura.

     #2 Dai forma all’idea quando ti presenti:

    Una volta deciso a chi vuoi presentarti e da chi vuoi cercare investimenti cerca di essere il più pratico possibile. Non si tratterà di una discussione parlamentare o di una conferenza politica, chi decide di investire in te è primariamente caratterizzato dalla praticità, di conseguenza dimostrati pratico anche tu. Non appoggiarti a delle semplici slide powerpoint, se possibile crea un prototipo, metti l’idea in azione e mostrati operativo e pronto a fare. La tua operatività unita alla validità dell’idea saranno sicuramente vincenti. Hai passione per quello che stai facendo giusto? Questo è il momento di dimostrarlo.

     #3 Componi il tuo team con saggezza 

    Certo l’idea è fondamentale, stai componendo la tua sinfonia ma hai bisogno che ciascun esecutore stia suonando lo strumento che lo valorizza maggiormente. Non è per nulla banale questo concetto e molte volte porta alla disfatta totale del progetto: usa il networking cerca i migliori “musicisti” per far suonare la tua idea. Chiarisci fin dall’inizio chi fa cosa; certo il limite sarà flessibile ma non far suonare la tromba al violinista piuttosto valorizza, accentua, sottolinea i talenti. Vivrai il tuo progetto con più armonia e tutto “suonerà” magnificamente.

    Ti suona bene il discorso? 

  • 6 passi (e tante domande) per trasformare il tuo hobby in un business

    6 passi (e tante domande) per trasformare il tuo hobby in un business

    Trasformare il tuo hobby in un business lucrativo è impossibile? Io credo sia possibile, un sogno possibile che già molti neo-imprenditori hanno vissuto o stanno vivendo, trasformando le loro passioni in imprese profittevoli.  Il tuo hobby. la tua passione, quello che fai per rilassarti quando hai tempo libero potrebbe trasformarsi in una vera e propria miniera d’oro se solo sai scoprirne le caratteristiche peculiari. Dai un occhio a questi 6 passi (e tante domande) che potrebbero aiutarti a monetizzare la tua passione.

    #1 Tempo di ricerche di mercato

    Magari ti appassiona… fotografare farfalle? Ma.. la gente spenderebbe soldi per quello che hai da offrire? L’unico modo di scoprirlo è fare alcune “ricerche di mercato”. Cerca di scoprire che tipo di persone potrebbero essere interessate a ciò che fai.

    – Fai domande ai tuoi amici, ai tuoi conoscenti e cerca di capire se, a prescindere dall’amicizia, pagherebbero sul serio per i tuoi servizi… e quanto?
    – Sarebbe abbastanza per trarne un profitto?
    – Scopri i volti dei tuoi concorrenti sul mercato. Stanno facendo bene quel che fanno? Cosa potresti fare meglio di quello che fanno loro? Potresti prendere ispirazione da quel che fanno e magari migliorarlo?
    – Qual’è l’elemento che potrebbe caratterizzarti sul mercato?

    #2 Quanto ti costerebbe il rischio?

    Considera tutti i costi dell’entrare il mercato. Non c’è una attività che abbia gli stessi costi di un’altra, tutti i business sono differenti. Vediamo i costi comuni.

    – Forma societaria (srl o srl semplificata) o partita iva?
    – Computer,
    – Biglietti da visita;
    Sito internet aziendale;
    – Costi pubblicitari;
    – Ufficio, un laboratorio (o magari il garage di casa?)

    #3 Come finanzieresti il rischio che corri?

    Stai per avere delle spese investendo negli elementi basilari per iniziare una nuova attività..

    – Dove li trovi i soldi per finanziarla?
    – Hai un gruzzoletto da parte? Riuscirebbe a coprire i costi iniziali lasciandoti una quota “paracadute”?
    – Conosci qualcuno che potrebbe “coprirti le spalle” in questa fase iniziale? Magari potresti proporti (con un business plan ben fatto) ad un investitore.

    #4 Punti forti e punti deboli

    Sii onesto con te stesso ad un imprenditore non basta la passione per il prodotto o servizio che vende per poter entrare il mercato.. devi essere in grado di vendere il tuo prodotto ma anche la tua visione, la tua società, devi crederci con ogni cellula del tuo corpo. Sei pronto a questo? Fai una lista dei tuoi punti forti e anche delle tue debolezze (e paure) e trova un modo per modificarle e trasformarle. Vai alla ricerca di un libro che ti possa aiutare, di un mentore che ti dia una spinta. Quello che deve crederci sei tu. Sono sicuro che se stai leggendo questo post hai già la volontà ed il desiderio di intraprendere questa strada e vuol dire molto.

    #5 Pianifica le tappe

    Perfetto, sai dove vuoi andare, hai una grande ambizione e vuoi guadagnare facendo ciò che ami ma ricordati anche che devi darti dei tempi e delle scadenze. Di sicuro vuoi rischiare per qualcosa in cui credi e hai con te il “paracadute” finanziario del passo #3 ma non vuoi che il paracadute si rompa o non ti possa più salvare. Parti in piccolo e muoviti a piccoli passi e chiediti: che obiettivo voglio aver raggiunto in 3 mesi? ed in 6? e tra un anno? Sii coerente.

    #6 Respira e salta

    Sei pronto, è ora di andare, è il momento di lanciare il tuo business. Il modo lo scegli tu. Vuoi organizzare un evento? Potresti usare facebook per farlo. Oppure potresti pubblicizzare il tuo nuovo sito internet? E se spargessi in giro la voce tra amici e conoscenti dell’avventura che hai iniziato investendo da subito sul passaparola? E’ la miglior forma di marketing, lavoraci bene sin dall’inizio (qui trovi alcuni consigli.)
    Ti auguro solo il meglio guerriero pacifico. Tienici aggiornati.

    Foto: By rbglasson via Flickr, Creative Commons Attribution.
  • I dettagli fan la differenza: nel business (e nella vita)

    I dettagli fan la differenza: nel business (e nella vita)

    Lo sai anche tu che oramai tra email, post-it, la tua agenda di lavoro e poi le ultime foto postate dai tuoi amici su facebook e magari gli articoli consigliati dalle persone che segui su twitter è difficile seguire tutte le informazioni che ti bombardano ogni giorno.
    Magari aggiungi anche il libro (bello impolverato) che ti aspetta sul comodino da minimo tre mesi…

    Se è vero che abbiamo tonnellate di informazioni che ci raggiungono ogni giorno è vero anche che se le vogliamo seguire tutte ci ritroviamo a seguirle in maniera superficiale lasciando da parte particolari magari essenziali. Diciamocela tutta, le ricerche scientifiche (vedi Focus Marzo 2012) hanno dimostrato che l’essere umano non è poi così portato al multi-tasking, anzi.

    Per strada ci perdiamo dettagli della realtà che ci circonda che potenzialmente potrebbero aumentare la nostra produttività, rafforzare le nostre relazioni interpersonali e portarci infine a vivere vite più gratificanti,

    Le ragioni per (re)iniziare a fare attenzioni ai dettagli:

    • Nel business: prestando più attenzione ai tuoi clienti puoi prestare loro un servizio migliore evitando così problemi che potrebbero sorgere da una cura (e da un ascolto) delle loro richieste di tipo superficiale.
    • Nelle relazioni: se sai essere attento ai piccoli dettagli delle tue relazioni con amici, fidanzato o fidanzata, moglie o marito di sicuro guadagnerai più fiducia e renderai le relazioni solide come la roccia.

    Se sul serio vuoi iniziare a prestare più attenzione ai dettagli prova a seguire questi 6 consigli:

    1. Smettila con il Multi-tasking

    Quando fai più cose contemporaneamente non sei (ovviamente) in grado di dare la piena attenzione a nulla.. Quindi fai un po’ di tutto ma fatto mediocremente. Torna al vecchio una cosa alla volta ma fatta bene. E non dirti che il mondo è troppo frenetico perché la qualità sta tornando di moda…

    2. Un timer ogni 15 minuti

    È stato dimostrato che,  livello di concentrazione, il perfetto intervallo di tempo per il cervello umano è di 15 minuti.
    Se ad esempio ci mettiamo alla scrivania (intendo almeno dopo il primo caffè) i primi 15 minuti di lavoro saranno quelli in cui saremo maggiormente concentrati e in cui riusciremo a lavorare efficientemente ed evitando distrazioni. E dopo i primi 15 minuti? Inizia un nuovo conto alla rovescia!

    Prova ad impostare un timer con un conto alla rovescia..vedrai che il tuo cervello inizierà a concentrarsi maggiormente sui dettagli sapendo che sta lavorando a sessioni prestabilite, di sicuro produrrai di più.

    3. Cerca di capire cosa ti porta fuori strada

    Se ti rendi conto che durante una delle tue “sessioni” da 15 minuti ad un certo punto perdi totalmente il focus cerca di capire qual’è l’elemento che ti ha portato fuori strada. Scrivi gli elementi che ti distraggono e se sono sempre (o spesso) quelli saprai su cosa agire e cosa cambiare.

    4. Tanta pratica

    Tornare ad essere attento ai particolari richiede tempo e costanza. Una nuova abitudine non si crea in un giorno e nemmeno in due, persisti in fondo nemmeno Roma è stata costruita in un giorno.

    5. Riduci il carico di informazioni

    Liberati di tutto quello di cui puoi liberarti e che ti prende attenzione. Che sia una newsletter o un incontro serale settimanale che segui ma che non ti interessa veramente… Taglia. Provaci per tre mesi, fai sempre in tempo a tornare sui tuoi passi.

    6. Ascolta di più

    Ascolta di più i tuoi clienti, i tuo amici, tutte le persone con cui ti relazioni. Se ascolti di più e pienamente avrai una marcia in più. Le relazioni umane di cui ti prendi cura valgono e varranno sempre, anche nell’era dei social network e del social media marketing.

    Ricordati che nei dettagli della realtà che ti circonda puoi trovare grandi opportunità

    Foto by Cinzia A. Rizzo via Flickr, C.C. Attribution.              
    Articolo liberamente tradotto e riadattato da youngupstarts.
  • Caine’s Arcade: La sala giochi di cartone

    Caine’s Arcade: La sala giochi di cartone

    Lo spirito imprenditoriale può “colpire” anche da giovani lo sappiamo… Ma hai mai sentito parlare del Caine’s Arcade? Arcade vuol dire sala giochi mentre Caine è il nome del bambino di 9 anni che la gestisce.

    La storia di Caine è una storia che emoziona e che in un giro di click ha viaggiato attraverso il globo diventando viral scaldando il cuore e facendo sorridere chi ne ha sentito parlare.

    Caine vive a Los Angeles e durante l’estate ha costruito la sua sala giochi fatta di cartone davanti all’ingresso del negozio di ricambi per auto del padre.
    Armato di forbice e di scatole di cartone Caine ha iniziato a costruire le sue attrazioni una dopo l’altra fino a costruire una vero e proprio arcade.

    Clienti? Non molti ad essere sinceri dato che il target di clientela è costituito principalmente da acquirenti di ricambi al negozio del padre.
    Caine non demorde, e tenacemente e con grande passione siede di fronte alla sua sala giochi ed aspetta, perfezionando le sue attrazioni tutti i fine settimana.

    Un giorno passa per il negozio del padre quello che si rivelerà essere il suo cliente più speciale Nirvan Mullick. Nirvan era alla ricerca di una maniglia di ricambio per la sua toyota corolla ma una volta vista la sala giochi di cartone di Caine se ne innamora e inizia subito a giocare.

    Quanto costa? 1 dollaro per 4 partire mentre con 2 dollari si può giocare fino a 500 volte. Nirvan incantato dalla mente brillante e dal genio di Caine investe subito 2 dollari e subito dopo avere finito di giocare prende in disparte il padre di Caine e gli chiede l’autorizzazione a girare un breve film su Caine e la sua sala giochi.

    Il padre si convince subito dell’idea essendo sicuro che un apprezzamento del genere avrebbe fatto gioire Caine, aumentando il suo spirito imprenditoriale e premiando i suoi sforzi.
    Nirvan non pensa solamente a girare un corto sulla storia di Caine ma organizza anche un evento e lo condivide su facebook. L’evento diventa viral ed i media sono allertati.

    In cosa consiste l’evento? Trovarsi domenica mattina di fronte alla sala giochi di Caine per giocare e festeggiare la sua fantasia. Di ritorno da una pizza con il padre Caine trova centinaia di persone ad attenderlo e la sua gioia ed i suoi sorrisi parlano da soli e anche se non capisci l’inglese guarda il video, la storia te l’ho detta il resto è emozione.

    Dimenticavo il finale…

    Dagli ammiratori di Caine è stato creato un fondo per sostenere in futuro i suoi studi, una sorta di crowdfunding per sostenerne un educazione di successo… Fino ad ora sono stati raccolti 100.000 Dollari.

    Certo, penserai non tutti i “giovani imprenditori” saranno così fortunati come Caine e potrei darti ragione ma… Ti ricordi che la vita è fantasia? Sogna ed appassionati.

  • Che imprenditore sei?

    Che imprenditore sei?

    Il profilo dell’imprenditore perfetto è un tema riguardo al quale la bibliografia abbonda e per il quale ogni autore cerca modi eleganti per dire come l’imprenditore sia una persona determinata e di buone idee.

    Vagando per la rete mi sono imbattuto in questo interessante articolo (in spagnolo) di un membro direttivo di un Venture Capital messicano il quale, forte della sua esperienza, cerca di analizzare gli imprenditori che gli sono passati “sotto” e li ordina in tre categorie.

    Vi propongo la categorizzazione e vi chiedo di soffermarvi soprattutto sull’ultimo punto, sperando di accendere una discussione a riguardo.

    1) L’imprenditore divenuto tale per circostanza

    In questa tipologia ricade colui che, ad esempio per la perdita del lavoro, si è trovato a dover diventare imprenditore. In questo cammino probabilmente perderà alcune competenze e ne acquisterà altre, con possibilità di avere buon successo.

    2) L’imprenditore nato

    Ovvero colui che fin da giovane è sempre stato il classico “traffichino” e che possiede un’enorme energia interna che lo tiene sempre attivo sia per risolvere problemi sia per ricercare nuove opportunità. Interessanti anche alcune opinioni circolanti nella Silicon Valley, riguardanti il come una persona possa “nascere imprenditore”. L’analisi parte dall’infanzia e lo sviluppo adolescenziale delle persone dove, tendenzialmente, si presentano almeno due fattori:

    – una situazione familiare caotica o poco stabile

    – la collaborazione, sin dalla tenera età, con uno dei genitori in attività che prevedano la risoluzione di problemi casalinghi oppure di hobbies (carpenteria, elettronica, cucina, ecc). Sembra che la presenza nell’infanzia di un imprenditore di attività volte alla risoluzione di problemi pratici, possa poi convertirsi in una capacità innovativa in grado di cambiare le carte in tavola.

    3) L’imprenditore con la sindrome di Peter Pan

    Questa tipologia di persona, afferma l’autore, si rifugia nella carriera imprenditoriale per nascondere la sua capacità psicologica di adattarsi al mercato del lavoro e difficilmente possiede la maturità e la capacità (a differenza delle altre due categorie) per fare il salto da “start-up” – che Eric Ries in Lean Startup definisce come organizzazione temporanea al fine di trovare un modello di business scalabile – alla fase di impresa vera e propria, la quale è un’organizzazione strutturata e permanente tesa a soddisfare un’esigenza del mercato in cambio di una rendita per chi ci investa. Un eterno bambino in pratica.

    Ti trovi d’accordo con questa categorizzazione? E tu, che tipo di imprenditore sei?

    Peter Pan's Flight by Loren Javier via Flickr CC Attribution

     

  • 7 tratti caratteristici di un leader

    7 tratti caratteristici di un leader

    C’è scarsità di leader nel mondo, ci sono tante persone pronte a seguire ma troppo poche pronte a segnare un nuovo sentiero. È indubbio. È solo necessario leggere le interviste fatte a svariati leader di business in crescita e ti renderai conto di come venga evidenziato il fatto di non avere abbastanza persone in grado di mostrare la strada e di farsi seguire dagli altri sia uno dei più grossi problemi attuali.

    Dovunque ci sia un bisogno c’è anche un’opportunità, quindi lo sviluppare le caratteristiche ed i tratti essenziali per essere leader (non occorre che diventi il nuovo Martin Luter King domani…)  può aprire nuove porte ed aumentare il tuo valore.

    I tratti caratterizzanti la leadership possono essere sviluppati da qualsiasi persona che VUOLE veramente farlo e che ha voglia di applicarsi.

    Eccone 7:

    1. VISIONE

    Essere in grado di percepire ad avere lungimiranza sul COSA possa essere fatto. Definire e chiarificare la propria mission e raggiungere tutti gli obiettivi necessari per arrivare dove si è deciso.

    2. PASSIONE

    Avere una passione bruciante che parte dal cuore e fa nascere entusiasmo anche nel prossimo. La passione guida la tua visione.

    3. INIZIATIVA

    Essere il primo a fare le mosse e dimostrare COSA può essere fatto anche quando nessuno ci crede. Fallo succedere.

    4. FARSI SEGUIRE

    Incoraggiare e dare gli strumenti; Formare e motivare, Ispirare.

    5. SERVIRE

    Essere connesso con la realtà, ascoltare e comprendere, attenzione ai dettagli.

    6. COMPETENZA

    Essere in grado di assistere e fornire risposte e soluzioni, un esperto che sa cosa sta facendo.

    7. CORAGGIO

    Avere la fermezza d’animo di procedere ed andare avanti nonostante pericoli, paure e conseguenze del proprio operato.

     

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da scottyonker
    Foto: By Peter Gene via Flickr, C.C. Attribution
  • Dov’è il futuro per le start-up e per le nuove idee Italiane?

    Dov’è il futuro per le start-up e per le nuove idee Italiane?

    Nella versione online del Sole 24 Ore è stato pubblicato un articolo intitolato “Se Apple fosse italiana avrebbe 25 miliardi in meno (per le tasse)” e sono stati presi in considerazione gli aspetti paradossali (e bloccanti per l’economia) del profilo fiscale italiano.

    Se apple dovesse nascere oggi in Italia sarebbe a pieno titolo considerata una start-up, una start-up che verrebbe  inserita in un sistema fiscale, normativo e di incentivi che risulta essere tutto fuori che pensato ad adattarsi ad una figura flessibile e bisognosa di “cure” come una start-up.

    Perchè bisognosa di cure? Essenzialmente per l’alto livello di rischio che presenta (e specularmente un alto livello di guadagno nel caso di successo.)
    Vero è che le start-up sono un motore imprenditoriale potente ed essenziale di questo periodo storico ed economico basta pensare a che entrate tributarie hanno garantito agli USA nell’arco degli anni le varie Apple, Microsoft e Google (si anche loro erano start-up un tempo.)

    Indubbio che le start-up si muovono con velocità doppia rispetto a quanto viene fatta dalla normativa Italiana e che cercare di “acciuffarle” risulta difficile come per un elefante inseguire una gazzella (soprattutto se l’elefante è di razza Italian-burocratica) ed è anche indubbio che qualche tentativo sia stato messo sul piatto dal  decreto legge n.1 del 24 Gennaio 2012 che ha dato vita alla società semplificata a responsabilità limitata (che sarà operativa tra Aprile e Maggio.)

    La questione è però un’altra ed è: Basta quanto è stato fatto? E’ abbastanza?

    In Svezia è stata, già da anni, riconosciuta l’essenzialità di una politica a favore delle  start-up e questo riconoscimento ha portato il paese Svedese a convertirsi in un distretto industriale popolato da nuove imprese, tutte giovani, tutte fresche (e tutte paganti le tasse.)

    Come è stato possibile questo? Una quota del Prodotto Interno Lordo svedese è stato prontamente destinato al finanziamento delle start-up, questo ha aumentato insediamenti di nuove imprenditorialità in Svezia (negli ultimi 10 anni c’è stata una crescita del 250% degli investimenti dall’estero.) Esempi pratici? Addirittura un 35% di tutte le imprese europee quotate si concentrano in Svezia… ti dice nulla Spotify? E Skype?

    Un punto debole Italiano risiede anche nella rigidità del sistema  (normativo, corporativo…) e nella sua incapacità di adattarsi al nuovo.
    In questi giorni il tema principale ed in testa a tutte le testate giornalistiche sono le modifiche all’art. 18 dello statuto dei lavoratori e le conseguenti modifiche al mercato del lavoro.
    Non voglio togliere alcuna importanza ad un tema così importante per le imprese e per i lavoratori italiani. La questione se si parla di start-up è un’altra.

    Alle aziende innovative, alle start-up, interessa sul serio la discussione sul mercato del lavoro? Nel senso che in Italia (e qui la rigidità) una eventuale Apple si vedrebbe costretta ad applicare un’eventuale contratto collettivo nazionale del commercio (o dei metalmeccanici magari?) Google sicuramente non è stato costretto a regole rigide imposte da un contratto collettivo nazionale che neanche lontanamente potrebbe adattarsi alla flessibilità imprenditoriale che lo denota.

    La flessibilità, l’innovazione e la “freschezza” delle nuove start-up Italiane dovrebbe essere “coccolata” da una flessibilità negoziale altrimenti le soluzioni alternative sono per forza di cose l’aprire ed operare fuori dall’Italia. Basta forse il regime dei minimi?

    Soluzioni attuali per le start-up made in Italy? il venture capital ed i business angels.
    Se il finanziamento statale non arriva (o non c’è proprio) non esiste una soluzione migliore di affidarsi ad investimenti privati.
    La commissione europea ha capito che con gli attuali problemi delle banche del vecchio continente (e non) l’unica soluzione è spingere il più possibile per il venture capital  e per fortuna anche in Italia stanno nascendo degli incubatori importantissimi per le start-up come la H-farm di Treviso.

    Le idee nel fare impresa sono in continuo movimento e non vogliamo che un giorno gli storici guardando al 2012 e alle occasioni (e alle start-up) perse si ritrovino a scomodare ancora una volta Tito Livio.

    Dum Romae consulitur, saguntum expugnatur.

     

    Foto: Interno Post By Seth1492, Slider By workingcapitalteam via Flickr C.C. Attribution
  • 7 eccellenti abitudini  per nuove idee e creatività

    7 eccellenti abitudini per nuove idee e creatività

    La creatività? L’anima dell’innovazione. Un’innovazione che parte dal singolo prima di giungere all’impresa. Sembra strano ma se ci rifletti (anche se può sembrarti un controsenso),  la creatività è in qualche modo frutto dell’abitudine…

    Pensaci, una mente creativa sarà il risultato di abitudini creative. Le idee perfette non piovono dal cielo ma se abitui il tuo cervello a CREARE di più allora si che avrai l’imbarazzo della scelta.

    Lo sapevi che Google dà la possibilità ai propri dipendenti di utilizzare un giorno della loro settimana lavorativa per pensare a nuove idee?

    Ecco 7 eccellenti abitudini per aumentare la tua creatività:

    1.    Rendi la creatività un gioco

    La creatività solitamente “colpisce” quando meno te l’aspetti e, se sei come la maggioranza delle persone, non puoi aspettarti “visioni creative” quando stai combattendo per finire un progetto al lavoro o sei preso dallo stress.
    Quindi che dovresti fare? Ad intervalli (più o meno) costanti prova a rilassarti e a concederti un po’ di divertimento creativo. Non importa se riesci a farlo solo per qualche minuto al giorno o per qualche ora a settimana, prenditi del tempo per te del tempo per dedicarti alla TUA creatività, che sia disegnare, fare foto… Tu lo sai!
    Se dedichi tempo a questo “gioco” la tua creatività si farà viva sempre più spesso e le tue nuove idee saranno molto più “fresche.”

    2. Lascia che la tua mente vaghi.

    Il tuo cervello è una macchina incredibile, capace di creare cose che puoi difficilmente immaginare ora. Quando ti focalizzi e ti concentri su un solo aspetto della tua vita il tuo cervello non è più libero di fare ciò che gli viene meglio: creare nuove idee.

    Concediti dei momenti da sognatore, momenti in cui lasci che la tua mente vaghi senza concentrarti su nulla di specifico (nemmeno sugli aspetti negativi della tua vita). Se non limiti il tuo cervello solamente ad un pensiero hai la possibilità di aprire moltissime porte.

    3. Ascoltati.

    Ti è venuta un idea fantastica? Falla diventare realtà ORA. Più ti abitui a seguire i tuoi impulsi creativi più ti renderai conto di quanto fantastiche sono le tue idee. Molto più spesso di quanto tu possa immaginare le persone mettono da parte le loro intuizioni per poi scoprire che qualcun’altro le ha fatte diventare realtà.
    Agisci nell’immediato, calma la tua parte razionale e segui il tuo lato creativo.

    4. Fai una mappa mentale delle tue idee.

    Scrivere bianco su nero tutte le idee che ti passano per la testa è un metodo eccellente per mantenere un’ispirazione creativa ma quando vuoi “lavorare” su certe idee che credi possano funzionare la soluzione migliore è prepararti una mappa mentale (di cui parleremo più approfonditamente in futuro.)

    Se vedi le tue idee su un pezzo di carta la tua mente creativa si risveglierà.

    5. Mettiti alla prova tutte le settimane.

    La creatività aiuta decisamente nella risoluzione dei problemi.
    Se non hai problemi da risolvere la creatività dopo un po’ si spegne, tienila attiva (sono sicuro che hai problemi da risolvere e risolverli in modo creativo è ottimo.)
    Tieni la tua creatività attenta e vigile ogni settimana e di sicuro sarà più viva nel momento del bisogno.

    6. Festeggia i tuoi risultati.

    Quando riesci ad essere creativo come vorresti e ti viene una bella idea la insegui e la realizzi bè, festeggiati !! Gratificati per i tuoi risultati creativi nella maniera che ti soddisfa di più. Se prendi questa abitudine non solo aumenterai il tuo desiderio inconscio di creare idee nuove ma ti sentirai anche benissimo.
    Non pensare se festeggiarti o meno. Fallo, te lo meriti.

    7. Cerca attivamente nuove abitudini creative.

    Una delle più importanti abitudini creative che puoi avere è il cercare attivamente NUOVE abitudini creative. Già solamente focalizzandoti sulla tua creatività la stai migliorando. È impossibile frenare la tua creatività provando a farla crescere.
    Passa un po’ di tempo ogni giorno a pensare a dei modi di espandere la tua creatività.

    Ti lascio infine con questa citazione di Linus Pauling:

    [quote]Il miglior modo per avere una buona idea è avere tante idee[/quote]

     

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da Creative Something
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