Mese: Giugno 2012

  • Internazionalizzazione ed export? Udine: 10 e 11 Luglio 2012

    Internazionalizzazione ed export? Udine: 10 e 11 Luglio 2012

    E’ decisamente interessante e degno di nota il programma di attività estive dedicate all’internazionalizzazione d’azienda proposto dalla Camera di Commercio di Udine, attraverso l’Azienda Speciale Imprese e Territorio e con il finanziamento di Unioncamere. La due giorni di sessioni di lavoro che si terrà il 10 e l’11 di Luglio presso la sede della Camera di Commercio di Udine sarà orientato principalmente a favorire l’internazionalizzazione delle imprese “matricole” ossia quelle aziende che non hanno mai operato sui mercati esteri o che hanno partecipato solo a sporadici eventi fieristici esteri.

    L’evento sull’internazionalizzazione vedrà la collaborazione di qualificati esperti SACE  e di marketing internazionale, con l’obiettivo di contribuire a fornire le conoscenze utili ad un approccio consapevole ai mercati internazionali.

    Programma:

    Martedì 10 luglio 2012

    • 9.15 APERTURA LAVORI
Giovanni Da Pozzo, Presidente della Camera di Commercio di Udine
    • 9.30 Il rischio paese e la sua analisi
Carlo Guarinoni,  Senior manager Sace
    • 11.30 L’analisi della controparte privata estera
Mariano Di Biagio,  Senior Risk Analyst Sace
    • 13.00 CONCLUSIONE PRIMA PARTE
    • 14.00 Le clausole maggiormente rilevanti nei contratti di fornitura internazionale
Antonio Bartolo, Divisione Legale societario e Compliance Sace
    • 15.45 Il recupero dei crediti insoluti
Antonio Bartolo,  Divisione Legale societario e Compliance Sace
    • 17.15 CONCLUSIONE

    Mercoledì 11 luglio 2012

    • 9.30 Orientamento sui mercati internazionali
    • Roberto Corciulo,  Chairman IC&Partner Group
    • PARTE PRIMA
• La globalizzazione e i nuovi attori del commercio internazionale
• Il mercato unico europeo
    • 11.30 PARTE SECONDA
• L’internazionalizzazione come strumento di crescita
• La scelta d’internazionalizzare
• Andamento dei mercati e posizionamento strategico
    • 12.30 Dibattito e somministrazione di questionario per la rilevazione di attività 
e mercati di potenziale interesse per le Piccole e Medie Imprese
    • 13.00 CONCLUSIONE

    Le sessioni sono previste per un massimo di 20 partecipanti. La partecipazione all’evento è gratuita e aperta a tutte le imprese interessate previo invio della scheda di adesione. Per informazioni più dettagliate sulle modalità di partecipazione consulta il sito ufficiale della Camera di Commercio di Udine.

  • Startup Sauna: la beauty farm finlandese per le idee

    Startup Sauna: la beauty farm finlandese per le idee

    Startup Sauna è un programma della Aalto University con lo scopo di aiutare il mondo delle start-up nell’area dei paesi baltici e Russia nelle loro primissime fasi per portarle ad essere in grado di competere nel mercato mondiale. Il programma è non-profit.

    Il motto è “we don’t mentor, we coach” grossomodo traducibile come ” non facciamo da mentori, ma da allenatori”, prevedendo selezioni delle migliori idee due volte l’anno (primavera e autunno), e per ogni occasione il percorso si divide in tre fasi:

    • Startup Sauna Warmup: lezioni di coaching sono tenute nelle città leader del mondo startup del nordeuropa/ Russia che prevede una prima scrematura che porterà i vincitori di questa prima fase a poter accedere alle finali presso l’Aalto Venture Garage.
    • Startup Sauna:  sei settimane di training intensivo per 15 team selezionati. È previsto lavoro full time presso l’Aalto Venture Garage durante l’adestramento e la fase termina con un meeting con potenziali investitori.
    • Startup Sauna Silicon Valley: come si potrà evincere dal nome, i team migliori saranno portati nella Silicon Valley per poter incontrare investitori, concorrenza e media.

    L’area dei paesi baltici è molto interessante, basti solo pensare che Skype e GetJar sono nate rispettivamente in Estonia e Lituania: perchè non provarci?
    Maggiori informazioni sul sito ufficiale 

  • 8 utili consigli per ritrovare la tua concentrazione

    8 utili consigli per ritrovare la tua concentrazione

    Ti capita di arrivare alla fine della giornata e non ti accorgi del tempo che è passato?
    Inizi un progetto ma poi ti perdi in dettagli inutili?
    Vorresti del tempo per il tuo business ma sei troppo impegnato a “salvare il mondo”?

    Ecco otto modi per evitare che le distrazioni possano danneggiare la tua produttività:

    #1: Crea un elenco e rileggilo spesso

    Non ha senso fare un elenco di cose da fare, se poi finisce sotto tutti i documenti, alla fine della giornata. Devi tenerlo nel tuo campo visivo: usa i post-it piuttosto e mettilo proprio dove lo vedi ogni volta che alzi lo sguardo, rispondi al telefono o usi il pc.

     #2: Chiudi la porta

    Sembra l’opposto del buon senso. Non dovresti essere a disposizione dei dipendenti quando hanno un problema? Beh, se non si stanno concentrando abbastanza sulla tua attività allora sì che avranno un problema… trovare un altro lavoro. In questo momento come imprenditore la tua azienda viene per prima… i dipendenti per secondi. E forse, se non riescono a raggiungerti, prenderanno qualche utile iniziativa e risolveranno loro i problemi.

     #3:  Alzati quando qualcuno entra in ufficio

    Ciò significa che il visitatore non può sedersi e la maggior parte della gente si stancherà di stare in piedi e se ne andrà quando vi sarete accordati. Se qualcuno è particolarmente prolisso, nonostante lo stare in piedi, cammina intorno alla scrivania e spostati fuori dalla porta e giù per il corridoio. Poi scusati per la fretta e torna in ufficio.

    #4:  Limita le azioni che ti fanno perdere l’attenzione

    Quanto spesso controlli la posta elettronica, Facebook, o il cellulare? Prendi direttamente le telefonate o lasci che se ne occupi un front-office? I potenziali fornitori entrano subito in contatto con te appena varcano la parta dell’ufficio? Ognuno di queste cose ti distrae dal tuo business principale. Programma momenti specifici per affrontare queste questioni in modo da avere del tempo per fare il tuo vero lavoro.

    #5:  Analizza i motivi della procrastinazione

    Aspettare per fare qualcosa può essere una questione di emozione piuttosto che di distrazione. Hai paura di non avere le capacità per realizzare qualcosa di importante nel tuo business? Ti senti di non avere abbastanza informazioni per fare un buon lavoro? Sei nervoso per il passo successivo dopo il progetto corrente? Prenditi del tempo con carta e matita, annota i motivi per cui non stai affrontando una cosa, analizzali e trova la soluzione.

    #6:  Prendi a piccoli morsi

    Questo è un consiglio contro la procrastinazione. Se inizi, è possibile eseguire più di quanto pensi con un extra di 15-20 minuti ogni ora. Non aspettare di avere il “tempo che serve” per iniziare a fare qualcosa, altrimenti non inizierai mai.

    #7:  Pulisci la tua scrivania

    Se sei pronto a tuffarti in ​​un progetto di grandi dimensioni, elimina dall’area di lavoro gli altri doveri minori. E ‘così facile scorgere qualcosa che ci vorrà solo un paio di minuti e smetterai di lavorare sulla roba grossa per affrontare le piccole cose. Non lasciare che le distrazioni visive possano distoglierti dai tuoi progetti.

    #8: Devi solo farlo

    Chiudi la porta, spegni il telefono, svuota la scrivania e inizia. Metti un cartello fuori dalla porta dell’ufficio con scritto qualcosa di simile, “Qualunque cosa succeda, me lo dirai domani.” Se rimuovi tutte le scuse e le distrazioni, puoi effettivamente realizzare alcuni dei tuoi obiettivi nel business, anche prima di quanto ti aspetti.

    Liberamente ispirato da: Entrepreneur Magazine
    Foto: By jasonEscapist via Flickr, Creative Commons Attribution
  • 3 passi per far crescere la tua azienda

    3 passi per far crescere la tua azienda

    Una società ha bisogno di fare alcuni cambiamenti di filosofia per potersi trasformare da start-up ad azienda in espansione.

    Se sei in un business da qualche tempo e non sta crescendo in fretta, il perché può essere ricondotto a tre motivi principali:

    1) Tu non vuoi crescere.
    Ad alcuni imprenditori piace il ritmo della loro attività.

    2) Non hai accesso alle risorse per crescere.
    Sia le persone, il denaro, il mercato o i fornitori sono limitati e stai lavorando per avere accesso a ciò che ti serve.

    3) Non hai fatto il necessario per far crescere il tuo business.
    Se hai ambizione e le risorse necessarie, ma ancora non stai crescendo rapidamente come vorresti, questo potrebbe essere il tuo problema.

    Per sviluppare la tua start-up hai bisogno di cambiare il modo di pensare riguardo ai tuoi prodotti, le tue offerte e i tuoi clienti.
    Ecco tre cose che potrebbe essere necessario fare per la tua azienda:

    #1: Da “cosa” a “perché”

    Nelle prime fasi della tua azienda, è naturale concentrarsi sul prodotto o servizio.
    Questo è il “cosa” della tua attività: la creazione di valore per il cliente proviene dalla produzione della tua organizzazione. Poi, man mano che il mercato cresce, soprattutto in mercati competitivi, ci si differenzia dagli altri con la consegna e servizio.

    Lo spostamento verso la crescita viene dopo: focalizzati sul “perché” della tua cultura aziendale, l’elemento che attira i clienti più fedeli e zelanti.

    #2: Da “più” a “meno”

    L’avvio di un’impresa può essere eccitante ma anche spaventoso. La sopravvivenza impone che tu dovresti vendere più velocemente e in maggior quantità. Questo è come stabilisci il fondamento delle entrate e dei clienti.

    Se vuoi crescere ricorda che vendere sempre di più non ti porterà un guadagno in termini di efficienza; il passo successivo che devi compiere è cambiare il focus del tuo mercato: invece di vendere a tutti, ridefinisci la vendita verso il tuo cliente ideale.

    #3: Da “eroi” a “organizzazione”

    Gli “eroi” sono persone decise e motivate, ingredienti fondamentali di qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni. La sfida è capire come trovare e assumere queste grandi persone.

    La tua azienda può sfruttare il suo successo con lo sviluppo di un’organizzazione perfetta che può avere successo anche durante lo sviluppo di nuove persone. Assicurati di avere una chiara ed efficiente organizzazione in queste cinque aree chiave :

    Marketing: Come si generano interessi, visite e contatti.
    Vendite: Come si qualificano la trattativa, la chiusura e l’accordo.
    Operazioni: Produrre le offerte promesse.
    Finance: Tracciabilità, previsione e gestione dei flussi di cassa e finanziamenti.
    Servizio: Portare avanti il business con coerenza e qualità.

    Sviluppare queste cinque parti della tua azienda può sembrare solo buon senso, ma richiede una profonda riorganizzazione e semplificazione della tua azienda per consentirle di crescere.

    Se vuoi che la tua attività faccia dei salti in avanti hai bisogno di impegnarti in questi cambiamenti nel tuo modo di pensare.

    Liberamente ispirato da: Inc. Magazine
    Foto: By bryanwright5@gmail.com via Flickr, Creative Commons Attribution
  • 6 strategie per evitare di “friggere” la tua start-up

    6 strategie per evitare di “friggere” la tua start-up

    # 1 Quando un buon cliente è in realtà un cattivo cliente?

    Valorizza maggiormente il profitto vero e proprio che il semplice giro d’affari. Come fare? Guarda bene i numeri quando stai per firmare un contratto con un nuovo cliente. Se analizzando in modo dettagliato i pro e i contro ti accorgi che non avresti abbastanza profitto considerando le risorse e la gente necessaria per completare il lavoro… molla. Nel caso in cui ti dovessi trovare a rifiutare il contratto fallo a testa alta, stai facendo business non carità. Un cliente non è un cliente se non ti paga.

    # 2 Stai attento ai soldi 

    • Cerca un collaboratore (non tu e nemmeno un altro cofondatore) per tenere sotto controllo il tuo credito;
    • Appuntati le scadenze delle fatture;
    • Utilizza fino all’ultimo giorno i termini di pagamento che i tuoi fornitori ti danno;
    • Lavora sul costruire una buona reputazione e considera di offrire sconti per i grandi ordini;
    • Cerca di rinegoziare i termini di pagamento con I fornitrori il più frequentemente possibile (sapranno che offerta farti per tenerti come cliente)

    # 3 Usa una buona quantità di realismo (ma non smettere di sognare)

    Non basare le tue proiezioni di profitto su calcoli fatti a caso. Decidi un target per le tue vendite che sia il più realistico possibile (anche se è un target basso non importa ma tieni conto dei margini di profitto.) Tieni sotto controllo le spese di amministrazione e fai in modo che funzioni per il target di vendite che ti sei imposto. Questo punto è importantissimo in quanto puoi vendere il miglior servizio o il miglior prodotto al mondo ma se non calcoli la posizione esatta dove posizionare la tua rete di salvataggio sei fritto.

    # 4 La gente giusta

    Un business senza le “teste giuste” è spacciato. Anche se sei la sola persona coinvolta… potresti (involontariamente) remare contro. Com’è possibile? Solo perchè il business è tuo ciò non vuol dire automaticamente che tu abbia tutte le competenze per svolgere tutte le funzioni in maniera ottimale. Al cuore del successo c’è la giusta mentalità e le giuste abilità professionali. Cerca collaboratori che completino le tue mancanze, collaboratori che facciano cià che tu non saresti in grado di fare bene. Non strafare, usa il concetto di network il più possibile.

    # 5 Agisci velocemente quando la velocità è richiesta

    Se il tuo giro d’affari è in punta di piedi su un burrone… devi prendere immediate precauzioni e tagliare sulle spese di amministrazione e sui costi generali. Dalla pubblicità (usa la potenza dei social media) fino ai programmi gestionali la parola d’ordine è taglia… se annusi il temporale nell’aria, metti al sicuro il tuo business, costi quel che costi.

    # 6 Ringrazia quando è il momento di ringraziare (praticamente sempre)

    Ricordati di chi ti ha portato fino a dove sei: te stesso e il tuo stile di leadership, il tuo staff e tutte le persone che hano fatto del loro meglio credendoci.. è il tempo di compensare te stesso e compensare loro. Quando il tuo business inizia a crescere ringrazia monetariamente e verbalmente tutti, ce l’avete fatta, pronti per un nuovo traguardo.

    Foto: By TW Collins, via Flickr, Creative Commons Attributions.
  • Manifesto per un nuovo modello di ricerca e offerta di lavoro in Italia

    Manifesto per un nuovo modello di ricerca e offerta di lavoro in Italia

    Questa riflessione parte da due assunti:

    1) Rispetto a quanto avviene in Paesi simili al nostro, in Italia il mercato delle società di intermediazione online è notevolmente ridotto.

    2) Le agenzie interinali italiane sono in proporzione tra le più forti in Europa.

    Questi fenomeni non sono di certo sufficienti a spiegare la crisi dell’occupazione che affligge il nostro Paese, ma rappresentano senz’altro tasselli significativi di questo puzzle. Si invita perciò a riflettere sull’ipotesi che in Italia in molti faticano a trovare un impiego non solo perché l’offerta è bassa a causa dell’attuale contesto macroeconomico, ma anche perché i servizi di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro sono carenti, la regia dello Stato in questo settore distratta, la comunicazione tra mondo accademico e mondo del lavoro insufficiente, e, aspetto da non sottovalutare, nelle scuole non si racconta abbastanza il mondo del lavoro e non si spiega a sufficienza quali siano i possibili percorsi professionali.

    I governi come si sono comportati finora? Oltre ad aver dato vita ad un sistema in cui gli ammortizzatori sociali sono carenti e la flessibilità del lavoro elevata, non hanno elaborato una solida strategia di lungo periodo volta migliorare le modalità della ricerca d’impiego. L’architettura dell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in Italia pare schizofrenica, asimmetrica ed incoerente: gli strumenti offerti dallo Stato, quali i centri di impiego, Almalaurea, Cliclavoro e Campus Mentis sono inadeguati, non sono messi a sistema e, essendo carente il dialogo con i player privati del mercato del recruiting, formano uno quadro inefficiente.

    Questo non è un manifesto a supporto delle agenzie di recruiting online, ma un appello alle istituzioni perché si impegnino a razionalizzare il mercato dell’intermediazione, della selezione e del recruiting.

    Quello che auspico è che i Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nonché le principali società di recruiting ed intermediazione e tutti gli altri stakeholders di questo mercato accantonino gli interesse di parte, adottino un approccio cooperativo e si siedano intorno a un tavolo per delineare una nuova architettura di questo mercato.

    Perché dovrebbero farlo? Un unico portale visibile, riconoscibile e fruibile, che goda del credito del governo, che sia più efficace di Cliclavoro e che coinvolga le società di recruiting online avvantaggerebbe sia le istituzioni, che ne guadagnerebbero in termini di consenso, sia le società di recruiting, il cui mercato si espanderebbe, sia, soprattutto, i giovani stessi, che potrebbero contare su strumenti più funzionali e solidi per la ricerca di impiego.

    A questo portale si dovrebbe accompagnare, sul lato della formazione, una politica mirante a parlare di più e meglio di lavoro nelle scuole: nelle scuole primarie e secondarie si dovrebbero dedicare più tempo ed energie nello spiegare quali percorsi professionali esistono, alimentando i sogni degli studenti e coltivandone le vocazioni.

    Concludendo: diffondere le pratiche della pubblicazione dei posti vacanti da parte delle imprese e della candidatura online attraverso invio di curriculum e lettera motivazionale da parte di coloro che cercano lavoro equivale a promuovere la cultura del merito e della trasparenza in un Paese dove, per l’assegnazione dei posti di lavoro, la logica del contatto personale è quella dominante.

     

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    Link: Manifesto per un nuovo modello di ricerca e offerta di lavoro in Italia

     

    Articolo di Mattia Corbetta, 27 anni, laureato in relazioni internazionali e internazionalizzazione dell’impresa, laureando in storia contemporanea, è consulente per i Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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    Questo documento riflette esclusivamente le opinioni dell'autore, senza impegnare la responsabilità delle Istituzioni di appartenenza.
    
    Foto: by woodleywonderworks via Flickr, CC Attribution
  • SingRing: condividere contenuti musicali legalmente

    SingRing: condividere contenuti musicali legalmente

    Per gli editori del mondo digitale la condivisione di contenuti musicali e la preservazione del diritto d’autore rappresentano sia un binomio inscindibile che una spinosa questione… a semplificare tutto ci pensa SingRing.

    SingRing nasce nel 2009 come startup di Digital Magics, creata per risolvere l’annosa questione della condivisione di contenuti musicali nel pieno rispetto del diritto d’autore, pochi giorni fa ha lanciato “Progetto Video” firmando gli accordi con EMI Music, Sony Music Entertainment, Universal Music Italia e diverse etichette indipendenti. Grazie a SingRing è possibile per gli editori pubblicare su web, mobile e Smart TV i videoclip ufficiali nel pieno rispetto del diritto d’autore.

    Secondo Luca Messaggi, CEO di SingRing:

    “Con SingRing nasce un nuovo network musicale cross editoriale che dà: ai publisher e alle record company la possibilità di trarre valore aggiunto dalla musica on-line, agli inserzionisti l’opportunità di raggiungere un target molto interessante su un piattaforma premium completamente pianificabile e agli utenti la possibilità di fruire di un esperienza totalmente innovativa grazie ai nostri contenuti di qualità”

    Vediamo ora i punti salienti di SingRing:

    #1 Contenuti:
    SingRing permette di integrare i contenuti in maniera contestuale, automatica e in tempo reale in ogni sito.

    #2 Vantaggi per gli editori:
    Tutti gli editori web possono valorizzare i propri siti, con un modello economico a shared revenues sugli introiti pubblicitari. Gli editori possono beneficiare anche degli accordi esclusivi che SingRing ha stipulato con concessionarie e gruppi media.

    #3 Vantaggi per le case discografiche:
    La partnership con SingRing consente alle case discografiche la creazione di un nuovo network, basato su una innovativa piattaforma, in grado di controllare i contenuti distribuiti legalmente.

    Nei primi tre mesi del 2012 la musica digitale ha raggiunto una quota di mercato pari al 30% del totale in Italia, sicuramente un numero da non sottovalutare ed appetibile per SingRing e per il mercato dell’advertising relativo ai video online.
    Grazie a SingRing ora è possibile condividere contenuti musicali nel web legalmente: un passo in avanti verso l’evoluzione del mondo digitale? Si.

     

    Il sito è raggiungibile presso: http://www.singring.com/

  • 5 buoni motivi per diventare un imprenditore

    5 buoni motivi per diventare un imprenditore

    Certo, quando si avvia la propria attività si diventa il proprio capo, si espande il potenziale di guadagno, e forse si cambia il mondo…
    Tutto questo lo sai già.
    Ecco alcuni motivi a cui però non hai mai pensato:

    1) Incontri un minor numero di mummie.

    Quando lavori per una grande azienda, tu rappresenti quella società.
    Quando si parla di venditori, fornitori, clienti, ecc, devi essere più un burattino e meno una persona.
    Più l’azienda è grande e più sali nell’organigramma, più burattino devi diventare.
    In breve, sei diventato una mummia dell’azienda e le tue bende nascondono la tua personalità.
    E, poiché le grandi aziende tendono a fare affari con le altre grandi aziende, si tende a interagire principalmente con altre mummie e le mummie, si sa, sono noiose.
    Le persone che iniziano una propria attività sono in grado di rimuovere la maggior parte delle loro bende. Non hanno nessuno a cui dover rendere conto, a parte se stessi.
    Nel bene o nel male, possono essere ciò che sono.

    2) Non hai bisogno di un’oasi.

    Ecco cosa succede quando si lavora per qualcun altro.
    Hai competenze: il datore di lavoro ti dice dove, come e quando applicare tali  competenze. Raramente arrivi a fare quello che vuoi fare nel modo in cui desideri farlo. Tu sei solo un ingranaggio di una macchina più grande.
    Più “ingranaggio” sei tenuto a diventare meno riesci ad esprimere te stesso nella vita lavorativa e più spesso potresti sentire la necessità di esprimere il tuo vero io nel tuo ufficio o area lavorativa.
    Da qui le foto e altri soprammobili sulla tua scrivania …tutte cose progettate per ricordarti che sei molto più di un semplice ingranaggio.
    Se inizi una tua attività, potresti essere ancora l’ingranaggio di una macchina più grande (la tua macchina…), perché non sempre si può fare tutto da soli, ma arriverai a decidere tu dove, come e quando applicare le tue abilità.
    E non sarà più necessario ricordarti che sei più di un semplice insieme di competenze necessarie per essere utilizzato a discrezione dal tuo datore di lavoro.

    3) Coltivi le tue passioni.

    La maggior parte degli imprenditori iniziano un business a causa di un interesse.
    Un business basato su un interesse, un hobby o una passione ha molta più forza di qualunque altro business iniziato per altri motivi, ad esempio perché un determinato tipo di prodotto o di mercato “tira”.
    Poi l’equilibrio vita-lavoro è molto meno problematico.
    Quando fai quello che ti piace, è solo vita, non lavoro.

    4) Batti il fisco al suo stesso gioco.

    Anche se quanto segue non deve essere considerata come una consulenza legale o finanziaria e dovreste sempre cercare la guida di un professionista qualificato, possedere una propria attività consente di attingere ad innumerevoli agevolazioni e vantaggi fiscali.
    Nelle circostanze giuste si possono dedurre cose come: tempo libero, viaggi,  educazione, veicoli, ecc… la lista è lunghissima.
    E se sei intelligente non vedrai tutto questo come un male necessario, guardalo come un altro modo per massimizzare il ritorno dei tuoi affari e per appendere di più sui tuoi soldi.

    5) Il portico sarà molto più divertente.

    Un giorno ti siederai (metaforicamente) sulla tua veranda e guarderai indietro alla tua vita.
    Probabilmente ti rammaricherai solo di alcune cose, ma questi sono gli errori che hanno contribuito a renderti la persona che sei.
    Quello che sicuramente ti dispiacerà sarà il non aver provato delle cose, specialmente se la ragione per cui non hai provato è la mancanza di fiducia o la paura dell’ignoto.
    Una delle frasi peggiori che potrai dire sotto il portico inizierà con: “Mi chiedo cosa sarebbe successo se…”.
    Non guardarti indietro e meravigliarti. Se vuoi avviare un’impresa, fallo e basta. Ci sono molti modi per limitare il rischio.
    E se non ci riuscirai, almeno ci avrai provato.

    Liberamente ispirato a: Inc. Magazine
    Foto: By Danny Guy via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Workshop a Treviso 13 Giugno: “Pronti ad esportare?”

    Workshop a Treviso 13 Giugno: “Pronti ad esportare?”

    Quando si pensa ad esportare i propri prodotti in un mercato estero i fattori da tenere in considerazione sono molteplici: dagli aspetti fiscali e doganali fino alla cultura del paese di “destinazione” passando per le normative internazionali ed il marketing.
    Esportare richiede formazione personale ma anche sostegno da parte di chi di export se ne intende e lo fa di mestiere, ad ognuno il suo insomma.
    Per quel che riguarda la formazione personale ci sembra importante segnalare questo workshop gratuito organizzato dalla Camera di Commercio di Treviso dal titolo “Pronti ad esportare? – introduzione alle principali problematiche del commercio estero.”

    Obiettivo dell’evento?

    Fornire un quadro sintetico ma al tempo stesso utile per identificare quali sono le principali tematiche che le imprese devono essere in grado di affrontare per gestire al meglio le operazioni commerciali con i clienti esteri.

    Programma:

    • Panoramica sulla contrattualistica internazionale;
    • I diritti di proprietà industriale nei rapporti internazionale;
    • Pagamenti internazionali e recupero del credito all’estero;
    • Gli aspetti fiscali e doganali delle operazioni internazionali;

    Il termine per aderire al workshop è l’8 di giugno e l’evento si terrà presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso, Piazza Borsa, 3/B – Treviso. Per maggiori informazioni e per iscriversi consulta questa pagina della Camera di Commercio di Treviso.

     

  • Workshop a Padova 12 Giugno:  “Come evitare i mancati pagamenti?”

    Workshop a Padova 12 Giugno: “Come evitare i mancati pagamenti?”

    La Camera di Commercio di Padova ha organizzato per il 12 Giugno 2012 un workshop gratuito per le imprese e per i professionisti intitolato: “Incassi sicuri: come evitare i mancati pagamenti.”
    Avere una visione più completa, specialmente nel momento attuale, sul come tutelarsi in caso di insoluti ci sembra molto importante e si inserisce sicuramente in una nuova tendenza da parte dei professionisti a fare rete (vedi un precedente articolo sull’iniziativa veronese Virtubuzz) per tutelarsi da clienti inaffidabili.

    Come dicevamo il seminario della Camera di Commercio di Padova è gratuito ed è necessario solamente iscriversi online:

    – Seminario a Camposampiero 12 Giugno ore 9:00 (clicca qui)
    – Seminario a Padova 12 Giugno ore 15:00 (clicca qui)

    Riportiamo il programma del corso così potrete capire se potrebbe interessarvi e fare al caso vostro:
    – Quel cliente mi pagherà?  Informazioni sull’affidabilità commerciale;
    – Mi organizzo per diminuire il rischio di non essere pagato;
    – Non sono stato pagato: che cosa posso fare? (dai solleciti alle azioni legali da intraprendere);
    – La mediazione civile come metodo per recuperare i propri crediti;

    I docenti? 

    • Liana Benedetti, funzionario della Camera di Commercio di Padova coordina varie attività di promozione economica, di promozione dell’imprenditorialità e di formazione.
    • Riccardo Casarin, avvocato in Venezia. Esperto in diritto societario, in procedure concorsuali e in contract management. E’ Senior advisor in VANCE dal 2005 nelle attività di due diligence, business transaction e fraud investigation.
    • Alessandra Grassi, avvocato. Si è occupata per diversi anni della gestione e recupero crediti presso istituto di credito. Ora è mediatore presso la Camera arbitrale nazionale ed internazionale di Milano, Monza e Istituto Superiore di Conciliazione di Bergamo.

    Liana Benedetti assieme all’Avvocato Alessandra Grassi hanno anche scritto un libro in merito all’argomento intitolato proprio “Incassi sicuri” libro di cui potete trovare un estratto in pdf qui.

    Per maggiori informazioni in merito al workshop consultate il sito della Camera di Commercio di Padova. 

    Foto by danielmoyle, via Flickr, Creative Commons Attribution.