Mese: Marzo 2012

  • 6 modi per essere fortunato

    6 modi per essere fortunato

    Svariati imprenditori credono che il proprio successo sia dovuto in parte a un pizzico di fortuna, identificabile a volte come una cena da cui è scaturita un’idea meravigliosa a un evento dove si è conosciuto un contatto molto valido durante la coda per il caffè. Inutile dirlo, moltissimi credono nella fortuna.

    Ma siamo realisti: la fortuna non è una scienza. Non puoi prevederla. Nonostante questo ci sono svariati imprenditori, autori e anche ricercatori che hanno cercato di capire cosa renda qualcuno fortunato.

    Eccoti ora alcuni spunti per coltivare la tua fortuna.

    1. Sii Umile.

    Parte del processo per arrivare alla fortuna, afferma l’autore e finanziatore Athony Tjan, passa attraverso l’aumento della propria influenza. E il miglior modo per arrivarci è grazie a qualcosa che non ti verrà subito in mente: l’umiltà. Aggiunge poi: “La gente può confondere l’umiltà per debolezza ed evitarla per non perdere il potere percepito… Puoi fare più amici in due mesi mostrandoti interessato agli altri piuttosto di quanti potresti farne in due anni aspettando che gli altri si interessino a te.

    2. Tirati su le maniche.

    Questo potrà sembrare abbastanza ovvio per coloro che si considerano già fortunati. Secondo un sondaggio condotto da Linkedin, un buon 70 percento degli intervistati ha affermato che una solida etica del lavoro è la prima cosa a rendere un imprenditore fortunato. Ma per lavorare sodo, hai anche bisogno di capacità tecniche. Ma solo una metà degli intervistati dello stesso sondaggio ha affermato che sia fondamentale per essere fortunati.

    3. Sii generoso.

    Tjan scrive ancora: “Non perdere la generosità; piuttosto, usala in modo appropriato. Sii mentore per gli altri, connettiti con le attività della tua comunità oppure, semplicemente, dì qualche grazie in più. Fai più cose senza pensare troppo al potenziale scambio di valore, pensala come un ricambiare un favore aiutando qualcun altro. Agire così funziona sempre nel lungo periodo e in più ci si sente bene ad essere generosi”.

    4. Sii pronto.

    Jim Collins, autore di O meglio o niente, ha affermato che se uno non può prevedere la fortuna, la domanda da porsi è: “Hai un buon ritorno in fortuna?”. Un un saggio per il New York Times ha rivelato questo concetto come esempio. Ha scritto: “Migliaia di persone avrebbero potuto fare quanto ha fatto Bill Gates, nello stesso momento. Ma non lo hanno fatto… Quanti hanno cambiato i propri piani di vita, dormito pochissimo, quasi aver evitato di mangiare perché il pranzo non interferisse col lavoro, per dedicarsi completamente a scrivere un linguaggio di programmazione per gli antenati dei personal computer? Non è fortuna, è ritorno in fortuna”.

    5 Mostra il “pelo sullo stomaco”.

    Chi meglio di Steve Jobs può meglio mostrare che credere nei propri istinti è probabilmente il miglior modo per essere fortunati nel futuro? Nel suo famoso discorso durante la cerimonia di laurea a Stanford ha affermato: “Non puoi connettere i punti guardando avanti; li puoi connettere solo guardando indietro. Solo in questo modo potrai credere che i punti potranno connettersi in futuro. Hai bisogno di credere in qualcosa, i tuoi istinti, il destino, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha fatto la differenza nella mia vita”. Aggiungi a questo che la metà degli intervistati nel sondaggio di Linkedin ha affermato che “usare l’intuito” è stato un importante fattore di successo per la loro carriera.

    6. Credi di essere fortunato.

    Credere semplicemente di essere fortunati già da solo può creare risultati positivi. Uno psicologo di un’università americana ha effettuato un test con due gruppi di persone: uno che si riteneva “fortunato”, e l’altro che si riteneva “sfortunato”. Ha dato ad entrambi un giornale e chiesto a tutti di scrivere quante foto ci fossero in quel numero nel più breve tempo possibile. Le persone “fortunate” sono state in grado di dare la risposta in secondi, molto più velocemente del gruppo “sfortunato”. Perché? Nella seconda pagina del giornale c’era una pubblicità con scritto “Fermati, ci sono 43 fotografie in questo giornale”.

    Lo psicologo poi ha concluso affermando: “Le persone sfortunate perdono le opportunità perché sono troppo focalizzate a cercare altro. Vanno alle feste con l’intento di trovare il partner perfetto e perdono l’opportunità di fare ottimi amici. Guardano nei giornali alla ricerca di annunci di lavoro e, come risultato, non vedono le pubblicità di altri tipi di lavoro. Le persone fortunate sono molto più rilassate e aperte e, in finale, vedono cosa c’è da vedere piuttosto che solamente cercare come dei forsennati”

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    By Racchio via Flickr, Creative Commons Attribution

    Ho voluto essere decisamente provocatorio con il titolo di questo articolo ma in un momento in cui la lenta (o inesistente) crescita economica Italiana (e non) ha lasciato tanta gente senza lavoro il panorama è evidentemente composto da:

    – persone che aspettano un lavoro migliore;
    – persone  che aspettano un lavoro in genere;
    – persone che decidono di crearsi un lavoro, iniziando da zero un nuovo business;

     

    Vuoi che tu sia uno startupper, un libero professionista o semplicemente hai la possibilità (e la voglia) di rischiare... L’iniziare a fare qualcosa che ti piace non è solamente un enorme privilegio ma è di sicuro meno costoso di uno sfarzoso master universitario (e ti da di più) o del comperarti una nuova macchina fiammante a rate (che non ti puoi permettere.)
    Se stai iniziando una nuova attività, un qualcosa di tuo che senti e in cui credi ci sono essenzialmente 3 punti che vuoi considerare. Eccoli:

    1) Fatti consigliare il più possibile.

    Durante tutti i passi della tua “impresa” ti troverai molte volte a dover rispondere a domande inaspettate partendo dal business plan, passando per la forma societaria ed il commercialista fino a giungere al marketing e a come gestire il tuo profilo “social”.
    Rilassati e fai un bel respiro, “qualcuno” ha già provato a fare ciò che stai facendo tu e c’è gente lì fuori a cui piace ancora aiutare.

    Non puoi usare solo google o qualche tutorial su youtube, non basta !
    Considera le camere di commercio, considera gli eurosportelli, tante volte possono consigliarti gratuitamente e darti “dritte” che non scoveresti con un motore di ricerca.
    Confrontati, confrontati e confrontati: sarai molto più produttivo se sarai in grado di prendere decisioni considerando anche altri punti di vista (rispettando sempre le TUE intuizioni.)

    2) Impara a  gestire il tuo tempo.

    Capire cosa devi fare e quando devi farlo non è una cosa così semplice, soprattutto all’inizio. Comprendere cosa va fatto nell’immediato e cosa può aspettare quando hai 10 cose in lista che sembrano tutte urgentissime richiede del tempo.
    Prendi un bel foglio e scrivi le tue priorità, non hai più limiti di orario e questo ha i suoi lati positivi come negativi.

    Cerca di priorizzare le tue attività e ricorda che anche il tempo è un investimento. Investilo il tuo tempo, vale di più dei soldi, molto di più e abbi pazienza con te stesso, il ritorno c’è anche se non è immediato.

    3) Sii realista.

    Hai bisogno di fare soldi, questo è indiscutibile. Per fare soldi hai bisogno di un piano pieno di numeri  che dimostri COME farai soldi.
    Imponiti degli obiettivi, se arrivi ad un punto che quello che ti entra in tasca non è abbastanza, non copre le spese o semplicemente è evidente che  “il gioco non vale la candela” devi sapere che è tempo di  lasciar perdere.
    Ringrazia per quanto hai imparato, muoviti e cambia avventura. Fallimento è solo una parola, a certi trasmette disperazione ad altri trasmette voglia di rialzarsi. Tu chi sei?

    Certo questi punti non ti indicano QUALE business preciso intraprendere (l’idea la devi mettere tu) ma di sicuro aiutano ad avere una fotografia “panoramica” di cosa ti puoi aspettare, poi i dettagli li scopri tu.

    Iniziare un nuovo business non è come trovare un lavoro, devi trovare la tua strada non mandare curriculum.
    Poi pensaci un attimo: tu ci metti tutto te stesso, poi se le cose non girano potrai sempre incolpare l’economia…

  • Contatto con azienda veneta per piano export @Lavvelenata

    Contatto con azienda veneta per piano export @Lavvelenata

    By susanvg via Flickr – Creative Commons Attribution

    Ripubblichiamo qui su pminordest.it un post che gentilmente @Lavvelenata ci ha dato la possibilità di utilizzare. @Lavvelenata fa il suo lavoro di consulenza con passione tutti i giorni e tutti i giorni si scontra con mentalità imprenditoriali venete che seguono ancora vecchi modelli strategici, di sviluppo e perchè no di pensiero.

    Sorridendo (e piangendo allo stesso tempo) abbiamo letto la sua viva descrizione e a parer nostro farà ridere e pensare anche te.

    C’è qualcosa che va cambiato e lo vogliamo cambiare. Ora.

    Twitter: @Lavvelenata

    In grassetto (logicamente) la mia posizione e in nero quella dell’imprenditore con relativa traduzione dal dialetto veneto all’italiano.

    I: Si ma cossa serve far un piano estero se ghe piase el prodotto che fasemo i lo compra istesso.
(Si ma cosa serve fare un piano estero se gli piace il prodotto che facciamo lo comprano ugualmente)

    . e già qui gli avrei stretto la mano, cordialmente mandato a f****** e me ne sarei andata in piscina termale …

    IO: Vede per come tutte le cose bisognerebbe avere degli obiettivi e forse se li scriviamo su un pezzo di carta magari riusciamo anche a valutare le strategie per raggiungerli .

    I: No no qua perdemo tempo e basta. Forse no la ga mia capio che mi vojo ndar vendare all’estero no far piani, strategie e menae varie. No go mia tempo da perdere mi.
(No no qui stiamo perdendo tempo e basta. Forse non ha capito che io voglio andare a vendere all’estero, non far piani, strategie e “menae” (non trovo traduzione che renda) varie. Non ho mica tempo da perdere.

    … e qui gli avrei ristretto la mano, ricordialmente mandato a f******  e oltre alla piscina termale me ne sarei andata al ristorante mexicano ad ubriacarmi tra Corona e nachos …

    IO: Senta una cosa io sono abituata a lavorare e procedere per passaggi. Per arrivare su in cima al rifugio metto un piede avanti all’altro camminando sul sentiero e non prendo la seggiovia.

    I: Si va ben dai vanti fasemo sto piano. Cossa vola saver ?
(si va bene dai avanti facciamo sto  piano. Cosa vuole sapere ?)

    ….. tralascio l’intercalare di santi e madonne tipiche del linguaggio popolare veneto …

    IO: Facciamo così se lei è d’accordo io le dò due tre punti .. tipo delle domande .. e lei mi risponde con calma, io valuto le sue risposte e dopo ne discutiamo assieme ..

    I: E no porco e fora, no la ga mia capio che mi no go mia tempo de fare sti quiss. Mi la go ciamà qua perchè vojo ndar vendare all’estero (e porco qua e porco la) no a farme tante domande. Ghe ripeto che no go mia tempo da perdare qua se produce no se ciacoea.
(E no porco …, non ha mica capito che non ho tempo per fare i quiz. L’ho chiamata perchè voglio andare all’estero (e porco qua e porco la) non perchè mi faccia tante domande. Le ripeto che non ho tempo da perdere qua si produce e non si chiacchiera.

    IO: Bon e alora sicome gnanca mi no go tempo da perdere, me diga subito perchè c**** el vol ndare all’estero.
(passo al dialetto in maniera molto veloce quando mi sfracassano le ovaie … trad. bene e allora siccome neanche io ho tempo da perdere, mi dica subito perchè cazzo vuole andare all’estero).

    I: Perchè qua no me paga pi nesuno, i cinesi me gà portà via el lavoro, mi no gea fasso più e i me ga dito che l’estero i paga de sicuro.
(perchè qui non mi paga più nessuno, i cinesi mi hanno portato via il lavoro, io non ce la faccio più e mi hanno detto che l’estero paga di sicuro)

    IO: Capisco. Ma non mi sembrano motivazioni sufficienti per iniziare un percorso di internazionalizzazione.

    I: Cossa voea dire co questo che no a me dà na man come che a ga fato co …. ?
(Cosa vuole dire che non mi aiuta come ha fatto con la ditta ….

    IO: Ha capito benissimo. Portare la sua azienda su uno o più mercati esteri è un processo di complessità paragonabile all’inizio di una nuova attività d’impresa. Voi qui in Italia siete conosciuti dal mercato e conoscete i segreti del mercato e della concorrenza. I vostri prodotti sono buoni, avete una buona capacità produttiva, si vede nel prodotto la passione che avete per i dettagli e per le cose fatte bene ma avete troppa fretta di partire per nuovi mondi e la fretta oltre che essere cattiva consigliera porta al totale fallimento.

    I: Ma se mi go un bel prodoto tutto el resto ze ciacoe.
(Ma se io ho un buon prodotto tutto il resto sono chiacchiere)

    IO: Allora senta un paio di cose:
- fuori dall’Italia nessuno vi conosce, siete gli ultimi arrivati. Quanti anni avete impiegato per farvi conoscere in Italia ?
- non conoscete il cliente: chi vi dice che il cliente indiano abbia gli stessi gusti, bisogni e abitudini uguali a quelli italiani ? 
- ottimo il vostro prodotto ma se non conoscete il cliente non potete sapere a priori che il vostro prodotto va bene.
- non conoscete i concorrenti presenti su quel mercato, non sapete come di muovono, che peso hanno.
- per quanto buon prodotto come lo proponete se non avete nessuno che lo distribuisce, promuove, ecc.

    I: La ga mia tutti i torti a dir la verità ma ghe ripeto mi no go mia tempo da perdare. Mi vojo ndar all’estero e ea me deve aiutare.
(non ha mica tutti i torti a dire la verità ma le ripeto che io non ho tempo da perdere. Io voglio andare all’estero e lei mi deve aiutare).

    IO: Senta facciamo una cosa del genere visto che tempo da perdere non ne abbiamo entrambi. Lei pensi bene cosa è disposto a perdere andando all’estero.

    I: e che c**** ghe ze da perdar ndar all’estero.. i ga tutti fatto i schei vendendo all’estero e ea me dise cossa che vojo perdare ..
(e che c**** ci sarebbe da perdere andando all’estero .. hanno fatto tutti i soldi vendendo all’estero e lei mi dice cosa voglio perdere)

    IO: Guardi è stato un piacere incontrarla ma adesso devo andare perchè mi aspetta un’azienda che ha deciso di andare all’estero per aumentare il giro d’affari, aumentare i profitti, diversificare il rischio di dipendere da un unico mercato, venire a contatto con nuove esperienze, idee, aumentare la competitività. Un’azienda che ha capito i vari rischi di andare all’estero, rischi economici, monetari e politici. E a cui ho scelto di dare una mano.

    I: Ma anca mi vojo far cossita
(ma anch’io voglio fare così)

    IO: Le mando una mail con le domande …

    I: Costea tanto ea per darme na man ?
(costa tanto lei per darmi una mano ?)

    IO: No perchè se non avessi queste sfide a portata di mano sarei morta.

    Arrivederci.

    Fonte: Occasioni perse

  • 3 idee per non finire nella lista nera dei clienti

    3 idee per non finire nella lista nera dei clienti

    insideview 27/10/2010 via Flickr. Creative Commons Attribution.

    Ti sarà sicuramente capitato di aver avuto brutte esperienze con alcuni servizi o prodotti e per questo motivo le imprese che li offrono sono finite direttamente nella tua lista nera. E come lo fai tu lo fanno tutti gli altri esseri umani. Poco importa che sia una lista scritta su carta o una mera associazione mentale: chi si è comportato male ha perso dei clienti e la possibilità di un virtuoso passaparola.

    Se ci pensi bene, giungerai alla conclusione che gli errori che sono stati con te commessi potevano essere facilmente evitati.

    Alcuni studi affermano che rimpiazzare un cliente insoddisfatto costa almeno sei volte più che mantenerne uno soddisfatto. Nonostante questo molte imprese si sono create delle giustificazioni molto divertenti per poter continuare ad infastidire la clientela in spregio a qualsiasi logica economica.

    In molti casi chi lavora già da anni nel settore non si è reso conto che molte cose stanno cambiando: con internet dal nulla può nascere un servizio concorrente in pochissime settimane. I clienti in questo modo hanno molte più possibilità di confronto e se chi già esiste non cambia atteggiamento… beh con qualche probabilità sarà il pesce piccolo a mangiarsi il pesce grande.

    Una soluzione, articolata in tre passi, consiste nel prendere spunto da altri settori e applicarne le strategie vincenti. Vero è che non confronterai mai un coltello da cucina con un iPad, però tieni presente che ormai i clienti sono molto più informati e tendono a confrontare tra settori che possano avere una qualche similitudine.

    E come le aspettative si alzano, solo chi innova riesce a star fuori dalla lista nera.

    Quindi:

    1. Renditi conto che non sei da solo

    I tuoi clienti hanno a che fare con diversi servizi, più conosci di questi servizi, meglio è. La tua immagine è sotto costante confronto con altre esperienze , anche se non strettamente correlate alla tua attività. Tieni presente i punti di forza degli altri, i tuoi clienti li conoscono bene.

    2. Cerca esperienze simili

    Qual’è il tuo valore aggiunto? Sicurezza? Flessibilità? Personalizzazione? Hai bisogno di iniziare a guardarti intorno e prendere nota dei servizi che già lavorano bene, anche se in mercati diversi dal tuo.

    3. Vedi oltre

    Come i clienti si guardano in giro e si aspettano certi servizi, tu hai allo stesso modo la possibilità di guardarti in giro per cercare nuove idee. Alcune delle più grandi innovazioni non sono state invenzioni dal nulla ma, piuttosto, l’applicazione di concetti che hanno avuto successo in settori non  correlati tra loro. La chiave per il successo è trovare similitudini e tradurre l’approccio vincente ad un nuovo contesto.

    In pratica questo “furto creativo” richiede innovazione e capacità di adattamento. Se sai che le aspettative dei tuoi clienti sono in un qualche modo condizionate da altri settori… è tempo di iniziare a prendere in prestito alcune idee senza vergogna!

    Certo è che bisogna faticare un po’ per trovare la giusta formula: non giochi da solo nel mercato e i clienti si aspettano innovazione.

    Ed è esattamente l’innovazione che ti farà stare al di fuori da qualsiasi lista nera.

    Liberamente adattato da Fast Company

  • 5 errori più comuni quando non riesci a risolvere i problemi

    5 errori più comuni quando non riesci a risolvere i problemi

    Nel business (e nella vita) quando ci troviamo di fronte ad un problema solitamente la chiave risolutiva risiede nell’avere la capacità pensare in modo critico.
    L’anima del pensiero critico è lobiettività. Essere obiettivi vuol dire saper pensare a soluzioni senza pregiudizi e in maniera imparziale. Se ti fermi a rifletterci un attimo lo sai anche tu che il prendere in considerazione tutti i fatti a tua disposizione senza alcun pregiudizio ti aiuta a decidere in maniera più giusta.


    L’abilità di affrontare le sfide della vita pensando in maniera critica la si acquista nel tempo e soprattutto cambiando strategie di pensiero e vecchi modi di pensare.

    Ma quali sono gli errori più comuni che tutti (e probabilmente anche tu) commettiamo quando siamo presi troppo emozionalmente da un problema?

    Eccone 5:

    1. Presunzione ed Arroganza:

    Commettendo quest’errore CREDI (e ne sei proprio convinto al 100%) che la soluzione migliore al problema sia quella che già stai utilizzando (o che già hai utilizzato in passato.)
    Ti autoconvinci che non ci sia un metodo migliore. TI trovi quindi a guardare al problema da una prospettiva tutta tua e, arrogantemente, chiudi al dialogo.

    Il maggior problema di questo errore è che in questo modo stai bloccando qualsiasi altra possibile soluzione creativa (magari migliore) al problema. Perché? Semplicemente perché stai ignorando tutte le altre possibilità di risoluzione.

    Consiglio? Mettiti sempre in discussione.

    2. Giudizio iniziale:

    Sicuramente di fronte ad un problema hai (e avrai sempre) la tua opinione iniziale ma l’avere una opinione è molto diverso dall’aver già giudicato il problema ancor prima di provare a risolverlo.
    Se commetti questo errore vuol dire che stai ragionando in un modo radicalmente opposto all’essere obiettivo ed al pensare criticamente. Stai essenzialmente ragionando in maniera esclusivamente soggettiva !
    Se ci pensi bene l’avere un giudizio iniziale sul problema è essenzialmente una conseguenza del primo errore ossia l’essere arrogante.

    Consiglio? Prova un approccio mentale più aperto ai problemi e lascia i paraocchi ai cavalli da corsa.

    3. Visione parziale della realtà:

    Quante volte ti è capitato di guardare ai problemi solo ed esclusivamente dal tuo punto di vista, poi hai fatto una chiacchierata con un amico o un collega e ti sei reso conto di come un’altra prospettiva sulle difficoltà possa cambiare tutto.
    Se agisci usando una visione parziale del problema ti ritroverai a fare decisioni troppo a caldo e di sicuro poi ti pentirai di come hai agito.

    Consiglio? Parla con qualcuno del problema e cerca altre prospettive e poi ricordati di “dormirci sopra.”

    4. Visione parziale del tempo:

    Questa è un’altra possibile manifestazione del guardare al problema in maniera parziale però applicata al fattore tempo. Questo errore lo commetti quando guardi al problema basando tutte le tue considerazioni sul breve periodo invece che sul lungo periodo. Avere una visione a “corto raggio” non ti aiuta di sicuro nel valutare in maniera il più critica possibile il problema anzi rischi di non calcolare uno dei fattori più importanti nelle tue scelte: il tempo.

    Consiglio? Pensa se risolveresti nello stesso modo quel problema anche tra 6 mesi. E tra un anno? E che conseguenze diverse avrebbe?

    5. Orgoglio:

    Ti è mai capitato di aver reagito ad un problema e di averlo voluto risolvere a tuo modo solamente per motivi di orgoglio? Qui non parlo più di arroganza o di “certezza” che il tuo modo di pensare sia il migliore, parlo di orgoglio che rimarrebbe “ferito” nell’accettare una soluzione differente dalla tua (anche se in fondo in fondo sai che la soluzione migliore non è quella che proponi.)

    Consiglio? Come consiglio una citazione di Alexander Pope:

    [quote] L’orgoglio è l’immancabile vizio degli stupidi.[/quote]

    Concordi?

     

  • 12 regole per non perdere clienti

    12 regole per non perdere clienti

    È più facile vendere ai clienti che già hai piuttosto che trovarne di nuovi, quindi sarebbe una buona idea tenersi ben stretti ciò che già si ha.

     

    Qui troverai qualche semplice regola che ti assicurerà una buona fidelizzazione.

    1. RELAZIONI prima dei contenuti.

    I clienti non vogliono che tu gli venda qualcosa, piuttosto vogliono che tu ti prenda cura di loro. Assicurati di costruire una relazione personale prima di iniziare a parlare d’affari.

    2. NON sparlare della concorrenza.

    Solo le persone insicure cercano di costruire la propria fama a scapito degli altri. Mostra lo stesso rispetto che vorresti ricevere dai tuoi concorrenti.

    3. Focalizzati sull’INDIVIDUO.

    Magari starai vendendo ad un’impresa, ma lo farai pur sempre attraverso un individuo. Ricordati: ABC s.r.l. non comprerà il tuo prodotto; ma il Sig. Rossi, rappresentante di essa, probabilmente si.

    4. NON usare la PARLANTINA.

    Comportarsi da imbonitore è un’ottimo modo per zittire la gente… e farsi inquadrare come un imbroglione! Anche se stai parlando ad un gruppo non tenere una lezione, piuttosto cerca di creare una conversazione.

    5. Poniti allo stesso LIVELLO del CLIENTE.

    La chiacchiera col cliente non deve risolversi in servilismo o in insulto velato.

    6. NON cercare di AGGIRARE L’OSTACOLO.

    Cercare di evitare un cliente o un contatto che sia ostile nei tuoi confronti ti creerà un nemico per la vita. Quella persona lavorerà costantemente contro di te… dall’interno. E non è quello che vuoi.

    7. CREA una CONNESSIONE.

    Il tuo obiettivo è guadagnare la fiducia del cliente connettendoti con esso, così creando un senso di sicurezza. Sparlare senza meta non aiuta.

    8. Sii SINCERO.

    Se capisci che il cliente sta commettendo un errore, digli la verità. Soprattutto se l’errore sia comprare il tuo prodotto.

    9. VOLA BASSO. Anche se sai che c’è una grossa opportunità, mantieni la calma e focalizzati su quello che il cliente vuole in quell’esatto momento. Poi il grande salto arriverà da solo.

    10. NON giocare al negoziatore.

    E tutta la cianfrusaglia che hai letto sul come negoziare? Usala per accendere il caminetto. Stai cercando di costruire una relazione, non cercando di vincere una competizione.

    11. APRITI quando opportuno.

    Gli esseri umani comprano da esser umani. Piuttosto di parlare solo d’affari, parla occasionalmente di famiglia, passatempi o qualsiasi cosa possa essere realmente dinteresse per te e il tuo cliente.

    12. NON confondere l’apatia con la lealtà.

    Quando noti una carenza d’entusiasmo nel tuo cliente riguardo la tua offerta… beh stai sicuro che sta per cambiare venditore!

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Ogni due anni a Milano si svolge la Mostra Convegno Expocomfort ed è un evento da non perdere per tutte le imprese interessate all’innovazione in una di queste 4 aree tematiche:

    In questa fiera internaionale verrà presentata una panoramica completa delle più avanzate tecnologie per il comfort, per l’efficienza ed il risparmio energetico.
    Alla Mostra Convegno Expocomfort il pubblico è mondiale e domanda ed offerta si incontrano per sviluppare business e scoprire I trend del futuro.

    Riscaldamento, Condizionamento, Refrigerazione, Tecnica Sanitaria, Trattamento Acque e Componentistica si affiancano al mondo delle energie rinnovabili ed all’esigenza di risparmio ed efficienza energetica per rispondere alle sfide di un benessere sostenibile per gli spazi abitati.

    Quando? Dal 27 al 30 Marzo

    Dove? Fiera di Milano

    Sito Ufficiale: MCE 2012

    Altre Fiere per le PMI nel 2012? Agenda fiere internazionali 2012

  • 8 azioni che non ti faranno mai essere un leader

    8 azioni che non ti faranno mai essere un leader

    Ciascun imprenditore o libero professionista per avere successo deve avere uno stile da leader. Non importa qual’è il tuo, ecco 8 azioni che vuoi evitare se vuoi avere successo come leader:

    1.    Evita di comportarti come Mr. “so tutto io”

    Se ti comporti come Mr. “so tutto io” le persone con cui collabori non desidereranno condividere con te le loro idee per il timore di non essere ascoltati.


    Consiglio?
    La prossima volta che hai un’ottima idea non condividerla subito, lascia invece che i tuoi collaboratori pensino ad una soluzione e proponi la tua alternativa alla fine, sembrerai meno perfetto e più umano.

     2. Non dire “ma..” o “comunque..”

    Iniziare le tue frasi in questo modo significa semplicemente che non approvi. “mi piace la tua idea MA …”, “Considererò ciò di cui mi hai parlato, COMUNQUE…”.
    La tua intenzione potrebbe essere buona, magari stai solamente cercando di addolcire la pillola ma al prossimo non suona così !


    Consiglio?
    Smetti di usare queste parole, eliminale dal tuo vocabolario e vedrai come cambierà il tuo dialogo con gli altri

    3. Evita di comunicare quando sei arrabbiato

    Condividere i tuoi pensieri quando sei arrabbiato può essere pericoloso. Le emozioni quando si comunica possano danneggiare irreparabilmente una relazione di lavoro.


    Consiglio?
    Estraniati psicologicamente da una situazione che ti fa arrabbiare. Concediti una pausa di 24 ore (insomma fatti una bella dormita almeno) e DOPO questo break vedrai che non saranno più le emozioni a parlare al posto tuo.

     4. Evita di tenere per te informazioni importanti

    Se stai celando qualcosa che sai ed indirettamente limiti  le performance dei tuoi collaboratori…bè è un complesso di inferiorità e soprattutto quando gli altri lo scopriranno perderai la loro fiducia.


    Consiglio?
    Chiediti cos’altro potresti condividere con gli altri e fallo.

     5. Riconosci l’importanza dei singoli

    È come dire “il merito è tutto mio, tu non hai fatto nulla.” ti stai prendendo tutti i meriti e gli altri non si sentono apprezzati da te.


    Consiglio?
    Quando un progetto è completato con successo riconosci pubblicamente i singoli contributi che sono stati apportati dalle singole persone.

     6. Evita di non chiedere scusa

    Tutti fanno errori e tutti quanti odiano chi non è in grado di ammettere di aver sbagliato.


    Consiglio?
    Scusati subito, in maniera rapida e definitiva e rendi noto da subito in che modo vuoi risolvere il problema o almeno migliorare la situazione.

     7. Evita di non ascoltare

    Questo è un problema di molti leader. Un grosso problema. Se non ascolti quello che gli altri ti stanno dicendo il messaggio vero e proprio che passa è che non ti interessa per nulla cosa stanno dicendo.


    Consiglio?
    Dai piena attenzione al prossimo quando ti parla, le email o il telefono puoi controllarli dopo, guarda negli occhi la gente con cui parli e ascolta.

     8. Evita di pensare solo a te stesso

     Non ci sei solo tu… Essere leader non vuol dire nulla se stai pensando solo a te. Sei un esempio ed un punto di riferimento affinché gli altri ti seguano quindi pensa anche a loro.


    Consiglio?
    Parla con i tuoi collaboratori, informati di più su di loro, puoi solo darti beneficio.

    Cerca di evitare tutti questi errori e  vedrai di sicuro miglioramenti nel tuo relazionarti con gli altri e farai passi avanti nel trovare il TUO stile da leader (pur avendo i leader delle caratteristiche comuni)
    Voglio concludere con una citazione di John Quincy Adams:

    [quote]Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e migliorare sé stessi allora sei un leader.[/quote]

     Articolo liberamente tradotto e riadattato da OpenForum

  • Srl ad un euro (SRLS)… quanto mi costi (sul serio)?

    Srl ad un euro (SRLS)… quanto mi costi (sul serio)?

    Il 29 agosto 2012 è entrato in vigore il del Dm Giustizia 138 del 23 giugno 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012), che permette la costituzione della SRLS, meglio nota come “Srl ad un euro”.

    Molte sono state le richieste ed i contatti (di cui vi ringraziamo) che abbiamo ricevuto da voi lettori per conoscere qualche particolare in più sulle srl aventi un euro di capitale sociale per I giovani under 35.

    Già in precedenza ci siamo chiesti se la srl ad 1 € risolva i problemi e ne abbiamo analizzato i risvolti pratici.

    L’obiettivo del provvedimento è essenzialmente quello di far “girare l’economia” soprattutto nell’ambito giovanile in modo da incentivare I giovani under 35 ad investire su sè stessi e sulle proprie idee.
    Quest’obiettivo lo si vuole perseguire riducendo i costi, sia a livello di capitale sociale, sia a livello di investimento effettivo iniziale.

    Una prima precisazione

    Nel decreto sono specificati due nuovi tipi di società:

    • Srls per i soli under 35 (con esenzioni spiegate di seguito);
    • Srlcr, ovvero Società a Responsabilità Limitata a Capitale Ridotto (per under e over 35, senza esenzioni).

    SRLS: quanti soldi ci sono da sborsare?

    Lo scopo primario è quello di ridurre i costi vivi a livello societario, che effettivamente tra bolli e registri scoraggiano e limitano grandemente il fare impresa.
    Facciamo chiarezza.

    Le SRLS sono esenti da:

    • Diritti di segreteria;
    • Onorari notarili;
    • Diritti di bollo.

     


    Risparmio effettivo dovuto all’esenzione da:

    • diritto di segreteria90 € (pagamento telematico) o 120 €  (supporto informatico digitale);
    • imposta di bollo65,00 €;
    • oneri notarili, che porta ad un risparmio complessivo a partire da 600 €.

     Da pagare di sicuro invece?

    • Imposta di registro168,00 ;
    • Tassa annuale per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali pari a 309,87 ;
    • Diritto annuale fisso di iscrizione alla competente Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 200 / annuali.

    TOTALE DEL RISPARMIO? Attualmente sommando quando previsto ci si aggira sui 750 .

    Come anticipato in precedenza nei risvolti pratici della srls, lo statuto per questo tipo societario non è modificabile. Pena la perdita dei privilegi sopra citati, è necessario aderire alla forma standard imposta.

    La SRLCR e le modifiche allo statuto

    Questo tipo societario entra in gioco se si dovesse ricadere tra gli Over 35 o (secondo un orientamento non ancora pienamente confermato) si volesse uscire dallo schema dello statuto standard, volendo sempre mantenere il beneficio del capitale ridotto. ll modello della SRLC non prevede le esenzioni sopra citate. Bisognerà quindi tornare a sborsare con le modalità normali previste dalla normativa prevista relativa alla srl attuale: notaio e oneri vari.

    Sarà quindi necessario, a seconda dei casi, o adottare fin dal principio questo modello, oppure operare una trasformazione successiva (con i dovuti costi). Stesso dicasi nel caso che uno dei soci compia il 35esimo anno di età. Da precisare che, secondo le attuali interpretazioni, il passaggio da uno all’altro tipo societario non è un’effettiva trasformazione societaria, ma solo un cambio di statuto (a riguardo un approfondimento).

    Una nota molto importante riguardo il capitale sociale

    Il conferimento iniziale resta sempre a partire da solo un euro (con il limite di 9,999 € e sono esclusi altri tipi di conferimenti diversi dal denaro); ma, rispetto alla formulazione iniziale, ora è previsto un accantonamento annuo degli utili pari al 25%, sino al raggiungimento dei 9.999€ (sulla falsariga del modello tedesco).

    Un’ultima precisazione

    ll regime dei minimi e i modelli societari sopra elencati non sono da confondere: il regime dei minimi si applica solo ai singoli imprenditori individuali (professionisti/ freelancer) e non prevede nessun adempimento di tipo societario; gli altri sono vere e proprie società dotate di personalità giuridica e autonomia patrimoniale.

    Documenti

    Statuto_Srl_semplificata

     

     

  • Come un semplice “grazie” possa fare la differenza

    Come un semplice “grazie” possa fare la differenza

     

     

     

     

    Un professore universitario iniziò a riflettere sulle persone che ebbero un impatto positivo sulla sua vita e, in particolare, un giorno il suo ricordo tornò ad un’insegnante che lo fece innamorare della poesia. Successivamente questo professore non vide l’insegnante per diversi anni e, un giorno, fu in grado di risalire al suo indirizzo e mandò una lettera di ringraziamento. Poco tempo dopo ricevette questa risposta:

     

    [quote]

    Mio Caro,

    non sai il valore della lettera che mi hai mandato. Sono ormai oltre gli ottanta e passo ormai i miei giorni da sola e a volte molto triste. In 50 anni di insegnamento questa è la prima lettera di ringraziamento che ricevo. Mi è giunta in un giorno in cui mi sentivo particolarmente triste e non sai quanto mi ha riempito di felicità, come non succedeva da svariati anni.

    [/quote]

     

    La lettera fece scoppiare in lacrime il professore e lo fece continuare con questa pratica di ringraziamenti alle persone che furono importanti per la sua vita. Giusto per dire un semplice “grazie”.

    Se solo la metà dell’energia usata per tener rancore fosse canalizzata sulla gratitudine… chissà!

    Nessuno di noi è arrivato dov’è da solo. Sia che l’assistenza ricevuta fosse alla luce del sole o tra le righe, riconoscere l’aiuto di qualcuno è un grosso passo per capire l’importanza della gratitudine.

    Sam Walton (il patron di Wal Mart) ha scritto dieci regole per il successo e riguardo la parola “grazie” non è rimasto certo stretto di parole. La sua quinta regola è:

    [quote]”Apprezza qualsiasi cosa i tuoi collaboratori facciano per il tuo business”[/quote]

    Sarebbe bello riuscire a convivere tutti i leader ad adottare questo comportamento. Se hai scelto bene i tuoi collaboratori e fornito loro tutti gli strumenti necessari per lavorare al massimo e se , chiaramente, hanno raggiunto i loro obiettivi, il prossimo passo logico è riconoscere i loro sforzi.

    Lodare qualcuno è a costo zero, però il ricavo è di valore immenso. I tuoi collaboratori vogliono essere visti come persone capaci, competenti e ottimi membri della squadra.

    Vuoi persone motivate al tuo fianco? Perché allora non lodarli per i loro contributi al successo dell’impresa?

    E come si può ringraziare in maniera efficace? Eccoti quattro idee:

    • Sii sincero. Ringrazia solo quando qualcuno se lo merita davvero.
    • Ringrazia in pubblico. Lo scopo è incoraggiare i collaboratori a continuare per la stessa strada e, nello stesso momento, incoraggiare gli altri a fare del loro meglio. Ringraziare in pubblico aumenta il morale.
    • Sii specifico nel ringraziamento. Identifica esattamente il motivo per cui un collaboratore meriti un “grazie”. Un semplice “ben fatto”, se dovesse suonare non genuino, potrebbe avere invece un impatto negativo.
    • Fai in modo che sia qualcosa di duraturo. Se si è trattato di una sfida molto importante magari è meglio un piccolo e semplice festeggiamento con tutti. L’apprezzamento non è qualcosa che dura solo un momento. Deve essere continuo.

    Un leader capace stabilisce una cultura della gratitudine. Espandi questa cultura a tutti coloro che hanno a che fare con la tua impresa, fornitori, rivenditori, postini e, senza dubbio, ai clienti.

    Tutti gli anelli della catena sono essenziali per il tuo successo. È facile ignorare la persona che fa i compiti più umili o, anche, colui che ti dà semplici consigli. Grandissimo errore. Tutti meritano un riconoscimento, specialmente se vuoi mantenere la relazione con loro.

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine