Categoria: Leadership

Un’impresa di successo ha bisogno di un leader ben preparato: sii sempre un passo avanti

  • 6 passi (e tante domande) per trasformare il tuo hobby in un business

    6 passi (e tante domande) per trasformare il tuo hobby in un business

    Trasformare il tuo hobby in un business lucrativo è impossibile? Io credo sia possibile, un sogno possibile che già molti neo-imprenditori hanno vissuto o stanno vivendo, trasformando le loro passioni in imprese profittevoli.  Il tuo hobby. la tua passione, quello che fai per rilassarti quando hai tempo libero potrebbe trasformarsi in una vera e propria miniera d’oro se solo sai scoprirne le caratteristiche peculiari. Dai un occhio a questi 6 passi (e tante domande) che potrebbero aiutarti a monetizzare la tua passione.

    #1 Tempo di ricerche di mercato

    Magari ti appassiona… fotografare farfalle? Ma.. la gente spenderebbe soldi per quello che hai da offrire? L’unico modo di scoprirlo è fare alcune “ricerche di mercato”. Cerca di scoprire che tipo di persone potrebbero essere interessate a ciò che fai.

    – Fai domande ai tuoi amici, ai tuoi conoscenti e cerca di capire se, a prescindere dall’amicizia, pagherebbero sul serio per i tuoi servizi… e quanto?
    – Sarebbe abbastanza per trarne un profitto?
    – Scopri i volti dei tuoi concorrenti sul mercato. Stanno facendo bene quel che fanno? Cosa potresti fare meglio di quello che fanno loro? Potresti prendere ispirazione da quel che fanno e magari migliorarlo?
    – Qual’è l’elemento che potrebbe caratterizzarti sul mercato?

    #2 Quanto ti costerebbe il rischio?

    Considera tutti i costi dell’entrare il mercato. Non c’è una attività che abbia gli stessi costi di un’altra, tutti i business sono differenti. Vediamo i costi comuni.

    – Forma societaria (srl o srl semplificata) o partita iva?
    – Computer,
    – Biglietti da visita;
    Sito internet aziendale;
    – Costi pubblicitari;
    – Ufficio, un laboratorio (o magari il garage di casa?)

    #3 Come finanzieresti il rischio che corri?

    Stai per avere delle spese investendo negli elementi basilari per iniziare una nuova attività..

    – Dove li trovi i soldi per finanziarla?
    – Hai un gruzzoletto da parte? Riuscirebbe a coprire i costi iniziali lasciandoti una quota “paracadute”?
    – Conosci qualcuno che potrebbe “coprirti le spalle” in questa fase iniziale? Magari potresti proporti (con un business plan ben fatto) ad un investitore.

    #4 Punti forti e punti deboli

    Sii onesto con te stesso ad un imprenditore non basta la passione per il prodotto o servizio che vende per poter entrare il mercato.. devi essere in grado di vendere il tuo prodotto ma anche la tua visione, la tua società, devi crederci con ogni cellula del tuo corpo. Sei pronto a questo? Fai una lista dei tuoi punti forti e anche delle tue debolezze (e paure) e trova un modo per modificarle e trasformarle. Vai alla ricerca di un libro che ti possa aiutare, di un mentore che ti dia una spinta. Quello che deve crederci sei tu. Sono sicuro che se stai leggendo questo post hai già la volontà ed il desiderio di intraprendere questa strada e vuol dire molto.

    #5 Pianifica le tappe

    Perfetto, sai dove vuoi andare, hai una grande ambizione e vuoi guadagnare facendo ciò che ami ma ricordati anche che devi darti dei tempi e delle scadenze. Di sicuro vuoi rischiare per qualcosa in cui credi e hai con te il “paracadute” finanziario del passo #3 ma non vuoi che il paracadute si rompa o non ti possa più salvare. Parti in piccolo e muoviti a piccoli passi e chiediti: che obiettivo voglio aver raggiunto in 3 mesi? ed in 6? e tra un anno? Sii coerente.

    #6 Respira e salta

    Sei pronto, è ora di andare, è il momento di lanciare il tuo business. Il modo lo scegli tu. Vuoi organizzare un evento? Potresti usare facebook per farlo. Oppure potresti pubblicizzare il tuo nuovo sito internet? E se spargessi in giro la voce tra amici e conoscenti dell’avventura che hai iniziato investendo da subito sul passaparola? E’ la miglior forma di marketing, lavoraci bene sin dall’inizio (qui trovi alcuni consigli.)
    Ti auguro solo il meglio guerriero pacifico. Tienici aggiornati.

    Foto: By rbglasson via Flickr, Creative Commons Attribution.
  • Come motivare chi ti sta intorno

    Come motivare chi ti sta intorno

    Non sempre soldi o benefit sono in grado di motivare chi collabora con te: un’offerta puramente materiale sicuramente è sempre gradita ma non basta. A volte certi gesti nel giusto contesto valgono molto di più.

    Chiaramente la motivazione deve arrivare anche col collaboratore stesso, ma il compito di mantenere l’ambiente lavorativo motivante è senza dubbio tuo.

    Un grazie avolte vale molto di più di un’offerta materiale (bonus, benefit, ecc.), per questo motivo ti è necessario capire chi ti circondi. Una volta capito chi hai davanti potrai poi massimizzare il suo entusiasmo offrendo la giusta miscela di benefit e ringraziamenti.

    Eccoti una piccola guida:

    L’analitico

    Ha necessità di sapere in primo luogo se un progetto sia di valore e se il contributo che apporta possa fare la differenza per il successo. Han bisogno di un leader molto preparato e capace. Vuole essere ricompensato singolarmente se ha dedicato molti sforzi ed energie nel lavoro: un riconoscimento al gruppo di lavoro non lo farà per niente contento!

    L’animale sociale

    Sapere di essere importante in un certo progetto e, contemporaneamente, saper di godere della fiducia del leader, lo renderà in grado di dedicarsi completamente alla causa. A patto che il duro lavoro sia poi seguito da un ringraziamento sincero e personale.

    Il preciso

    Ammira il leader organizzato, competente e attento ai dettagli. Ha bisogno di piccoli riconoscimenti continui.

    L’innovativo

    Per questo tipo di persone è più importante il quadro generale che l’individuo al comando in un certo momento.

    Il riservato

    Non pubblicità di nessun tipo. Ma un ringraziamento vis-a-vis lo motiverà senza alcun dubbio.

    L’espressivo

    E’ l’esatto contrario del riservato: ha bisogno di pubblicità e cerimonie. Adora le discussioni di gruppo e aperte a tutti.

    L’indipendente

    Se è d’accordo con la tua idea sarà completamente motivato. Ti dirà cosa vuole come contropartita, di solito qualcosa di materiale e subito ottenibile.

    Il flessibile

    Seguirà il progetto e non si farà mai problemi. È contento con qualsiasi tipo di riconoscimento.

    Il membro del team

    Se crede nel progetto e nel leader sarà sempre motivato. Vuole sapere cosa gli spetta e non gradisce che le promesse non vengano mantenute.

    Riconosci nei tuoi collaboratori queste descrizioni? Condividi la tua esperienza!

    Guida liberamente ispirata da Inc. Magazine
    Foto: Under the Surface 25 by Michael Lokner via Flickr.
  • Hai perso la tua motivazione? 6 passi per riprendertela

    Hai perso la tua motivazione? 6 passi per riprendertela

    Una bella citazione scritta a caratteri cubitali nella tua agenda non sempre basta per ritrovare quella grinta quell’energia di cui hai bisogno per affrontare le tue (piccole o grandi sfide quotidiane. Ma allora cosa fare? Prova questi 6 consigli:

    #1 Semplifica

    Certo, devi avere un piano a lungo termine… e se fosse così a lungo termine che ti sta facendo perdere la bellezza del “viaggio”? Sicuramente una meta ti serve e tutti abbiamo bisogno di direzione ma prova a concentrarti maggiormente su quello che stai facendo ora. Se cerchi motivazione, spinta e grinta sarà più probabile che tu le possa trovare focalizzandoti su questo preciso momento. Semplifica la tua giornata, tante volte sei tu stesso che la stai complicando tutto non il resto del mondo.

    #2 Scrivi

    Scrivi i tuoi pensieri su un pezzo di carta…quaderno, post-it, agenda.. non importa il dove ma importa che tu scriva. Se lo fai inizierai a mettere ordine alla confusione che hai in testa e potrai vedere tutto bianco su nero. In questo modo riuscirai a diminuire quel ronzio costante dei tuoi pensieri e riuscirai a concentrarti di più su ciò che veramente ti importa.

    #3 Rallenta

    Questo è comune, capita, è normale: ti viene una brillante idea e in un batter di ciglia ti trovi a fantasticare in merito alle possibili evoluzioni per i prossimi 3 anni… Sogna il futuro ma con moderazione. Quando i tuoi pensieri partono ed iniziano a galoppare come un cavallo da guerra rallenta e  respira. Sogna ma attenzione al labile confine tra il sognare ed il procrastinare.

    #4 Controlla i tuoi pensieri

    Fai un passo fuori da te stesso. Hai perso la motivazione per un motivo reale o ti stai inventando tante scuse su quanto sia cattivo l’universo con te? Ricordati che il tuo obiettivo principale è iniziare a fare le cose di nuovo con la spinta che vorresti e se ragioni troppo sopra al perché e al per come di tutto ti troverai ad aver passato un’intera giornata seduto sulla sedia ad inseguire pensieri…

    #5 Prendi ispirazione

    Ti senti veramente senza motivazione e tutto è buio davanti a te? Cerca qualcuno vicino a te che la motivazione ce l’ha e cerca di capire come fa. Non hai nessuno che può ispirarti? Continua a cercare, cerca un libro, cerca un corso, cerca una citazione… insomma chi cerca trova e tutto il resto sono scuse, le tue.

    #6 Vivi bene

    Confucio ha detto “Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.” Se ti appassioni per quello che stai facendo la motivazione arriverà. Se sei costantemente senza motivazione chiediti se veramente stai facendo quello che vorresti fare. Se la risposta è si, rileggi dal punto 1, se la risposta è no forse allora è il caso di iniziare a rischiare di essere te stesso.

    Se ti servisse ricordarti i punti… scarica la nostra infografica.

  • I dettagli fan la differenza: nel business (e nella vita)

    I dettagli fan la differenza: nel business (e nella vita)

    Lo sai anche tu che oramai tra email, post-it, la tua agenda di lavoro e poi le ultime foto postate dai tuoi amici su facebook e magari gli articoli consigliati dalle persone che segui su twitter è difficile seguire tutte le informazioni che ti bombardano ogni giorno.
    Magari aggiungi anche il libro (bello impolverato) che ti aspetta sul comodino da minimo tre mesi…

    Se è vero che abbiamo tonnellate di informazioni che ci raggiungono ogni giorno è vero anche che se le vogliamo seguire tutte ci ritroviamo a seguirle in maniera superficiale lasciando da parte particolari magari essenziali. Diciamocela tutta, le ricerche scientifiche (vedi Focus Marzo 2012) hanno dimostrato che l’essere umano non è poi così portato al multi-tasking, anzi.

    Per strada ci perdiamo dettagli della realtà che ci circonda che potenzialmente potrebbero aumentare la nostra produttività, rafforzare le nostre relazioni interpersonali e portarci infine a vivere vite più gratificanti,

    Le ragioni per (re)iniziare a fare attenzioni ai dettagli:

    • Nel business: prestando più attenzione ai tuoi clienti puoi prestare loro un servizio migliore evitando così problemi che potrebbero sorgere da una cura (e da un ascolto) delle loro richieste di tipo superficiale.
    • Nelle relazioni: se sai essere attento ai piccoli dettagli delle tue relazioni con amici, fidanzato o fidanzata, moglie o marito di sicuro guadagnerai più fiducia e renderai le relazioni solide come la roccia.

    Se sul serio vuoi iniziare a prestare più attenzione ai dettagli prova a seguire questi 6 consigli:

    1. Smettila con il Multi-tasking

    Quando fai più cose contemporaneamente non sei (ovviamente) in grado di dare la piena attenzione a nulla.. Quindi fai un po’ di tutto ma fatto mediocremente. Torna al vecchio una cosa alla volta ma fatta bene. E non dirti che il mondo è troppo frenetico perché la qualità sta tornando di moda…

    2. Un timer ogni 15 minuti

    È stato dimostrato che,  livello di concentrazione, il perfetto intervallo di tempo per il cervello umano è di 15 minuti.
    Se ad esempio ci mettiamo alla scrivania (intendo almeno dopo il primo caffè) i primi 15 minuti di lavoro saranno quelli in cui saremo maggiormente concentrati e in cui riusciremo a lavorare efficientemente ed evitando distrazioni. E dopo i primi 15 minuti? Inizia un nuovo conto alla rovescia!

    Prova ad impostare un timer con un conto alla rovescia..vedrai che il tuo cervello inizierà a concentrarsi maggiormente sui dettagli sapendo che sta lavorando a sessioni prestabilite, di sicuro produrrai di più.

    3. Cerca di capire cosa ti porta fuori strada

    Se ti rendi conto che durante una delle tue “sessioni” da 15 minuti ad un certo punto perdi totalmente il focus cerca di capire qual’è l’elemento che ti ha portato fuori strada. Scrivi gli elementi che ti distraggono e se sono sempre (o spesso) quelli saprai su cosa agire e cosa cambiare.

    4. Tanta pratica

    Tornare ad essere attento ai particolari richiede tempo e costanza. Una nuova abitudine non si crea in un giorno e nemmeno in due, persisti in fondo nemmeno Roma è stata costruita in un giorno.

    5. Riduci il carico di informazioni

    Liberati di tutto quello di cui puoi liberarti e che ti prende attenzione. Che sia una newsletter o un incontro serale settimanale che segui ma che non ti interessa veramente… Taglia. Provaci per tre mesi, fai sempre in tempo a tornare sui tuoi passi.

    6. Ascolta di più

    Ascolta di più i tuoi clienti, i tuo amici, tutte le persone con cui ti relazioni. Se ascolti di più e pienamente avrai una marcia in più. Le relazioni umane di cui ti prendi cura valgono e varranno sempre, anche nell’era dei social network e del social media marketing.

    Ricordati che nei dettagli della realtà che ti circonda puoi trovare grandi opportunità

    Foto by Cinzia A. Rizzo via Flickr, C.C. Attribution.              
    Articolo liberamente tradotto e riadattato da youngupstarts.
  • Caine’s Arcade: La sala giochi di cartone

    Caine’s Arcade: La sala giochi di cartone

    Lo spirito imprenditoriale può “colpire” anche da giovani lo sappiamo… Ma hai mai sentito parlare del Caine’s Arcade? Arcade vuol dire sala giochi mentre Caine è il nome del bambino di 9 anni che la gestisce.

    La storia di Caine è una storia che emoziona e che in un giro di click ha viaggiato attraverso il globo diventando viral scaldando il cuore e facendo sorridere chi ne ha sentito parlare.

    Caine vive a Los Angeles e durante l’estate ha costruito la sua sala giochi fatta di cartone davanti all’ingresso del negozio di ricambi per auto del padre.
    Armato di forbice e di scatole di cartone Caine ha iniziato a costruire le sue attrazioni una dopo l’altra fino a costruire una vero e proprio arcade.

    Clienti? Non molti ad essere sinceri dato che il target di clientela è costituito principalmente da acquirenti di ricambi al negozio del padre.
    Caine non demorde, e tenacemente e con grande passione siede di fronte alla sua sala giochi ed aspetta, perfezionando le sue attrazioni tutti i fine settimana.

    Un giorno passa per il negozio del padre quello che si rivelerà essere il suo cliente più speciale Nirvan Mullick. Nirvan era alla ricerca di una maniglia di ricambio per la sua toyota corolla ma una volta vista la sala giochi di cartone di Caine se ne innamora e inizia subito a giocare.

    Quanto costa? 1 dollaro per 4 partire mentre con 2 dollari si può giocare fino a 500 volte. Nirvan incantato dalla mente brillante e dal genio di Caine investe subito 2 dollari e subito dopo avere finito di giocare prende in disparte il padre di Caine e gli chiede l’autorizzazione a girare un breve film su Caine e la sua sala giochi.

    Il padre si convince subito dell’idea essendo sicuro che un apprezzamento del genere avrebbe fatto gioire Caine, aumentando il suo spirito imprenditoriale e premiando i suoi sforzi.
    Nirvan non pensa solamente a girare un corto sulla storia di Caine ma organizza anche un evento e lo condivide su facebook. L’evento diventa viral ed i media sono allertati.

    In cosa consiste l’evento? Trovarsi domenica mattina di fronte alla sala giochi di Caine per giocare e festeggiare la sua fantasia. Di ritorno da una pizza con il padre Caine trova centinaia di persone ad attenderlo e la sua gioia ed i suoi sorrisi parlano da soli e anche se non capisci l’inglese guarda il video, la storia te l’ho detta il resto è emozione.

    Dimenticavo il finale…

    Dagli ammiratori di Caine è stato creato un fondo per sostenere in futuro i suoi studi, una sorta di crowdfunding per sostenerne un educazione di successo… Fino ad ora sono stati raccolti 100.000 Dollari.

    Certo, penserai non tutti i “giovani imprenditori” saranno così fortunati come Caine e potrei darti ragione ma… Ti ricordi che la vita è fantasia? Sogna ed appassionati.

  • Che imprenditore sei?

    Che imprenditore sei?

    Il profilo dell’imprenditore perfetto è un tema riguardo al quale la bibliografia abbonda e per il quale ogni autore cerca modi eleganti per dire come l’imprenditore sia una persona determinata e di buone idee.

    Vagando per la rete mi sono imbattuto in questo interessante articolo (in spagnolo) di un membro direttivo di un Venture Capital messicano il quale, forte della sua esperienza, cerca di analizzare gli imprenditori che gli sono passati “sotto” e li ordina in tre categorie.

    Vi propongo la categorizzazione e vi chiedo di soffermarvi soprattutto sull’ultimo punto, sperando di accendere una discussione a riguardo.

    1) L’imprenditore divenuto tale per circostanza

    In questa tipologia ricade colui che, ad esempio per la perdita del lavoro, si è trovato a dover diventare imprenditore. In questo cammino probabilmente perderà alcune competenze e ne acquisterà altre, con possibilità di avere buon successo.

    2) L’imprenditore nato

    Ovvero colui che fin da giovane è sempre stato il classico “traffichino” e che possiede un’enorme energia interna che lo tiene sempre attivo sia per risolvere problemi sia per ricercare nuove opportunità. Interessanti anche alcune opinioni circolanti nella Silicon Valley, riguardanti il come una persona possa “nascere imprenditore”. L’analisi parte dall’infanzia e lo sviluppo adolescenziale delle persone dove, tendenzialmente, si presentano almeno due fattori:

    – una situazione familiare caotica o poco stabile

    – la collaborazione, sin dalla tenera età, con uno dei genitori in attività che prevedano la risoluzione di problemi casalinghi oppure di hobbies (carpenteria, elettronica, cucina, ecc). Sembra che la presenza nell’infanzia di un imprenditore di attività volte alla risoluzione di problemi pratici, possa poi convertirsi in una capacità innovativa in grado di cambiare le carte in tavola.

    3) L’imprenditore con la sindrome di Peter Pan

    Questa tipologia di persona, afferma l’autore, si rifugia nella carriera imprenditoriale per nascondere la sua capacità psicologica di adattarsi al mercato del lavoro e difficilmente possiede la maturità e la capacità (a differenza delle altre due categorie) per fare il salto da “start-up” – che Eric Ries in Lean Startup definisce come organizzazione temporanea al fine di trovare un modello di business scalabile – alla fase di impresa vera e propria, la quale è un’organizzazione strutturata e permanente tesa a soddisfare un’esigenza del mercato in cambio di una rendita per chi ci investa. Un eterno bambino in pratica.

    Ti trovi d’accordo con questa categorizzazione? E tu, che tipo di imprenditore sei?

    Peter Pan's Flight by Loren Javier via Flickr CC Attribution

     

  • Per la saggezza, per i soldi e per sorridere: 15 citazioni

    Per la saggezza, per i soldi e per sorridere: 15 citazioni

    Il titolo del post dice tutto. Gustati queste citazioni, sono per te.

    Per la Saggezza

    Siamo quello che facciamo ripetutamente. L’Eccellenza quindi non è un’azione ma un abitudine.”
    Aristotele

    “I cannibali preferiscono quelli che non hanno spina dorsale.”
    Stanislaw Lem

    “Una nave in porto è al sicuro ma non è il motivo per cui le navi sono state inventate.”
    William Shedd

    “Se nei prossimi dieci anni leggerai
 un libro al mese riguardante la tua attività, con quei centoventi libri diventerai
 uno dei più grandi esperti che esistano nel tuo campo.”
    Jim Rohn

    “Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune.”
    Aristotele

    Per i soldi

    “La più grande ricompensa nel diventare un milionario non è la quantità dei soldi che guadagni. E’ in primo luogo il tipo di persona che devi diventare per diventare un milionario.”
    Jim Rohn

    “I soldi e il successo non cambiano le persone; possono solamente amplificare quello che le persone erano già.”
    Will Smith

    “Se non stai imparando qualcosa mentre guadagni ti stai privando della parte migliore del tuo compenso.”
    Napoleon Hill

    “Tutto ciò che chiedo è di avere la possibilità di provare che il denaro davvero non può rendermi felice.”
    Terence Alan Milligan

    “Nessuno accetta consigli, ma tutti sono pronti ad accettare denaro; dunque il denaro vale più dei consigli.”
    Jonathan Swift

    Per sorridere

    Credo sia sbagliato che sia una sola società a produrre il gioco Monopoly.”
    Steven Wright

     “Pesca un pesce per un uomo e puoi venderglielo. Insegnagli a pescare e rovinerai una magnifica possibilità di business.”
    Groucho Marx

     “Vendevo mobili per vivere. Il problema era che erano i miei.”
    Les Dawson

    “Avere la coscienza pulita è segno di cattiva memoria.”
    Confucio

     E ricordati che…

    “La Vita è meravigliosa, senza saresti morto!”
    Leopold Fechtner

     

    Foto: by RubenPS, by pfala, by ΡπΙρΣπ via Flickr C.C. Attirbution 
  • Il problema del “perché?”

    Il problema del “perché?”

    Ti è mai capitato di sederti ad un tavolo di un incontro e chiedere “perché?”

    Non è strano come una singola parola, una domanda semplicissima, possa causare tanti problemi e condurre a tantissime altre domande?

    La parola “perché” è probabilmente una delle più potenti che si possano trovare nel dizionario e, per questo, dovrebbe essere usata più spesso. La prossima volta che ti sia presentata una nuova idea, semplicemente chiedi “perché” e vedi le reazioni. Le espressioni potranno variare dall’inorridito all’infastidito.

    Un semplice “perché” mette in discussione tutto l’impianto su cui un’idea si basa, le credenze e le aspettative che l’inventore ci ha riposto. E a volte fa cadere tutto il “palco”.

    Quando un collaboratore ti chiede perché l’impresa faccia le cose in un certo modo e sei in grado di spiegare logicamente tutto il processo, allora il collaboratore saprà che sta lavorando in un modo sensato. Ma se la risposta inizia con “Beh… abbiamo sempre fatto così”, allora hai un problema. Se non sai perché stai facendo le cose in un certo modo, meglio ringraziare il collaboratore che ti chiede perché. E trovare subito spiegazioni logiche.

    Lo stesso si può applicare alla formazione: quando un “mentore” descrive un metodo per vendere qualcosa, o il miglior approccio da adottare con i clienti o, semplicemente, il miglior modo per rispondere al telefono, è meglio sempre aspettarsi con la descrizione del “come” anche la descrizione del “perché”.

    Normalmente è il capo che amministra e gli impiegati eseguono quanto richiesto. Se alla domanda “perché” hai solo pronto un “perché lo dico io”… beh sicuramente avrai l’ordine eseguito ma nessuno si interesserà a dare il meglio.

    Forse è meglio ripensare questo concetto: chi fa delle domande è perché ha visto nel campo quali sono i problemi ed è colui che porta solitamente le idee migliori sul tavolo.

    L’innovazione non è di esclusivo dominio della dirigenza. Fai sempre attenzione a quei collaboratori che ti chiedano “perché” rispettosamente. Dimostrano un interesse per il loro lavoro ed esibiscono la curiosità in loro insita. Il che può trasformarsi in leadership. Incoraggiali a offrirti suggerimenti e tieni da conto seriamente le loro idee (quando sia il caso). Potrebbero essere quelli che salvano la baracca!

    Quando un’idea è in fase di gestazione potrebbe essere interessante che ci venga chiesto (o chiedersi):

    1. Perché questa novità aiuterà il cliente?
    2. Perché è migliore di quella già in uso?
    3. Perché il cliente dovrebbe non usare più quello che già usa?
    4. Perché il cliente migliorerà la propria esperienza?
    5. Perché non ci abbiamo pensato quando l’ultima idea è stata adottata?

    Riprendendo l’apertura, qualunque sia l’espressione, chiedi sempre e una risposta più chiara pian piano emergerà. E insieme uno strenuo supporto alla validità dell’idea in questione.

    Qualcuno disse: “non voglio avere ragione, voglio essere ricco!”

    "Question Mark" by alexanderdrachmann via Flickr. CC attribution
  • 7 tratti caratteristici di un leader

    7 tratti caratteristici di un leader

    C’è scarsità di leader nel mondo, ci sono tante persone pronte a seguire ma troppo poche pronte a segnare un nuovo sentiero. È indubbio. È solo necessario leggere le interviste fatte a svariati leader di business in crescita e ti renderai conto di come venga evidenziato il fatto di non avere abbastanza persone in grado di mostrare la strada e di farsi seguire dagli altri sia uno dei più grossi problemi attuali.

    Dovunque ci sia un bisogno c’è anche un’opportunità, quindi lo sviluppare le caratteristiche ed i tratti essenziali per essere leader (non occorre che diventi il nuovo Martin Luter King domani…)  può aprire nuove porte ed aumentare il tuo valore.

    I tratti caratterizzanti la leadership possono essere sviluppati da qualsiasi persona che VUOLE veramente farlo e che ha voglia di applicarsi.

    Eccone 7:

    1. VISIONE

    Essere in grado di percepire ad avere lungimiranza sul COSA possa essere fatto. Definire e chiarificare la propria mission e raggiungere tutti gli obiettivi necessari per arrivare dove si è deciso.

    2. PASSIONE

    Avere una passione bruciante che parte dal cuore e fa nascere entusiasmo anche nel prossimo. La passione guida la tua visione.

    3. INIZIATIVA

    Essere il primo a fare le mosse e dimostrare COSA può essere fatto anche quando nessuno ci crede. Fallo succedere.

    4. FARSI SEGUIRE

    Incoraggiare e dare gli strumenti; Formare e motivare, Ispirare.

    5. SERVIRE

    Essere connesso con la realtà, ascoltare e comprendere, attenzione ai dettagli.

    6. COMPETENZA

    Essere in grado di assistere e fornire risposte e soluzioni, un esperto che sa cosa sta facendo.

    7. CORAGGIO

    Avere la fermezza d’animo di procedere ed andare avanti nonostante pericoli, paure e conseguenze del proprio operato.

     

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da scottyonker
    Foto: By Peter Gene via Flickr, C.C. Attribution
  • Cosa fare quando non sai cosa fare

    Cosa fare quando non sai cosa fare

    Bilal Kamoon via Flickr – CC attribution

    Sei frustrato? Ti capiamo perfettamente

    La maggior parte di noi ha lavorato sodo per garantirsi un futuro e ora le cose non stanno funzionando come ci aspettavamo. È particolarmente vero se stai affrontando particolari problemi al lavoro, soprattutto perché ora ci sono tecnologie e nuovi concorrenti apparsi dal nulla che hanno cambiato completamente le carte in tavola.

    E questo ti confonde e destabilizza.

    Ci siamo sentiti dire molte volte che ormai il futuro era abbastanza prevedibile e che studiando le cose sarebbe stato possibile arrivare dove si desiderava, vivendo felici e con successo.

    Le cose non sono andate così (anche per chi è contento) e molti di noi non stanno facendo progressi per raggiungere gli obiettivi.

    Pensiamo che la ragione sia abbastanza semplice: il modo in cui siamo stati abituati a ragionare funziona perfettamente quando si possano prevedere le cose, ma non più nel momento attuale.

    Siamo stati abituati a pensare così:

    1. Tu (o chi per te, genitori, insegnanti, ecc.) predici come sarà il futuro;

    2. Crei alcuni piani e scegli il migliore;

    3. Trovi le risorse necessarie (educazione, soldi…) per raggiungere l’obiettivo;

    4. Fai in modo che le cose si realizzino.

    Siamo stati talmente indottrinati che vediamo questo come l’unico modo di agire.

    Ma chiaramente un approccio intelligente in un futuro che si possa prevedere non è più così intelligente in momenti di instabilità. Le cose sono cambiate.

    Come fare allora? Hai bisogno di un approccio diverso.

    Te ne proponiamo uno.

    C’è un metodo testato per navigare in acque incerte, un approccio che probabilmente ti sarà utile, non importa quale sia la situazione con cui ti trovi a che fare. Tutti gli imprenditori davvero di successo lo utilizzano.

    Quindi:

    1. Inizia col desiderio.

    Trova o pensa a qualcosa che davvero desideri. Non ti serve essere troppo appassionato, hai giusto bisogno di un desiderio abbastanza forte per iniziare.

    2. Muoviti in modo intelligente e il più velocemente possibile verso la meta.

    Cosa significa muoversi in modo intelligente? Significa muoversi sfruttando al massimo tutto ciò che si ha per le mani. Quello che conosci, chi conosci e tutto ciò che sia disponibile. Sii sempre sicuro che il passo non sia più lungo della gamba, così da non perdere tutto se le cose non funzionino. E cercati qualcuno con cui lavorare, per recuperare maggiori risorse. Inoltre se trovi qualcuno disposto a condividere il rischio con te hai già una prima prova della bontà dell’idea.

    3. Rifletti e costruisci.

    Hai bisogno di riflettere ogni volta che costruisci perché cambi la realtà intorno a te. A volte il passo che compi ti porta sempre più vicino al traguardo, a volte arrivi effettivamente al traguardo e a volte cambia quello che tu stesso vuoi. Se presti attenzione, impari sempre qualcosa. Quindi dopo aver agito, chiediti: “queste azioni mi hanno portato al traguardo? Ho bisogno di maggiori risorse per arrivarci? Voglio ancora ottenere quell’obiettivo?

    4. Ripeti

    Agisci. Impara. Costruisci. È così che gli imprenditori di successo conquistano l’incerto. Quello che funziona per loro, funziona anche per noi. Non credi?

    Liberamente ispirato da Harvard Business Review