Autore: redazione

  • Un Business Plan di qualità

    Un Business Plan di qualità

    Lo scopo? Mantenere la tua barca puntata saldamente nella giusta direzione senza perdere di vista la destinazione finale.

     “nella mia società abbiamo lavorato sullo stesso piano per oltre 20 anni- lo rianalizziamo ogni mese e lo modifichiamo una volta all’anno. Lo abbiamo rispolverato e tirato a lucido dozzine di volte senza mai metterci la parola fine ” dice Tim Berry, esperto di fama internazionale di business planning, presidente e fondatore della Palo Alto Software.

    Il proseguo del post ti aiuterà a comprendere perchè dovresti scrivere un business plan, le parti da includere in un business plan e come utilizzare il TUO BP per raggiungere I TUOI obiettivi

     Motivi per scrivere un Business Plan

    Per quelli di voi che hanno appena iniziato una attività, preparare un business plan è un primo passaggio cruciale. Può essere utile descrivere il prodotto o il servizio, spiegare nel dettaglio la strategia di marketing e mettere nero su bianco le proiezioni finanziarie in modo da avere sempre una traccia dei profitti.

    Se si cercano investitimenti o prestiti sia da investitori privati che da finanziarie il business plan è essenziale. E’ uno dei primi documenti che l’invesitore vorrà analizzare. Inoltre un investitore privato o un business angel vorrà non solo vedere e leggere il tuo bp ma ti metterà alla prova per scovarne lacune e mancanze.Se lo scopo è ottenere finanziamenti è consigliato aggiungere determinate sezioni al tuo bp, inclusa l’ origine dell’impresa ed altre utili informazioni storiche nonchè una descrizione del team manageriale che ne è alla guida.  “Mostrare agli investitori come otterranno profitto credendo in te” Barry dice. “Non confondere la salute finanziaria della tua società con il profitto degli investitori perchè non guadagnano un centesimo se la tua società funziona ed è in crescita. Il loro vero e proprio lucro avviene quando possono vendere a terzi le partecipazioni societarie di cui sono proprietari ad un prezzo maggiore di quanto hanno investito.” Se stai sviluppando un bp che include un prestito societario allora I tuoi finanziatori vorranno da te qualcosa di leggermente differente. Vorranno una sezione che gli dimostri le garanzie collaterali che puoi offrire ei  beni patrimonliali che garantiscono il prrestito. Le garanzie collaterali includono I fondi necessari a garantire sia il pagamento del prestito sia degli interessi. Le banche non possono concedere prestiti speculativi quindi devi includere tutte le informazioni utili per far sentire la banca finanziariamente al sicuro.

    Un business plan è necessario anche se la tua intenzione è quella di internazionalizzare la tua impresa, ed in questo caso una traduzione in lingua inglese è essenziale e nella gran parte dei casi sarà sufficiente in qualsiasi stato UE o fuori UE. Ricorda che il bp non è uno strumento necessario solamente a start-up in cerca di investitori o finanziamenti Un business plan puà essere utile a qualsisi tipo di impresa – non importa il tipo di impresa, la sua grandezza  ed il settore di riferimento – per formalizzare gli obiettivi che si vogliono raggiungere e per evidenziare la strategia operativa e finanziaria necessaria per raggiungerli.  Previsioni di vendita, piani di marketing ed analisi del tuo cashflow che possano essere rivisti ed aggiornati ogni mese.

    “Ti aiuta ad essere più coordinato. Da la possibilità a persone diverse di larorare in team,” Berry dice. “Agli esseri umani piace avere la possibilità di misurare sè stessi ed I propri progressi verso gli obiettivi ed il bp è anche questo ”

    I Contenuti di un Business Plan

    Ci sono tantissimi siti internet che vendono bp già predisposti per 20€ o più e devi solo inserire il nome dell’impresa ed alcune specifiche tecniche e generare automaticamente il piano. Questi bp hanno lo stesso valore della carta su cui sono stati stampati, dice Berry. La ragione è che ciascuna attività imprenditoriale è unica e quindi ogni singolo bp dovrebbe essere un documento unico che abbia sul serio un valore pratico per il business.

    Ci sono alcune linee guida generali e strutture che la maggior parte dei business plan dovrebbe seguire. Utilizza un carattere word comprensibile e facile da leggere, uno schema semplice ed un indice dei contenuti. Includi grafici dove appropriato ed appendici per proiezioni mensili ed annuali alla fine del bp.

    “Il tuo business plan deve avere un’apparenza professionale ma il potenziale investitore o finanziatore ha bisogno di sapere che è stato fatto da te, ” Berry dice “un business plan verrà utilizzato per decidere il potenziale del tuo successo. Non dovrebbe essere più lungo di 30 o 40 pagine, escludendo gli allegati.”


    Lo schema del Business Plan:

    Le seguenti sono sezioni raccomandate del tuo business plan, sebbene l’ordine in cui le  presenterai puà essere soggetto a cambiamenti:

    • Presentazione del progetto:   Questa sezione anche se impostata all’inizio del business plan andrebbe preferibilmente scritta per ultima in quanto consiste in un riassunto di tutto ciò che verrà trattato più dettagliatamente nelle paginea seguire. Qui vanno evidenziati gli obiettivi del proprio piano. Questa presentazione è un punto chiave soprattutto se stai cercando finanziamenti e/o investimenti poichè aiuta gli investitori ad avere una rapida visione globale del tuo business. Includi dettagli riguardanti la società, le opportunità di mercato, il capitale necessario, la missione della tua impresa, I competitors, I punti di forza del tuo business e un riassunto delle proiezioni finanziarie per I prossimi 3 anni. “Alcuni imprenditori scrivono prima la presentazione del progetto e poi il vero e proprio business plan, ma io non lo farei mai” dice Barry. “Scriverei prima tutto il mio bp e poi scriverei la presentazione del progetto”. Non scrivere una presentazione più lunga di 3 o 4 pagine.
    • Overview della società: Una visione d’insieme della società da la possibilità di fornire maggiori informazioni riguardanti il tuo business: perchè e dove è stato creato, la sua missione, il modello di business, la strategia utilizzata e qualsiasi altra relazione strategica. Si raccomanda di includere questa sezione come parte del Piano Organizazionale che andrà a coprire anche le problematiche amministrative come la proprietà intellettuale, I costi di eventuali locazioni immobiliari, la struttura legale della società, il management, eventuali dipendenti e come gestisci gli aspetti di rendicontazione e bilancio, legali, assicurativi e di sicurezza sul lavoro.
    • Cosa offri?: : In questa sezione devi parlare del perchè sei in affari e che cosa vendi sia che si tratti di un prodotto che di un servizio. Se si tratta di prodotti specifica se sei il manifattore, il distributore e/o il venditore e descrivi il processo manfatturiero, la disponibilità dei materiali, come gestisci inventario e richieste, ecc. Se invece offri servizi, descrivili. Assicurati di descrivere anche I prodotti ed I servizi che hai intenzione di aggiungere in futuro.
    • Piano di marketing e analisi: in questa sezione dovrai descrivere la tua strategia di vendita specificando I dettagli della tua analisi di mercato, delle vendite, del servizio ai clienti, dell’ambito pubblicitario e delle P.R. Molti imprenditori utilizzano questo spazio per sottolineare il perchè il loro business sarà di successo sostenendo la loro opinione con ricerche di mercato che identificano il  “segmento target” ed il trend nel consumo. Spesse volte le PMI non hanno fondi da investire in ricerche di mercato “un gran numero di PMI scommettono sul successo della loro impresa basandosi essenzialmente sull loro intuito senza utilizzare organismi di ricerca esterni” dice Barry. Invece che utilizzare costose ricerche di mercatole ricerche di mercato, Berry- che fa parte della commissione di una società di business angels, la Wiliamette Angel Conference – dice che le società in cerca di investitori possono fornire testimonianze da parte dei clienti esistenti.
    • Strategia ed implementazione: Ogni business plan ha bisogno di essere dettagliato. Questa è la sezione dove inserire I dettagli della tua idea di business, focalizzandosi principlamente sulle “tappe evolutive” della tua impresa. Una tabella conterrà date e scadenze combinate con le previsioni di vendita
    • Il team manageriale: Se stai preparando il tuo bp per investitori o per finanziatori speiga in questa sezione il background dei dirigenti della società e concentrati nel sottolineare in che mondo sono importanti per il raggiungimento degli obiettivi. Per gli investitori costituisce un elemento importante il sapere chi sono queste persone e se hanno esperienza. Gli investitori vogliono capire il rischio del loro investimento e l’esperienza del team manageriale fa la differenza. Più esperto è il team manageriale più basso è il rischio.Se stai preparando il bp solo per scopi interni all’impresa spiega in che modo I managar dovrebbero accrescere la funzionalità del tuo business in modo da raggiungere in futuro I tuoi obiettivi.
    • Proiezioni finanziarie: Nella sezione finanziaria devi fornire l’interpetazione ed analisi quantitativa di tutti gli aspetti che hai trattato in precedenza. E’ consigliabile focalizzarsi principalmente su tre aspetti contabili:

    1)    Il conto economico previsionale: Inserisci qui I costi ed I ricavi che prevedi in modo da determinare una previsione della redditività aziendale.

    2)    Il piano finanziario: Tale piano ti fornirà I fabbisogni finanziari nel periodo di riferimento.

    3)    La tua situazione patrimoniale.

    Prima di analizzare questi tre prospetti finanziari soffermati sul break even point (punto di pareggio aziendale, ci occuperemo più nel dettaglo di come calcolarlo in uno dei prossimi post), evidenzialo mediante un grafico, considera il BEP nel primo anno di esercizio e prospettivamente anche per il secondo e terzo anno.  Soffermati su questa sezione delle proiezioni finanziarie solamente quando avrai concluso le sezioni precedenti, la visione d’insieme ti sarà molto più chiara.

    Includi documenti in allegato che siano di supporto alle dichiarazioni o alle decisioni che hai preso. Includi questi allegati in una apposita sezione alla fine del tuo business plan. Questi documenti aggiuntivi possono includere anche I curriculum vitae dei tuoi manager, rapporti sulla situazione patrimoniale dell’impresa e copie dei contratti di leasing o affitto

    Utilizza il tuo Business Plan internamente all’impresa:

    Utilizza il tuo bp anche internamente all’impresa, anche se non hai bisogno di investitori o finanziatori e anche se sei nel mercato da tempo. Il tuo bp ti darà la possibilità di aiutare il tuo business a progredire e sarà un punto di riferimento oggettivo. Il bp avrà grande valenza interna in quanto ridurrà la soggettività del processo decisionale. E’ consigliabile che I dirigenti d’azienda rivedano il bp con regolarità per stabilire se sono in linea con le aspettative di crescita.

    “Uno degli errori più comuni degli imprenditori è considerare il bp come qualcosa che si fa una volta alll’anno e poi si segue ciecamente” dice Barry. “Questo è un mito che crea danni. La pianificazione è un processo continuo” Berry consiglia di rivedere il bp una volta al mese e che  ogni mese si verifichi se le ipotesi fatte sono ancora valide e se qualche progresso è stato fatto in merito.

    I dettagli sono essenziali. Un business plan non dovrebbe occuparsi solamente di strategia: includere dettagli come chi è responsabile di cosa, quanto costano I tuoi prodotti o I tuoi servizi, le vendite che il tuo business genererà, ecc. Il business planning riguarda quello che sta per accadere, il futuro imminente del tuo business, un futuro il più possibile oggettivo. Compila il tuo bp con dati ed informazioni che puoi successivamente revisionare. Includi sempre dati proiezionali in merito al cashflow dell’impresa.

    Berry dice “le imprese vivono di denaro liquido e muiono senza. Il profitto è fantastico ma spendi contanti non profitto”.  Le società redditizie falliscono spesse volte perchè non hanno soldi. Non è intuitivo ma I principi matematici e finanziari che devi utilizzare non sono poi così complessi quando gestisci la tua liquidità in maniera logica e con ordine. Infine ricorda che il business plan non è il contenuto del documento in sè stesso ma è la strategia del tuo business,. Il business plan è il piano in dettaglio di come cambierà il tuo business nel tempo.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da INC.

     
  • Cos’è l’ “Open Innovation”?

    Cos’è l’ “Open Innovation”?

    Recentemente maggior attenzione è stata rivolta anche in ambito italiano al concetto di “Open Innovation” (innovazione aperta nda) sia dal punto di vista accademico che dal punto di vista pratico. Il Dr. Henry Chesbrough (docente presso la Haas School of Business presso l’Università di Berkley in California,USA), che ha coniato il termine “Open Innovation” descrive questo nuovo modo di innovare nel suo libro “Open Innovation”: “Il nuovo imperativo per creare e trarre profitto dalla tecnologia” (2003). Viene sottolineata la necessità per le imprese di cambiare la loro prospettiva passando da una innovazione di tipo chiuso (closed innovation) verso una forma più aperta di innovazione.

    Tradizionalmente il processo per lo sviluppo di nuovi business e la fase di marketing di nuovi prodotti ha luogo all’interno di confini molto stretti e rigidi. (vedi figura 1)

    TABELLA 1
    Tabella 1 – Esempio di Innovazione di tipo Chiuso – Fonte Chesbrough 2003 –

    Nell’arco del tempo, alcuni fattori hanno portato ad una continua erosione del concetto di innovazione chiusa.
    Prima di tutto la mobilità e la disponibilità di persone con un alto grado di istruzione è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Come risultato gran percentuale della conoscenza utile all’innovazione  è al di fuori dei laboratori di ricerca delle grandi società. In aggiunta a ciò quando i dipendenti cambiano lavoro portano con sè le conoscenze acquisite e questo ha come risultato che le conoscenze si muovono da una società all’altra.Secondo la disponibilità di investitori privati o business angels è aumentato notevolemente, il che rende possibile ad idee e tecnologie promettenti di essere sviluppate anche al di fuori della società. Inoltre, le possibilità di sviluppare idee e tecnologie al di fuori della società, per esempio nella forma di spin-off societari o attraverso accordi sull’utilizzo delle licenze private è in continua crescita. Infine, altre società della catena di distribuzione, per esempio I fornitori, giocano un ruolo sempre più importante nel processo di innovazione.

    Come risultato, le società hanno iniziato a cercare altri modi per aumentare efficenza ed effettività del loro processo di innovazione. Per esempio attravrso ricercche attive per nuove tecnologie ed idee al di fuori della società stessa, ma anche attraverso la cooperazione con i distributori ed i concorrenti, in modo da riuscire a creare customer value. Un altro importante aspetto è l’ulteriore sviluppo di idee che non segiono la normale strategia imprenditoriale della società. Basta considerare ad esempio ASML (il più grande distributore al mondo di sistemi litografici per l’industria di semiconduttori) che è uno spin-off di Philips.

    L’Open Innovation puà essere quindi descritta come la combinazione di idee interne ed esterne alla società in modo da far avanzare più rapidamente lo sviluppo di nuove tecnologie.

    Tabella 2 – Esempio di Open Innovation – Fonte Chesbrough 2003 –

    Cosa vuol dire?

     In primo luogo, i mutamenti che si stanno avendo nel campo della ricerca come descritti sopra significano che le imprese devono diventare coscienti della sempre maggior importanza di una innovazione di tipo aperto. Non tutte le idee valide vengono realizzate all’interno della propria impresa e non tutte le idee dovrebbero essere necessariamente sviluppate all’interno dei confini stretti e rigidi della propria impresa. La tabella sottostante mette a confronto alcuni principi di una innovazione di tipo chiuso rispetto ad una innovazione aperta.

    Principi della Innovazione di tipo chiuso Principi della Open Innovation
    Il personale qualificato nel nostro campo  di riferimento lavora per noi Non tutta la gente qualificata nel nostro campo lavora per noi. Abbiamo bisogno di lavorare con gente qualificata  dentro l’impresa o fuori dall’impresa
    Per beneficiare della Ricerca e sviluppo dobbiamo svilupparla e sostenerla da soli. Una ricerca e sviluppo esternalizzata può creare un valore aggiunto significativo; La ricerca e sviluppo interna all’impresa è necessaria per generare parte del valore aggiunto totale.
    La società che arriverà per prima con una innovazione sul mercato, vince. Costruire un modello di business migliore e più funzionale è più importante rispetto all’arrivare primi sul mercato.
    Se si crea  il maggior numero di idee e le migliori idee sul mercato si vince. Se si fa uso delle migliori idee, interne ed esterne alla società si vince.
    Dobbiamo tenere sotto controllo la nostra proprietà intellettuale in modo che I nostri concorrernti non ne traggano alcun profitto. Dovremmo trarre beneficio dall’uso della proprietà intellettuale altrui e dovremmo poter acquistare la proprietà intellettuale altrui ogni qual volta  possa far avanzare il nostro modello di business.

    Utilizzare altre parti attive esterne all’impresa quando si sviluppano nuovi prodotti e nuove tecnologie può essere un gran valore aggiunto per l’impresa stessa. Basti pensare ad esempio alla cooperazione con altre società nel settore di riferimento dell’impresa: fornitori, università e di sicuro l’utilizzatore finale.

    Il modello di business utilizzato, che si avvalga quindi di un tipo di innovazione chiusa o di un tipo di innovazione aperta gioca un ruolo cruciale nel futuro delle imprese. Dopo tutto, come e soprattutto quando la conoscenza esterna all’impresa sia richiesta ed utilizzata è a tutti gli effetti determinato dal modello di business utilizzato che descrive quanto valore puà essere creato dalle innovazioni e quali elementi debbano essere porcurati internamente o esternamente.

     Riferimenti tratti da: Chesbrough H. (2003), “Open Innovation: The new imperative for creating and Profiting from Technology”, Harward Business School Press.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da openinnovation.eu

  • Esportazione in crescita per 900 PMI Italiane

    Esportazione in crescita per 900 PMI Italiane

    Nuove frontiere di collaborazione sono nate e stanno nascendo ogni giorno tra grossa distribuzione e PMI.
    Ci si riferisce a titolo esemplificativo al caso di Auchan Italia che nei primi 9 mesi del 2011 ha generato un giro d’affari da 3 milioni di euro dando la possibilità a circa 900 PMI italiane di diventare parte di un mercato globale sempre più “affamato” di made in Italy.

    Dal pandoro venduto in Cina (ed acquistato dai cinesi tutto l’anno non solo per Natale) sino al gelato in Russia passando per le gomme da neve vendute in Romania.
    Essenzialmente l’idea di Auchan Italia è quella di usare il fascino (ancora esistente per fortuna) del tricolore al di fuori del confine nazionale e così ecco nascere una gigantesca piattaforma export con tanti piccoli attori principali le PMI italiane.
    Le PMI si dicono soddisfatte della collaborazione ed ovvaimente anche Auchan Italia che ha in prospettiva per il 2012 grazie al nuovo driver di vino e liquori di raddoppiare il suo giro d’affari, raggiungendo così i 6 milioni di euro.

    Basta stereotipi !Fabio Sordi, direttore acquisti e mercati di Auchan Italia ha sottolineato in una intervista (VEDI Italia Oggi del 24 Novembre 2011)  “Collaboriamo con oltre 900 pmi che ci forniscono 12.500 prodotti locali e ne esportiamo un migliaio in undici paesi”.
    Proprio questa riduzione della filiera e della distanza tra produttore e consumatore permette questo grande successo nell’export. Punto di forza principale è cercare di annullare la visione stereotipata che spesse volte in contesto internazionale hanno in merito ai nostri prodotti tipici.

    Pubblicità Auchan Russia

    Sorprendentemente nell’alimentare i biscotti all’estero la fanno da padrona e infatti sono ricercatissimi I nostri frollini. La prossima espansione avverrà invece con una spinta sul settore degli alcolici. A Mosca in Russia vanno pazzi per il vino del belpaese e entro il 2012 saranno circa una sessantina i vini ed I liquori che verranno esportati.
    “È importante ascoltare i consumatori e adattare la tipologia di offerta al mercato che si intende presidiare”, aggiunge ancora Sordi. “Senza però snaturare o modificare il prodotto per andare incontro ai gusti e alle abitudini alimentari dei consumatori di riferimento. L’obiettivo è allontanare lo straniero da una visione stereotipata di prodotto italiano e promuovere l’incontro con il vero made in Italy”.

    Le esportazioni comunque non si limitano all’alimentare ma comprendono anche altre tipologie merceologiche, basti pensare ai prodotti parafarmaceutici che vengono esportati in Romania per coprire un deficit rumeno di produzione.
    Sembra insomma che Auchan abbia trovato una valida misura anticrisi utile sia alla sua catena sia per tutte le PMI che con essa collaborano.
    Le banche non aiutano, anzi chiedono ricapitalizzazioni, le tasse non mancano mai in Italia ma non manca nemmeno lo spirito di crescere e di espandersi delle imprese italiane che alla crisi non si vogliono arrendere e si espandono. Giusta risposta.