Autore: redazione

  • Officine Italiane Innovazione: il social network per imprenditori

    Officine Italiane Innovazione: il social network per imprenditori

    Team Officine Italiane Innovazione

    Officine Italiane Innovazione nasce da Pietro Bazzoni, il quale per 10 anni ha lavorato in una multinazionale del settore elettromeccanico e per altri dieci ha diretto un’Associazione di imprese, entrando in contatto con oltre 3.000 imprenditori. Da queste esperienze ha maturato un convincimento che ha portato alla realizzazione delle Officine: “gli imprenditori hanno bisogno più di ogni altra cosa di relazioni tra loro e facilità nello scambiarsi informazioni”.

    Secondo i creatori del sito,

    [quote]”Un open space in cui l’innovazione e il confronto, senza barriere geografiche e culturali, costituiscono la base fondamentale per un nuovo sviluppo delle attività imprenditoriali”. [/quote]

    sarebbe la ricetta ideale per mettere in rete gli imprenditori italiani sfruttando le opportunità offerte da internet.

    Guardando ai dati, il sito, nato il primo maggio 2011 e che da poco ha compiuto il primo compleanno, da allora ha guadagnato ogni mese circa 600 nuovi iscritti, raggiungendo oltre un milione e mezzo di pagine visualizzate in totale con un’interessante 8 minuti di permanenza della visita media. Navigando tra le pagine si può in effetti constatare una certa dinamicità tra gli scambi di commenti e proposte, che sicuramente invitano il visitatore a cercare di integrarsi alla caccia di nuove opportunità.

    Una peculiarità del sito è la presenza di gruppi in lingua inglese e spagnola, segno della volontà di dare un respiro internazionale al progetto cogliendo le opportunità del mondo ormai globalizzato e sempre più interconnesso. Strategia che ha premiato, secondo i dati forniti dai creatori, con un 15% degli iscritti totali provenienti esclusivamente dall’estero.

    Lo scopo delle delle “Officine” non è però replicare i già esistenti Facebook o Linkedin:  l’iscritto piuttosto entra a far parte di “una grande famiglia“, comprendente una redazione professionale che quotidianamente modera le discussioni nel Forum, propone video-interviste a imprenditori, facilita l’incontro e il dialogo tra gli iscritti sia on line, sia attraverso eventi dal vivo. In questo modo, a detta dei creatori, è possibile “portare nella community quelle imprese ancora digiune di web 2.0, digital economy e via dicendo, aiutandole ad affrontare questi temi in uno spazio pensato innanzitutto per loro” con le caratteristiche di un “sos a cui rivolgersi in qualunque istante, contando sull’interazione fra utenti e sulla preparazione della redazione“.

    Il principio è semplice:

    [quote]Francesco cerca partner per esportare il caffè della sua torrefazione in diversi paesi Europei ed in Cina, Ernesto cerca aziende di produzione e confezionamento abiti, a cui commissionare una nuova linea di abbigliamento per disabili, Allan, da Londra, cerca produttori italiani di alimenti biologici.[/quote]

    Il social network si pone quindi l’obiettivo di offrire:

    • una community in italiano per gli imprenditori e i professionisti italiani, nel paese e nel mondo;
    • uno spazio di confronto dedicato ai fatti, ai problemi e alle esperienze degli imprenditori;
    • un spazio quotidianamente moderato da una redazione di esperti;
    • un luogo dove ciascun imprenditore possa potenziare la propria crescita personale e lo scambio di esperienze e conoscenze, oltre a incrementare il patrimonio di relazioni con colleghi, professionsti ed esperti in tutto il mondo.
    La maggior parte dei servizi è offerta gratuitamente, funzionalità avanzate (inviti ad eventi particolari, videointerviste, assistenza tecnica, ecc.) sono offerte invece a 120€ per anno.

    Sicuramente un esempio concreto che un sano networking è possibile anche in Italia: la strada da fare è decisamente ancora molta ma, indubbiamente, di iniziative come questa ce n’è sicuramente bisogno. Non possiamo che augurare molti altri compleanni!

    Il sito è raggiungibile presso http://www.officineinnovazione.it/ 

    Statistiche Officine Italiane Innovazione

    Foto: www.officineinnovazione.it
  • Festival Città Impresa: Dal 2 al 6 Maggio 2012

    Festival Città Impresa: Dal 2 al 6 Maggio 2012

    Il  tema della quinta edizione del Festival Città Impresa  in programma dal 2 al 6 maggio 2012 in Veneto? “LE FABBRICHE DELLE IDEE”,Tra gli eventi di spicco, il Premio Città Impresa assegnato a “1.000 fabbricatori di idee” – imprenditori, giovani, lavoratori, amministratori pubblici – e la Notte Verde del Nordest, che per la prima volta mobiliterà in contemporanea un’area vasta tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sul tema della green economy.
    Il Nordest -una delle aree industriali europee più evolute – sta vivendo una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese, per vincere la sfida competitiva. Nel segno delle idee, della creatività, della cultura, dell’innovazione e della sostenibilità.

    Come già sta accadendo in maniera massiccia, il Nordest vive una fase di delocalizzazione non più e solo della produzione, ma anche delle stesse imprese. Il rischio concreto è di assistere – nei prossimi mesi e anni – a un rapido depauperamento del tessuto industriale in due direzioni: da una parte avremo la definitiva chiusura delle aziende manifatturiere a basso contenuto di valore aggiunto, non più capaci di reggere la concorrenza internazionale; dall’altra, spinte alla ricerca di contesti metropolitani di servizi o di contesti fiscali più favorevoli (o contemporaneamente di entrambi), le imprese più innovative tenderanno a trasferirsi in paesi o aree metropolitane più idonee ad accoglierle. Il fenomeno, peraltro già evidenziato da alcune ricerche, dell’emigrazione massiccia di giovani talenti all’estero è un segnale d’allarme da tenere in seria considerazione.

    Il profilo europeo del Festival 

    La nascita di un nuovo tessuto industriale è una questione non solo nazionale, ma europea: è l’intero continente che si trova ad affrontare la sfida di come tornare a produrre ricchezza, beni e servizi, dopo che interi settori produttivi hanno traslocato verso nuove aree. E il Nordest, per le sue stesse caratteristiche – in primo luogo, l’originale capacità di reinventare forme e modelli produttivi – può essere un punto di osservazione di estremo interesse per tutta l’Europa.

    Imprese e città protagoniste

    Protagoniste del Festival saranno dunque le aziende che innovano, che puntano sulla creatività e/o su rinnovate sapienze artigiane; protagoniste del Festival saranno quelle città che producono idee, che creano luoghi – spesso all’interno di antichi stabilimenti industriali – dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività ed impresa crea contaminazioni e produce nuove suggestioni. Una settimana di incontro e confronto a livello europeo, quindi, per confrontare idee, proposte e modelli per rinnovare il tessuto produttivo e affermare una nuova fase di sviluppo sostenibile.

    Fonte: Festival Città Impresa 

  • Creativamente Impresando – Verona Innovazione

    Creativamente Impresando – Verona Innovazione

    Progetto rivolto a giovani diplomati o laureati che intendono aprire una nuova impresa o attività di lavoro autonomo

     Di che cosa si tratta

    La Provincia di Verona in collaborazione con Lavoro & Società e Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona, per andare incontro a quei giovani che stanno valutando di iniziare una nuova attività di lavoro autonomo, apre il bando per lo sviluppo dell’autoimprenditorialità.

    Un’occasione per giovani aspiranti imprenditori e imprenditrici di ricevere gratuitamente le indicazioni per capire come procedere in maniera corretta e responsabile quando si vuole aprire una nuova attività, oltre che per avere un punto di riferimento costante per l’intera durata del progetto.

    A chi è rivolto

    A 15 giovani (fino a 29 anni) diplomati o laureati che intendono aprire una nuova impresa o attività di lavoro autonomo (con apertura di partita IVA), che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e sono iscritti in uno dei Centri per l’Impiego (CPI) di competenza della Provincia di Verona.

    Che cosa offre

    ▪       un percorso formativo della durata di 72 ore;

    ▪       un’esperienza di training on the job (stage) in azienda.

    Il percorso formativo della durata di 72 ore, in orario diurno, si svolgerà nel mese di maggio ’12. Intende offrire ai partecipanti supporto nella valutazione della fattibilità della loro idea imprenditoriale oltre che gli elementi teorici e gli strumenti pratici per attivare processi di consapevolezza e di responsabilità nella scelta professionale di tipo autonomo.

    Sede del corso: Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona, Corso Porta Nuova 96, 37122 Verona.

    Al termine del percorso formativo, gli aspiranti imprenditori vivranno un’esperienza di training on the job (stage) in un’azienda.

    In questo modo essi potranno applicare le competenze tecnico specifiche del settore di interesse oltre che implementare e rafforzare competenze imprenditoriali, utili a verificare l’ipotesi di progetto di impresa sviluppato durante il percorso.

    Come aderire

    Per partecipare i candidati devono presentare entro e non oltre il 19 aprile 2012i seguenti documenti

    ▪       Domanda di partecipazione che trovate qui allegata debitamente compilata

    ▪       Curriculum Vitae

    ▪       Copia del patto di servizio (iscrizione al centro per l’impiego CPI)

    e consegnarli a mano o via fax o per email a:

    Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona

    Corso Porta Nuova 96, 37122 Verona

    Tel: 045/8085805 – Fax: 045/8085841

    orientamento@vr.camcom.it

    Fonte Verona Innovazione

    Presentazione progetto

    Domanda di partecipazione

     

    Foto: By Mike_fleming via Flickr, C.C. Attribution.

  • Bando per Giovani Imprenditori Treviso

    Bando per Giovani Imprenditori Treviso

    Il bando per Giovani Imprenditori e Professionisti promosso dal “SuperG” (la Conferenza Dei Rappresentanti Dei Gruppi Giovani Delle Associazioni Di Categoria Imprenditoriali e Professionali Di Treviso) in collaborazione con la Fondazione La Fornace dell’Innovazione http://www.fondazionefornace.org/  e la Fondazione delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali della Provincia di Treviso.

    FINALITA’:

    • sostenere i migliori progetti di nuova impresa o di attività professionale mediante premio in denaro,
    •  erogazione di un finanziamento bancario dalla durata di 5 anni,
    • servizi di accompagnamento e formazione, nonché, uffici attrezzati ad ospitare nuove imprese.

    APERTURA BANDO:

    • Il Bando rimarrà aperto per 90 giorni a decorrere dal 01 febbraio 2012.

    Molto interessanti le opportunità offerte alle nuove imprese. Infatti oltre ai premi in denaro e ai finanziamenti, la collaborazione con l’Incubatore “La Fornace di Asolo” consentirà ai progetti imprenditoriali giudicati meritevoli di usufruire dei servizi di formazione, accompagnamento, networking ed eventualmente anche dell’insediamento negli spazi attrezzati dell’Incubatore asolano.

    Ai migliori tre progetti d’impresa, in particolare, la Fondazione destinerà un voucher del valore massimo di euro 5.000 cadauno da scontarsi sui costi di incubazione del primo biennio.
    I progetti di impresa che parteciperanno al bando, ma non risulteranno aggiudicatari dei premi, avranno comunque la possibilità di definire con la Fondazione percorsi di formazione e accompagnamento.



     Sottolineiamo i requisiti per l’ammissione previsti dall’art 3 del Bando:

    Alla data di presentazione della domanda i richiedenti devono:


    1. 1.     impegnarsi a costituire l’impresa (o ad aprire la partita iva nel caso di professionisti) in provincia di Treviso entro 4 mesi dalla comunicazione di ammissione ai benefici;

    inoltre, in caso di imprese già costituite (o professionisti con partita iva già aperta) devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

    1. sede legale nella provincia di Treviso od impegno di trasferire la sede legale in provincia di Treviso entro 4 mesi dalla comunicazione di ammissione ai benefici;
    2. iscrizione al Registro Ditte della Camera di Commercio di Treviso o ad uno degli Albi professionali della circoscrizione del Tribunale di Treviso;
    3. non essere soggetti a procedure concorsuali di fallimento, di concordato preventivo e di amministrazione controllata;
    4. regolarità nei pagamenti contributivi, assicurativi e previdenziali, nonché con la normativa antimafia.

    Documenti e Bando:  Scaricabile da qui

    Fonte:  Eurosportello Veneto

     

    Foto: Slider By efilpera via Flickr, C.C. Attribution
  • Contatto con azienda veneta per piano export @Lavvelenata

    Contatto con azienda veneta per piano export @Lavvelenata

    By susanvg via Flickr – Creative Commons Attribution

    Ripubblichiamo qui su pminordest.it un post che gentilmente @Lavvelenata ci ha dato la possibilità di utilizzare. @Lavvelenata fa il suo lavoro di consulenza con passione tutti i giorni e tutti i giorni si scontra con mentalità imprenditoriali venete che seguono ancora vecchi modelli strategici, di sviluppo e perchè no di pensiero.

    Sorridendo (e piangendo allo stesso tempo) abbiamo letto la sua viva descrizione e a parer nostro farà ridere e pensare anche te.

    C’è qualcosa che va cambiato e lo vogliamo cambiare. Ora.

    Twitter: @Lavvelenata

    In grassetto (logicamente) la mia posizione e in nero quella dell’imprenditore con relativa traduzione dal dialetto veneto all’italiano.

    I: Si ma cossa serve far un piano estero se ghe piase el prodotto che fasemo i lo compra istesso.
(Si ma cosa serve fare un piano estero se gli piace il prodotto che facciamo lo comprano ugualmente)

    . e già qui gli avrei stretto la mano, cordialmente mandato a f****** e me ne sarei andata in piscina termale …

    IO: Vede per come tutte le cose bisognerebbe avere degli obiettivi e forse se li scriviamo su un pezzo di carta magari riusciamo anche a valutare le strategie per raggiungerli .

    I: No no qua perdemo tempo e basta. Forse no la ga mia capio che mi vojo ndar vendare all’estero no far piani, strategie e menae varie. No go mia tempo da perdere mi.
(No no qui stiamo perdendo tempo e basta. Forse non ha capito che io voglio andare a vendere all’estero, non far piani, strategie e “menae” (non trovo traduzione che renda) varie. Non ho mica tempo da perdere.

    … e qui gli avrei ristretto la mano, ricordialmente mandato a f******  e oltre alla piscina termale me ne sarei andata al ristorante mexicano ad ubriacarmi tra Corona e nachos …

    IO: Senta una cosa io sono abituata a lavorare e procedere per passaggi. Per arrivare su in cima al rifugio metto un piede avanti all’altro camminando sul sentiero e non prendo la seggiovia.

    I: Si va ben dai vanti fasemo sto piano. Cossa vola saver ?
(si va bene dai avanti facciamo sto  piano. Cosa vuole sapere ?)

    ….. tralascio l’intercalare di santi e madonne tipiche del linguaggio popolare veneto …

    IO: Facciamo così se lei è d’accordo io le dò due tre punti .. tipo delle domande .. e lei mi risponde con calma, io valuto le sue risposte e dopo ne discutiamo assieme ..

    I: E no porco e fora, no la ga mia capio che mi no go mia tempo de fare sti quiss. Mi la go ciamà qua perchè vojo ndar vendare all’estero (e porco qua e porco la) no a farme tante domande. Ghe ripeto che no go mia tempo da perdare qua se produce no se ciacoea.
(E no porco …, non ha mica capito che non ho tempo per fare i quiz. L’ho chiamata perchè voglio andare all’estero (e porco qua e porco la) non perchè mi faccia tante domande. Le ripeto che non ho tempo da perdere qua si produce e non si chiacchiera.

    IO: Bon e alora sicome gnanca mi no go tempo da perdere, me diga subito perchè c**** el vol ndare all’estero.
(passo al dialetto in maniera molto veloce quando mi sfracassano le ovaie … trad. bene e allora siccome neanche io ho tempo da perdere, mi dica subito perchè cazzo vuole andare all’estero).

    I: Perchè qua no me paga pi nesuno, i cinesi me gà portà via el lavoro, mi no gea fasso più e i me ga dito che l’estero i paga de sicuro.
(perchè qui non mi paga più nessuno, i cinesi mi hanno portato via il lavoro, io non ce la faccio più e mi hanno detto che l’estero paga di sicuro)

    IO: Capisco. Ma non mi sembrano motivazioni sufficienti per iniziare un percorso di internazionalizzazione.

    I: Cossa voea dire co questo che no a me dà na man come che a ga fato co …. ?
(Cosa vuole dire che non mi aiuta come ha fatto con la ditta ….

    IO: Ha capito benissimo. Portare la sua azienda su uno o più mercati esteri è un processo di complessità paragonabile all’inizio di una nuova attività d’impresa. Voi qui in Italia siete conosciuti dal mercato e conoscete i segreti del mercato e della concorrenza. I vostri prodotti sono buoni, avete una buona capacità produttiva, si vede nel prodotto la passione che avete per i dettagli e per le cose fatte bene ma avete troppa fretta di partire per nuovi mondi e la fretta oltre che essere cattiva consigliera porta al totale fallimento.

    I: Ma se mi go un bel prodoto tutto el resto ze ciacoe.
(Ma se io ho un buon prodotto tutto il resto sono chiacchiere)

    IO: Allora senta un paio di cose:
- fuori dall’Italia nessuno vi conosce, siete gli ultimi arrivati. Quanti anni avete impiegato per farvi conoscere in Italia ?
- non conoscete il cliente: chi vi dice che il cliente indiano abbia gli stessi gusti, bisogni e abitudini uguali a quelli italiani ? 
- ottimo il vostro prodotto ma se non conoscete il cliente non potete sapere a priori che il vostro prodotto va bene.
- non conoscete i concorrenti presenti su quel mercato, non sapete come di muovono, che peso hanno.
- per quanto buon prodotto come lo proponete se non avete nessuno che lo distribuisce, promuove, ecc.

    I: La ga mia tutti i torti a dir la verità ma ghe ripeto mi no go mia tempo da perdare. Mi vojo ndar all’estero e ea me deve aiutare.
(non ha mica tutti i torti a dire la verità ma le ripeto che io non ho tempo da perdere. Io voglio andare all’estero e lei mi deve aiutare).

    IO: Senta facciamo una cosa del genere visto che tempo da perdere non ne abbiamo entrambi. Lei pensi bene cosa è disposto a perdere andando all’estero.

    I: e che c**** ghe ze da perdar ndar all’estero.. i ga tutti fatto i schei vendendo all’estero e ea me dise cossa che vojo perdare ..
(e che c**** ci sarebbe da perdere andando all’estero .. hanno fatto tutti i soldi vendendo all’estero e lei mi dice cosa voglio perdere)

    IO: Guardi è stato un piacere incontrarla ma adesso devo andare perchè mi aspetta un’azienda che ha deciso di andare all’estero per aumentare il giro d’affari, aumentare i profitti, diversificare il rischio di dipendere da un unico mercato, venire a contatto con nuove esperienze, idee, aumentare la competitività. Un’azienda che ha capito i vari rischi di andare all’estero, rischi economici, monetari e politici. E a cui ho scelto di dare una mano.

    I: Ma anca mi vojo far cossita
(ma anch’io voglio fare così)

    IO: Le mando una mail con le domande …

    I: Costea tanto ea per darme na man ?
(costa tanto lei per darmi una mano ?)

    IO: No perchè se non avessi queste sfide a portata di mano sarei morta.

    Arrivederci.

    Fonte: Occasioni perse

  • Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Ogni due anni a Milano si svolge la Mostra Convegno Expocomfort ed è un evento da non perdere per tutte le imprese interessate all’innovazione in una di queste 4 aree tematiche:

    In questa fiera internaionale verrà presentata una panoramica completa delle più avanzate tecnologie per il comfort, per l’efficienza ed il risparmio energetico.
    Alla Mostra Convegno Expocomfort il pubblico è mondiale e domanda ed offerta si incontrano per sviluppare business e scoprire I trend del futuro.

    Riscaldamento, Condizionamento, Refrigerazione, Tecnica Sanitaria, Trattamento Acque e Componentistica si affiancano al mondo delle energie rinnovabili ed all’esigenza di risparmio ed efficienza energetica per rispondere alle sfide di un benessere sostenibile per gli spazi abitati.

    Quando? Dal 27 al 30 Marzo

    Dove? Fiera di Milano

    Sito Ufficiale: MCE 2012

    Altre Fiere per le PMI nel 2012? Agenda fiere internazionali 2012

  • Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    In questo articolo non ho intenzione di dilungarmi in noiose spiegazioni sulla procedura da seguire per la partecipazione all’Erasmus Placement oppure di dare un’opinione personale sulla mia esperienza. Piuttosto, vorrei fare qualche considerazione sulle motivazioni che possono spingere uno studente, ancora laureando, a cimentarsi in questa nuova esperienza nonché dare suggerimenti a quegli enti o imprenditori che hanno deciso di partecipare al progetto.

    Ovviamente, occorre almeno spiegare di cosa tratti l’Erasmus Placement.

    L‘Erasmus Placement permette agli „studenti laureandi di effettuare uno stage presso imprese o centri di formazione e di ricerca situati in uno dei Paesi che hanno aderito al Programma. Si badi bene, che non sarà possibile trascorrere il periodo di stage presso istituzioni o organizzazioni che gestiscono programmi europei.

    Durante il tirocinio, inoltre, lo studente, o meglio il Tirocinante ( parola, il cui significato può assumere diverse sfaccettature), avrà diritto a ricevere un contributo comunitario la cui entità potrà essere considerata rilevante o meno a seconda del Paese di destinazione, e l’opportunità di acquisire competenze specifiche (?) ed avere una migliore consapevolezza degli usi e costumi del Paese ospitante.

    Detto questo, occorre fare qualche considerazione sul Progetto:

    In primo luogo, occorre una buona predisposizione ad adattarsi in un contesto internazionale e una  buone dose di senso pratico, senza la quale, si rischia di non approfittare realmente dell’esperienza che si ha di fronte.

    In secondo luogo, sarebbe preferibile stabilire immediatamente un reale Training Agreement (accordo firmato tra studente e ente o imprenditore ospitante) con l’istituzione ospitante che definisca maggiormente quanto stabilito in precedenza sul modulo cartaceo. Ciò al fine di evitare, per i soggetti maggiormente suscettibili e sensibili, delusioni future.

    Infine, occorre anche una buona dose di fortuna.

    Mi spiego meglio. Prima di partire, lo studente medio avrà la tendenza a pontificare tale esperienza, data l’opportunità di collaborare in un reale contesto lavorativo ed a stretto contatto con i professionisti del settore prescelto; tuttavia, la realtà dei fatti impone una buona dose di cautela.
    Guardando su Internet, ci si imbatte nelle esperienze più diverse: dalle più negative ( quali ho fatto solo fotocopie, ho portato caffè, ho pulito le scarpe del Boss!) alle più positive, vale a dire STAGE=ASSUNZIONE.

    Bene, adesso, dovrò mostrare il mio lato pragmatico: lesperienza positiva dipende maggiormente dallUomo e non da quanto scritto nero su bianco sul Training Agreement, in quanto nulla è scontato ed è necessario mostrare, o meglio DIMOSTRARE, non solo una certa disponibilità ma anche di essere una persona propositiva ed affidabile. Certo, questo non è sempre sufficiente poiché se l’ambiente di lavoro prescelto non dimostra nemmeno un minimo di elasticità ed apertura, nemmeno nel caso di continui richiami da parte del tirocinante, allora mi ricollego a quanto detto precedentemente: occorre una buona dose di fortuna.

    Infine, un suggerimento per listituzione ospitante: sarebbe preferibile che comprendesse di avere davanti a sé la possibilità di disporre di capitale umano da modellare ed aiutare ad emergere e non di semplici figuranti da porre ai margini del contesto lavorativo, a cui conferire esclusivamente mansioni non accettate o evitate dai dipendenti.

    In bocca al lupo a tutti!

     

    di Andrea Caccioppoli, studente laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre

     

     

     

  • 8 modi per perdere clienti

    8 modi per perdere clienti

    I clienti più redditizi sono solitamente quelli che ti accompagnano da più lungo tempo.

    Non perderli commettendo uno dei seguenti errori:

     

    1. Cambiare troppo spesso i tuoi collaboratori

    Potresti pensare che i clienti siano innamorati del tuo prodotto. Ma è molto più veritiero pensare che siano “innamorati” delle persone che lavorano per te.

    I clienti non comprano da imprese. Comprano dalle persone – le tue persone.

    Siccome i rapporti umani sono la linfa vitale delle piccole e medie imprese, fai attenzione quando cambi i commerciali, chi ripara ecc. Fallo solo quando ce ne sia davvero bisogno. Fai l’impossibile per mantenere e rinforzare le relazioni che i tuoi collaboratori creano e mantengono. I dipendenti sono raramente intercambiabili quando di mezzo ci siano profondi rapporti coi clienti!

    2. Fare troppe differenze tra clienti nuovi e clienti già in portafoglio

    Offrire sconti o incentivi per attrarre nuovi clienti risulta spesso necessario, ma i clienti di lungo corso potrebbero risentirsi se vedessero che la loro fedeltà non è adeguatamente premiata.

    Pensa molto bene alle “carote” che intendi offrire ai nuovi clienti e fai in modo di “ricompensare” i clienti esistenti allo stesso modo, se non di più. Non dimenticare mai che mentre i nuovi clienti aumentano magari le entrate, i clienti vecchi fanno il bilancio finale.

    3. Focalizzarsi troppo sul prezzo

    Essere il fornitore di beni più economico nel mercato è sicuramente un vantaggio.

    Buona fortuna nel cercare di mantenere questo vantaggio! Qualcuno da qualche parte nel mondo sta giusto ora pianificando come rubarti questo vantaggio.

    Il tuo obiettivo è offrire il maggior valore aggiunto. Il valore aggiunto è un qualcosa che puoi mantenere solamente attraverso una combinazione di prezzo, pianificazione, servizio e rapporti umani. Se la tua strategia di vendita si focalizza per la maggior parte sul prezzo, addestrerai i tuoi clienti a cercare il prezzo più basso, sia da te che dai tuoi concorrenti.

    Meglio probabilmente ripensare come organizzi il tuo tempo e vedere di focalizzarsi di più sul valore aggiunto che sul mero prezzo.

    4. Forzare troppo il cliente all’acquisto

    Cercare di vendere di più allo stesso cliente è una buona strategia, ma non farlo ad occhi chiusi.  Prima cerca di capire di cosa abbia bisogno il cliente e cerca di andare incontro solo a quei bisogni. Non proporre, per nessun motivo, un prodotto o un servizio di cui il cliente non abbia bisogno.

    Diversamente stai forzando la mano, e ai clienti non piace essere forzati.

    5. Accettare il ricambio continuo di collaboratori

    Il ricambio continuo di forza lavoro è un fatto della vita in alcuni posti di lavoro, ma nella maggior parte dei casi i collaboratori lasciano perché non sono trattati adeguatamente.

    E lo stesso fanno i clienti.

    Quindi, tranne che in fortuite circostanze, non aspettarti di avere clienti di vecchia data in portafoglio se non hai prima di tutto collaboratori di vecchia data. Se il ricambio è troppo elevato, cerca un modo per cambiare la situazione. Diversamente cambierai spesso anche i clienti.

    6. Dimenticare cosa tenga le luci accese

    Ogni business ha dei prodotti principali o servizi che sono le fondamenta di tale business. E ogni business ha altrettanto dei clienti chiave che fanno parte di queste fondamenta.

    Con l’andare del tempo i prodotti e servizi chiave, così come i clienti chiave, vengono dati per scontati, mentre nuove iniziative magari stanno ottenendo maggior risalto e attenzione.

    Fai una lista dei clienti che non puoi permetterti di perdere. Poi fai una lista di quello che questi clienti comprano. E saprai quali siano le fondamenta del tuo business.

    Non dimenticare, mai, cosa tenga accese le luci della tua impresa.

    7. Premiare i comportamenti sbagliati dei tuoi collaboratori

    Questo è ciò che accade più spesso nel mondo della vendita, per esempio quando le commissioni per i nuovi clienti sono molto più alte che per quelli già esistenti.

    Supponiamo che io sia un commerciante: perché dovrei lavorare per mantenere le commesse esistenti quando sono pagato molto di più per trovarne di nuove? Questo approccio funziona solo se i tuoi sistemi prevedono che qualcuno si prenda la responsabilità di mantenere in vita le relazioni con i clienti esistenti.

    Pensa agli incentivi che offri e agli obiettivi che dai ai tuoi dipendenti. E fai in modo che rispecchino i risultati che desideri avere.

    8. Rendere fastidioso il processo di risoluzione dei problemi

    Politiche aziendali e linee guida sono perfette per la vita in azienda e per fare in modo che i collaboratori abbiano delle regole. Ma quando un cliente ha un problema… non ne vuole sapere di regolamenti e simili. Il cliente vuole il suo problema risolto.

    Risolvere i problemi dei tuoi clienti aiuta il tuo business a stabilire relazioni anche più profonde, per questo motivo responsabilizza i tuoi collaboratori piuttosto che pensare solamente per linee guida.

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • 5 regole per la tua internet startup

    5 regole per la tua internet startup

    Sembra sempre più facile ed interessante la possibilità di iniziare un business sfruttando le potenzialità del web. Il numero delle abitazioni italiane con un collegamento internet è sempre maggiore e un numero sempre più alto di consumatori sono costantemente connessi grazie a smartphones e tablets.
    Conseguentemente per un business basato sul web questo si traduce in un mercato ampissimo di clienti disponibili ovunque siano ed in qualsiasi momento.

    I costi legati alle tecnologie richieste per iniziare un business online sono precipitati. L’abbonamento per l’hosting di un sito internet o un blog è decisamente irrisorio.
    In più il livello di training tecnico necessario per fare un sito internet o uno store online non è più una barriera insormontabile e soprattutto se ti devi far aiutare da qualcuno nel farlo non ti costa più cifre da capogiro.

    Se stai pensando di iniziare un nuovo business renditi conto che mentre molte cose sono cambiate in questi anni ci sono alcuni principi da seguire che continuano a rimanere gli stessi, tutti elementi che compongono un business plan di qualità.

    Eccoti alcune linea guida che sono state utili nel mondo degli affari per decenni… E puoi applicarle ancora oggi per far iniziare la tua start-up in modo ottimale!

    Regola per la tua start-up #1: Il tuo nuovo business deve risolvere un problema ed essere di beneficio a qualcuno.

    Cosa rende il tuo business così irresistibile da far metter la mano ai portafogli ai tuoi clienti?  Aspetta ad iniziare un attività se non hai ancora una risposta convincente a questa domanda.
    Rispondere a questa domanda ti aiuterà sicuramente a definire meglio il tuo business e a identificare le priorità più importanti. Quelle priorità saranno focalizzate ad aiutare i tuoi clienti a risolvere un problema.

    Regola per la tua start-up #2: Studia i punti forti ed i punti deboli della concorrenza.

    Qualsiasi business ha concorrenza. La concorrenza non è rappresentata solamente da un attività simile alla tua. Considera piuttosto qualsiasi altra attività che risolve il medesimo problema o risponde agli stessi bisogni cui rispondi tu con la tua attività e potenzialmente per gli stessi tuoi clienti.

    Il blog che vende una serie di webinar compete con la libreria e allo stesso tempo con l’università online. Rispondono tutti allo stesso bisogno dei clienti solamente in modo leggermente diverso.
    Oltre a sapere chi sono i tuoi concorrenti devi sapere anche dove eccellono e dove hanno delle mancanze. Fatti una mappa dei loro pro e dei loro contro confrontati ai tuoi pro e ai tuoi contro.

    Regola per la tua start-up #3: Conosci i tuoi clienti e in che modo prendono decisioni quando acquistano.

    Una cosa è conoscere chi sono i tuoi potenziali clienti, un’altra è sapere in che modo decidono di acquistare. Gli imprenditori più di successo sanno COME pensano i loro clienti. Cosa importa maggiormente ai tuoi clienti? Il prezzo? La convenienza? Il servizio? Quali sono gli altri fattori che influenzano la sua decisione?
    Non accontentarti di sapere solamente CHI saranno i tuoi clienti. Cerca di capire perchè comperano e perché compereranno da te.

    Regola per la tua start-up #4: Crea un budget per iniziare il tuo business ed uno per la fase operativa.

    Se stessi volando su un aereo che deve attraversare l’oceano vorresti sapere quanto carburante ti serve per decollare o di quanto te ne serve per sorvolare tutto l’oceano?
    La risposta è ovvia. Ma nonostante ciò ancora oggi molti imprenditori si focalizzano solamente sui costi per iniziare l’attività e poi gli manca capitale per sostenere il loro business.
    Ad esempio non hanno soldi per fare pubblicità o promuovere la loro attività.
    Non è una novità il fatto che il motivo principe di fallimento dei nuovi business è solitamente la mancanza di capitale.

    Se hai intenzione di aprire una start-up , assicurati che il tuo budget tenga in conto quanto ti servirà ad iniziare e a sostenere il tuo business fino a che diventa profittevole.
    Calcola anche l’eventualità che i tuoi profitti crescano meno velocemente del previsto e non lasciare che qualche errore di calcolo fermi il tuo business in crescita.

    Regola per la tua start-up #5: Gioca se ami il gioco.

    Avere passione per quello che fai è essenziale per aver successo. La ragione è semplice: avere successo nel business richiede perseveranza. Devi amare quello che stai facendo per non abbandonarlo anche nei momenti un po’ bui.
    Molti imprenditori di successo ti diranno che gli ci è voluto più tempo di quanto si erano programmati per iniziare a far soldi. Se non avessero amato quello che stavano facendo e non avessero avuto la passione a sostenerli forse avrebbero mollato la presa poco prima della linea di arrivo.

    Se hai la voglia e la passione di iniziare un nuovo business sfruttando le possibilità del web segui queste 5 regole ed inizierai con il piede giusto.

    Pochi sentieri nella vita lavorativa di una persona sono così soddisfacenti come l’iniziare ed avere successo nel proprio business. Provaci.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da fresheventure.com

  • 6 trucchi per motivarti a lavorare più sodo

    6 trucchi per motivarti a lavorare più sodo

    Arrivare al successo impiega tempo, a volte molto più di quel che ti piacerebbe. Se non stai attento è molto facile perdere la bussola e scoraggiarsi.

    Per semplificare il percorso verso il successo eccoti qualche trucco per tornare subito in corsa:

    1. Definisci il tuo scopo

    Perché stai lavorando? Perché questo lavoro? Solo tu puoi rispondere a queste domande. Alcuni sono predisposti per certi lavori, altri non vogliono fastidi e cercano la sicurezza di un lavoro dipendente. Non c’è una soluzione ottimale in assoluto, c’è solo la migliore per te. E per questo motivo hai bisogno di conoscere il tuo scopo, così da poter arrivare alla tua soluzione ottimale.

    2. Lega il tuo scopo agli obiettivi della tua impresa.

    Ora che hai capito perché stai lavorando, vedi la tua impresa come il mezzo per arrivare alla soddisfazione di tale scopo. Più l’associazione nella tua testa sarà stretta, più la motivazione arriverà in fretta. E potrai lavorare con maggiore entusiasmo!

    3. Lega il tuo scopo al successo del tuo team.

    Se lavori con altre persone, esse dipendono da te per portare a termine il tuo lavoro. Raggiungere il tuo scopo aiuta anche loro a raggiungere il successo. E in questo modo potrai avere un impatto positivo sulle vite altrui.

    4. Cercati obiettivi ambiziosi.

    Ora che hai allineato tutto, è tempo di trovarti degli obiettivi ambiziosi che possano creare successo per te, i tuoi prodotti e la tua impresa. Non sederti sugli allori ma cerca di essere sempre ispirato grazie a sfide esaltanti.

    5. Crea un piano fattibile e flessibile.

    Ora che hai anche trovato gli obiettivi, hai bisogno di un piano passo per passo che ti porti sempre più vicino al traguardo. E’ molto importante averne uno perché attraverso esso si può costruire maggiore confidenza,  dedizione e, soprattutto, ti darà l’impressione di avere sempre le cose sotto controllo. Piccolo consiglio: se non sei sicuro di come si possa creare un piano che funzioni, meglio chiedere a qualcuno che già sia arrivato al successo per qualche indizio.

    6. Conquista il mondo… a partire da ora!

    Ora il successo è solo una questione di eseguire il piano che ti sei creato. Per partire col piede giusto, non perdere tempo e, subito dopo aver messo nero su bianco i tuoi obiettivi, inizia a lavorare  per completare ogni fase di quanto pianificato.

    La motivazione si nutre di azione. E tu vuoi costruire quel circolo virtuoso che ti porterà diretto al traguardo.

    Per far andare le cose secondo i piani è necessario prima di tutto averne uno. In questo modo potrai tenere sotto controllo gli eventi e non mollare mai la presa.

    E tu già ce l’hai un piano?

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine