Anno: 2011

  • Innovazione per le PMI: Innovation Convention, Bruxelles, 5-6 Dicembre

    Innovazione per le PMI: Innovation Convention, Bruxelles, 5-6 Dicembre

    La prima edizione della Innovation Convention si terrà a Bruxelles il 5 ed il 6 Dicembre 2011 e verrà ufficialmente aperta dal Presidente della Commissione Europea Mr. José Manuel Barroso.
    La ricerca e l’innovazione sono ill motore principale per la creazione di nuove possibilità lavorative e l’unica via d’uscita dall’attuale crisi economica e questo sarà il punto focale della convention.
    Durante questi due giorni di “full immersion” si incontreranno tutti gli esperti mondiali nel campo della ricerca e dell’innovazione in modo da aver la possibilità di condividere i loro punti di vista riguardanti la costruzione di una economia globale dell’innovazione.
    Questa convention si terrà regolarmente ogni anno in modo da tenere traccia dei progressi compiuti verso gli obbiettivi dell’ Innovation Union (progetto della commissione europea vedi qui) e per discutere delle prospettive nell’ economia globale dell’innovazione.
    Questa prima convention del 5 e 6 Dicembre 2011 rappresenta il principale e più importante evento europeo sull’innovazione ed avrà all’incirca 1200 partecipanti selezionati.

    Perchè c’è bisogno di una “Unione per l’Innovazione”?

    Tenendo conto dell’innalzamento dell’età media della popolazione europea e della forte pressione competitiva derivante da un mercato sempre più globalizzato, la futura crescita economia europea e le offerte lavorative dipenderanno sempre più dall’innovazione di prodotti, servizi e modelli di business.
    Questa è la motivazione principale per cui l’innovazione rappresenta il cuore della strategia Europa 2020 per la crescita e la creazione di lavori  (http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm).
    L’unione per l’innovazione mira a migliorare le condizioni e l’accesso alla finanza per la ricerca e l’innovazione in Europa, per assicurare che le idee innovative possano essere trasformate in prodotti e servizi che generino crescita e posti di lavoro.

     Programma della Convention di Bruxelles

    Il punto principe della Convention è l’interazione. Attraverso dibattiti, lezioni e tavole rotonde verrà stimolato il dialogo tra i partecipanti.

    Durante questi dibattiti i leader a capo di business mondiali e rinomati accademici sottolineeranno le modalità tramite cui la ricerca e l’innovazione contribuiscono alla crescita sostenibile.
    Durante la convention l’audience imparerà in che modo trasformare valide idee in floridi business, ossia come “fare innovazione” in maniera pratica.
    Durante le discussioni delle tavole rotonde ci si soffermerà su una visione più approfondita su delicati temi che riguardano l’innovazione relazionata alla società: tutela della salute, scienza e l’innovazione di tipo sociale (social innovation).
    In parallelo al programma principale si svolgeranno delle “fringe” sessions (sessioni marginali) organizzate da stakeholders. Queste sessioni funzioneranno come un workshop in cui i singoli potranno partecipare a dibattiti, fare domande e creare network con i colleghi.
    Queste sessioni si focalizzeranno su temi strettamente collegati alle priorità dell’Innovation Union. Ci si soffermerà su diversi aspetti come, ad esempio: le modalità per dare supporto a nuove ed innovative PMI, come creare partnership di successo tra università, industria ed il settore pubblico e come assicurare che un maggior numero di donne venga coinvolto nel ciclo dell’Innovazione.

     Programma principale – Speakers

     L’innovation convention verrà innaugurata Lunedì 5 Dicembre 2011 dal Presidente della Commissione Europea, Mr José Manuel Barroso, e conclusa da Mr Don Tapscott, presidente del consiglio di amministrazione di Moxie Insight e co-autore di ‘Macrowikinomics: Riavviare il sistema: dal business al mondo”.

    Ecco qui di seguito la lista degli ospiti confermati per il programma principale organizzato dalla Commissione Europea.

    • Mr Jean-Paul Agon
Amministratore Delegato di L’Oreal

    • Mr José Manuel BarrosoPresidente della Commissione Europea
    • Sir Leszek K. Borysiewicz Vice-Rettore dell’Università di Cambridge
    • Ms Margaret Chan Fung Fu-chunDirettore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio
    • Prof. Henry Chesbrough
Professore dell’ESADE Business School e dell’Haas School of Business – Università Berkeley
    • Prof. Brian Cox
Professore di Fisica dell particelle presso l’ Università di Manchester, autore e presentatore di programmi scientifici per la BBC.
    • Prof. Richard Dawkins
Biologo, etologo e divulgatore scientifico britannico, ex Professor di Public Understanding of Science presso  l’Oxford University
    • Dr. Mathias Döpfner
Chairman ed Amministratore Delegato di  Axel Springer AG, Berlin
    • Mr Gorka Espiau Idoiaga
Capo dei Programmi Internazionali, Innolab, Bilbao
    • Ms Silvia Venturini Fendi
Direttrice Creativa per Fendi Accessori.
    • Ms Máire Geoghegan-Quinn
Commissario Europeo per la Ricerca, Innovazione e Scienza.
    • Ms Claudie Haigneré
Presidente di  Universcience, Parigi
    • Mr Will Hutton
Executive di The Work Foundation
    • Mr Marc Koska, OBE
Fondatore di LifeSaver

    • Mr Ilja Laurs
Fondatore ed Amministratore Delegato di Get Jar Network Ltd.
    • Mr Philippe MaystadtPresidente della Banca Europea per gli Investimenti
    • Ms Kiran Mazumdar-Shaw
Amministratore e Managing Director di Biocon Bangalore
    • Mr António Mexia
Amministratore Delegato di  EDP-Energias de Portugal SA
    • Prof. Helga Nowotny Presidente dell’European Research Council
    • Mr Michael O’LearyAmministratore Delegato di  Ryanair
    • Mr Sam Pitroda
Consulente del Primo Ministro Indiano
    • Mr Herbert Reul
Chair della Commissione Industria, Ricerca e  energia del Parlamento Europeo
    • Mr Eric E. SchmidtPresidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Google

    • Mr Antonio Tajani
Commissario Europeo per l’industria e l’imprendotoria
    • Mr Don Tapscott
Presedente del consiglio di amministrazione di  Moxie Insight
    • Mr Ben Verwaayen
Amministratore delegato di Alcatel-Lucent

    • Ms Gunilla von Platen
Fondatrice di  Xzakt Kundrelation AB, GVP Holding AB
    • Ms Vivienne WestwoodFashion designer e imprenditrice
    • Mr Andrew Witty
Amministratore delegato di GlaxoSmithKline Group


    Per ulteriori informazioni in merito all’innovation Convention fate clic qui.

  • Evernote per ottimizzare (anche) il tuo business

    Evernote per ottimizzare (anche) il tuo business

    Vi è mai capitato di dover prendere una nota od un appunto velocemente per non farvi “scappare” un idea e poi dimenticarvi  notebook,  smart phone o il vostro tablet quando quell’appunto vi serve di più?  Una soluzione c’è e si chiama Evernote.
    Evernote è un servizio utilizzabile sia tramite web, sia medante programma sul vostro computer o mac sia tramite un app sul vostro tablet o smartphone.

    Ma cosa permette di fare?

    Tenere tutto sincronizzato, qualsiasi nota, qualsiasi appunto, qualsiasi vostra registrazione vocale. Supponiamo che vi siate appuntiati sull’iphone una nuova fantastica idea di business o semplicemente un argomento di cui dovete assolutamente ricordarvi di parlare con I vostri soci una volta in azienda…Se avete preso quell’appunto usando Evernote automaticamente il testo verrà sincronizzato su tutti I vostri dispositivi e sul web.
    Sul web pubblico? No, il vostro appunto non diventerà pubblico ma semplicemente avrete la possibilità di accedere alle vostre note ed appunti anche tramite un normale browser come firefox, explorer, safari o chrome basta andare su www.evernote.com inserire nome e password (che deciderete voi in fase di registrazione) ed il gioco è fatto.

    L’appunto che avete preso può anche essere corredato di foto ed addirittura essere “taggato” in modo da poterlo ritrovare più facilmente.
    Potete creare diversi block-notes in Evernote e dividerli per categoria (ad esempio ufficio, casa, idee, ecc..) e potete anche condividere un’intero block-notes con un vostro collaboratore o addirittura rendere pubblico un block notes (supponiamo che volete che quella nota venga letta da tutto il personale in azienda.. non serve nemmeno più il forward tramite email..). Alla nota possono essere allegati anche pdf

    Da non sottovalutare è anche la funzionalità di Evernote di riconoscimento ottico dei caratteri. Che vuol dire? Vuol dire che se state assaporando un vino merlot di una cantina che non volete scordarvi basta scattare una foto con il vostro smart phone tramite Evernote ed il programma riconoscerà il testo presente nell’etichetta e lo tradurrà in testo così quando userete il motore di ricerca interno per cercare la voce “merlot” apparirà magicamente l’etichetta del vino.

    Il bello di tutto questo è che Evernote è disponibile gratuitamente e vi garantisce 60 mb di upload al mese che dovrebbero ampiamente bastarvi per un utilizzo medio (300-500 note vi bastano?).
    Con 60 mb avrete la possibilità di scrivere centinaia di note al mese ed averle sempre sincronizzate su tutti I vostri dispositivi.
    Ovviamente per I più esigenti c’è la possibilità di passare dai 60 mb gratuiti ad 1 gb di dati al mese per un prezzo di 3,99€/mese o di 35,99€/anno.

    Anche se non capite nulla di clouding, sincronizzazione e di come questa magia di Evernote sia possibile non importa perchè affrontato lo “scoglio” iniziale della sottoscrizione in inglese (nome, cognome, email, password) il resto è di grande intuitività.

    Se non siete ancora convinti la soluzione è continuare a dimenticarvi idee ed avere scrivania, monitor del pc e macchina piena di post it, foglietti e fogliettini. Come direbbero gli ideatori di Evernote “give it a try!”… Provateci !

  • Gennaio 2012: si inasprisce il rapporto PMI/Istituti di credito

    Gennaio 2012: si inasprisce il rapporto PMI/Istituti di credito

    E’ arrivato il momento in cui (forse) I rapporti tra banche e PMI arriveranno ad incrinarsi.
    Dal 1° Gennaio 2012 infatti le imprese subiranno un declassamento da parte delle banche dopo 90 giorni di sconfinamento nel pagamento dei loro debiti. In sostanza il termine di “tolleranza bancaria” passerà dagli attuali 180 giorni  a 90 giorni passati i quali l’impresa verrà considerata un “cattivo pagatore” e verranno sbarrate le possibilità di altri crediti grazie alla circolarità immediata (tra banche) dell’informazione.

    Questo norma è derivante dall’accordo internazionale di Basilea II (accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche nda), entrato in vigore nel 2007.
    Tale normativa deriva più precisamente dalla Direttiva UE che ha recepito Basilea II la quale aveva lasciato 5 anni di “respiro” all’Italia prima dell’applicazione della riduzione da 180 a 90 giorni per il pagamento delle obbligazioni da parte delle PMI.

    E’ stato stimato che attualmente le banche (con i past-due scaduti a 180 giorni) vantino crediti per 10,2 miliardi di Euro e che in proiezione con l’applicazione della nuova regola a 90 giorni I crediti vantati aumenterebbero di circa un 100% arrivando a circa 20 Miliardi di Euro.
    Certo già da tempo gli istituti di credito sono divenuti sempre più fiscali a richiedere la regolarizzazione del crediti al minimo ritardo. Certo anche però che dal 1° Gennaio 2012 la relazione PMI/banche diventerà ancora più complessa e quasi sicuramente vi sarà anche un aumento dei costi applicati al credito scaduto.
    Gli effetti della crisi del credito? Sembrano  imminenti.

    Protocollo d’intesa?

    Si sta comunque provando a lavorare tra le organizzazioni rappresentative delle banche e imprese ad una sorta di protocollo d’intesa che cerchi di attenuare il più possibile gli effetti di un tale cambiamento di rotta. Tale  protocollo dovrà comunque muoversi all’interno dei margini molto stretti concessi e potrebbe portare nel migliore dei casi alla possibilità per le banche di ristrutturare i crediti più “delicati”.

    Per una più completa definizione di cosa si intenda per past due a 90 giorni basta controllare il punto 1, sezione VI (esposizioni con ponderazioni particolari) della cricolare della Banca d’Italia n. 263 che potete scaricare da qui.

     Per “esposizioni scadute” si intendono:

    1)  le sofferenze, le partite incagliate e le esposizioni ristrutturate;

    2)  le esposizioni, vantate nei confronti di soggetti residenti o aventi sede in Italia e verso enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico), verso imprese e altri soggetti e esposizioni al dettaglio, scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni;

    3)  le esposizioni, diverse da quelle per le quali è ammessa la deroga dei 90 giorni, scadute/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

    Con riferimento alle esposizioni di cui ai punti 2) e 3) le banche possono adottare in alternativa all’approccio per controparte un approccio per transazione ad eccezione delle esposizioni classificate nei portafogli “amministrazioni centrali e banche centrali”, “enti territoriali” ed “enti del settore pubblico”. L’approccio per transazione va sempre applicato al portafoglio “esposizioni garantite da immobili”. La scelta tra approccio per transazione e approccio per controparte va operata a livello di singolo portafoglio e non di singole controparti.

    Questa nuova  definizione di insolvenza quindi che considera rilevanti I debiti scaduti (esposizioni scadute in linguaggio bancario) da oltre 90 giorni andrà sicuramente ad incidere pesantemente proprio su tutte quelle PMI per le quali si invoca a tutto spiano la necessità di un rinnovamento, di crescita e sviluppo.

    Sembra invece che il panorama che si sta prospettando sia un panorama fatto solo di big players: grandi banche e grandi aziende, peccato però che l’Italia sia un  Paese che deve la sua ossatura produttiva alle PMI.  Soluzioni possibili?

  • Prestiti ed investimenti sempre più “social”

    Prestiti ed investimenti sempre più “social”

    L’avventura delle società che si occupano di prestito tra persone (social lending o p2p lending) è iniziata nel 2005 in Inghilterra per mezzo della società Zopa , L’avventura è poi continuata in Italia dove Zopa però non ha vuto il medesimo successo inglese e la sua attività è stata bloccata nel luglio 2009. Ad oggi Zopa Italia è stata ricapitalizzata (come ha confermato nel blog aziendale  l’amministratore delegato Maurizio Sella in data 8 Novembre 2011) e ritornerà ad essere operativa in autunno.Operativissimo ed in prima linea è invece è prestiamoci.it  che al momento è l’unico operatore ad occuparsi di prestito tra persone nel territorio Italiano.

     Ma come funziona il prestito tra persone?

    Non stiamo parlando né di Venture Capital né di Crowd Funding,  essenzialmente il Social Lending è come un prestito normalissimo che la banca potrebbe concedere al singolo individuo partendo da 500€ fino a 25.000 €. C’è una differenza sostanziale però non c’è il costo di intermediazione bancaria ed è quindi eliminata dalle spese di rimborso una determinata percentuale di interesse. L’abbattimento di questi costi è possibile perchè il prestatore e il contraente del prestito vengono messi in comunicazione diretta.

    Il tasso di equilibrio adottato nel caso di  prestiamoci.it è in definitiva del 7%.
    Per coloro che desiderano richiedere un prestito in questa pagina facebook è possibile calcolare l’importo dovuto menislmente comprensivo del TAEG. La commissione di prestiamoci.it risulta essere l’1,2 % dell’importo del prestito erogato.

     La possibilità d’investimento

    Diversa e di sicuro interesse è anche la possibilità di prestare dei soldi, essenzialmente investirli, attraverso il portale e ricevere ogni mese per tutta la durata del finanziamento  l’importo della rata stabilita comprensiva degli interessi maturati nel proprio conto corrente.
    In questo modo potremo investire una determinata somma ma non senza  informarci precedentemente sulla “sicurezza” e “fattibilità” del progetto in cui stiamo investendo.
    Prestiamoci.it normalmente predilige finanziare progetti che abbiano alla loro base una spesa intelligente, un progetto personale che riguardi il miglioramento della qualità della vita del richiedente. Attualmente ci sono 8 progetti in fase di coperura e 32 progetti per cui  si sta ancora raccogliendo tutta la documentazione necessaria.
    Tutto ciò per il privato investitore vuol dire una conoscenza piena del progetto che si sta “appoggiando”  mediante il proprio investimento e quindi la possibilità di finanziare solo “un’opportunità d’investimento che meriti fiducia”

     Qualcosa di più in merito a prestiamoci.it

    Prestiamoci.it è nato circa un anno fa e fino ad ora le domande ricevute sono state circa 246 per circa due milioni e mezzo di euro. I progetti fino ad ora finanziati sono stati 46, per un totale di 238.989 euro.
    Ma chi c’è dietro a questa community per il prestito tra persone? La risposta è AGATA spa (acronimo per Aiutare Gli Altri Ti Aiuta) che detiene il marchio prestiamoci.it.

    Pagina principale di prestiamoci.it

    AGATA spa nasce nel 2007 ad Ivrea per volontà di Mariano Carozzi, Paolo Galvani e Giovanni Tarditi,  ed è una società finanziaria regolamentata dall’articolo 106 del testo unico bancario (1° comma 1. L’esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservato agli intermediari finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia.)

    Nel Gennaio 2011 è nata la community d prestiamoci.it che come si scopre dalla sezione chi siamo del sito  segue alcune linee principali e quella che desta maggior interesse e possibili validi sviluppi è di sicuro quella che riguarda le PMI
    Offrire alle PMI e ai liberi professionisti alcuni strumenti – economici e di consulenza – per intraprendere una nuova attività, ampliarne una già esistente o incontrare possibili partner per progetti condivisi.”

    Prestiamoci ha aperto il proprio azionariato a Smava (il più grande operatore nell’ambito del prestito tra persone presente in Germania, le cui azioni, in seguito ad un recente fundraising, appartengono per il 10% a Banca Sella) che è ne divenuta azionista di maggioranza relativa.
    Alexander Artopè, fondatore e CEO di Smava, sottolinea: “Questa operazione rappresenta un’importante opportunità di sviluppo nella strategia a lungo periodo di Smava.”
    Per Smava questa operazione ha sicuramente un valoro rafforzativo mentre per prestiamoci.it, come spiega l’amministratore delegato Mariano Carrozzi questa operazione “rafforza la compagine sociale con un operatore industriale in grado di apportare un importante know how”.

    Prima sono arrivati I social media (twitter, facebook…), poi il social shopping (Groupon…) ed ora il social lending, sembra che il futuro in grado di cambiare e far girare nuovamente l’economia sia del tutto in mano ai singoli individui, forse l’economia stessa è destinata a diventare social. Chiedetelo alle banche.

  • Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Ricerca ed innovazione: oramai questi due termini sono stati pronunciati da politici, economisti, Ministri, professori, Regioni e Stato talmente tante volte che forse si sta perdendo l’essenzialità del loro significato e della loro funzione per far ripartire e competere nuovamente la nostra economia con realtà estere molto più avanzate.
    Il Nordest ed in particolare il Veneto è caratterizzato dalla presenza di PMI principalmente a conduzione familiare e la costituzione di centri di ricerca a modello San Francisco con la sua rinomata Silicon Valley diciamo che non risulta così semplice, vuoi per i cospicui investimenti che bisogna sostenere, vuoi per i colossali meccanismi burocratici.

    Ma uno spiraglio sembra aprirsi e la regione Veneto ha deciso di passare  all’azione varando negli scorsi giorni una delibera definita di “ingegneria finanziaria” e firmata dall’assessore allo sviluppo economico Marialuisa Coppola.
    Vengono messi a “disposizione” un totale di 120 Milioni di Euro tra fondi regionali e di rotazione a tutte le imprese decise a fare della parola innovazione il loro mantra.
    Come ha sottolineato la Coppola (durante una intervista per il Corriere del Veneto del 17 Novembre 2011) «La legge regionale 9 del 2007   sulla ricerca scientifica è l’unica del comparto economico rifinanziata con la manovra di quest’anno. Si tratta di circa 10 milioni 200 mila euro che uniti al fondo di rotazione per l’innovazione di Veneto Sviluppo, che ammonta ad altri 110 milioni di euro, andranno a finanziare i progetti a fondo perduto per il 30% coperto dalla legge 9 e per il 55% a tassi agevolati con il fondo di rotazione della finanziaria regionale. La quota restante, del 15%, sarà invece a carico delle aziende proponenti».

    Progetti allo sportello

    Ma la vera e propria “innovazione” sta nel fatto che si cercherà di applicare il meno possibile il criterio dell’apertura di bandi per l’accesso ai fondi. Spesse volte infatti l’apertura di un bando comporta scadenze e tempistiche che raramente combaciano con tempi ed esigenze degli investimenti di impresa e Veneto Innovazione spa apre quindi I suoi sportelli (Vedi art. 5 d. lgs.n. 123/1998) alle imprese che cercano finanziamenti in questo settore.

    Venetoinnovazione.it

     

    Come spiega il terzo comma dell’articolo 5 della legge sopracitata: “Nel procedimento a sportello e’ prevista l’istruttoria delle agevolazioni secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nonche’ la definizione di soglie e condizioni minime, anche di natura quantitativa, connesse alle finalita’ dell’intervento e alle tipologie delle iniziative, per l’ammissibilita’ all’attivita’ istruttoria. Ove le disponibilita’ finanziarie siano insufficienti rispetto alle domande presentate, la concessione dell’intervento e’ disposta secondo il predetto ordine cronologico.”  In sostanza verrà data priorità all’ordine cronologico della presentazione dei progetti fino ad esaurimento dei fondi.

    Ci si chiede infine se effettivamente sia questa una modalità innovativa, (come si è visto la sostituzione del bando con lo sportello si rifà ad una legge del 1998 sulla razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese) o se sia invece il caso di trovare modalità più “coinvolgenti” e semplificate per le PMI a gesitone familiare per raggiungere tangibilmente questi denari. Il problema è sempre quello: quanto fondi vengono stanziati e quanti realmente utilizzati? Il fondo perduto è all’ordine del giorno in Italia ma questo dato non è mai in linea con le PMI che avrebbero necessitato di quei finanziamenti. Che vi sia una mancanza di comunicazione tra politica e realtà o semplicemente non si vuole realmente innovare?

     

  • Un Business Plan di qualità

    Un Business Plan di qualità

    Lo scopo? Mantenere la tua barca puntata saldamente nella giusta direzione senza perdere di vista la destinazione finale.

     “nella mia società abbiamo lavorato sullo stesso piano per oltre 20 anni- lo rianalizziamo ogni mese e lo modifichiamo una volta all’anno. Lo abbiamo rispolverato e tirato a lucido dozzine di volte senza mai metterci la parola fine ” dice Tim Berry, esperto di fama internazionale di business planning, presidente e fondatore della Palo Alto Software.

    Il proseguo del post ti aiuterà a comprendere perchè dovresti scrivere un business plan, le parti da includere in un business plan e come utilizzare il TUO BP per raggiungere I TUOI obiettivi

     Motivi per scrivere un Business Plan

    Per quelli di voi che hanno appena iniziato una attività, preparare un business plan è un primo passaggio cruciale. Può essere utile descrivere il prodotto o il servizio, spiegare nel dettaglio la strategia di marketing e mettere nero su bianco le proiezioni finanziarie in modo da avere sempre una traccia dei profitti.

    Se si cercano investitimenti o prestiti sia da investitori privati che da finanziarie il business plan è essenziale. E’ uno dei primi documenti che l’invesitore vorrà analizzare. Inoltre un investitore privato o un business angel vorrà non solo vedere e leggere il tuo bp ma ti metterà alla prova per scovarne lacune e mancanze.Se lo scopo è ottenere finanziamenti è consigliato aggiungere determinate sezioni al tuo bp, inclusa l’ origine dell’impresa ed altre utili informazioni storiche nonchè una descrizione del team manageriale che ne è alla guida.  “Mostrare agli investitori come otterranno profitto credendo in te” Barry dice. “Non confondere la salute finanziaria della tua società con il profitto degli investitori perchè non guadagnano un centesimo se la tua società funziona ed è in crescita. Il loro vero e proprio lucro avviene quando possono vendere a terzi le partecipazioni societarie di cui sono proprietari ad un prezzo maggiore di quanto hanno investito.” Se stai sviluppando un bp che include un prestito societario allora I tuoi finanziatori vorranno da te qualcosa di leggermente differente. Vorranno una sezione che gli dimostri le garanzie collaterali che puoi offrire ei  beni patrimonliali che garantiscono il prrestito. Le garanzie collaterali includono I fondi necessari a garantire sia il pagamento del prestito sia degli interessi. Le banche non possono concedere prestiti speculativi quindi devi includere tutte le informazioni utili per far sentire la banca finanziariamente al sicuro.

    Un business plan è necessario anche se la tua intenzione è quella di internazionalizzare la tua impresa, ed in questo caso una traduzione in lingua inglese è essenziale e nella gran parte dei casi sarà sufficiente in qualsiasi stato UE o fuori UE. Ricorda che il bp non è uno strumento necessario solamente a start-up in cerca di investitori o finanziamenti Un business plan puà essere utile a qualsisi tipo di impresa – non importa il tipo di impresa, la sua grandezza  ed il settore di riferimento – per formalizzare gli obiettivi che si vogliono raggiungere e per evidenziare la strategia operativa e finanziaria necessaria per raggiungerli.  Previsioni di vendita, piani di marketing ed analisi del tuo cashflow che possano essere rivisti ed aggiornati ogni mese.

    “Ti aiuta ad essere più coordinato. Da la possibilità a persone diverse di larorare in team,” Berry dice. “Agli esseri umani piace avere la possibilità di misurare sè stessi ed I propri progressi verso gli obiettivi ed il bp è anche questo ”

    I Contenuti di un Business Plan

    Ci sono tantissimi siti internet che vendono bp già predisposti per 20€ o più e devi solo inserire il nome dell’impresa ed alcune specifiche tecniche e generare automaticamente il piano. Questi bp hanno lo stesso valore della carta su cui sono stati stampati, dice Berry. La ragione è che ciascuna attività imprenditoriale è unica e quindi ogni singolo bp dovrebbe essere un documento unico che abbia sul serio un valore pratico per il business.

    Ci sono alcune linee guida generali e strutture che la maggior parte dei business plan dovrebbe seguire. Utilizza un carattere word comprensibile e facile da leggere, uno schema semplice ed un indice dei contenuti. Includi grafici dove appropriato ed appendici per proiezioni mensili ed annuali alla fine del bp.

    “Il tuo business plan deve avere un’apparenza professionale ma il potenziale investitore o finanziatore ha bisogno di sapere che è stato fatto da te, ” Berry dice “un business plan verrà utilizzato per decidere il potenziale del tuo successo. Non dovrebbe essere più lungo di 30 o 40 pagine, escludendo gli allegati.”


    Lo schema del Business Plan:

    Le seguenti sono sezioni raccomandate del tuo business plan, sebbene l’ordine in cui le  presenterai puà essere soggetto a cambiamenti:

    • Presentazione del progetto:   Questa sezione anche se impostata all’inizio del business plan andrebbe preferibilmente scritta per ultima in quanto consiste in un riassunto di tutto ciò che verrà trattato più dettagliatamente nelle paginea seguire. Qui vanno evidenziati gli obiettivi del proprio piano. Questa presentazione è un punto chiave soprattutto se stai cercando finanziamenti e/o investimenti poichè aiuta gli investitori ad avere una rapida visione globale del tuo business. Includi dettagli riguardanti la società, le opportunità di mercato, il capitale necessario, la missione della tua impresa, I competitors, I punti di forza del tuo business e un riassunto delle proiezioni finanziarie per I prossimi 3 anni. “Alcuni imprenditori scrivono prima la presentazione del progetto e poi il vero e proprio business plan, ma io non lo farei mai” dice Barry. “Scriverei prima tutto il mio bp e poi scriverei la presentazione del progetto”. Non scrivere una presentazione più lunga di 3 o 4 pagine.
    • Overview della società: Una visione d’insieme della società da la possibilità di fornire maggiori informazioni riguardanti il tuo business: perchè e dove è stato creato, la sua missione, il modello di business, la strategia utilizzata e qualsiasi altra relazione strategica. Si raccomanda di includere questa sezione come parte del Piano Organizazionale che andrà a coprire anche le problematiche amministrative come la proprietà intellettuale, I costi di eventuali locazioni immobiliari, la struttura legale della società, il management, eventuali dipendenti e come gestisci gli aspetti di rendicontazione e bilancio, legali, assicurativi e di sicurezza sul lavoro.
    • Cosa offri?: : In questa sezione devi parlare del perchè sei in affari e che cosa vendi sia che si tratti di un prodotto che di un servizio. Se si tratta di prodotti specifica se sei il manifattore, il distributore e/o il venditore e descrivi il processo manfatturiero, la disponibilità dei materiali, come gestisci inventario e richieste, ecc. Se invece offri servizi, descrivili. Assicurati di descrivere anche I prodotti ed I servizi che hai intenzione di aggiungere in futuro.
    • Piano di marketing e analisi: in questa sezione dovrai descrivere la tua strategia di vendita specificando I dettagli della tua analisi di mercato, delle vendite, del servizio ai clienti, dell’ambito pubblicitario e delle P.R. Molti imprenditori utilizzano questo spazio per sottolineare il perchè il loro business sarà di successo sostenendo la loro opinione con ricerche di mercato che identificano il  “segmento target” ed il trend nel consumo. Spesse volte le PMI non hanno fondi da investire in ricerche di mercato “un gran numero di PMI scommettono sul successo della loro impresa basandosi essenzialmente sull loro intuito senza utilizzare organismi di ricerca esterni” dice Barry. Invece che utilizzare costose ricerche di mercatole ricerche di mercato, Berry- che fa parte della commissione di una società di business angels, la Wiliamette Angel Conference – dice che le società in cerca di investitori possono fornire testimonianze da parte dei clienti esistenti.
    • Strategia ed implementazione: Ogni business plan ha bisogno di essere dettagliato. Questa è la sezione dove inserire I dettagli della tua idea di business, focalizzandosi principlamente sulle “tappe evolutive” della tua impresa. Una tabella conterrà date e scadenze combinate con le previsioni di vendita
    • Il team manageriale: Se stai preparando il tuo bp per investitori o per finanziatori speiga in questa sezione il background dei dirigenti della società e concentrati nel sottolineare in che mondo sono importanti per il raggiungimento degli obiettivi. Per gli investitori costituisce un elemento importante il sapere chi sono queste persone e se hanno esperienza. Gli investitori vogliono capire il rischio del loro investimento e l’esperienza del team manageriale fa la differenza. Più esperto è il team manageriale più basso è il rischio.Se stai preparando il bp solo per scopi interni all’impresa spiega in che modo I managar dovrebbero accrescere la funzionalità del tuo business in modo da raggiungere in futuro I tuoi obiettivi.
    • Proiezioni finanziarie: Nella sezione finanziaria devi fornire l’interpetazione ed analisi quantitativa di tutti gli aspetti che hai trattato in precedenza. E’ consigliabile focalizzarsi principalmente su tre aspetti contabili:

    1)    Il conto economico previsionale: Inserisci qui I costi ed I ricavi che prevedi in modo da determinare una previsione della redditività aziendale.

    2)    Il piano finanziario: Tale piano ti fornirà I fabbisogni finanziari nel periodo di riferimento.

    3)    La tua situazione patrimoniale.

    Prima di analizzare questi tre prospetti finanziari soffermati sul break even point (punto di pareggio aziendale, ci occuperemo più nel dettaglo di come calcolarlo in uno dei prossimi post), evidenzialo mediante un grafico, considera il BEP nel primo anno di esercizio e prospettivamente anche per il secondo e terzo anno.  Soffermati su questa sezione delle proiezioni finanziarie solamente quando avrai concluso le sezioni precedenti, la visione d’insieme ti sarà molto più chiara.

    Includi documenti in allegato che siano di supporto alle dichiarazioni o alle decisioni che hai preso. Includi questi allegati in una apposita sezione alla fine del tuo business plan. Questi documenti aggiuntivi possono includere anche I curriculum vitae dei tuoi manager, rapporti sulla situazione patrimoniale dell’impresa e copie dei contratti di leasing o affitto

    Utilizza il tuo Business Plan internamente all’impresa:

    Utilizza il tuo bp anche internamente all’impresa, anche se non hai bisogno di investitori o finanziatori e anche se sei nel mercato da tempo. Il tuo bp ti darà la possibilità di aiutare il tuo business a progredire e sarà un punto di riferimento oggettivo. Il bp avrà grande valenza interna in quanto ridurrà la soggettività del processo decisionale. E’ consigliabile che I dirigenti d’azienda rivedano il bp con regolarità per stabilire se sono in linea con le aspettative di crescita.

    “Uno degli errori più comuni degli imprenditori è considerare il bp come qualcosa che si fa una volta alll’anno e poi si segue ciecamente” dice Barry. “Questo è un mito che crea danni. La pianificazione è un processo continuo” Berry consiglia di rivedere il bp una volta al mese e che  ogni mese si verifichi se le ipotesi fatte sono ancora valide e se qualche progresso è stato fatto in merito.

    I dettagli sono essenziali. Un business plan non dovrebbe occuparsi solamente di strategia: includere dettagli come chi è responsabile di cosa, quanto costano I tuoi prodotti o I tuoi servizi, le vendite che il tuo business genererà, ecc. Il business planning riguarda quello che sta per accadere, il futuro imminente del tuo business, un futuro il più possibile oggettivo. Compila il tuo bp con dati ed informazioni che puoi successivamente revisionare. Includi sempre dati proiezionali in merito al cashflow dell’impresa.

    Berry dice “le imprese vivono di denaro liquido e muiono senza. Il profitto è fantastico ma spendi contanti non profitto”.  Le società redditizie falliscono spesse volte perchè non hanno soldi. Non è intuitivo ma I principi matematici e finanziari che devi utilizzare non sono poi così complessi quando gestisci la tua liquidità in maniera logica e con ordine. Infine ricorda che il business plan non è il contenuto del documento in sè stesso ma è la strategia del tuo business,. Il business plan è il piano in dettaglio di come cambierà il tuo business nel tempo.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da INC.

     
  • Cos’è l’ “Open Innovation”?

    Cos’è l’ “Open Innovation”?

    Recentemente maggior attenzione è stata rivolta anche in ambito italiano al concetto di “Open Innovation” (innovazione aperta nda) sia dal punto di vista accademico che dal punto di vista pratico. Il Dr. Henry Chesbrough (docente presso la Haas School of Business presso l’Università di Berkley in California,USA), che ha coniato il termine “Open Innovation” descrive questo nuovo modo di innovare nel suo libro “Open Innovation”: “Il nuovo imperativo per creare e trarre profitto dalla tecnologia” (2003). Viene sottolineata la necessità per le imprese di cambiare la loro prospettiva passando da una innovazione di tipo chiuso (closed innovation) verso una forma più aperta di innovazione.

    Tradizionalmente il processo per lo sviluppo di nuovi business e la fase di marketing di nuovi prodotti ha luogo all’interno di confini molto stretti e rigidi. (vedi figura 1)

    TABELLA 1
    Tabella 1 – Esempio di Innovazione di tipo Chiuso – Fonte Chesbrough 2003 –

    Nell’arco del tempo, alcuni fattori hanno portato ad una continua erosione del concetto di innovazione chiusa.
    Prima di tutto la mobilità e la disponibilità di persone con un alto grado di istruzione è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Come risultato gran percentuale della conoscenza utile all’innovazione  è al di fuori dei laboratori di ricerca delle grandi società. In aggiunta a ciò quando i dipendenti cambiano lavoro portano con sè le conoscenze acquisite e questo ha come risultato che le conoscenze si muovono da una società all’altra.Secondo la disponibilità di investitori privati o business angels è aumentato notevolemente, il che rende possibile ad idee e tecnologie promettenti di essere sviluppate anche al di fuori della società. Inoltre, le possibilità di sviluppare idee e tecnologie al di fuori della società, per esempio nella forma di spin-off societari o attraverso accordi sull’utilizzo delle licenze private è in continua crescita. Infine, altre società della catena di distribuzione, per esempio I fornitori, giocano un ruolo sempre più importante nel processo di innovazione.

    Come risultato, le società hanno iniziato a cercare altri modi per aumentare efficenza ed effettività del loro processo di innovazione. Per esempio attravrso ricercche attive per nuove tecnologie ed idee al di fuori della società stessa, ma anche attraverso la cooperazione con i distributori ed i concorrenti, in modo da riuscire a creare customer value. Un altro importante aspetto è l’ulteriore sviluppo di idee che non segiono la normale strategia imprenditoriale della società. Basta considerare ad esempio ASML (il più grande distributore al mondo di sistemi litografici per l’industria di semiconduttori) che è uno spin-off di Philips.

    L’Open Innovation puà essere quindi descritta come la combinazione di idee interne ed esterne alla società in modo da far avanzare più rapidamente lo sviluppo di nuove tecnologie.

    Tabella 2 – Esempio di Open Innovation – Fonte Chesbrough 2003 –

    Cosa vuol dire?

     In primo luogo, i mutamenti che si stanno avendo nel campo della ricerca come descritti sopra significano che le imprese devono diventare coscienti della sempre maggior importanza di una innovazione di tipo aperto. Non tutte le idee valide vengono realizzate all’interno della propria impresa e non tutte le idee dovrebbero essere necessariamente sviluppate all’interno dei confini stretti e rigidi della propria impresa. La tabella sottostante mette a confronto alcuni principi di una innovazione di tipo chiuso rispetto ad una innovazione aperta.

    Principi della Innovazione di tipo chiuso Principi della Open Innovation
    Il personale qualificato nel nostro campo  di riferimento lavora per noi Non tutta la gente qualificata nel nostro campo lavora per noi. Abbiamo bisogno di lavorare con gente qualificata  dentro l’impresa o fuori dall’impresa
    Per beneficiare della Ricerca e sviluppo dobbiamo svilupparla e sostenerla da soli. Una ricerca e sviluppo esternalizzata può creare un valore aggiunto significativo; La ricerca e sviluppo interna all’impresa è necessaria per generare parte del valore aggiunto totale.
    La società che arriverà per prima con una innovazione sul mercato, vince. Costruire un modello di business migliore e più funzionale è più importante rispetto all’arrivare primi sul mercato.
    Se si crea  il maggior numero di idee e le migliori idee sul mercato si vince. Se si fa uso delle migliori idee, interne ed esterne alla società si vince.
    Dobbiamo tenere sotto controllo la nostra proprietà intellettuale in modo che I nostri concorrernti non ne traggano alcun profitto. Dovremmo trarre beneficio dall’uso della proprietà intellettuale altrui e dovremmo poter acquistare la proprietà intellettuale altrui ogni qual volta  possa far avanzare il nostro modello di business.

    Utilizzare altre parti attive esterne all’impresa quando si sviluppano nuovi prodotti e nuove tecnologie può essere un gran valore aggiunto per l’impresa stessa. Basti pensare ad esempio alla cooperazione con altre società nel settore di riferimento dell’impresa: fornitori, università e di sicuro l’utilizzatore finale.

    Il modello di business utilizzato, che si avvalga quindi di un tipo di innovazione chiusa o di un tipo di innovazione aperta gioca un ruolo cruciale nel futuro delle imprese. Dopo tutto, come e soprattutto quando la conoscenza esterna all’impresa sia richiesta ed utilizzata è a tutti gli effetti determinato dal modello di business utilizzato che descrive quanto valore puà essere creato dalle innovazioni e quali elementi debbano essere porcurati internamente o esternamente.

     Riferimenti tratti da: Chesbrough H. (2003), “Open Innovation: The new imperative for creating and Profiting from Technology”, Harward Business School Press.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da openinnovation.eu

  • Esportazione in crescita per 900 PMI Italiane

    Esportazione in crescita per 900 PMI Italiane

    Nuove frontiere di collaborazione sono nate e stanno nascendo ogni giorno tra grossa distribuzione e PMI.
    Ci si riferisce a titolo esemplificativo al caso di Auchan Italia che nei primi 9 mesi del 2011 ha generato un giro d’affari da 3 milioni di euro dando la possibilità a circa 900 PMI italiane di diventare parte di un mercato globale sempre più “affamato” di made in Italy.

    Dal pandoro venduto in Cina (ed acquistato dai cinesi tutto l’anno non solo per Natale) sino al gelato in Russia passando per le gomme da neve vendute in Romania.
    Essenzialmente l’idea di Auchan Italia è quella di usare il fascino (ancora esistente per fortuna) del tricolore al di fuori del confine nazionale e così ecco nascere una gigantesca piattaforma export con tanti piccoli attori principali le PMI italiane.
    Le PMI si dicono soddisfatte della collaborazione ed ovvaimente anche Auchan Italia che ha in prospettiva per il 2012 grazie al nuovo driver di vino e liquori di raddoppiare il suo giro d’affari, raggiungendo così i 6 milioni di euro.

    Basta stereotipi !Fabio Sordi, direttore acquisti e mercati di Auchan Italia ha sottolineato in una intervista (VEDI Italia Oggi del 24 Novembre 2011)  “Collaboriamo con oltre 900 pmi che ci forniscono 12.500 prodotti locali e ne esportiamo un migliaio in undici paesi”.
    Proprio questa riduzione della filiera e della distanza tra produttore e consumatore permette questo grande successo nell’export. Punto di forza principale è cercare di annullare la visione stereotipata che spesse volte in contesto internazionale hanno in merito ai nostri prodotti tipici.

    Pubblicità Auchan Russia

    Sorprendentemente nell’alimentare i biscotti all’estero la fanno da padrona e infatti sono ricercatissimi I nostri frollini. La prossima espansione avverrà invece con una spinta sul settore degli alcolici. A Mosca in Russia vanno pazzi per il vino del belpaese e entro il 2012 saranno circa una sessantina i vini ed I liquori che verranno esportati.
    “È importante ascoltare i consumatori e adattare la tipologia di offerta al mercato che si intende presidiare”, aggiunge ancora Sordi. “Senza però snaturare o modificare il prodotto per andare incontro ai gusti e alle abitudini alimentari dei consumatori di riferimento. L’obiettivo è allontanare lo straniero da una visione stereotipata di prodotto italiano e promuovere l’incontro con il vero made in Italy”.

    Le esportazioni comunque non si limitano all’alimentare ma comprendono anche altre tipologie merceologiche, basti pensare ai prodotti parafarmaceutici che vengono esportati in Romania per coprire un deficit rumeno di produzione.
    Sembra insomma che Auchan abbia trovato una valida misura anticrisi utile sia alla sua catena sia per tutte le PMI che con essa collaborano.
    Le banche non aiutano, anzi chiedono ricapitalizzazioni, le tasse non mancano mai in Italia ma non manca nemmeno lo spirito di crescere e di espandersi delle imprese italiane che alla crisi non si vogliono arrendere e si espandono. Giusta risposta.