Quando si pensa ad esportare i propri prodotti in un mercato estero i fattori da tenere in considerazione sono molteplici: dagli aspetti fiscali e doganali fino alla cultura del paese di “destinazione” passando per le normative internazionali ed il marketing.
Esportare richiede formazione personale ma anche sostegno da parte di chi di export se ne intende e lo fa di mestiere, ad ognuno il suo insomma.
Per quel che riguarda la formazione personale ci sembra importante segnalare questo workshop gratuito organizzato dalla Camera di Commercio di Treviso dal titolo “Pronti ad esportare? – introduzione alle principali problematiche del commercio estero.”
Obiettivo dell’evento?
Fornire un quadro sintetico ma al tempo stesso utile per identificare quali sono le principali tematiche che le imprese devono essere in grado di affrontare per gestire al meglio le operazioni commerciali con i clienti esteri.
Programma:
Panoramica sulla contrattualistica internazionale;
I diritti di proprietà industriale nei rapporti internazionale;
Pagamenti internazionali e recupero del credito all’estero;
Gli aspetti fiscali e doganali delle operazioni internazionali;
Il termine per aderire al workshop è l’8 di giugno e l’evento si terrà presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso, Piazza Borsa, 3/B – Treviso. Per maggiori informazioni e per iscriversi consulta questa pagina della Camera di Commercio di Treviso.
La Camera di Commercio di Padova ha organizzato per il 12 Giugno 2012 un workshop gratuito per le imprese e per i professionisti intitolato: “Incassi sicuri: come evitare i mancati pagamenti.”
Avere una visione più completa, specialmente nel momento attuale, sul come tutelarsi in caso di insoluti ci sembra molto importante e si inserisce sicuramente in una nuova tendenza da parte dei professionisti a fare rete (vedi un precedente articolo sull’iniziativa veronese Virtubuzz) per tutelarsi da clienti inaffidabili.
Come dicevamo il seminario della Camera di Commercio di Padova è gratuito ed è necessario solamente iscriversi online:
– Seminario a Camposampiero 12 Giugno ore 9:00 (clicca qui)
– Seminario a Padova 12 Giugno ore 15:00 (clicca qui)
Riportiamo il programma del corso così potrete capire se potrebbe interessarvi e fare al caso vostro:
– Quel cliente mi pagherà? Informazioni sull’affidabilità commerciale;
– Mi organizzo per diminuire il rischio di non essere pagato;
– Non sono stato pagato: che cosa posso fare? (dai solleciti alle azioni legali da intraprendere);
– La mediazione civile come metodo per recuperare i propri crediti;
I docenti?
Liana Benedetti, funzionario della Camera di Commercio di Padova coordina varie attività di promozione economica, di promozione dell’imprenditorialità e di formazione.
Riccardo Casarin, avvocato in Venezia. Esperto in diritto societario, in procedure concorsuali e in contract management. E’ Senior advisor in VANCE dal 2005 nelle attività di due diligence, business transaction e fraud investigation.
Alessandra Grassi, avvocato. Si è occupata per diversi anni della gestione e recupero crediti presso istituto di credito. Ora è mediatore presso la Camera arbitrale nazionale ed internazionale di Milano, Monza e Istituto Superiore di Conciliazione di Bergamo.
Liana Benedetti assieme all’Avvocato Alessandra Grassi hanno anche scritto un libro in merito all’argomento intitolato proprio “Incassi sicuri” libro di cui potete trovare un estratto in pdf qui.
A Roma il 3 maggio 2012 in occasione della 10° Giornata dell’Economia è stato presentato il Rapporto Unioncamere 2012 con cui si è cercato di fotografare l’attuale situazione economica Italiana ed averne una visione prospettica per il 2013. Gli ambiti analizzati sono stati principalmente PIL, esportazione di beni verso l’estero, investimenti e tassi occupazionali.
L‘Italia risulta essere ancora “divisa” in queste stime in quanto, con riferimento al PIL le regioni del mezzogiorno risultano essere le più penalizzate ed il Nord Est traina la crescita con un +1,3% prospettico nel 2013.
La media italiana per il PIL prevista per il 2013 è dello 0,8%.mentre, sempre per il 2013 è previsto un +3.9% nell’export Italiano ed anche in questo campo il Nord Est la fa da padrona con un +4,7%.
Ecco l’infografica relativa ai dati di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige che ti abbiamo preparato.
Unioncamere ha infine presentato un pacchetto di proposte, vediamo i punti cruciali:
Investimenti: • Introdurre unintervento a carattere straordinario che consenta alle imprese di ammortizzare in tre anni gli investimenti aggiuntivi in macchinari e attrezzature. Gli investimenti ammortizzabili dovranno essere superiori alla media di quelli effettuati nell’ultimo triennio.
Internazionalizzazione: • Sottoscrizione di un patto tra governo e camere di commercio affinché, attingendo alle risorse dedicate del sistema camerale e attivando quelle dei fondi strutturali, sia possibile portare sui mercati internazionali – nei prossimi tre anni – 10mila imprese tra quelle che attualmente non esportano perché si sentono poco attrezzate per competere.
Credito • Introduzione di una disciplina speciale che consenta la gestione delle crisi finanziarie prodotte dall’incaglio dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, evitando che l’imprenditore perda il controllo dell’azienda e incorra nelle conseguenze civili e penali di un fallimento.
Imprese • Rinvio per i primi due anni di attività del versamento degli acconti IVA e IRAP alla fine dell’esercizio fiscale per sostenere la creazione di imprese – non solo di quelle ad alta tecnologia, ma anche di quelle che impiegano giovani, donne e immigrati.
Lavoro • Introduzione di un sistema stabile di certificazione delle competenze che, come in Germania, faccia perno sulle Camere di commercio coinvolgendo direttamente le imprese allo scopo di sostenere concretamente la riforma dell’apprendistato in chiave europea.
Semplificazione
• Armonizzazione delle normative locali ed estensione del modello dello Sportello Unico delle Attività Produttive delle Camere di commercio a tutto il territorio nazionale.
Il patto per lo sviluppo in Veneto è stato ufficialmente presentato il 2 Maggio 2012 dal presidente della regione Luca Zaia ed è stato firmato dalle associazioni dei comuni e dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura, industriali e province, parti sociali e istituzioni. Assenti le sigle sindacali Cigl e Uil.
In cosa consiste e quale sarà il beneficio pratico? Il patto permetterà una movimentazione di 1,2 miliardi di Euro con lo scopo di far ripartire la locomotiva economica Veneta, ecco a livello esemplificativo in cosa si investirà:
10 milioni di euro destinati a rafforzare il turismo del Veneto;
16 milioni riservati ad un fondo per la ricerca e l’innovazione;
30 milioni per il reinserimento dei lavoratori in cassa integrazione,
90 milioni per progetti formativi professionalizzanti per i giovani;
11 milioni per il sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile;
50 milioni dedicati all’ammodernamento delle rete infrastrutturale;
14,5 milioni per il sistema metropolitano regionale;
Previsti poi anche interventi per internazionalizzazione a misura di PMI, valorizzazione delle eccellenze ed il voucher per l’innovazione che consisterà essenzialmente a favorire lo sviluppo delle PMI sul fronte dell’innovazione e consentire alle PMI Venete di acquisire consulenze specialistiche in diversi ambiti dell’innovazione (tecnologica, organizzativa, dei materiali, gestione della proprietà intellettuale, ecc.)
Tutte le risorse messe a disposizione saranno spendibili da subito entro la prima metà del 2013. Alla domanda quanti posti di lavoro sarà possibile recuperare Zaia replica: “Ogni serranda alzata è occupazione salvata”. Questo patto per lo sviluppo è un tassello che si aggiunge a quanto già iniziato mediante il fondo per favorire l’accesso al credito e la proroga dei fondi di rotazione.
Si sottolinea sempre più come tutto il Nordest, e non solo il Veneto, stia vivendo sempre più una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese. Innovazione reale è richiesta, innovazione nei processi produttivi e nella gestione dell’imprese ma soprattutto innovazione nel modo di pensare. Invece che chiudere e fare cerchio come si è sempre fatto bisogna ora aprire ed aprirsi e quel cerchio allargarlo il più possibile. Forza.
Il tema della quinta edizione del Festival Città Impresa in programma dal 2 al 6 maggio 2012 in Veneto? “LE FABBRICHE DELLE IDEE”,. Tra gli eventi di spicco, il Premio Città Impresa assegnato a “1.000 fabbricatori di idee” – imprenditori, giovani, lavoratori, amministratori pubblici – e la Notte Verde del Nordest, che per la prima volta mobiliterà in contemporanea un’area vasta tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sul tema della green economy. Il Nordest -una delle aree industriali europee più evolute – sta vivendo una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese, per vincere la sfida competitiva. Nel segno delle idee, della creatività, della cultura, dell’innovazione e della sostenibilità.
Come già sta accadendo in maniera massiccia, il Nordest vive una fase di delocalizzazione non più e solo della produzione, ma anche delle stesse imprese. Il rischio concreto è di assistere – nei prossimi mesi e anni – a un rapido depauperamento del tessuto industriale in due direzioni: da una parte avremo la definitiva chiusura delle aziende manifatturiere a basso contenuto di valore aggiunto, non più capaci di reggere la concorrenza internazionale; dall’altra, spinte alla ricerca di contesti metropolitani di servizi o di contesti fiscali più favorevoli (o contemporaneamente di entrambi), le imprese più innovative tenderanno a trasferirsi in paesi o aree metropolitane più idonee ad accoglierle. Il fenomeno, peraltro già evidenziato da alcune ricerche, dell’emigrazione massiccia di giovani talenti all’estero è un segnale d’allarme da tenere in seria considerazione.
Il profilo europeo del Festival
La nascita di un nuovo tessuto industriale è una questione non solo nazionale, ma europea: è l’intero continente che si trova ad affrontare la sfida di come tornare a produrre ricchezza, beni e servizi, dopo che interi settori produttivi hanno traslocato verso nuove aree. E il Nordest, per le sue stesse caratteristiche – in primo luogo, l’originale capacità di reinventare forme e modelli produttivi – può essere un punto di osservazione di estremo interesse per tutta l’Europa.
Imprese e città protagoniste
Protagoniste del Festival saranno dunque le aziende che innovano, che puntano sulla creatività e/o su rinnovate sapienze artigiane; protagoniste del Festival saranno quelle città che producono idee, che creano luoghi – spesso all’interno di antichi stabilimenti industriali – dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività ed impresa crea contaminazioni e produce nuove suggestioni. Una settimana di incontro e confronto a livello europeo, quindi, per confrontare idee, proposte e modelli per rinnovare il tessuto produttivo e affermare una nuova fase di sviluppo sostenibile.
In Italia sono previste agevolzaioni per gli imprenditori o I lavoratori autonomi?
Invitalia, ovvero l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, prevede delle agevolazioni per l’imprenditorialità.
Contributo: Gli aiuti sono costituiti da contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato che arrivano a coprire una percentiuale della spesa complessiva dell’investimento proposto:
• l’80/90% al Sud
• Il 60/70 % al Centro-Nord
Le PMI (o lavoratori autonomi) ed il regime dei minimi
Dal 1° Gennaio 2012 le nuove PMI (o i lavoratori autonomi) che rispettano determinate condizioni per quel che concerne il ricavo annuale e l’attività svolta possono accedere al regime agevolato dei minimi.
Vediamo le condizioni:
• Ricavi non superiori ai 30 mila Euro;
• L’impresa deve possedere il requisito della novità nell’attività che si trova a svolgere;
• Non vi accedono coloro che svolgono un’attività che – di fatto – prosegue un lavoro iniziato come dipendente o autonomo;
• Non c’è un limite d’età per accedere al regime dei minimi;
Se si rispettano questi requisiti (alquanto restrittivi, soprattutto per i ricavi prodotti annualmente da una PMI) sono notevoli le agevolazioni:
• Aliquota d’imposta del 5%, vantaggio che potrà essere mantenuto
o Per 5 anni se per tutti i periodi di imposta si rispettano le condizioni di ricavi al di sotto dei 30 mila euro;
o Per più di 5 anni nel caso in cui allo scadere dell’ultimo periodo d’imposta agevolato si sia al di sotto dei 35 anni di età e fino al compimento degli stessi. A livello pratico se si inizia a 20 anni un’attività che rispetta le condizioni di cui sopra e si rimanga sempre al di sotto dei ricavi dei 30 mila euro si potrebbe beneficiare dell’aliquota d’imposta del 5% per tutti i 15 anni di attività (ipotesi a scopo esemplificativo e, almeno noi crediamo, di difficile realizzazione pratca.)
• Niente spese per dipendenti o collaboratori parasubordinati (ad eccezione del caso delle collaborazioni occasionali);
• Per I beni strumentali la spesa massima ammissibile è di 15 mila euro in un triennio;
• Esonero per I contribuenti minimi dell’applicazione degli studi di settore;
Altre possibili agevolazioni per gli under 35 in Veneto?
Destinato a:
• Imprese individuali con titolari entro I 35 anni compiuti
• Società cooperative I cui soci siano almeno per il 60% giovani o il capitale sociale sia detenuto per due terzi da giovani.
Contributo in conto capitale pari al 15% e finanziamento agevolato per l’85%.
Settori ammessi:
• l’agroalimentare e agroindustriale;
• il manifatturiero,
• il settore artigiano,
• il settore turistico,
• il settore del commercio e dei servizi ed altre attività,
Spese ammissibili comprese tra 20 mila e 100 mila Euro, riguardano in generale: impianti, macchinari e attrezzature, acquisto di brevetti/marchi, software e licenze software, atti notarili di costituzione di società, analisi di mercato, promozione e consulenze, ristrutturazione di immobili e progettazioni rispettivamente nei limiti del 20% e del 5% del costo complessivo.
Progetto rivolto a giovani diplomati o laureati che intendono aprire una nuova impresa o attività di lavoro autonomo
Di che cosa si tratta
La Provincia di Verona in collaborazione con Lavoro & Società e Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona, per andare incontro a quei giovani che stanno valutando di iniziare una nuova attività di lavoro autonomo, apre il bando per lo sviluppo dell’autoimprenditorialità.
Un’occasione per giovani aspiranti imprenditori e imprenditrici di ricevere gratuitamente le indicazioni per capire come procedere in maniera corretta e responsabile quando si vuole aprire una nuova attività, oltre che per avere un punto di riferimento costante per l’intera durata del progetto.
A chi è rivolto
A 15 giovani (fino a 29 anni) diplomati o laureati che intendono aprire una nuova impresa o attività di lavoro autonomo (con apertura di partita IVA), che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e sono iscritti in uno dei Centri per l’Impiego (CPI) di competenza della Provincia di Verona.
Che cosa offre
▪ un percorso formativo della durata di 72 ore;
▪ un’esperienza di training on the job (stage) in azienda.
Il percorso formativo della durata di 72 ore, in orario diurno, si svolgerà nel mese di maggio ’12. Intende offrire ai partecipanti supporto nella valutazione della fattibilità della loro idea imprenditoriale oltre che gli elementi teorici e gli strumenti pratici per attivare processi di consapevolezza e di responsabilità nella scelta professionale di tipo autonomo.
Sede del corso: Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona, Corso Porta Nuova 96, 37122 Verona.
Al termine del percorso formativo, gli aspiranti imprenditori vivranno un’esperienza di training on the job (stage) in un’azienda.
In questo modo essi potranno applicare le competenze tecnico specifiche del settore di interesse oltre che implementare e rafforzare competenze imprenditoriali, utili a verificare l’ipotesi di progetto di impresa sviluppato durante il percorso.
Come aderire
Per partecipare i candidati devono presentare entro e non oltre il 19 aprile 2012i seguenti documenti
▪ Domanda di partecipazione che trovate qui allegata debitamente compilata
▪ Curriculum Vitae
▪ Copia del patto di servizio (iscrizione al centro per l’impiego CPI)
e consegnarli a mano o via fax o per email a:
Verona Innovazione – Azienda Speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Verona
Il 28 Marzo 2012 è terminata a Verona la 46° edizione di Vinitaly ed è stata un’edizione del tutto nuova rispetto alle precedenti in quanto la formula adottata è stata una formula che potremmo definire “business” nel senso che è stata orientata maggiormente alle imprese, espositori e buyer.
Tre giorni su quattro sono stati dedicati al business ed al pubblico è stato lasciato solamente un giorno (invece che due come succedeva nelle edizioni passate.)
La formula è stata decisamente accolta in maniera positiva dalle imprese e non ha però portato (come si temeva) ad un brusco calo delle presenze.
I visitatori totali del 2011 sono stati 150 mila mentre quest’anno ne sono stati registrati 140 mila ma si è decisamente puntato maggiormente sul lato impresa.
I visitatori esteri sono decisamente aumentati di numero portandosi ad un 35% delle presenze totali.
Cosa vul dire estero? Vuol dire USA, Canada, India, Sudamerica ma soprattuto vuol dire paesi asiatici con Cina in top.
Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani ha sottolineato che
“il dato per noi più significativo è l’ingresso de buyer cinesi nella top ten dei visitatori internazionali e il consistente recupero anche degli operatori giapponesi.”
Il resto della top ten nell’esportazione dei nostri vini Italiani include anche Russia, Nord Europa, Francia e Germania.
Inoltre il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia ha affermato
“E’ stato il Vinitaly dell’export.”
Eccellenza Italiana quindi riconosciuta a livello mondiale, buyer internazionali, professionisti del settore provenienti da tutta Italia per esporre i loro prodotti. Qualità la parola d’ordine.
Positivissimo il commento su Vinitaly 2012 anche da parte del mondo delle imprese Italiane espostitrici che sottolineano come questa fiera dei vini stia diventando sempre più professionale e competitiva.
Export quindi. Ma quanto vale l’export nazionale di vino?
Circa 4,4 miliardi di Euro (secondo un’elaborazione dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino.)
Se teniamo conto delle presenze internazionali di Vinitaly e dei numeri in euro collegati all’export ci possiamo rendere conto di come sia sempre più vitale per le imprese produttrici di vino “piazzare” i propri prodotti all’estero.
Ma in Italia e all’interno del nostro mercato? Non si vende più?
Il punto focale di questa questione risiede in un consumo medio procapite ridotto, è infatti stato sottolineato dalle elaborazioni dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino che nel 2010 consumavamo in Italia 40,7 litri procapite e le stime per il 2011 vedono questo dato in calo a 37,9 litri.
In Veneto c’è un modo di dire e suona così:
“L’acqua marsisse i pai” (L’acqua fa arrugginire i pali)
Teniamone conto in tutta Italia, aumentiamo l’export di vino ma anche la vendita nazionale.
Il bando per Giovani Imprenditori e Professionisti promosso dal “SuperG” (la Conferenza Dei Rappresentanti Dei Gruppi Giovani Delle Associazioni Di Categoria Imprenditoriali e Professionali Di Treviso) in collaborazione con la Fondazione La Fornace dell’Innovazione http://www.fondazionefornace.org/ e la Fondazione delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali della Provincia di Treviso.
FINALITA’:
sostenere i migliori progetti di nuova impresa o di attività professionale mediante premio in denaro,
erogazione di un finanziamento bancario dalla durata di 5 anni,
servizi di accompagnamento e formazione, nonché, uffici attrezzati ad ospitare nuove imprese.
APERTURA BANDO:
Il Bando rimarrà aperto per 90 giorni a decorrere dal 01 febbraio 2012.
Molto interessanti le opportunità offerte alle nuove imprese. Infatti oltre ai premi in denaro e ai finanziamenti, la collaborazione con l’Incubatore “La Fornace di Asolo” consentirà ai progetti imprenditoriali giudicati meritevoli di usufruire dei servizi di formazione, accompagnamento, networking ed eventualmente anche dell’insediamento negli spazi attrezzati dell’Incubatore asolano.
Ai migliori tre progetti d’impresa, in particolare, la Fondazione destinerà un voucher del valore massimo di euro 5.000 cadauno da scontarsi sui costi di incubazione del primo biennio.
I progetti di impresa che parteciperanno al bando, ma non risulteranno aggiudicatari dei premi, avranno comunque la possibilità di definire con la Fondazione percorsi di formazione e accompagnamento.
Sottolineiamo i requisiti per l’ammissione previsti dall’art 3 del Bando:
Alla data di presentazione della domanda i richiedenti devono:
1. impegnarsi a costituire l’impresa (o ad aprire la partita iva nel caso di professionisti) in provincia di Treviso entro 4 mesi dalla comunicazione di ammissione ai benefici;
inoltre, in caso di imprese già costituite (o professionisti con partita iva già aperta) devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
sede legale nella provincia di Treviso od impegno di trasferire la sede legale in provincia di Treviso entro 4 mesi dalla comunicazione di ammissione ai benefici;
iscrizione al Registro Ditte della Camera di Commercio di Treviso o ad uno degli Albi professionali della circoscrizione del Tribunale di Treviso;
non essere soggetti a procedure concorsuali di fallimento, di concordato preventivo e di amministrazione controllata;
regolarità nei pagamenti contributivi, assicurativi e previdenziali, nonché con la normativa antimafia.
By susanvg via Flickr – Creative Commons Attribution
Ripubblichiamo qui su pminordest.it un post che gentilmente @Lavvelenata ci ha dato la possibilità di utilizzare. @Lavvelenata fa il suo lavoro di consulenza con passione tutti i giorni e tutti i giorni si scontra con mentalità imprenditoriali venete che seguono ancora vecchi modelli strategici, di sviluppo e perchè no di pensiero.
Sorridendo (e piangendo allo stesso tempo) abbiamo letto la sua viva descrizione e a parer nostro farà ridere e pensare anche te.
C’è qualcosa che va cambiato e lo vogliamo cambiare. Ora.
In grassetto (logicamente) la mia posizione e in nero quella dell’imprenditore con relativa traduzione dal dialetto veneto all’italiano.
I: Si ma cossa serve far un piano estero se ghe piase el prodotto che fasemo i lo compra istesso. (Si ma cosa serve fare un piano estero se gli piace il prodotto che facciamo lo comprano ugualmente)
. e già qui gli avrei stretto la mano, cordialmente mandato a f****** e me ne sarei andata in piscina termale …
IO: Vede per come tutte le cose bisognerebbe avere degli obiettivi e forse se li scriviamo su un pezzo di carta magari riusciamo anche a valutare le strategie per raggiungerli .
I: No no qua perdemo tempo e basta. Forse no la ga mia capio che mi vojo ndar vendare all’estero no far piani, strategie e menae varie. No go mia tempo da perdere mi. (No no qui stiamo perdendo tempo e basta. Forse non ha capito che io voglio andare a vendere all’estero, non far piani, strategie e “menae” (non trovo traduzione che renda) varie. Non ho mica tempo da perdere.
… e qui gli avrei ristretto la mano, ricordialmente mandato a f****** e oltre alla piscina termale me ne sarei andata al ristorante mexicano ad ubriacarmi tra Corona e nachos …
IO: Senta una cosa io sono abituata a lavorare e procedere per passaggi. Per arrivare su in cima al rifugio metto un piede avanti all’altro camminando sul sentiero e non prendo la seggiovia.
I: Si va ben dai vanti fasemo sto piano. Cossa vola saver ? (si va bene dai avanti facciamo sto piano. Cosa vuole sapere ?)
….. tralascio l’intercalare di santi e madonne tipiche del linguaggio popolare veneto …
IO: Facciamo così se lei è d’accordo io le dò due tre punti .. tipo delle domande .. e lei mi risponde con calma, io valuto le sue risposte e dopo ne discutiamo assieme ..
I: E no porco e fora, no la ga mia capio che mi no go mia tempo de fare sti quiss. Mi la go ciamà qua perchè vojo ndar vendare all’estero (e porco qua e porco la) no a farme tante domande. Ghe ripeto che no go mia tempo da perdare qua se produce no se ciacoea. (E no porco …, non ha mica capito che non ho tempo per fare i quiz. L’ho chiamata perchè voglio andare all’estero (e porco qua e porco la) non perchè mi faccia tante domande. Le ripeto che non ho tempo da perdere qua si produce e non si chiacchiera.
IO: Bon e alora sicome gnanca mi no go tempo da perdere, me diga subito perchè c**** el vol ndare all’estero. (passo al dialetto in maniera molto veloce quando mi sfracassano le ovaie … trad. bene e allora siccome neanche io ho tempo da perdere, mi dica subito perchè cazzo vuole andare all’estero).
I: Perchè qua no me paga pi nesuno, i cinesi me gà portà via el lavoro, mi no gea fasso più e i me ga dito che l’estero i paga de sicuro. (perchè qui non mi paga più nessuno, i cinesi mi hanno portato via il lavoro, io non ce la faccio più e mi hanno detto che l’estero paga di sicuro)
IO: Capisco. Ma non mi sembrano motivazioni sufficienti per iniziare un percorso di internazionalizzazione.
I: Cossa voea dire co questo che no a me dà na man come che a ga fato co …. ? (Cosa vuole dire che non mi aiuta come ha fatto con la ditta ….
IO: Ha capito benissimo. Portare la sua azienda su uno o più mercati esteri è un processo di complessità paragonabile all’inizio di una nuova attività d’impresa. Voi qui in Italia siete conosciuti dal mercato e conoscete i segreti del mercato e della concorrenza. I vostri prodotti sono buoni, avete una buona capacità produttiva, si vede nel prodotto la passione che avete per i dettagli e per le cose fatte bene ma avete troppa fretta di partire per nuovi mondi e la fretta oltre che essere cattiva consigliera porta al totale fallimento.
I: Ma se mi go un bel prodoto tutto el resto ze ciacoe. (Ma se io ho un buon prodotto tutto il resto sono chiacchiere)
IO: Allora senta un paio di cose: - fuori dall’Italia nessuno vi conosce, siete gli ultimi arrivati. Quanti anni avete impiegato per farvi conoscere in Italia ? - non conoscete il cliente: chi vi dice che il cliente indiano abbia gli stessi gusti, bisogni e abitudini uguali a quelli italiani ? - ottimo il vostro prodotto ma se non conoscete il cliente non potete sapere a priori che il vostro prodotto va bene. - non conoscete i concorrenti presenti su quel mercato, non sapete come di muovono, che peso hanno. - per quanto buon prodotto come lo proponete se non avete nessuno che lo distribuisce, promuove, ecc.
I: La ga mia tutti i torti a dir la verità ma ghe ripeto mi no go mia tempo da perdare. Mi vojo ndar all’estero e ea me deve aiutare. (non ha mica tutti i torti a dire la verità ma le ripeto che io non ho tempo da perdere. Io voglio andare all’estero e lei mi deve aiutare).
IO: Senta facciamo una cosa del genere visto che tempo da perdere non ne abbiamo entrambi. Lei pensi bene cosa è disposto a perdere andando all’estero.
I: e che c**** ghe ze da perdar ndar all’estero.. i ga tutti fatto i schei vendendo all’estero e ea me dise cossa che vojo perdare .. (e che c**** ci sarebbe da perdere andando all’estero .. hanno fatto tutti i soldi vendendo all’estero e lei mi dice cosa voglio perdere)
IO: Guardi è stato un piacere incontrarla ma adesso devo andare perchè mi aspetta un’azienda che ha deciso di andare all’estero per aumentare il giro d’affari, aumentare i profitti, diversificare il rischio di dipendere da un unico mercato, venire a contatto con nuove esperienze, idee, aumentare la competitività. Un’azienda che ha capito i vari rischi di andare all’estero, rischi economici, monetari e politici. E a cui ho scelto di dare una mano.
I: Ma anca mi vojo far cossita (ma anch’io voglio fare così)
IO: Le mando una mail con le domande …
I: Costea tanto ea per darme na man ? (costa tanto lei per darmi una mano ?)
IO: No perchè se non avessi queste sfide a portata di mano sarei morta.
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