Tag: social network

  • Virtubuzz: quando sono i fornitori a dare i voti

    Virtubuzz: quando sono i fornitori a dare i voti

    In momenti particolari come quello che stiamo vivendo, conoscere l’affidabilità dei propri clienti, siano essi presenti o futuri, è un fattore di primaria importanza e Virtubuzz nasce proprio per questo particolare scopo.

    Il servizio della startup veronese si propone un obiettivo ambizioso: l’idea è di creare un social network dove sono i fornitori a votare i loro clienti, con lo scopo di promuovere una cultura dell’affidabilità. È così di conseguenza possibile aiutare fornitori e aziende ad orientarsi (e spesso a sopravvivere), col risultato di migliorarne e favorirne i reciproci rapporti e scambi.

    Semplice da usare, intuitivo e gratuito, Virtubuzz permette ai propri iscritti di esprimere e condividere il giudizio sui propri clienti in base a criteri come: il rispetto degli accordi presi, la puntualità nei pagamenti e altri parametri che consentono di capire quanto è (o non è) affidabile un cliente.
    Nonostante la giovanissima età, Virtubuzz, che ha preso definitivamente forma nel novembre 2011, conta già oltre 6000 iscritti ed è in forte ascesa.

    Ecco un video dimostrativo:

     

    Ma come funziona? 3 regole di base.

    • L’alto valore del voto è garantito dal costante controllo da parte del Team delle aziende registrate. Un’azienda non può ricevere più di un voto dallo stesso fornitore, il voto è modificabile e viene espresso in base a tre criteri: professionalità e competenza, rispetto degli accordi, puntualità nei pagamenti. La condivisione di opinioni in rete aiuta dunque gli iscritti a scegliere con chi lavorare, riducendo il rischio commerciale e finanziario
    • Ogni azienda possiede una scheda aziendale: più l’azienda vota e viene votata, più acquista credibilità e autorevolezza. Partecipando attivamente alla community, si crea così uno storico visibile a tutti gli iscritti, rappresentativo della sua reputazione online.
    • E’ possibile monitorare la reputazione di una specifica azienda, ricevendo un alert via email ogni volta che un utente esprime un nuovo voto su di essa.

    Virtubuzz è un esempio tangibile di quanto la tecnologia, in questo caso rappresentata dal concetto di social network, possa essere d’aiuto per la comunità imprenditoriale anche in ambiti che fino a poco tempo fa sembravano sconosciuti.

    Il sito è raggiungibile presso: http://www.virtubuzz.com/home/landing

  • Officine Italiane Innovazione: il social network per imprenditori

    Officine Italiane Innovazione: il social network per imprenditori

    Team Officine Italiane Innovazione

    Officine Italiane Innovazione nasce da Pietro Bazzoni, il quale per 10 anni ha lavorato in una multinazionale del settore elettromeccanico e per altri dieci ha diretto un’Associazione di imprese, entrando in contatto con oltre 3.000 imprenditori. Da queste esperienze ha maturato un convincimento che ha portato alla realizzazione delle Officine: “gli imprenditori hanno bisogno più di ogni altra cosa di relazioni tra loro e facilità nello scambiarsi informazioni”.

    Secondo i creatori del sito,

    [quote]”Un open space in cui l’innovazione e il confronto, senza barriere geografiche e culturali, costituiscono la base fondamentale per un nuovo sviluppo delle attività imprenditoriali”. [/quote]

    sarebbe la ricetta ideale per mettere in rete gli imprenditori italiani sfruttando le opportunità offerte da internet.

    Guardando ai dati, il sito, nato il primo maggio 2011 e che da poco ha compiuto il primo compleanno, da allora ha guadagnato ogni mese circa 600 nuovi iscritti, raggiungendo oltre un milione e mezzo di pagine visualizzate in totale con un’interessante 8 minuti di permanenza della visita media. Navigando tra le pagine si può in effetti constatare una certa dinamicità tra gli scambi di commenti e proposte, che sicuramente invitano il visitatore a cercare di integrarsi alla caccia di nuove opportunità.

    Una peculiarità del sito è la presenza di gruppi in lingua inglese e spagnola, segno della volontà di dare un respiro internazionale al progetto cogliendo le opportunità del mondo ormai globalizzato e sempre più interconnesso. Strategia che ha premiato, secondo i dati forniti dai creatori, con un 15% degli iscritti totali provenienti esclusivamente dall’estero.

    Lo scopo delle delle “Officine” non è però replicare i già esistenti Facebook o Linkedin:  l’iscritto piuttosto entra a far parte di “una grande famiglia“, comprendente una redazione professionale che quotidianamente modera le discussioni nel Forum, propone video-interviste a imprenditori, facilita l’incontro e il dialogo tra gli iscritti sia on line, sia attraverso eventi dal vivo. In questo modo, a detta dei creatori, è possibile “portare nella community quelle imprese ancora digiune di web 2.0, digital economy e via dicendo, aiutandole ad affrontare questi temi in uno spazio pensato innanzitutto per loro” con le caratteristiche di un “sos a cui rivolgersi in qualunque istante, contando sull’interazione fra utenti e sulla preparazione della redazione“.

    Il principio è semplice:

    [quote]Francesco cerca partner per esportare il caffè della sua torrefazione in diversi paesi Europei ed in Cina, Ernesto cerca aziende di produzione e confezionamento abiti, a cui commissionare una nuova linea di abbigliamento per disabili, Allan, da Londra, cerca produttori italiani di alimenti biologici.[/quote]

    Il social network si pone quindi l’obiettivo di offrire:

    • una community in italiano per gli imprenditori e i professionisti italiani, nel paese e nel mondo;
    • uno spazio di confronto dedicato ai fatti, ai problemi e alle esperienze degli imprenditori;
    • un spazio quotidianamente moderato da una redazione di esperti;
    • un luogo dove ciascun imprenditore possa potenziare la propria crescita personale e lo scambio di esperienze e conoscenze, oltre a incrementare il patrimonio di relazioni con colleghi, professionsti ed esperti in tutto il mondo.
    La maggior parte dei servizi è offerta gratuitamente, funzionalità avanzate (inviti ad eventi particolari, videointerviste, assistenza tecnica, ecc.) sono offerte invece a 120€ per anno.

    Sicuramente un esempio concreto che un sano networking è possibile anche in Italia: la strada da fare è decisamente ancora molta ma, indubbiamente, di iniziative come questa ce n’è sicuramente bisogno. Non possiamo che augurare molti altri compleanni!

    Il sito è raggiungibile presso http://www.officineinnovazione.it/ 

    Statistiche Officine Italiane Innovazione

    Foto: www.officineinnovazione.it
  • Cos’è e come funziona il Word of Mouth?

    Cos’è e come funziona il Word of Mouth?

    Forse se ti dico passaparola capirai immediatamente cosa ho intenzione di raccontarti in questo articolo visto che di per sé non è un concetto nuovo (molto probabilmente è stata la prima e vera forma di marketing conosciuta a livello storico.)

    In inglese si chiama Word of Mouth o meglio, Word of Mouth Marketing (WOMM) ed è essenzialmente una forma di pubblicità e promozione (orale o scritta) NON pagata e basata sul passaparola fatto da clienti soddisfatti di un determinato prodotto, di un’impresa, di un servizio o di un evento. Se ci pensi bene risulta essere una delle modalità pubblicitarie più credibili dato che le persone che ti fanno pubblicità prima di tutto non vengono pagate e poi, aspetto ancor più di valore, “ci mettono la propria faccia” a parlare bene di te.

    Il WOMM ha in sostanza due facce: da un lato può  costruire rapidissimamente la reputazione di un prodotto, di una organizzazione o di un servizio e dall’altro può anche “distruggerlo” e questo è particolarmente vero nell’epoca dei social media che risultano essere uno degli elementi chiave del WOMM.

     

    Riassumendo semplicemente? E necessario che tu comprenda le dinamiche di questa forma di marketing.

    Nel dettaglio:

    Aumenta la tua credibilità e ottieni fiducia

    La fiducia è la base di tutte le relazioni interpersonali (almeno per quelle solide) e negli affari non per nulla diverso. La forza che “guida” il desiderio dei consumatori di condividere storie positive di determinate imprese risiede nella fiducia che hanno nel prodotto, nel servizio e nelle persone fisiche associate al brand dellimpresa.

    Lo sai di sicuro che la fiducia non la costruisci in un giorno e che ci vuole tempo, è fatta di relazioni, parole e successi. Devi assicurarti di rispettare o superare le aspettative dei tuoi clienti, sempre… e se non lo fai stai decisamente iniziando con il piede sbagliato nell’utilizzazione del WOMM.

    Aumenta la tua capacità Virale

    La velocità e la frequenza dell’utilizzo tra consumatori e clienti di una comunicazione basata sul passaparola aumenta in maniera direttamente proporzionale all’aumentare degli iscritti su facebook, twitter, pinterest (e su qualsiasi altro social network che ti venga in mente.)
    Questa velocità di diffusione delle informazioni per te, come accennato prima, è un’arma a doppio taglio.
    Se è vero infatti che gli aspetti positivi del tuo brand tramite il WOMM si propagano velocemente la stessa regola vale anche per quelli negativi (che probabilmente si diffondono a velocità doppia rispetto a quelli postivi… legge di Murphy?)

    Lo sottolineo ancora, hai BISOGNO di capire e comprendere il ruolo sempre più in crescita delle tecnologie di comunicazione e la conseguente distribuzione amplificata delle singole voci.

    Ricorda che il passaparola per natura è difficile da acciuffare

    Ammettiamolo se il passaparola sta funzionando e sta funzionando bene vuol dire che hai raggiunto lapice del marketing.
    In ogni caso il passaparola puoi inseguirlo, puoi “coccolarlo” e cercare di farlo crescere ma è per sua natura enigmatico e difficile da “costruire a tavolino.”
    Ricorda che iniziative commerciali come “porta un amico e ti faccio uno sconto” non rientrano nelle modalità utili per aumentare il passaparola in quanto occorre che le persone che ti pubblicizzano siano realmente coinvolte per spingere avanti il prodotto.

    E allora? Insegui il più possibile gli opinion leaders, le persone che sono leader nella loro cerchia di conoscenze, i capi gruppo. Se un opinion leader mette la sua faccia per il tuo brand puoi dormire sonni tranquilli. Molte ricerche di psicologia sociale hanno dimostrato che le informazioni che arrivano da un altro individuo dotato di una qualche forma di prestigio influenzano gli interlocutori in una maniera addirittura più potente dei mass media.

    Guardati allo specchio

    Benissimo, ti interessa essere sulla bocca di tutti, diventare il re del WOMM ma… ti sei guardato allo specchio? Hai guardato dallalto ed in maniera distaccata quello che stai realizzando, il tuo prodotto, i servizi che offri? C’è qualche aspetto che potresti migliorare? C’è qualcosa che va assolutamente cambiato?

    Fatti aiutare, chiedi ai clienti quali sono i tuoi punti deboli, mettiti in discussione sempre, tutti questo sono passaggi per aiutarti a diventare più “social” e sempre più sulla bocca di tutti. L’era del “paron che sa tutto” (il padrone che sa tutto, perdonami la frase in veneto) se non è finita del tutto già ora è comunque destinata a tramontare.

    Rinnovati e soprattutto fatti aiutare, è più semplice di quello che credi.

     

    Foto: Interno Post By Intersection Consulting, Slider By Benjamin Ellis via Flickr C.C. Attribution
  • Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Navigando per la rete ci è incappato di incorrere in in un articolo (in lingua inglese) riguardo le imprese italiane e la loro incapacità di sfruttare il web. Un articolo molto duro e altamente critico, che da un’idea di come è visto dai nostri potenziali business partner il nostro modo di affrontare il web e le sue potenzialità.

    Principalmente vengono individuate quattro cause:

    1. La maggior parte delle persone nelle imprese è troppo vecchia (mentalmente) e troppo orgogliosa;
    2. Nessuno si prende il rischio di decidere qualcosa, mai;
    3. Chi fa marketing non conosce il mercato digitale;
    4. Le persone nelle imprese italiane non hanno passione per il loro lavoro (e la vita in genere).

    Le affermazioni sono indubbiamente molto pesanti. Si potrebbe dire che è meglio che ognuno guardi a casa propria, chi è l’autore per poterci insegnare qualcosa ecc. ecc. Si potrebbe continuare per ore, il problema resterebbe insoluto e anche oggi si sarebbe persa un’ottima occasione per fare business. C’è poco da prendersi in giro!

    In un precedente post si era già parlato del tema siti aziendali e accennato al problema del fattore culturale. Giusto qualche giorno fa Deloitte ha pubblicato un suo rapporto (in inglese) riguardante Facebook e il suo impatto per l’economia europea, con numeri che appaiono confortanti per il futuro, soprattutto per quanto riguarda lo scenario italiano.

    Ma allora perché non si è ancora capita pienamente la potenzialità del web? Perché l’agenda digitale non è ancora tema principe della discussione economica nel panorama nazionale? Perché da noi esistono Silicon Valleys?

    Un po’ di autocritica non guasta

    Negare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questo momento, equivale a volersi suicidare e uccidere sul nascere un nuovo flusso di opportunità. Perdere l’ulteriore treno con destinazione crescita.

    I quattro punti sopra elencati colgono, a nostro avviso, pienamente nel segno e riassumono molto efficacemente quanto di davvero problematico c’è nella nostra cultura d’impresa e la relativa avversione al cambiamento. Tempo per un’inversione di tendenza, fortunatamente, ce n’è ancora. Ma è necessario mettersi in discussione e voler davvero cambiare. Materiale per imparare e casi di successo da imitare ce ne sono a bizzeffe, vogliamo aspettare ancora?

    Da dove iniziare

    Per prima cosa, è necessario capire che quello che vogliamo noi non sempre è quello che vuole anche il nostro cliente, l’universo non gira solo intorno a noi ma viviamo in una realtà fatta di consumatori sempre più informati e con necessità che cambiano col tempo, bisogna quindi adattarsi.
    Se non ci accorgiamo che il mondo gira resteremo sempre indietro. L’orgoglio è il caso di metterlo da parte, è evidente che non aiuta. Se c’è qualcuno che davvero dà dimostrazione di capirne qualcosa dei nuovi trend è meglio, forse, dargli almeno una possibilità ed ascoltarlo.

    Un team degno di tal nome è fondamentale

    Uno stuolo di yes man serve a gran poco!

    Se chi ti circonda ti dice sempre di si, già dovresti capire che c’è qualcosa di sbagliato. Chi vince sul mercato è chi ha dietro un team che discute, con membri che credono e supportano con logica e fatti le proprie idee. Quello di cui hai bisogno sono collaboratori in grado di prendere decisioni, per questo motivo devono essere sia responsabili ma da te anche responsabilizzati.

    Aver paura che ti rubino il lavoro è sbagliato, non cresce la tua attività e non crescono loro. E’ necessario correre questo rischio, diversamente nessuno cresce e si è in permanente stallo. E nell’era di internet essere statici è pericoloso.

    Diversamente, con alle spalle un gruppo in grado di coprire certe parti della tua attività e di decidere al posto tuo, hai più possibilità di lavorare su quello che è più importante: trovare nuove opportunità per il tuo business.

    Una volta fatto forte il team puoi sei pronto alla sfida digitale. Un team agguerrito è un vulcano di idee, e ne hai bisogno ora più che mai.

    Non farti fregare

    Capito che hai bisogno di un modo nuovo di penetrare nel mercato e formato il team, hai ora bisogno di trovare chi possa aiutarti nel realizzare una nuova strategia.

    Ma attento! Quando tratti sul prezzo di acquisto di qualcosa sei sicuramente attento a qualsiasi dettaglio, cerchi di tirare il più possibile sul prezzo, cerchi di capire se chi hai davanti voglia rifilarti un rottame che vale poco o niente. Tutto questo perché sei informato e sai cosa ti serve.

    Con il mercato del web sei sicuramente più spiazzato, non è il tuo mestiere, non hai probabilmente molte competenze tecniche, non sai realmente come muoverti. Però ottimi meccanismi di autodifesa già li hai: il tuo istinto, la tua esperienza, il tuo team.

    Se qualcuno che millanta di “far marketing” si presenta nel tuo ufficio e ti infarcisce il cervello di paroloni in inglese associati a presentazioni di prodotti a te incomprensibili, fermati un attimo e valuta. Capisci se chi hai davanti cerca di rifilarti il rottame o se è una persona davvero competente.

    Cerca di capire cosa ti stanno offrendo, metti subito alla prova chi sta cercando di venderti il servizio. I tuoi collaboratori possono qui avere un ruolo fondamentale: aiutarti nella decisione attraverso la loro opinione.
    A prova contraria saranno loro a dover mettere in pratica le nuove strategie o chi, nel caso dei commerciali, ha a che fare con la gente tutti i giorni.
    Tutto questo però con gli yes man già a casa.

    Tu in questo caso sei l’acquirente e chi ti offre il servizio il venditore. Metterlo sotto torchio, a prova contraria, è una tua prerogativa, giusto?

    La passione è la chiave di tutto

    Tu sicuramente vivi per quello che fai, hai passione per quello che fai. Diversamente non ti saresti messo in attività.

    Comunicare un marchio o un prodotto è un lavoro di passione. Non un lavoro alla giornata.  Chi deve vendere il tuo prodotto deve essere influenzato da questa tua passione e chi deve venderti una nuova strategia di vendita deve mostrare la stessa passione per il proprio lavoro. Se non percepisci questa passione cerca qualcun altro. E’ meglio prendersi un po’ di tempo che iniziare una campagna sul web disastrosa. Sarebbero solo soldi, tempo e, nel peggiore dei casi, un danno alla propria reputazione.

    “Esserci” giusto per essere presente in un qualche modo, è l’errore più grande che si possa fare nel web. Meglio evitare, ponderare e trovarsi qualcun altro.
    In gioco c’è un investimento strategico quanto l’acquisto di un nuovo macchinario o di un capannone, è bene averlo presente fin dal primo momento!

    Se chi hai davanti passa la prova allora hai già fatto probabilmente un ottimo passo avanti per inserirti nel mondo del web. Non resta ora che crederci fino in fondo! Sei d’accordo?

  • Come funziona il Crowd Funding?

    Come funziona il Crowd Funding?

    Quante volte in questi ultimi mesi hai sentito il termine Crowd Funding? E se non l’hai mai sentito bè…ne sentirai parlare e sempre più.

    Crowd Funding letterlmente tradotto in Italiano suonerebbe come “finanziamento da parte della folla” e consiste in sostanza in una collaborazione di un gruppo di persone che raccolgono dei soldi in vista di un obiettivo condiviso. Forse non ti è ancora chiaro il concetto e allora vediamo di rispondere ad alcune domande:

    • Dove si “incontra” questa gente?
    • Come si crea questo Network?
    • E quali sono gli obiettivi che vengono perseguiti da questi “investitori”?

    Il web ed i social network risultano essere il punto di incontro, la “piazza” dove vengono illustrate le idee, si propone un progetto e chi lo trova interessante può sostenerlo OVUNQUE si trovi,  sfruttando a pieno le enormi potenzialità di abbatiimento delle barriere che la rete riesce a creare. E’ un finanziamento che parte dal basso, è un nuovo modo per andare a coprire tutti quei buchi neri nel finanziamento che gli istituti di credito hanno creato.

    Per quel che riguarda gli obiettivi che si possono avere in un progetto di Crowd Funding si può senza alcun problema affermare come il limite sia solo la fantasia e la creatività. Infatti il Crowd Funding può riferirsi a processi di qualsiasi genere partendo dal sostegno all’imprenditoria e alle PMI innovative, passnado per ricerca e sviluppo e giungendo al sostegno ai beni culturali ed addirittura alla politica (eh si, Obama ad esempio  ha finanziato la sua campagna elettorale grazie al Crowd Funding)

    Come potete ben immaginare le possibilità aperte da questa modalità di finanziamento sono pressoché infinite, pensate ad asempio al Museo del Louvre, grazie all’iniziativa di Crowd Funding intitolata “Tutti Mecenati” è riuscito ad acquistare grazie a 5 mila donatori privati uno dei capolavori di Lucas Cranach il Vecchio, intitolato Le Tre Grazie. IN UN MESE è stato raccolto 1 milione di Euro.

     Ma quali sono i principi su cui si regge il Crowd Funding?

    La risposta arriva in 5 semplici punti forniti dal Kapipalist Manifesto scritto dall’Italiano Alberto Falossi, fondatore della piattaforma Kapipal (“raccogli soldi per I tuoi sogni”):

    1. Gli amici e i contatti del tuo social network possono aiutarti a raccogliere un capitale.

    2. Ogni tuo contatto può dare un contributo, anche piccolo. 
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.

    3. Tanti contributi possono costruire un grande capitale.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.

    4. I contributi non arrivano automaticamente. Anche se contatti molte persone,
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.

    5. I tuoi amici possono aiutarti inviando un contributo in denaro, ma anche passando parola.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.

    Data la vastità degli obiettivi che si possono inseguire tramite questa forma alternativa di finanziamento è possibile dividere il Crowd Funding in due categorie:

    1)   Crowd Funding riguardante iniziative autonome per progetti singoli;

    2)   Piattaforme per il Crowd Funding

    Esempio del primo punto è sicuramente l’iniziativa “Tutti Mecenati” del Louvre ed in generale qualsiasi procedura di raccolta fondi che involve progetti ad hoc.
    Per quanto riguarda il secondo punto invece, ovvero una piattaforma vera e propria dove  domanda ed offerta si incontrano , queste piattaforme possono essere

    • generaliste o
    • tematiche.

    Nelle piattaforme generaliste vengono raccolti progetti coinvolgenti tutte le possibili aeree di interesse basta pensare a indiegogo  a kickstarter  e gli italianinssimi Eppela  e BoomStarter “Piccole idee crescono” .

    Per le piattaforme tematiche, ad esempio per raccondere fondi per progetti musicali c’è PledgeMusic  o Quirky   per i progetti di Design.

    Questa è una panoramica (veloce ed esaustiva) sul mondo del Crowd Funding ed in questo nuovo “environment”  lo spazio per nuove idee, nuovi business ed innovazione è semplicemente inimmaginabile e senza limiti. Una modalità sicuramente più libera e più facilmente gestibile rispetto al Venture Capital e questo vuol dire che anche tu con una nuova start-up o con un nuovo prodotto o con un nuovo servizio potresti beneficiare di fondi che arrivano dal basso o perchè no creare la tua piattaforma di Crowd Funding.

    Le banche falliscono e fan parlare di crisi (principalmente la loro) ma idee e spirito imprenditoriale non hanno questo destino e se cerchi risposte, guardati attorno, ce ne sono. TANTE.

  • L’Open Innovation applicata ai servizi

    L’Open Innovation applicata ai servizi

    “La strada per un prosperoso futuro per società e PMI che si vogliono inserire e vivere in una economia avanzata risiede nei servizi e nel ripensare il modo di fare affari”. Così Henry Chesbrough, coniatore del termine Open Innovation,  nel suo ultimo libro “Open Services Innovation – Competere in una nuova era” indica la strada a tutte le imprese occidentali per sfidare le nuove realtà economiche.
    Questa è l’unica via d’uscita dalla “Commodity Trap”.. concetti complicati? No semplicissimi: questa “trappola” scatta quando un prodotto (magari proprio quello che tu produci) si trova a combattere il rischio di essere venduto solo sulla base del suo costo e NON del suo valore. Quando un prodotto incappa in questa “trappola” è meglio uscirne e alla svelta.

    Come viene a crearsi la “commodity trap”?

    Sintomi di questa “trappola” per il business vengono a crearsi nelle seguenti realtà:

    • Quando i metodi necessari per il processo di fabbricazione sono ampiamente conosciuti. Diventa così sempre più difficile per le imprese differenziare i loro prodotti e mantenere questa differenziazione nel lungo periodo;
    • Il processo di produzione dei prodotti si sposta in aree del mondo a basso costo produttivo. Questo porta ad avere sempre più prodotti (LCD, Cellulari ed elettronica in generale) che valgono quello che costano, senza alcun valore aggiunto;
    • Un tempo di sopravvivenza dei prodotti nei mercati sempre più ridotto prima che un nuovo prodotto prenda il sopravvento.  Anche prodotti di successo si trovano dinnanzi ad un vantaggio nel mercato per un periodo molto più breve rispetto al passato. Questo accade trasversalmente, toccando il mercato farmaceutico tanto quello dell’informatica come quello dei cellulari.

    Ma la risposta a questa rapidità di movimenti del mercato risiede solamente nel riuscire a correre più veloci? La risposta è no. C’è la necessità di confrontarsi con i limiti di questo tipo di innovazione orientata solamente sulla novità del prodotto e ripensare IL MODO in cui si innova.

    Gran parte degli approcci esistenti all’innovazione derivano da modelli di business ancorati al modo di pensare focalizzato solo sul prodotto. La crescita sempre maggiore dei servizi che “attorniano” un prodotto in questa nuova era sta a significare che l’approccio di vecchio stampo va cambiato se le società vogliono continuare ad avere successo.
    Quattro sono i concetti cruciali di questo nuovo modo di pensare che può riattivare crescita ed innovazione:

    1)    Devi pensare al tuo business come se fosse un servizio per riuscire a mantenere il tuo profitto e crescere di più (non puoi più vendere “solo” un prodotto);

    2)    Gli innovatori devono co-creare con i clienti in modo da raggiungere esperienze più significative per i clienti stessi che in questo modo potranno avere sempre più quello che realmente vogliono;

    3)    L’Open Innovation accelera e rende più intensa l’innovazione nei servizi e la crescita promuovendo la specializzazione tra clienti, fornitori, produttori di beni e servizi complementari e altre terze parti che contornano il business. Tutto questo ha come risultato più scelta e varietà per i consumatori.

    4)    Una effettiva innovazione nei servizi richiede nuovi modelli di business che riescano a trarre profitto da iniziative di innovazione interna e che stimolino attività di innovazione esterna che possano aggiungere valore al loro stesso business.

    L’innovazione nei servizi aggiuntivi è la scappatoia dalla “commodity trap” è una soluzione per la crescita che da alle imprese un significativo vantaggio.
    Imprese e PMI guardando al futuro devono pensare OLTRE i loro prodotti e muoversi AL DI FUORI delle loro quattro mura per ottenere vera e propria innovazione.

    Le politiche macroeconomiche e dell’Unione Europea di sicuro aiutano a creare le condizioni per una nuova crescita ma alla fine è la singola impresa che sperimenta nuove soluzioni, che si prende i rischi e che investe. E’ arrivato il tempo per l’occidente di superare i limiti di una innovazione focalizzata solo sul prodotto e adattare un modo di pensare che punti ad una futura crescita.

    Usare a  proprio vantaggio ed efficacemente l’innovazione nei servizi è un compito che richiede niente di meno che un nuovo approccio al modo di fare business, utilizzando un nuovo modo di pensare. Lasciare da parte vecchie concezioni, creare network, condivisioni, aperture in una economia che chiusa com’è porta al beneficio di pochi (il che potrebbe sembrare positivo se si è uno di quei pochi) ma PER POCO tempo (e questo è un problema per tutti i tipi di business). Soluzioni? Ce ne sono, basta voler volgere lo sguardo altrove verso nuovi e più proficui lidi.

  • Social Media: perdita di tempo o miniera di opportunità?

    Social Media: perdita di tempo o miniera di opportunità?

    Le piattaforme di social networking, se adeguatamente sfruttate, possono essere uno strumento potentissimo nelle tue mani. Potrai attraverso di esse rafforzare la tua immagine aziendale, farti conoscere al di fuori della tua zona di origine (e di conseguenza guadagnare nuovi potenziali clienti), piazzarti in posizioni migliori nei motori di ricerca, cercare nuovi contatti e, infine, avere un disposizione un canale per comunicare direttamente coi tuoi utenti/clienti.

    Tutto questo come?

    Semplicemente non devi preoccuparti di mantenere una piattaforma, con i relativi costi di gestione e quant’altro. Tu devi solo pensare a produrre contenuti di qualità e cercare di essere il più possibile presente. Ciò significa che c’è del lavoro da fare: una pagina creata e poi mai più aggiornata non ha nessun senso! Se per caso eri riuscito a coinvolgere qualcuno attraverso i tuoi primi annunci, vedrai persa anche questa chance. Là fuori c’è molta concorrenza e non puoi permetterti di restare con le mani in mano.

    Strategia: trattandosi di comunicazione nulla può essere lasciato al caso. Individua un linguaggio corretto e mantieni sempre lo stesso registro. Pubblica ad intervalli programmati, agli utenti piace avere una certa routine. Coinvolgi i tuoi clienti con promozioni, sondaggi e commenti. Lasciali “consigliarti” su ciò che desiderano dai tuoi prodotti/servizi. Potrai così avere consigli dai diretti interessati senza impazzire con strane ricerche di mercato.

    Sfrutta le possibilità di farti pubblicità all’interno delle piattaforme, tendenzialmente le campagne sono abbastanza economiche e ti permettono di personalizzare i destinatari. Utilizza lo strumento pubblicitario tenendo ben presente le statistiche di accesso e coinvolgimento della tua pagina. Hai a disposizione strumenti molto professionali a costo zero, perché non sfruttarli al meglio?

    Errori comuni

    Esistono svariate piattaforme di social networking e ognuna ha un suo target ben preciso. E’ necessario prima di tutto che tu inquadri il tipo di attività che svolgi e di conseguenza scegliere la piattaforma più adeguata. Facebook funziona ad esempio bene per pagine con gallerie di prodotti relativi ad oggetti di design, Twitter ad esempio non sarebbe allo stesso modo efficace. Il discorso cambia completamente se intendi vendere online e spingere le tue vendite con offerte promozionali di breve durata e con un discreto coinvolgimento nelle tue pagine da parte dell’utenza.

    Contenuti poco interessanti o non rilevanti: il contenuto è il principe di questo tipo di attività! Se non produci materiale di qualità, sarai punito senza appello da chi ti segue. Il coinvolgimento costante è fondamentale.
    Perché un contenuto sia di qualità, pensa prima di tutto a cosa voglia il tuo cliente, non a quello che vuoi tu. Aggiungi poi delle foto o video e per quanto possibili correlati a ciò di cui tratti. La multimedialità aiuta a coinvolgere il tuo destinatario e rende la fruizione del contenuto molto meno noiosa. Ti ricordi quei libri grigi a scuola? La creatività è una nota sempre gradita!

    Cerca sempre di utilizzare qualche programma per aiutarti, ti risparmierai tempo e noia. Per ogni social network esistono diversi tool di riferimento, attraverso i quali puoi avere un’idea più precisa dei contenuti che stai mantenendo. Diversamente rischi di fare molta confusione!

    Dedica un ammontare di tempo adeguato. Se scopri che attraverso queste piattaforme il tuo business sta effettivamente crescendo, non devi mollare la presa e imponiti un numero preciso di ore per questo compito. Se vedi che tutti gli altri impegni non ti permettono di seguire adeguatamente questo strumento, valuta molto seriamente l’idea di farti aiutare da qualcuno!

    Sei sicuro di voler perdere questa occasione per migliorare la tua attività?