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  • La connettività come strategia di sviluppo

    La connettività come strategia di sviluppo

    Nonostante la cecità delle istituzioni a riguardo e i molti treni ormai persi, sembra che nel settore delle comunicazioni si stia finalmente muovendo qualcosa.

    Complice l’Europa, la situazione economica traballante e, soprattutto, l’evidenza  si è capito che investire sull’infrastruttura telematica è un passo fondamentale e un’occasione per portare la competitività ai livelli dei nostri partner europei più forti.

    AGCOM in data 12/01/2012 ha presentato un interessante comunicato stampa che invita il governo a provvedere il prima possibile alla creazione di un’Agenda Digitale e suggerisce una serie di riforme che dovrebbero esser già date per scontate da tempo. Meglio tardi che mai si direbbe.

    Come paghiamo in qualità di cittadini questo ritardo

    I deficit di un’infrastruttura di basso livello come la nostra sono evidenti: zone non coperte da ADSL, disparità nell’accesso ai dati e alle notizie per i cittadini, impossibilità di disbrigo di pratiche online, impossibilità di instaurare rapporti con la PA per via telematica. E, soprattutto, costi molto alti in termini di tempo e denaro per tutti.

    I benefici immediati di un’evoluzione della rete cablata

    Sarebbe anche difficile farne un elenco esaustivo: le strade devono essere aperte per far passare i cavi, c’è bisogno di gente qualificata per aggiornare l’infrastruttura, è necessaria formazione di personale tecnico e di cittadini, nuove imprese possono riottenere lavoro o, anche meglio, possono nascerne di nuove. Tutto questo giusto per iniziare. Si potrebbe paragonare questa opportunità a ciò che successe quando si sono sviluppate le reti ferroviarie, né più né meno.

    E a lungo termine?

    Lavoro per tutti, è ormai ovvio. Si è dimostrata assolutamente fallace l’affermazione per cui l’informatizzazione ruberebbe lavoro. Ogni rivoluzione tecnologica porta a cambiamenti radicali e l’umano non sempre è disposto a cambiare così facilmente, di qui le critiche. Se non si può più competere in termini di prezzi per la produzione con i paesi emergenti si è costretti ad evolversi. E la tecnologia è per noi uno strumento per poter sopravvivere.

    Con una rete all’avanguardia sarebbe possibile una comunicazione snella e trasparente con la PA. Sarebbe possibile adempiere ai propri obblighi senza più lunghe code e in forme più semplificate. Le imprese potrebbero trovare nuove opportunità senza troppi costi aggiuntivi ed aumentare i volumi di vendite. I clienti potrebbero trovarci più facilmente. E via discorrendo.

    In particolare per le PMI?

    Sarebbero le maggiori beneficiarie. E al momento le più bistrattate, abbastanza ingiustamente peraltro.

    Le PMI potrebbero vedere incrementati esponenzialmente i loro guadagni e migliorare le proprie economie di scala. Il tutto mantenendo un’infrastruttura altamente flessibile e dai costi abbastanza contenuti, semplicemente… collaborando!

    Come? Si pensi al processo di sviluppo di un prodotto: design, prototipazione, produzione, vendita. Tutto potrebbe essere fatto in casa volendo… ma con che costi? Per esempio, ove possibile chiaramente, si potrebbe far eseguire la realizzazione dei prototipi a qualcun altro in grado di eseguire il lavoro a prezzi minori dei nostri e si avrebbe un taglio immediato dei costi.

    Che ruolo giocherebbe la rete quindi? La rete ci permetterebbe di cercare il partner per questo tipo di operazione, ovunque nel MONDO, tanto per iniziare. Di tenerci poi con chi collaboriamo in costante contatto durante il procedimento di realizzazione, di spedire documenti di una certa dimensione in tempi rapidi. Il tutto senza neanche prenotare un biglietto aereo probabilmente!

    Un altro esempio è dato dal Cloud Computing: non è più necessario tenere “in casa” costosa attrezzatura e doversi curare del relativo mantenimento. Qualcun altro specializzato in questo si fa carico del mantenimento e ci offre un servizio in cambio di una quota mensile, la maggior parte delle volte a conti fatti è molto più conveniente e qualitativamente migliore. Però è necessaria una connessione degna di tal nome a tale scopo.

    Questo sarebbe solo l’inizio. Gli sviluppi sono ancora tutti da vedere!
    E’ necessario però che ci sia una sensibilizzazione da parte di tutti riguardo al tema, è necessario pretendere di più da chi ci amministra e da chi ci offre i servizi. Qualsiasi iniziativa a riguardo deve essere supportata. Non possiamo permetterci di restare indietro ancora.

  • Srl ad un 1 € (ssrl).. risolve i problemi?

    Srl ad un 1 € (ssrl).. risolve i problemi?

    Una nuova tipologia societaria entra a titolo ufficiale nel diritto societario Italiano grazie al decreto sulle liberalizzazioni.

    Questa società semplificata:

    • è dedicata ai giovani al di sotto dei 35 anni di età;
    • può essere costituita anche con un solo socio;
    • può nascere con il capitale simbolico di un euro (potrai versare anche di più ma il minimo è 1 euro);
    • potranno parteciparci solo persone fisiche;
    • superati I 35 anni i soci saranno esclusi di diritto.

    Tali società semplificate a responsabilità limitata sono state vagliate dal consiglio dei ministri venerdì 20 Gennaio, ed in seguito all’approvazione è stato inserito l’articolo 2463 bis al codice civile.

    Questo nuovo tipo di società è essenzialmente pensata per l’inserimento sul mercato di nuovi imprenditori e sarà governata sia da regole tipiche delle srl tradizionali sia da aspetti specifici.

    Ecco i semplici punti che dovrebbero aiutare i neo imprenditori :

    • non sarà necessario un atto pubblico per la costituzione e ci si potrà avvalere della comunicazione unica dell’atto costitutivo al registro delle imprese IN ESENZIONE dei diritto di bollo e segreteria;
    • Il capitale sociale ridotto ad un euro (o più) ma non saranno ammessi conferimenti diversi dal denaro (no a conferimenti di beni, crediti o servizi);
    • I soci alla data di costituzione NON devono ancora aver compiuto 35 anni di età, ed una volta superato questo limite i soci verranno esclusi di diritto dalla società (ex art 2473 bis cc) con un rimborso calcolabile sulla base della normativa sul recesso.
      In sostanza SE il socio non viene sostituito da un nuovo giovane socio la società sarà essenzialmente una società A TEMPO, con una durata massima di 17 anni, ipotizzando che il socio che costituisce la società abbia 18 anni;
    • Possibilità di trasformazione della società in altre forme di società di capitali NON in società di persone;
    • Applicazione di un bilancio di tipo semplificato (previsto dall’art 14 della legge 183/2011) che però non è ancora stato regolamentato (vedi Italia Oggi del 18 Gennaio 2012).

    Molto di queste società rimane ancora avvolto nella nebbia più profonda a partire dal fatto che con un capitale sociale così ridotto sarà difficile, se non impossibile, riuscire ad accedere al mercato bancario per prestiti, finanziamenti o qualsivoglia necessità e va da sè come questo singolo fattore potrebbe renderne difficile lo sviluppo.

    Ci si chiede se sia questa la strada di innovazione societaria e nel modo di pensare che sul serio possa portare un beneficio. Qui l’dea c’è ed è quella di competere con forme di società a responsabilità limitate esistenti oltre il confine italiano che sono molto molto più attrattive delle nostre attuali srl, basti pensare alla costituzione di una limited company in Inghilterra (capitale sociale una sterlina) e la possibilità di operare comunque nel mercato Italiano (poichè sempre parte dell’UE) mediante la costituzione di una società satellite della società madre inglese.

    Non è forse che l’innovazione ed un nuovo movimento economico parta da un radicale modo di rivedere il funzionamento anche del diritto societario? L’impressione che si ha è quella che si stia provando a fare tutti gli sforzi possibili per adattare i vecchi modelli alle nuove tendenze economiche senza in realtà innovare profondamente il tessuto costitutivo. Perchè non ripensare tutta la normativa delle srl e semplificare, eliminare burocrazia e spingere sul serio per una innovazione radicale e non a suon di articoli bis e ter? Sono proprio gli articoli bis e ter che ci hanno portato dove siamo.
    Leggi infine quali sono gli ulteriori risvolti pratici delle ssrl e quanto effettivamente ti potrebbe costare costituirne una. e le ventuali possibilità di sgravio fiscale previste dal regime dei minimi.