Tag: opportunità

  • Workshop a Treviso 13 Giugno: “Pronti ad esportare?”

    Workshop a Treviso 13 Giugno: “Pronti ad esportare?”

    Quando si pensa ad esportare i propri prodotti in un mercato estero i fattori da tenere in considerazione sono molteplici: dagli aspetti fiscali e doganali fino alla cultura del paese di “destinazione” passando per le normative internazionali ed il marketing.
    Esportare richiede formazione personale ma anche sostegno da parte di chi di export se ne intende e lo fa di mestiere, ad ognuno il suo insomma.
    Per quel che riguarda la formazione personale ci sembra importante segnalare questo workshop gratuito organizzato dalla Camera di Commercio di Treviso dal titolo “Pronti ad esportare? – introduzione alle principali problematiche del commercio estero.”

    Obiettivo dell’evento?

    Fornire un quadro sintetico ma al tempo stesso utile per identificare quali sono le principali tematiche che le imprese devono essere in grado di affrontare per gestire al meglio le operazioni commerciali con i clienti esteri.

    Programma:

    • Panoramica sulla contrattualistica internazionale;
    • I diritti di proprietà industriale nei rapporti internazionale;
    • Pagamenti internazionali e recupero del credito all’estero;
    • Gli aspetti fiscali e doganali delle operazioni internazionali;

    Il termine per aderire al workshop è l’8 di giugno e l’evento si terrà presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Treviso, Piazza Borsa, 3/B – Treviso. Per maggiori informazioni e per iscriversi consulta questa pagina della Camera di Commercio di Treviso.

     

  • Patto per lo sviluppo in Veneto da 1,2 miliardi di Euro

    Patto per lo sviluppo in Veneto da 1,2 miliardi di Euro

    Il patto per lo sviluppo in Veneto è stato ufficialmente presentato il 2 Maggio 2012 dal presidente della regione Luca Zaia  ed è stato firmato dalle associazioni dei comuni e dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura, industriali e province, parti sociali e istituzioni. Assenti le sigle sindacali Cigl e Uil.

    In cosa consiste e quale sarà il beneficio pratico? Il patto permetterà una movimentazione di 1,2 miliardi di Euro con lo scopo di far ripartire la locomotiva economica Veneta, ecco a livello esemplificativo in cosa si investirà:

    • 10 milioni di euro destinati a rafforzare il turismo del Veneto;
    • 16 milioni riservati ad un fondo per la ricerca e l’innovazione;
    • 30 milioni per il reinserimento dei lavoratori in cassa integrazione,
    • 90 milioni per progetti formativi professionalizzanti per i giovani;
    • 11 milioni per il sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile;
    • 50 milioni dedicati all’ammodernamento delle rete infrastrutturale;
    • 14,5 milioni per il sistema metropolitano regionale;

    Previsti poi anche interventi per internazionalizzazione a misura di PMI, valorizzazione delle eccellenze ed il voucher per l’innovazione che consisterà essenzialmente a favorire lo sviluppo delle PMI sul fronte dell’innovazione e consentire alle PMI Venete di acquisire consulenze specialistiche in diversi ambiti dell’innovazione (tecnologica, organizzativa, dei materiali, gestione della proprietà intellettuale, ecc.)

    Tutte le risorse messe a disposizione saranno spendibili da subito entro la prima metà del 2013. Alla domanda quanti posti di lavoro sarà possibile recuperare Zaia replica: “Ogni serranda alzata è occupazione salvata”.
    Questo patto per lo sviluppo è un tassello che si aggiunge a quanto già iniziato mediante il fondo per favorire l’accesso al credito e la proroga dei fondi di rotazione.

    Si sottolinea sempre più come tutto il Nordest, e non solo il Veneto, stia vivendo sempre più una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese. Innovazione reale è richiesta, innovazione nei processi produttivi e nella gestione dell’imprese ma soprattutto innovazione nel modo di pensare. Invece che chiudere e fare cerchio come si è sempre fatto bisogna ora aprire ed aprirsi e quel cerchio allargarlo il più possibile. Forza.

    Foto: by Guido Andolfato  via Flickr, C.C. Attributions.
  • Srl semplificata o Ltd. Inglese?

    Srl semplificata o Ltd. Inglese?

    Molti sono i contatti che abbiamo ricevuto per ottenere maggiori informazioni sia sulle srl semplificate sia sul regime dei minimi.

    Il fattore comune a tutti i contatti? Essenzialmente la ricerca di tutte le possibilità di svolgere affari in Italia con qualche agevolazione fiscale.

    I fatti di cronaca nera imprenditoriale di questi giorni in Veneto fanno riflettere e dovrebbero far riflettere ancor di più lo stato, equitalia e tutto un sistema fiscale, creditizio e burocratico che sostanzialmente non funziona e sta distruggendo l’economia (imprenditoriale.) Giustificare il tutto con la frase “c’è la crisi quindi…” ha stancato e non produce nulla di nuovo.
    L’Italia, (di sicuro non ti dico nulla di nuovo) è  al primo posto in Europa per le tasse sulle imprese. Il peso complessivo di tributi nazionali e locali e dei contributi sociali è del 68,6%.

    Questo dato non è inventato ma è quanto indicato da Paying Taxes 2011 uno studio realizzato dalla Banca Mondiale e dalla società di consulenza PricewaterhouseCoopers. Su 183 paesi esaminati, l’Italia risulta al 167º posto, tra i paesi in cui complessivamente è più pesante il carico del prelievo.
    Se capisci l’inglese dai un occhio qui  il dato di cui ti ho parlato si trova a pagina 28.

    Proprio perchè non vogliamo fermarci ad additare il problema senza rimboccarci le maniche e non ci interessano nemmeno le chiacchiere da salotto politico  abbiamo deciso di parlare in una serie di articoli di come funziona negli altri stati UE la costituzione di srl e la tassazione societaria.

    In questo primo post parleremo di come funziona in Inghilterra la limited company, ovvero la srl di stampo inglese. A te starà capire se è interessante o meno e soprattutto se possa essere alternativa alla classica srl o alla neonata srl ad un euro.

    LTD INGLESE

    Capitale sociale della Limited: Il capitale sociale minimo è di 100 Sterline ed ALMENO una sterlina deve essere fisicamente versata (circa 1,5 €) – Idea a cui si è ispirata la srl semplificata. Se ad esempio decidi per un capitale sociale di 1000 Sterline basta versarne 1 senza essere obbligati a versare le altre 999.

    Costituzione: Non è necessario atto pubblico nè l’intervento del notaio e non è nemmeno richiesta l’iscrizione nel registro delle imprese.

    Oggetto Sociale: L’oggetto sociale di una ltd può essere “Tutto ciò che è legale” in modo da dare ampio respiro alle attività societarie.

    Costi costituzione: Il costo è di circa 500 €, paragonato ai circa 3.500 € di una srl ed ai circa 700-800 della srl semplificata.

    Agevolazioni: La LTD viene essenzialmente definita come “small company” e può accedere ad esenzioni IVA quando risponde ad almeno 2 dei seguenti 3 requisiti:

    • Un giro di affari annuale inferiore a 5,6 milioni di sterline,
    • Un totale di bilancio inferiore a 2,8 milioni di sterline,
    • Meno di 50 dipendenti.

    Statuto: Il companies act del 2006 ha previsto uno statuto standard che si applica automaticamente nel caso in cui i soci fondatori non vogliano disporre diversamente. E’ inoltre previsto (se lo si desidera) l’anonimato dei soci.

    Tassazione:   Sono previsti tre scaglioni nella tassazione dei profitti:

    • 20% per profitti fino a 300.000 Sterline;
    • Tra il 20% ed il 24%  tra 300.001 sterline e 1.499.999 sterline;
    • 26% per i redditi oltre 1.500.000 sterline;

    Partita IVA: Non si è costretti a richiederla se si prevede che il giro annuale dell’impresa sarà inferiore a 70.000 sterline. Questo comporta ovviamente una semplificazione amministrativa nella gesitone societaria.

    Ma… si può operare in Italia con una limited Inglese?

    La legislazione Europea, ed in particolare gli articoli 49 e 54 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea nonchè svariate sentenze della Corte di Giustizia Europea (Centros, Überseering e Inspire Art) consentono alle società costituite nei Paesi membri dell’UE di operare liberamente in ogni altro Paese membro, restando assoggettate alla legge del Paese di origine (c.d. libertà di stabilimento)

    Quindi una società inglese che volesse operare in Italia tramite una sede secondaria rimarrebbe assoggettata a quanto stabilito nel proprio statuto redatto secondo la normativa inglese ANCHE nel caso in cui la società operi solo ed esclusivamente in Italia. Essenzialmente all’Italia interessa che su quanto generato a livello di reddito nel mercato Italiano venga pagato in Italia essendo il reato di esterovestizione molto delicato.

    In sostanza l’imprenditore Italiano ha la facoltà di scegliere la forma giuridica per esercitare la sua attività e può prendere in considerazione anche altri paesi UE e non è di sicuro un’invenzione dell’ultima ora basta pensare che in Germania ed Olanda dal 2002 ad oggi sono circa 30.000 le imprese che si sono costituite nella forma di ltd operando come sedi secondarie di società inglesi.

    A breve tratteremo anche le legislazioni degli altri paesi UE. Seguici.

     Foto: by LaertesCTB  via Flickr, C.C. Attribution.
  • Le Srl semplificate ad un euro (ssrl) e la bozza dello statuto

    Le Srl semplificate ad un euro (ssrl) e la bozza dello statuto

    Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione deve essere predisposto uno statuto standardizzato in merito alle società a responsabilità limitata semplificate.

    Tale statuto dovrebbe quindi essere pronto entro Maggio 2012 e dovrebbe dare il via, finalmente, all’avventura delle srl ad un euro nel sistema normativo Italiano.

    DI cosa si “occupa” lo statuto?

    • Regole sull’amministrazione e sulla rappresentanza;
    • Le materie di competenza dell’assemblea e degli amministratori;
    • Le regole sugli aumenti di capitale e sui finanziamenti dei soci;
    • Disciplinare il recesso e l’esclusione del socio;
    • Approvazione bilancio;
    • Norme sullo scioglimento della società;

    Cosa è stato anticipato dal Sole 24 ore in merito?

    Il ministero della Giustizia ha terminato la bozza dello statuto (manca ancora il passaggio chiave al ministero dell’Economia.) Lo Statuto ha assunto una fisionomia “minimalista”… che vuol dire?
    Vuol dire che per quello che lo statuto non dice valgono le normali misure disposte dal codice civile in materia di società a responsabilità limitata.
    Massimo spazio verrà invece lasciato ai soci per quel che concerne le norme di amministrazione e controllo a patto che la figura dell’amministratore sia sempre ricoperta da un socio.

    Il limite anagrafico? Confermato

    • Escluse in maniera definitiva le persone fisiche con età superiore ai 35 anni (nonostante le critiche arrivate da più fronti in merito alla discriminazione che si verrebe a creare)
    • Escluse tutte le persone giuridiche dalla possibilità di divenire soci, il che vuol dire società, associazioni e fondazioni

    Il capitale invece?

    Il capitale ha ora un tetto massimo di 9.999 €. Quindi confermato un capitale sociale a partire da un euro. Tale capitale sociale dovrà essere interamente versato nelle mani degli amministratori e non in banca (come avviene normalmente per tutte le società di capitali.) ATTENZIONE che il capitale da 1 € fino a 1000 € potrà essere versato anche in contanti all’amministratore mentre per importi superiori il versamento dovrà essere tracciato.

    Nota dolente di questo tipo di srl?

    Non sono state previste ulteriori forme specifiche di agevolazione fiscale al di là di quelle previste al momento della costtuzione. Questo vuol dire che all’atto pratico si costituisce una srl semplificata ma poi si è totalmente soggetti al regime della srl (soprattutto il regime fiscale) a meno che non si rientri nel regime dei minimi.
    Costi vivi? qui.

    Foto: By Fotero, C.C. Attributions 

    Ti interessa invece capire meglio come funziona il regime dei minimi e le agevolazioni di Invitalia? Controlla qui.

  • Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    Il lavoro? Crealo. 3 punti essenziali

    By Racchio via Flickr, Creative Commons Attribution

    Ho voluto essere decisamente provocatorio con il titolo di questo articolo ma in un momento in cui la lenta (o inesistente) crescita economica Italiana (e non) ha lasciato tanta gente senza lavoro il panorama è evidentemente composto da:

    – persone che aspettano un lavoro migliore;
    – persone  che aspettano un lavoro in genere;
    – persone che decidono di crearsi un lavoro, iniziando da zero un nuovo business;

     

    Vuoi che tu sia uno startupper, un libero professionista o semplicemente hai la possibilità (e la voglia) di rischiare... L’iniziare a fare qualcosa che ti piace non è solamente un enorme privilegio ma è di sicuro meno costoso di uno sfarzoso master universitario (e ti da di più) o del comperarti una nuova macchina fiammante a rate (che non ti puoi permettere.)
    Se stai iniziando una nuova attività, un qualcosa di tuo che senti e in cui credi ci sono essenzialmente 3 punti che vuoi considerare. Eccoli:

    1) Fatti consigliare il più possibile.

    Durante tutti i passi della tua “impresa” ti troverai molte volte a dover rispondere a domande inaspettate partendo dal business plan, passando per la forma societaria ed il commercialista fino a giungere al marketing e a come gestire il tuo profilo “social”.
    Rilassati e fai un bel respiro, “qualcuno” ha già provato a fare ciò che stai facendo tu e c’è gente lì fuori a cui piace ancora aiutare.

    Non puoi usare solo google o qualche tutorial su youtube, non basta !
    Considera le camere di commercio, considera gli eurosportelli, tante volte possono consigliarti gratuitamente e darti “dritte” che non scoveresti con un motore di ricerca.
    Confrontati, confrontati e confrontati: sarai molto più produttivo se sarai in grado di prendere decisioni considerando anche altri punti di vista (rispettando sempre le TUE intuizioni.)

    2) Impara a  gestire il tuo tempo.

    Capire cosa devi fare e quando devi farlo non è una cosa così semplice, soprattutto all’inizio. Comprendere cosa va fatto nell’immediato e cosa può aspettare quando hai 10 cose in lista che sembrano tutte urgentissime richiede del tempo.
    Prendi un bel foglio e scrivi le tue priorità, non hai più limiti di orario e questo ha i suoi lati positivi come negativi.

    Cerca di priorizzare le tue attività e ricorda che anche il tempo è un investimento. Investilo il tuo tempo, vale di più dei soldi, molto di più e abbi pazienza con te stesso, il ritorno c’è anche se non è immediato.

    3) Sii realista.

    Hai bisogno di fare soldi, questo è indiscutibile. Per fare soldi hai bisogno di un piano pieno di numeri  che dimostri COME farai soldi.
    Imponiti degli obiettivi, se arrivi ad un punto che quello che ti entra in tasca non è abbastanza, non copre le spese o semplicemente è evidente che  “il gioco non vale la candela” devi sapere che è tempo di  lasciar perdere.
    Ringrazia per quanto hai imparato, muoviti e cambia avventura. Fallimento è solo una parola, a certi trasmette disperazione ad altri trasmette voglia di rialzarsi. Tu chi sei?

    Certo questi punti non ti indicano QUALE business preciso intraprendere (l’idea la devi mettere tu) ma di sicuro aiutano ad avere una fotografia “panoramica” di cosa ti puoi aspettare, poi i dettagli li scopri tu.

    Iniziare un nuovo business non è come trovare un lavoro, devi trovare la tua strada non mandare curriculum.
    Poi pensaci un attimo: tu ci metti tutto te stesso, poi se le cose non girano potrai sempre incolpare l’economia…

  • Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Mostra Convegno Expocomfort 2012

    Ogni due anni a Milano si svolge la Mostra Convegno Expocomfort ed è un evento da non perdere per tutte le imprese interessate all’innovazione in una di queste 4 aree tematiche:

    In questa fiera internaionale verrà presentata una panoramica completa delle più avanzate tecnologie per il comfort, per l’efficienza ed il risparmio energetico.
    Alla Mostra Convegno Expocomfort il pubblico è mondiale e domanda ed offerta si incontrano per sviluppare business e scoprire I trend del futuro.

    Riscaldamento, Condizionamento, Refrigerazione, Tecnica Sanitaria, Trattamento Acque e Componentistica si affiancano al mondo delle energie rinnovabili ed all’esigenza di risparmio ed efficienza energetica per rispondere alle sfide di un benessere sostenibile per gli spazi abitati.

    Quando? Dal 27 al 30 Marzo

    Dove? Fiera di Milano

    Sito Ufficiale: MCE 2012

    Altre Fiere per le PMI nel 2012? Agenda fiere internazionali 2012

  • Srl ad un euro (SRLS)… quanto mi costi (sul serio)?

    Srl ad un euro (SRLS)… quanto mi costi (sul serio)?

    Il 29 agosto 2012 è entrato in vigore il del Dm Giustizia 138 del 23 giugno 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012), che permette la costituzione della SRLS, meglio nota come “Srl ad un euro”.

    Molte sono state le richieste ed i contatti (di cui vi ringraziamo) che abbiamo ricevuto da voi lettori per conoscere qualche particolare in più sulle srl aventi un euro di capitale sociale per I giovani under 35.

    Già in precedenza ci siamo chiesti se la srl ad 1 € risolva i problemi e ne abbiamo analizzato i risvolti pratici.

    L’obiettivo del provvedimento è essenzialmente quello di far “girare l’economia” soprattutto nell’ambito giovanile in modo da incentivare I giovani under 35 ad investire su sè stessi e sulle proprie idee.
    Quest’obiettivo lo si vuole perseguire riducendo i costi, sia a livello di capitale sociale, sia a livello di investimento effettivo iniziale.

    Una prima precisazione

    Nel decreto sono specificati due nuovi tipi di società:

    • Srls per i soli under 35 (con esenzioni spiegate di seguito);
    • Srlcr, ovvero Società a Responsabilità Limitata a Capitale Ridotto (per under e over 35, senza esenzioni).

    SRLS: quanti soldi ci sono da sborsare?

    Lo scopo primario è quello di ridurre i costi vivi a livello societario, che effettivamente tra bolli e registri scoraggiano e limitano grandemente il fare impresa.
    Facciamo chiarezza.

    Le SRLS sono esenti da:

    • Diritti di segreteria;
    • Onorari notarili;
    • Diritti di bollo.

     


    Risparmio effettivo dovuto all’esenzione da:

    • diritto di segreteria90 € (pagamento telematico) o 120 €  (supporto informatico digitale);
    • imposta di bollo65,00 €;
    • oneri notarili, che porta ad un risparmio complessivo a partire da 600 €.

     Da pagare di sicuro invece?

    • Imposta di registro168,00 ;
    • Tassa annuale per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali pari a 309,87 ;
    • Diritto annuale fisso di iscrizione alla competente Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 200 / annuali.

    TOTALE DEL RISPARMIO? Attualmente sommando quando previsto ci si aggira sui 750 .

    Come anticipato in precedenza nei risvolti pratici della srls, lo statuto per questo tipo societario non è modificabile. Pena la perdita dei privilegi sopra citati, è necessario aderire alla forma standard imposta.

    La SRLCR e le modifiche allo statuto

    Questo tipo societario entra in gioco se si dovesse ricadere tra gli Over 35 o (secondo un orientamento non ancora pienamente confermato) si volesse uscire dallo schema dello statuto standard, volendo sempre mantenere il beneficio del capitale ridotto. ll modello della SRLC non prevede le esenzioni sopra citate. Bisognerà quindi tornare a sborsare con le modalità normali previste dalla normativa prevista relativa alla srl attuale: notaio e oneri vari.

    Sarà quindi necessario, a seconda dei casi, o adottare fin dal principio questo modello, oppure operare una trasformazione successiva (con i dovuti costi). Stesso dicasi nel caso che uno dei soci compia il 35esimo anno di età. Da precisare che, secondo le attuali interpretazioni, il passaggio da uno all’altro tipo societario non è un’effettiva trasformazione societaria, ma solo un cambio di statuto (a riguardo un approfondimento).

    Una nota molto importante riguardo il capitale sociale

    Il conferimento iniziale resta sempre a partire da solo un euro (con il limite di 9,999 € e sono esclusi altri tipi di conferimenti diversi dal denaro); ma, rispetto alla formulazione iniziale, ora è previsto un accantonamento annuo degli utili pari al 25%, sino al raggiungimento dei 9.999€ (sulla falsariga del modello tedesco).

    Un’ultima precisazione

    ll regime dei minimi e i modelli societari sopra elencati non sono da confondere: il regime dei minimi si applica solo ai singoli imprenditori individuali (professionisti/ freelancer) e non prevede nessun adempimento di tipo societario; gli altri sono vere e proprie società dotate di personalità giuridica e autonomia patrimoniale.

    Documenti

    Statuto_Srl_semplificata

     

     

  • Linkedin: aumenta le tue vendite e la tua popolarità

    Linkedin: aumenta le tue vendite e la tua popolarità

    Okay, sei su facebook da ormai almeno un paio di anni, poi, magari, hai deciso di “farti” anche Twitter… Ma Linkedin? Linkedin l’hai sempre evitato e ne sei sempre stato alla larga. Troppo complicato. Solo per mega professionisti dal curriculum invidiabile?
    Non ne capisci l’utilità e non credi che possa essere uno strumento valido?
    Molte persone sono confuse (almeno in Italia) in merito a Linkedin e la pensano così.

    Se ci fai caso oramai su Facebook sono registrati quasi più nonni che studenti delle superiori e allora perché non sperimentare Linkedin e dare una “spintarella” al tuo business e alle tue qualifiche?

    Se ti senti troppo giovane per un network così “serioso”… Bè ti assicuro che non lo sei dato che il raggio di estensione professionale che riesce a raggiungere linkedin arriva sino a ragazzi che hanno raggiunto la maturità nel 2011. Quindi a meno che tu non sia ancora all’ultimo anno di superiori stai leggendo il post giusto.

    Attenzione: ti ho parlato di superiori e indirettamente di qualifiche professionali ed accademiche ma non sono l’unico aspetto rilevante, qui stiamo parlando di business, possibilità di creare network e crescita.
    Non c’entra solo la laurea, qui c’entra la tua storia, le tue skills e quello che puoi offrire al mercato.

    In definitiva? Se non sei su Linkedin stai perdendo del tempo (e tempo spesso equivale a soldi e questo lo sai).

    Ecco 5 ragioni per cui VUOI imparare ad usare abilmente LInkedin:

     #1 Fatti Trovare

    Linkedin non è solo fatto per trovare contatti. È pensato principalmente per farti trovare. Fai attenzione ad ogni parola che usi nella creazione del tuo profilo poiché potrebbe essere proprio ciò che qualcuno sta cercando…  E indovina? Verrà a contatto con la tua esperienza e con le tue abilità.
    Assicurati quindi che tutte le TUE parole chiave siano inserite nel tuo profilo. Qualsiasi siano le tue qualifiche, falle diventare parole chiave.

     #2 Costruisci il tuo brand in maniera professionale

    Sono sicuro che non lo sai che Linkedin ha attualmente 135 milioni di utenti registrati in tutto il mondo. Praticamente un gigantesco pagine gialle per professionisti. Sinceramente? Il fatto che tu non sia ancora su linkedin potrebbe costarti un bel po’ a livello di credibilità. Crea il tuo profilo, entra a far parte dei gruppi di tuo interesse. Ci vorrà del tempo (non poi molto) ma ti ripagherà al 100%, investimento sicuro (non sono una banca, puoi fidarti del mio rating…)

     #3 Networking ottimale

    Se sei un imprenditore, uno startupper, un libero professionista o un libero pensatore bè sicuramente sei anche un networker. Se vuoi creare netwrok online per trovare nuovi partner per il tuo business, se vuoi cercare potenziali nuovi clienti... Usi twitter? O facebook?
    Certo sono validi strumenti social ma non dispongono di tutte le informazioni che linkedin ti può fornire in merito ai profili professionali degli utenti. Pensaci, puoi cercare per parola chiave, per regione, per città, per qualifica professionale, per esperienze passate, puoi creare gruppi di interesse. Se non sono degli ottimi strumenti per fare network questi.

     #4 Linkedin è in movimento

    Una caratteristica che di sicuro non appartiene a linkedin è la staticità. Cosa intendo? Non puoi semplicemente creare un profilo utente “a caso” senza prendertene cura. La tua iscrizione non si risolve in un nome utente e password. Linkedin si muove con te nel senso che come la tua vita professionale è sempre in movimento così deve essere anche il tuo profilo. Aggiorna le esperienze, aggiungi tutti gli aspetti rilevanti della tua attività. Pensa a linkedin come ad una vetrina per te stesso.
    Se dovessi vendere una macchina avresti più probabilità di venderla tenendole pulita e lucidata e bella in mostra in una vetrina in centro città o parcheggiandola in un parcheggio sotterraneo di un centro commerciale in periferia?

     #5 Dai valore a ciò che fai, a ciò che sai e a ciò che sei

    Linkedin puoi darti molto di più di quanto puoi immaginare ora. Puoi dare un valore aggiunto all’attività che stai svolgendo, puoi sottolineare in ambito nazionale (o internazionale) le tue competenze e puoi conseguentemente dare più valore a te come persona. Se sai un’altra lingua oltre all’italiano, sfruttala, espanditi il più possibile e usa ciò che sai.
    Sono certo che non sei mai stato con le mani in mano nella tua vita e sai che la pigrizia uccide gli affari…  quindi perché dovresti farti sfuggire una delle possibilità professionali più utili della rete?

    Prossimamente ti spiegherò più in dettaglio come ottimizzare il tuo profilo, intanto? Iscriviti.

  • Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    In questo articolo non ho intenzione di dilungarmi in noiose spiegazioni sulla procedura da seguire per la partecipazione all’Erasmus Placement oppure di dare un’opinione personale sulla mia esperienza. Piuttosto, vorrei fare qualche considerazione sulle motivazioni che possono spingere uno studente, ancora laureando, a cimentarsi in questa nuova esperienza nonché dare suggerimenti a quegli enti o imprenditori che hanno deciso di partecipare al progetto.

    Ovviamente, occorre almeno spiegare di cosa tratti l’Erasmus Placement.

    L‘Erasmus Placement permette agli „studenti laureandi di effettuare uno stage presso imprese o centri di formazione e di ricerca situati in uno dei Paesi che hanno aderito al Programma. Si badi bene, che non sarà possibile trascorrere il periodo di stage presso istituzioni o organizzazioni che gestiscono programmi europei.

    Durante il tirocinio, inoltre, lo studente, o meglio il Tirocinante ( parola, il cui significato può assumere diverse sfaccettature), avrà diritto a ricevere un contributo comunitario la cui entità potrà essere considerata rilevante o meno a seconda del Paese di destinazione, e l’opportunità di acquisire competenze specifiche (?) ed avere una migliore consapevolezza degli usi e costumi del Paese ospitante.

    Detto questo, occorre fare qualche considerazione sul Progetto:

    In primo luogo, occorre una buona predisposizione ad adattarsi in un contesto internazionale e una  buone dose di senso pratico, senza la quale, si rischia di non approfittare realmente dell’esperienza che si ha di fronte.

    In secondo luogo, sarebbe preferibile stabilire immediatamente un reale Training Agreement (accordo firmato tra studente e ente o imprenditore ospitante) con l’istituzione ospitante che definisca maggiormente quanto stabilito in precedenza sul modulo cartaceo. Ciò al fine di evitare, per i soggetti maggiormente suscettibili e sensibili, delusioni future.

    Infine, occorre anche una buona dose di fortuna.

    Mi spiego meglio. Prima di partire, lo studente medio avrà la tendenza a pontificare tale esperienza, data l’opportunità di collaborare in un reale contesto lavorativo ed a stretto contatto con i professionisti del settore prescelto; tuttavia, la realtà dei fatti impone una buona dose di cautela.
    Guardando su Internet, ci si imbatte nelle esperienze più diverse: dalle più negative ( quali ho fatto solo fotocopie, ho portato caffè, ho pulito le scarpe del Boss!) alle più positive, vale a dire STAGE=ASSUNZIONE.

    Bene, adesso, dovrò mostrare il mio lato pragmatico: lesperienza positiva dipende maggiormente dallUomo e non da quanto scritto nero su bianco sul Training Agreement, in quanto nulla è scontato ed è necessario mostrare, o meglio DIMOSTRARE, non solo una certa disponibilità ma anche di essere una persona propositiva ed affidabile. Certo, questo non è sempre sufficiente poiché se l’ambiente di lavoro prescelto non dimostra nemmeno un minimo di elasticità ed apertura, nemmeno nel caso di continui richiami da parte del tirocinante, allora mi ricollego a quanto detto precedentemente: occorre una buona dose di fortuna.

    Infine, un suggerimento per listituzione ospitante: sarebbe preferibile che comprendesse di avere davanti a sé la possibilità di disporre di capitale umano da modellare ed aiutare ad emergere e non di semplici figuranti da porre ai margini del contesto lavorativo, a cui conferire esclusivamente mansioni non accettate o evitate dai dipendenti.

    In bocca al lupo a tutti!

     

    di Andrea Caccioppoli, studente laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre

     

     

     

  • 5 regole per la tua internet startup

    5 regole per la tua internet startup

    Sembra sempre più facile ed interessante la possibilità di iniziare un business sfruttando le potenzialità del web. Il numero delle abitazioni italiane con un collegamento internet è sempre maggiore e un numero sempre più alto di consumatori sono costantemente connessi grazie a smartphones e tablets.
    Conseguentemente per un business basato sul web questo si traduce in un mercato ampissimo di clienti disponibili ovunque siano ed in qualsiasi momento.

    I costi legati alle tecnologie richieste per iniziare un business online sono precipitati. L’abbonamento per l’hosting di un sito internet o un blog è decisamente irrisorio.
    In più il livello di training tecnico necessario per fare un sito internet o uno store online non è più una barriera insormontabile e soprattutto se ti devi far aiutare da qualcuno nel farlo non ti costa più cifre da capogiro.

    Se stai pensando di iniziare un nuovo business renditi conto che mentre molte cose sono cambiate in questi anni ci sono alcuni principi da seguire che continuano a rimanere gli stessi, tutti elementi che compongono un business plan di qualità.

    Eccoti alcune linea guida che sono state utili nel mondo degli affari per decenni… E puoi applicarle ancora oggi per far iniziare la tua start-up in modo ottimale!

    Regola per la tua start-up #1: Il tuo nuovo business deve risolvere un problema ed essere di beneficio a qualcuno.

    Cosa rende il tuo business così irresistibile da far metter la mano ai portafogli ai tuoi clienti?  Aspetta ad iniziare un attività se non hai ancora una risposta convincente a questa domanda.
    Rispondere a questa domanda ti aiuterà sicuramente a definire meglio il tuo business e a identificare le priorità più importanti. Quelle priorità saranno focalizzate ad aiutare i tuoi clienti a risolvere un problema.

    Regola per la tua start-up #2: Studia i punti forti ed i punti deboli della concorrenza.

    Qualsiasi business ha concorrenza. La concorrenza non è rappresentata solamente da un attività simile alla tua. Considera piuttosto qualsiasi altra attività che risolve il medesimo problema o risponde agli stessi bisogni cui rispondi tu con la tua attività e potenzialmente per gli stessi tuoi clienti.

    Il blog che vende una serie di webinar compete con la libreria e allo stesso tempo con l’università online. Rispondono tutti allo stesso bisogno dei clienti solamente in modo leggermente diverso.
    Oltre a sapere chi sono i tuoi concorrenti devi sapere anche dove eccellono e dove hanno delle mancanze. Fatti una mappa dei loro pro e dei loro contro confrontati ai tuoi pro e ai tuoi contro.

    Regola per la tua start-up #3: Conosci i tuoi clienti e in che modo prendono decisioni quando acquistano.

    Una cosa è conoscere chi sono i tuoi potenziali clienti, un’altra è sapere in che modo decidono di acquistare. Gli imprenditori più di successo sanno COME pensano i loro clienti. Cosa importa maggiormente ai tuoi clienti? Il prezzo? La convenienza? Il servizio? Quali sono gli altri fattori che influenzano la sua decisione?
    Non accontentarti di sapere solamente CHI saranno i tuoi clienti. Cerca di capire perchè comperano e perché compereranno da te.

    Regola per la tua start-up #4: Crea un budget per iniziare il tuo business ed uno per la fase operativa.

    Se stessi volando su un aereo che deve attraversare l’oceano vorresti sapere quanto carburante ti serve per decollare o di quanto te ne serve per sorvolare tutto l’oceano?
    La risposta è ovvia. Ma nonostante ciò ancora oggi molti imprenditori si focalizzano solamente sui costi per iniziare l’attività e poi gli manca capitale per sostenere il loro business.
    Ad esempio non hanno soldi per fare pubblicità o promuovere la loro attività.
    Non è una novità il fatto che il motivo principe di fallimento dei nuovi business è solitamente la mancanza di capitale.

    Se hai intenzione di aprire una start-up , assicurati che il tuo budget tenga in conto quanto ti servirà ad iniziare e a sostenere il tuo business fino a che diventa profittevole.
    Calcola anche l’eventualità che i tuoi profitti crescano meno velocemente del previsto e non lasciare che qualche errore di calcolo fermi il tuo business in crescita.

    Regola per la tua start-up #5: Gioca se ami il gioco.

    Avere passione per quello che fai è essenziale per aver successo. La ragione è semplice: avere successo nel business richiede perseveranza. Devi amare quello che stai facendo per non abbandonarlo anche nei momenti un po’ bui.
    Molti imprenditori di successo ti diranno che gli ci è voluto più tempo di quanto si erano programmati per iniziare a far soldi. Se non avessero amato quello che stavano facendo e non avessero avuto la passione a sostenerli forse avrebbero mollato la presa poco prima della linea di arrivo.

    Se hai la voglia e la passione di iniziare un nuovo business sfruttando le possibilità del web segui queste 5 regole ed inizierai con il piede giusto.

    Pochi sentieri nella vita lavorativa di una persona sono così soddisfacenti come l’iniziare ed avere successo nel proprio business. Provaci.

    Articolo liberamente tradotto e riadattato da fresheventure.com