Categoria: Europa

  • PMI: Un migliore accesso ai finanziamenti e promozione dell’imprenditorialità

    PMI: Un migliore accesso ai finanziamenti e promozione dell’imprenditorialità

    In occasione della quarta riunione dei rappresentanti delle PMI europee tenutasi a Malta il 15 giugno 2012, Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea, ha annunciato una serie di nuove iniziative e azioni previste per migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti, per promuovere l’imprenditorialità e far sì che le PMI entrino nei mercati internazionali. Per agevolare l’accesso ai finanziamenti la Commissione ha pubblicato oggi una guida pratica contenente informazioni sul modo per accedere a più di 50 miliardi di EUR di finanziamenti pubblici nei 27 Stati membri. In secondo luogo, la Commissione ha avviato una campagna d’informazione su scala europea per la rete Enterprise Europe al fine di aiutare le PMI a ottenere accesso a finanziamenti. Le PMI possono contattare uno dei 600 partner della rete Enterprise Europe che forniranno loro informazioni sull’UE sulle e sulle fonti nazionali di finanziamento.

    Guida pratica per le PMI per aiutarle ad accedere a più di 50 miliardi di EUR di finanziamenti

    Per facilitare l’accesso ai finanziamenti la Commissione europea ha pubblicato oggi una guida pratica per le PMI che fornisce informazioni sul modo per accedere a più di 50 miliardi di EUR di finanziamenti pubblici nei 27 Stati membri. La guida presenta più di 120 programmi di finanziamento nazionali o regionali e fornisce informazioni chiave che possono aiutare le PMI a candidarsi a beneficiare dei diversi programmi indicandone le caratteristiche, i termini, le condizioni e le persone da contattare.

    Più di 600 partner della rete Enterprise Europe forniscono consulenza sull’accesso ai finanziamenti

    Il personale di più di 600 partner della rete Enterprise Europe è stato formato in tema di accesso ai finanziamenti affinché possa meglio aiutare le PMI a trovare la fonte di finanziamento più adeguata. La Commissione ha istituito la rete Enterprise Europe per aiutare le PMI a diventare più competitive, a muoversi in una dimensione internazionale e a trovare partner commerciali e tecnologici. La rete è rappresentata in 51 paesi da 600 organizzazioni partner. Le PMI che desiderano accedere a finanziamenti possono contattare il membro più vicino della rete Enterprise Europe che fornirà loro informazioni sull’UE e sulle fonti nazionali di finanziamento.

    Piano d’azione per valorizzare le potenzialità imprenditoriali dei cittadini europei

    La Commissione europea sta preparando un piano d’azione “Imprenditorialità” – da pubblicarsi nell’autunno 2012 – che affronterà gli ambiti in cui le potenzialità imprenditoriali dei cittadini possono essere valorizzate e in cui è possibile sormontare le strozzature e gli ostacoli che si frappongono alle attività imprenditoriali. Possibili ambiti d’azione sono:

    • Agevolare i trasferimenti di imprese: annualmente 150 000 imprese con 600 000 posti di lavoro vanno perdute perché i proprietari vanno in pensione o passano ad altre attività.
    • Procedure efficienti in caso di bancarotta e possibilità di una seconda opportunità: poiché il 96% di tutti coloro che fanno fallimento è costituito da persone oneste (ad esempio persone che falliscono a causa di ritardi di pagamenti), la disponibilità di procedure più celeri e più abbordabili per liquidare un’azienda e liberare i titolari dalla stigmatizzazione della bancarotta potrebbe stimolare la creazione di imprese.
    • I giovani – gli imprenditori del futuro: i giovani sono più inclini ad avviare una propria impresa quando hanno seguito un programma “imprenditorialità” durante l’istruzione primaria o secondaria.
    • Le donne – il più grande bacino non sfruttato di potenzialità imprenditoriali in Europa: le donne si trovano ad affrontare diverse difficoltà nella gestione di un’impresa e rappresentano soltanto un terzo dei lavoratori autonomi nell’UE.
    • Gli anziani – mantenere attive le conoscenze imprenditoriali: i cittadini di più di cinquant’anni recano un notevole know-how e una preziosa esperienza per l’avvio e la gestione di un’impresa.

    Per il comunicato completo clicca qui

    Foto: Bandiera dell'Unione (EU Flag) by Giampaolo Squarcina via Flickr
  • Festival Città Impresa: Dal 2 al 6 Maggio 2012

    Festival Città Impresa: Dal 2 al 6 Maggio 2012

    Il  tema della quinta edizione del Festival Città Impresa  in programma dal 2 al 6 maggio 2012 in Veneto? “LE FABBRICHE DELLE IDEE”,Tra gli eventi di spicco, il Premio Città Impresa assegnato a “1.000 fabbricatori di idee” – imprenditori, giovani, lavoratori, amministratori pubblici – e la Notte Verde del Nordest, che per la prima volta mobiliterà in contemporanea un’area vasta tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sul tema della green economy.
    Il Nordest -una delle aree industriali europee più evolute – sta vivendo una svolta epocale che va accompagnata da una profonda trasformazione del sistema territorio e delle imprese, per vincere la sfida competitiva. Nel segno delle idee, della creatività, della cultura, dell’innovazione e della sostenibilità.

    Come già sta accadendo in maniera massiccia, il Nordest vive una fase di delocalizzazione non più e solo della produzione, ma anche delle stesse imprese. Il rischio concreto è di assistere – nei prossimi mesi e anni – a un rapido depauperamento del tessuto industriale in due direzioni: da una parte avremo la definitiva chiusura delle aziende manifatturiere a basso contenuto di valore aggiunto, non più capaci di reggere la concorrenza internazionale; dall’altra, spinte alla ricerca di contesti metropolitani di servizi o di contesti fiscali più favorevoli (o contemporaneamente di entrambi), le imprese più innovative tenderanno a trasferirsi in paesi o aree metropolitane più idonee ad accoglierle. Il fenomeno, peraltro già evidenziato da alcune ricerche, dell’emigrazione massiccia di giovani talenti all’estero è un segnale d’allarme da tenere in seria considerazione.

    Il profilo europeo del Festival 

    La nascita di un nuovo tessuto industriale è una questione non solo nazionale, ma europea: è l’intero continente che si trova ad affrontare la sfida di come tornare a produrre ricchezza, beni e servizi, dopo che interi settori produttivi hanno traslocato verso nuove aree. E il Nordest, per le sue stesse caratteristiche – in primo luogo, l’originale capacità di reinventare forme e modelli produttivi – può essere un punto di osservazione di estremo interesse per tutta l’Europa.

    Imprese e città protagoniste

    Protagoniste del Festival saranno dunque le aziende che innovano, che puntano sulla creatività e/o su rinnovate sapienze artigiane; protagoniste del Festival saranno quelle città che producono idee, che creano luoghi – spesso all’interno di antichi stabilimenti industriali – dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività ed impresa crea contaminazioni e produce nuove suggestioni. Una settimana di incontro e confronto a livello europeo, quindi, per confrontare idee, proposte e modelli per rinnovare il tessuto produttivo e affermare una nuova fase di sviluppo sostenibile.

    Fonte: Festival Città Impresa 

  • Perché le imprese tedesche abbandonano la Cina?

    Perché le imprese tedesche abbandonano la Cina?

    Nell’ultima quindicina d’anni la Cina è stata un’interessante “banca del lavoro” per tutto l’occidente, grazie a salari straordinariamente bassi e formazione in un qualche modo concorrenziale. “L’offshoring” è stata una parola molto amata dai manager e soprattutto molto proposta nei vari meeting. Di conseguenza milioni di posizioni di lavoro si sono spostate dall’Europa all’Asia, causando gli effetti che tutti noi conosciamo.

    Quindi perché la Berliner Zeitung titola ora “China adè?” (Cina Addio)

    Prima di tutto ci sono i costi della manodopera: già di per se il costo del lavoro influisce solo per il 10% nel prodotto finito (percentuale che si riduce a 5 nel caso di prodotti ad alto contenuto tecnologico). E ora che i cinesi pretendono molto di più a fine mese e i salari crescendo di un 20% annuo… i vantaggi sono chiaramente minori.

    Di sicuro le paghe sono ancora a molto basse se messe a confronto con quelle europee, ma di certo questo vantaggio non durerà all’infinito e serve una strategia per il futuro.

    A riguardo ci sono anche studi del Fraunhofer Institut (ISI) che confermano questa inversione di trend, i quali dimostrano come già nel periodo 2007-2009 gli spostamenti fossero ai livelli minimi rispetto agli anni precedenti.

    La logistica

    Lavorando con la Cina bisogna prevedere che i trasporti impiegano circa 6 mesi, durante i quali il capitale è immobilizzato, esposto a rischi e, nel caso siano necessarie modifiche in tempi rapidi semplicemente non si può lavorare.

    Le maestranze

    Ora le imprese cinesi sono in grado di sviluppare e produrre il prodotto completo, e chiaramente ora sono in concorrenza. Ma il punto principale si sviluppa intorno alla qualità: semplicemente per il momento (e ancora per un bel po’) gli standard occidentali sono più elevati e, sommando tutte le variabili precedentemente elencate, aggiungendo anche che si è in un qualche modo rotta la catena tra dirigenza, sviluppo e produzione, si ha il quadro completo.

    Conclusione?

    In casa i problemi di qualità sono più veloci da risolvere e quindi tanto vale lavorare in casa. Inoltre la Cina ora ha un serbatoio immenso di nuovi ricchi. Un nuovo mercato in cui vendere senza preoccuparsi troppo della concorrenza a basso costo.

    Foto: by tjuel via Flickr, C.C. Attributions
    Fonte (per chi si intenda di tedesco): berliner-zeitung 
  • Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    Erasmus Placement: motivazioni e consigli per tirocinanti e imprese ospitanti

    In questo articolo non ho intenzione di dilungarmi in noiose spiegazioni sulla procedura da seguire per la partecipazione all’Erasmus Placement oppure di dare un’opinione personale sulla mia esperienza. Piuttosto, vorrei fare qualche considerazione sulle motivazioni che possono spingere uno studente, ancora laureando, a cimentarsi in questa nuova esperienza nonché dare suggerimenti a quegli enti o imprenditori che hanno deciso di partecipare al progetto.

    Ovviamente, occorre almeno spiegare di cosa tratti l’Erasmus Placement.

    L‘Erasmus Placement permette agli „studenti laureandi di effettuare uno stage presso imprese o centri di formazione e di ricerca situati in uno dei Paesi che hanno aderito al Programma. Si badi bene, che non sarà possibile trascorrere il periodo di stage presso istituzioni o organizzazioni che gestiscono programmi europei.

    Durante il tirocinio, inoltre, lo studente, o meglio il Tirocinante ( parola, il cui significato può assumere diverse sfaccettature), avrà diritto a ricevere un contributo comunitario la cui entità potrà essere considerata rilevante o meno a seconda del Paese di destinazione, e l’opportunità di acquisire competenze specifiche (?) ed avere una migliore consapevolezza degli usi e costumi del Paese ospitante.

    Detto questo, occorre fare qualche considerazione sul Progetto:

    In primo luogo, occorre una buona predisposizione ad adattarsi in un contesto internazionale e una  buone dose di senso pratico, senza la quale, si rischia di non approfittare realmente dell’esperienza che si ha di fronte.

    In secondo luogo, sarebbe preferibile stabilire immediatamente un reale Training Agreement (accordo firmato tra studente e ente o imprenditore ospitante) con l’istituzione ospitante che definisca maggiormente quanto stabilito in precedenza sul modulo cartaceo. Ciò al fine di evitare, per i soggetti maggiormente suscettibili e sensibili, delusioni future.

    Infine, occorre anche una buona dose di fortuna.

    Mi spiego meglio. Prima di partire, lo studente medio avrà la tendenza a pontificare tale esperienza, data l’opportunità di collaborare in un reale contesto lavorativo ed a stretto contatto con i professionisti del settore prescelto; tuttavia, la realtà dei fatti impone una buona dose di cautela.
    Guardando su Internet, ci si imbatte nelle esperienze più diverse: dalle più negative ( quali ho fatto solo fotocopie, ho portato caffè, ho pulito le scarpe del Boss!) alle più positive, vale a dire STAGE=ASSUNZIONE.

    Bene, adesso, dovrò mostrare il mio lato pragmatico: lesperienza positiva dipende maggiormente dallUomo e non da quanto scritto nero su bianco sul Training Agreement, in quanto nulla è scontato ed è necessario mostrare, o meglio DIMOSTRARE, non solo una certa disponibilità ma anche di essere una persona propositiva ed affidabile. Certo, questo non è sempre sufficiente poiché se l’ambiente di lavoro prescelto non dimostra nemmeno un minimo di elasticità ed apertura, nemmeno nel caso di continui richiami da parte del tirocinante, allora mi ricollego a quanto detto precedentemente: occorre una buona dose di fortuna.

    Infine, un suggerimento per listituzione ospitante: sarebbe preferibile che comprendesse di avere davanti a sé la possibilità di disporre di capitale umano da modellare ed aiutare ad emergere e non di semplici figuranti da porre ai margini del contesto lavorativo, a cui conferire esclusivamente mansioni non accettate o evitate dai dipendenti.

    In bocca al lupo a tutti!

     

    di Andrea Caccioppoli, studente laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre

     

     

     

  • Agenda Fiere Internazionali 2012 per le PMI

    Agenda Fiere Internazionali 2012 per le PMI

    Le manifestazioni fieristiche di tipo internazionale sono diventate oramai (e saranno sempre più) uno dei momenti più importanti per le PMI Italiane per avere la possibilità di ampliare la loro quota di mercato al di fuori dei confini nazionali.
    L’agenda fieristica del 2012 sembra ampia di occaasioni per un gran numero di imprese.
    Ecco una lista degli eventi più importanti divisi per città.

     Milano – presso Fiera Milano

    • Ipack-Ima  fiera molto importante dedicata al mercato del packaging, dal 28 Febbraio al 3 Marzo;
    • Mce Mostra Convegno Expocomfort dal 27 al 30 Marzo;
    • Plast 2012  , il salone internazionale delle materie plastiche e della gomma dall’8 al 12 Maggio 2012 che si terrà in contemporanea con
    • Xylexpo  fiera biennale mondiale delle tecnologie del legno e delle forniture per l’industria del mobile;
    • BIT borsa internazionale del turismo 2012,  si terrà sempre a Milano dal 16 al 19 Febbraio e sarà dedicata principalmente ad incontri B2B nell’ambito del turismo;
    • Mipel  che si occupa dell’accessorio moda avrà due incontri: dal 4 al 7 Marzo 2012 e dal 16 al 19 Settembre 2012;
    • Micam  Che si occuperà del mercato della calzatura dal 4 al 7 Marzo 2012;
    • Il salone internazionale del mobile dal 17 al 22 Aprile;

     Torino  – Lingotto Fiere

    Parma

     Bologna – Bologna Fiere

    • Cosmoprof  “’evento internazionale più importante del settore dell’estetica, della bellezza e della cosmesi con un’attenzione particolare rivolta all’industria delle Spa” dal 9 al 12 Marzo 2012;
    • Linea pelle  evento che ospita mediamente 1.050 aziende provenienti da 40 Paesi in una rassegna internazionale di pelli, accessori, componenti, sintetici e tessuti;
    • il SAIE   importantissimo salone riguardante I materiali da costruzione dal 18 al 21 Ottobre 2012;
    • Eima esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura ed il giardinaggio dal 7 all’11 Novembre 2012;
    • Show way  fiera debuttante in merito alle tecbologie per lo show business dal 5 al 7 Maggio 2012;
    • Fruitech Innovation che dal 27 al 29 Novembre 2012 si occuperà di imballaggio e logistica per la distribuzione al consumo;

     Rimini – Rimini Fiera

    • Sia Guest fiera dedicata al mercato alberghiero dal 24 al 27 Novembre 2012;
    • Tecnargilla è una delle più importanti vetrine mondiali dell´innovazione tecnologica e dell´estetica per l´industria ceramica e del laterizio dal 24 al 28 Settembre 2012;
    • Sigep   (Edizione da record con circa 100 aziende in più rispetto al 2011) che si sta tenendo in questi giorni e che termina oggi;

     Firenze

    • Art & Tourism prima fiera italiana che si occuperà principlamente di turismo di tipo culturale dal 18 al 20 Maggio 2012;

     Vicenza – Fiera Vicenza

    • VicenzaOro  (in Gennaio, Maggio e Settembre) da sempre una delle manifestazioni internazionali più importanti nel settore orafo;

     Verona – Verona Fiere

    La fiera di Verona si è conferma in piena crescita  nel 2011 con 84 milioni di Euro di fatturato e proprio per questi numeri è seconda solo alla Fiera di Milano per numero di espositori e giro d’affari diventando così uno dei punti di riferimento fieristici in Italia. Ecco alcuni eventi 2012:

    • Metef
Foundeq    fiera che si occuperà principalmente di materie prime, macchine, impianti, attrezzature, prodotti e applicazioni per:fonderia e laminazione  dal 18 al 21 Aprile 2012;
    • Il Vinitaly , organizzazione fieristica che non necessita di per sè di ulteriori descrizioni dal 25 al 28 Marzo 2012;
    • Marmomacc  un appuntamento irrinunciabile per le aziende del settore marmo dal 26 al 29 Settembre 2012;
    • Abitare il Tempo 100% Project  evento fieristico che si occupa di soluzioni d’interni dal 20 al 23 Ottobre 2012;
    • Fieracavalli  si terrà come da tradizione a Novembre 2012;

    Verona fiere quest’anno punta particolarmente sulle aree a maggior tasso di cresctia mondiale ovvero Brasile, Cina e India  (principalmente nel settore agro-alimentare e building). Tramite la società controllata proprio da Verona fiere Lems India Private verranno organizzate e promosse esposizioni, convegni, workshop e tutte le iniziative utili a sostenere le imprese e le istituzioni italiane in un’area dove il mercato fieristico cresce del 50% l’anno.

    Leggendo questa agenda programmatica di questi eventi fieristici internazionali che si terranno in Italia si comprende sempre più come l’ internazionalizzare del proprio business sia non solo una necessità per riemergere ma una vera e propria possibilità di crescita esponenziale.

  • Come funziona (sul serio) l’Erasmus per Giovani Imprenditori

    Come funziona (sul serio) l’Erasmus per Giovani Imprenditori

    La parola erasmus potrebbe trarti in inganno ma non stiamo parlando di un progetto per universitari, l’erasmus per giovani imprenditori è qualcosa che mira ad obiettivi totalmente diversi e decisamente ambiziosi.

    Vediamo i punti chiave di questo progetto dell’Unione Europea innaugurato dalla Commissione Europea circa due anni fa (febbraio 2009) e che ha finora riscosso notevole successo.

    Punto primario di questo progetto è la mobilità in ambito europeo (se sei un neo imprenditore devi uscire da mamma casetta), l’internazionalizzazione delle PMI (i contatti tra i due imprenditori possono sicuramente favorirla) e il networking imprenditoriale (nuovi contatti, scambio di idee, visione più globale)

    Figure coinvolte

    • Un Neo Imprenditore (NE): non ci sono limiti di età, deve solo essere appena entrato (ha costituito una società da un massimo di tre anni) o desidera entrare nel mondo dell’imprenditoria  (ha intenzione di costituire una società e quindi sta lavorando sulla fase di start-up);
    • Un Imprenditore Ospitante (HE): Deve essere un imprenditore attivo nel settore di riferimento e con esperienza. L’imprenditore che ospita solitamente sta cercando di entrare in nuovi mercati  oppure è semplicemente interessato alle nuove e fresche idee che possono derivare da uno scambio di know how con il neo imprenditore.
    • 2 organizzazioni intermediarie: una si occupa di aiutare il neo imprenditore e l’altra si occupa di aiutare l’imprenditore che ospita. Queste organizzazioni (solitamente camere di commercio ma non solo, circa 100 in tutta Europa) sono i punti di riferimento a cui rivolgersi per avere assistenza e che aiutano gli imprenditori nella fase di matching.

     Ammissione al programma:

    • Per il Neo Imprenditore è necessario iscriversi qui e
    1. compilare un veloce questionario online;
    2. selezionare l’organizzazione intermediaria di riferimento;
    3. Inserire il proprio business plan (rimane privato non viene condiviso con l’imprenditore che ti ospiterà)
    4. Attendere un contatto da parte dell’intermediario che ti dirà se la procedura è stata eseguita correttamente e se il business plan è stato approvato;
    5. Se tutto è andato bene inizia la fase di matching;

    CONSIGLIO: Per velocizzare la procedura contatta prima di compilare il formulario online l’intermediario che hai scelto in modo che sia informato in anticipo del tuo interesse e quindi possa prendere in carico da subito la tua candidatura e guidarti ad eventuali aggiunte o modifiche al tuo business plan;

    • Per l’imprenditore ospitante è necesario iscriversi qui e:
    1. compilare un veloce questionario online;
    2. selezionare l’organizzazione intermediaria di riferimento;
    3. Dare la tua disponibilità di massima (da 1 a 6 mesi) lingue ed abilità richieste al neo imprenditore;
    4. Attendere un contatto da parte dell’intermediario che ti aiuterà a perfezionare le tue richieste in modo da evitare di essere contattato da neo imprenditori con caratteristiche per te non interessanti;
    5. Inserimento nel database del programma (con le impostaziomi di privacy che preferisci)

    CONSIGLIO: contatta precedentemente l’organizzazione intermediaria e visto che sono sempre alla ricerca di Imprenditori Ospitanti interessati al progamma ti aiuteranno a rendere la procedura di iscrizione il più veloce possibile.

     Il “Matching”, ovvero la fase in cui decidi con chi collaborerai

     Per il neo imprenditore:

    Questa è una fase decisamente attiva, sei tu artefice delle tue scelte e anche se l’intermediario avrà delle proposte di collaborazione per te e saprà consigliarti il protagonista principale sei tu. Tu consulti il database con tutti gli imprenditori europei che svolgono l’attività di tuo interesse e tu decidi nazione e durata.Più aperto e flessibile sei per quanto riguarda durata e nazione e più possibilità di partire subito avrai.
    Se nel database non c’è nulla che ti ispira puoi avere un ruolo ancora più attivo e di ricerca andando a selezionare possibili imprenditori ospitanti non ancora iscritti al progamma e, tramite l’intermediario, contattarli facendo la tua  richiesta di interesse.poi starà a loro decidere di partecipare al programma o meno.

  • Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Basta bandi di finanziamento per ricerca ed innovazione in Veneto si (ri)apre allo sportello

    Ricerca ed innovazione: oramai questi due termini sono stati pronunciati da politici, economisti, Ministri, professori, Regioni e Stato talmente tante volte che forse si sta perdendo l’essenzialità del loro significato e della loro funzione per far ripartire e competere nuovamente la nostra economia con realtà estere molto più avanzate.
    Il Nordest ed in particolare il Veneto è caratterizzato dalla presenza di PMI principalmente a conduzione familiare e la costituzione di centri di ricerca a modello San Francisco con la sua rinomata Silicon Valley diciamo che non risulta così semplice, vuoi per i cospicui investimenti che bisogna sostenere, vuoi per i colossali meccanismi burocratici.

    Ma uno spiraglio sembra aprirsi e la regione Veneto ha deciso di passare  all’azione varando negli scorsi giorni una delibera definita di “ingegneria finanziaria” e firmata dall’assessore allo sviluppo economico Marialuisa Coppola.
    Vengono messi a “disposizione” un totale di 120 Milioni di Euro tra fondi regionali e di rotazione a tutte le imprese decise a fare della parola innovazione il loro mantra.
    Come ha sottolineato la Coppola (durante una intervista per il Corriere del Veneto del 17 Novembre 2011) «La legge regionale 9 del 2007   sulla ricerca scientifica è l’unica del comparto economico rifinanziata con la manovra di quest’anno. Si tratta di circa 10 milioni 200 mila euro che uniti al fondo di rotazione per l’innovazione di Veneto Sviluppo, che ammonta ad altri 110 milioni di euro, andranno a finanziare i progetti a fondo perduto per il 30% coperto dalla legge 9 e per il 55% a tassi agevolati con il fondo di rotazione della finanziaria regionale. La quota restante, del 15%, sarà invece a carico delle aziende proponenti».

    Progetti allo sportello

    Ma la vera e propria “innovazione” sta nel fatto che si cercherà di applicare il meno possibile il criterio dell’apertura di bandi per l’accesso ai fondi. Spesse volte infatti l’apertura di un bando comporta scadenze e tempistiche che raramente combaciano con tempi ed esigenze degli investimenti di impresa e Veneto Innovazione spa apre quindi I suoi sportelli (Vedi art. 5 d. lgs.n. 123/1998) alle imprese che cercano finanziamenti in questo settore.

    Venetoinnovazione.it

     

    Come spiega il terzo comma dell’articolo 5 della legge sopracitata: “Nel procedimento a sportello e’ prevista l’istruttoria delle agevolazioni secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nonche’ la definizione di soglie e condizioni minime, anche di natura quantitativa, connesse alle finalita’ dell’intervento e alle tipologie delle iniziative, per l’ammissibilita’ all’attivita’ istruttoria. Ove le disponibilita’ finanziarie siano insufficienti rispetto alle domande presentate, la concessione dell’intervento e’ disposta secondo il predetto ordine cronologico.”  In sostanza verrà data priorità all’ordine cronologico della presentazione dei progetti fino ad esaurimento dei fondi.

    Ci si chiede infine se effettivamente sia questa una modalità innovativa, (come si è visto la sostituzione del bando con lo sportello si rifà ad una legge del 1998 sulla razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese) o se sia invece il caso di trovare modalità più “coinvolgenti” e semplificate per le PMI a gesitone familiare per raggiungere tangibilmente questi denari. Il problema è sempre quello: quanto fondi vengono stanziati e quanti realmente utilizzati? Il fondo perduto è all’ordine del giorno in Italia ma questo dato non è mai in linea con le PMI che avrebbero necessitato di quei finanziamenti. Che vi sia una mancanza di comunicazione tra politica e realtà o semplicemente non si vuole realmente innovare?