Mese: Gennaio 2012

  • Open Source e impresa: perchè no!

    Open Source e impresa: perchè no!

    Nessuno sa definire precisamente il fuoco, però tutti sanno cosa sia. Probabilmente allo stesso modo si può parlare del software Open Source: se ne è sentito parlare, sappiamo che è un po’ dappertutto, probabilmente il nostro telefono di ultima generazione lo utilizza (per chi possiede Android). Nessuno però sa darcene una definizione intellegibile e precisa… solo si può convenire che il codice sorgente è liberamente disponibile e di conseguenza è possibile modificarlo e personalizzarlo agli scopi che meglio si ritengono opportuni: per questo la parola “Open” (aperto).

    La maggior parte dell’infrastruttura di Internet stessa si basa su questo tipo di programmi, i siti per i quali navighi hanno un’alta probabilità di essere gestiti da servizi Open Source (questo stesso blog, per esempio!) e la tua televisione di casa potrebbe tranquillamente usare Linux, il sistema operativo open più famoso, per gestire tutta la parte multimediale. La lista a questo punto sarebbe infinita: a questo scopo basta solo essere coscienti che ormai molta della nostra vita tecnologica si basa sull’open source.

    Quindi ci troviamo di fronte ad un modello per cui (generalmente) il software è molto economico, se non del tutto gratuito, non proprietario, non protetto e di solito non supportato da una singola entità.

    Chi si preoccupa di sviluppare tutto questo allora?

    Per la maggior parte il codice é scritto da volontari i quali, alla ricerca di una soluzione per un determinato problema, decidono di crearsi un apposito software per risolverlo e, chiedendo l’aiuto di altri sviluppatori volontari, cercano di arrivare a questo traguardo. Più il problema è comune, più è probabile che si uniscano al progetto decine di sviluppatori. Una collaborazione di massa quindi.

    Non è raro poi incontrare anche imprese informatiche che abbraccino questo modello di sviluppo: chi nel ramo dello sviluppo dei programmi, chi nei servizi, chi entrambi.

    Perché dovrei fidarmi? Gratis di solito significa “bidone”!

    Non abbiamo detto forse prima che ormai molta della tua vita digitale gira intorno al software Open Source? Se è così è perché davvero c’è un prodotto di qualità e più di qualcuno ha voluto investirci sopra. Molto semplice. Si parla di giganti del calibro di IBM, Google e Intel.

    Non capisco ancora, perché questi colossi hanno interesse ad investire?

    Per un semplice motivo di costi: sviluppare una soluzione completamente proprietaria comporta enormi spese, molti rischi e molto tempo. Sfruttando invece il fattore collaborativo preferiscono piuttosto supportare ed investire sulle comunità di sviluppatori indipendenti, assicurandosi un prodotto sempre fresco di nuove idee, con la potenzialità di essere il miglior software possibile e il vantaggio di potersi focalizzare sui loro business principali.

    Cosa me ne faccio io di tutto questo?

    La risposta in questo caso è molto semplice: risparmiare e allo stesso momento usare prodotti di alta qualità.

    Ulteriore vantaggio è la maggior concorrenza per quanto riguarda i servizi di assistenza e configurazione, se si tratta di un prodotto diffuso su larga scala. Oppure, è possibile assumere qualcuno che, in casa, ci personalizzi la soluzione software adeguandola alle nostre esatte necessità. Per chi è tecnico è molto facile trovare supporto ovunque girando per i gruppi di discussione on-line.

    Certamente non si può generalizzare, non tutto è oro quel che luccica e anche in questo caso bisogna sempre valutare con attenzione. Come per il mondo del software proprietario, esistono software ottimi come software pessimi… e il mondo Open Source non è un eccezione.

    Però è possibile sempre toccare con mano prima di esser blindati con contratti pluriennali decisamente costosi. E, soprattutto, hai la possibilità di scegliere!

    Una piccola lista di software Open Source che potrebbero interessarti:

    • Libre Office una valida alternativa a MS Office
    • Ubuntu distribuzione Linux, un possibile sostituto di Windows
    • Firefox
    • WordPress piattaforma di blogging (usata in questo sito)
    • OpenBravo ERP per la pianificazione delle risorse dell’impresa.

     

  • Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Spazio all’Imprenditoria Digitale a Treviso

    Il 19 Marzo 2012 prenderà il via a Treviso il MA.D.E.E. MasterLab in Digital Economics & Entrepreneurship.
    Cos’è?
    Un vero e proprio master in impreditoria digitale nato grazie agli sforzi della Digital Accademia di Roncade.
    Ma qual’è la filosofia che sta alla base di questa Accademia? Lo si comprende facilmente dal loro sito web in cui si legge

     

    [quote]La Digital Accademia è al servizio delle imprese che vedono le opportunità offerte dalla tecnologia e vogliono imparare tutti gli strumenti che occorrono per poterle cogliere appieno. La sua faculty è formata da professionisti e imprenditori capaci di spiegare con grande concretezza le nuove tecnologie e il loro significato per il marketing, la progettazione di nuovi prodotti, la riorganizzazione della comunicazione, la valorizzazione delle risorse umane, la creazione di nuove imprese. 
L’ispirazione viene prima di tutto dall’energia di chi sta creando un nuovo mondo di possibilità economiche a partire dalle tecnologie digitali ma sulla scorta di un’ambizione più profonda: contribuire a migliorare la qualità della vita.[/quote]

    Il corso che sarà dedicato ad Imprenditori, sia aspiranti che professionisti,

    [quote] …i quali desiderino concentrare i propri sforzi e  unire le loro conoscenze per la costruzione di un’impresa fondata sull’innovazione e sulla crescita nel mondo digitale…[/quote]

    avrà modalità di apprendimento pratiche. La concretezza risulta essere l’elemento principale alla base di tutto il master infatti tutta la fase di apprendimento (e pratica) avverrà in contatto diretto con i progetti di startup nate dall’incubatore H-FARM.

    Le possibilità di business nel digitale? Senza limiti infatti I partecipanti al master (massimo 30 persone, verifica modalità di ammissione) potranno sviluppare una propria idea di business e lavorarci (in gruppi) durante tutti i 4 mesi di durata del master. Al termine del corso i due progetti di business digitale più interessanti e  considerati concretamente realizzabili dal H-FARM verranno sostenuti nella creazione di una nuova startup digitale.

    Interessantissimi in questa luce sono di sicuro gli incontri che si terranno ogni due settimane in H-farm intitolati “Storming Pizza” che costituiscono una fondamentale possibilità di incontro tra aspiranti startupper, business angel e altre figure del mondo venture. Pochi minuti a disposizione per la presentazione i quali potranno trasformare un progetto o  un sogno digitale in realtà.

    Dal punto di vista della didattica il master prevede un modello di apprendimento innovativo e mirante alla produttività ed efficenza:

    • Lezioni frontali con approccio didattico pragmatico e concreto, mirate ad acquisire i fondamentali di imprenditoria digitale e di know-how per lo sviluppo di una startup, sotto la guida di esperti e professionisti del settore.;
    • Momenti di incontro  con personalità aziendali dalle imprese protagoniste nell’innovazione digitale in Italia e all’estero;
    • Project work e lavori di gruppo, per comprendere che la squadra è il fondamento della startup;
    • Visite presso le realtà aziendali più innovative nel campo del digitale;
    • Simulazioni, business game e gaming, esperienze dinamiche per stimolare la creatività;
    • Percorso di stage all’interno di startup incubate in H-FARM ma non solo;
    • Workplace in spazi aperti e a diretto contatto con l’ambiente naturale.

    Sicuramente, leggendone il programma, abbiamo compreso che tutto il master è orientato al mettere in pratica la citazione di Albert Einstein che si legge nel sito della Digital Accademia:

    [quote]Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione.[/quote]

     Nulla da aggiungere.

  • Cloud Computing? Ecco le 23 PMI Venete finanziate per diffonderlo

    Cloud Computing? Ecco le 23 PMI Venete finanziate per diffonderlo

    Di Cloud Computing ne abbiamo parlato in precedenza descrivendo in che modo possa tornare utile all’impresa e al singolo individuo.
    In Veneto si è fatta sentire in maniera forte l’esigenza di sostenere questa nuova tecnologia ed andare a finanziare le PMI del settore informatico che hanno puntato tutto (o quasi) sulla fornitura di questo tipo di servizi.

    La regione ha dato la possibilità mediante un bando pubblico  a tali PMI di ottenere finanziamenti derivanti dal Programma Operativo Competitività Regionale ed Occupazione, programma facente parte del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale della Regione del Veneto, periodo 2007/2013.

    Le imprese interessate dovevano presentare i loro progetti entro il 9 settembre 2011. In seguito alla presentazione di un totale di 88 progetti di cui 75 sono stati dichiarati ammissibili mentre 13 non ammissibili, in data Venerdì 27 Gennaio 2012 sono stati ufficializzati mediante la pubblicazione nel BUR i nominativi delle 23 PMI del settore informatico che avranno accesso a finanziamenti.

     Lo scopo dell’iniziativa?  Rilanciare la competitività del territorio attraverso l’innovazione digitale.
    Cosa devono fare ora le 23 PMI vincitrici? Dare atto ai progetti presentati, ovvero fornire nuovi ed innovativi servizi informatici rivolti al mercato della piccola e media impresa. Un servizio insomma fatto da PMI Venete per altre PMI Venete.

    Il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato ha sottolineato come, a seguito della qualità dei progetti presentati, si stia valutando in giunta la possibilità di recuperare ulteriori risorse per estendere la lista dei progetti da finanziare.
    Effettivamente soddisfacente (conoscendo le normali lunghezze burocartiche) è stato il fatto che le strutture regionali siano riuscite a completare tutte le procedure amministrative necessarie per la stesura della graduatoria dei progetti ammessi in soli 3 mesi.

    Ecco, qui potete trovare i nominativi delle 23 PMI che sono state ammesse al finanziamento per l’assegnazione di 2.256.258,77 euro complessivi.
    Per una visione competa di tutti i partecipanti, ammessi e non, rimandiamo alla consultazione della graduatoria completa nel Bollettino ufficiale della Regione n.9 del 27/01/2012. 

    Numero in graduatoria

    Ragione sociale impresa

    Importo progetto ammesso

    Importo contributo concedibile

    1

    MAYKING Srl

    € 228.250,00

    € 91.300,00

    2

    VIS Srl

    €105.000,00

    € 42.000,00

    3

    Politecnico Calzaturiero- ScarlIBM Italia SpaMBM Italia Srl

    € 490.000,00

    € 196.000,00

    4

    DBA LAB Spa

    € 524.378,78

    € 200.000,00

    5

    Winning Tech- nologies Spa

    € 457.030,08

    € 177.800,00

    6

    ECIPA SOCIETÀ CONSORTILE A RESPONSABILITA LIMITATA

    € 54.000,59

    € 21.600,00

    7

    BEDIN Shop Systems srl

    € 420.000,00

    € 189.000,00

    8

    URMET NESIT Srl

    € 257.558,00

    € 103.000,00

    9

    ENNOVA RESEARCH SrlAKERA Srl

    € 287.603,34

    € 115.041,34

    10

    B&B di Bubola Raffaele e C. Sas

    € 300.000,00

    € 120.000,00

    11

    TECH MO- NITOR Srl

    € 125.000,00

    € 50.000,00

    12

    EZENIA Srl

    € 275.260,00

    € 110.104,00

    13

    INFORMA- TICA VE- NETA Snc

    € 110.000,00

    € 44.000,00

    14

    Mediamind srl

    € 132.000,00

    € 59.400,00

    15

    Geko Srl, Alder SpaS A.S. In- stitute

    € 416.000,00

    € 174.720,00

    16

    Vecomp Sof- tware Srl

    € 121.500,00

    € 51.030,00

    17

    Nextep Srl

    € 180.000,00

    € 72.000,00

    18

    2C SOLUTION Srl

    € 194.840,33

    € 77.936,13

    19

    B+B INFOR- MATICA Srl

    € 177.506,50

    € 71.002,60

    20

    DANEA SOFT Srl

    € 150.219,00

    € 60.087,60

    21

    AD System spa

    € 130.100,00

    € 52.040,00

    22

    S SOFTWARE Srl

    € 172.438,00

    € 77.597,10

    23

    IDYSNET Srl

    € 251.500,00

    € 100.600,00

     

  • Vita, Affari e Think Different in 15 citazioni di Warren Buffett

    Vita, Affari e Think Different in 15 citazioni di Warren Buffett

    Sai vero chi è Warren Buffett? Bè  se non lo sai è un imprenditore statunitense nato nel 1930 che di passi (fisici e mentali) giusti nella sua vita ne ha fatti più di uno. Secondo Forbes nel 2011 è stato il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato in circa 47 miliardi di dollari.

    Abbiamo cercato alcune delle sue citazioni più famose per capire qualcosa di più di lui e di come pensa e ragiona. e abbiamo trovato alcune curiosità sulla sua vita e consigli pratici. Potranno ispirarti o meno, illuminarti o chissà.. magari ti faranno pensare a quanto pensare fuori dal gruppo aiuta a rivelare la parte più eccellente di te (quella vera). Sono 15, eccoli:

    1)Ha comperato la sua prima azione quando aveva 11 anni e rimpiange ancora il fatto di non averla comperata prima.

    [quote]Incoraggiate i vostri figli ad investire.[/quote]

    2) Ha comperato un piccolo appezzamento di terreno che affittava ai pastori locali all’età di 14 anni con i soldi che aveva risparmiato consegnando giornali a domicilio.

    [quote]Incoraggiate i vostri figli ad iniziare qualche tipo di business.[/quote]

    3) Vive ancora nella stessa casa in centro ad Omaha che ha comperato subito dopo essersi sposato circa 50 anni fa. Dice che ha tutto quello che gli serve in quella casa . La casa non ha nemmeno le recinzioni esterne.

    [quote]Non comperare di più di quello di cui hai realmente bisogno ed incoraggia i tuoi figli a fare lo stesso.[/quote]

    4) Guida da solo la sua macchina, non ha autisti e nemmeno guardie del corpo.

    [quote] Sei quello che sei.[/quote]

    5) Non si muove mai con un jet privato.. a meno che non possegga la pià grande compagnia aerea nel mondo.

    [quote] Pensa sempre a COME puoi realizzare le cose economicamente.[/quote]

    6) La sua società principale, la Berkshire Hathaway, possiede altre 63 società. Buffet scrive una lettera una sola volta all’anno agli amministratori di queste società dandogli degli obiettivi. Non li chiama mai in maniera regolare per continui meeting.

    [quote] Fai fare alle persone giuste il lavoro adatto a loro.[/quote]

    7) Ha dato ai suoi amministratori due semplici regole:

     

    [quote]

    1. Non perdere i soldi dei tuoi azionisti;

    2. Non scordarti la prima regola.

    Imponi degli obbiettvi ed assicurati che la gente si focalizzi su essi.[/quote]

     

    8 ) Non socializza con la gente dell’alta società. Quando torna a casa solitamente si prepara dei pop corn e guarda la televisione.

    [quote] Non ostentare, sii te stesso e fai quello che ti piace sul serio fare.[/quote]

     9 ) Non ha un computer sul suo tavolo e non va in giro nemmeno con un celulare e dopo aver saputo ciò Bill Gates, che aveva un incontro programmato con Buffet, era sicuro che non avrebbero avuto poi tanto di cui spartire. Si erano programmati un incontro di 30 minuti… l’incontro è durato 10 ore e Bill Gates è diventato un devono di Buffet.

    Ecco  i suoi consigli finali ai giovani:

     

    [quote]

    10) State lontani dalle carte di credito e dai prestiti bancari ed investire in voi stessi;

    11)I soldi non creano l’uomo, è l’uomo che ha creato i soldi.

    12) Vivi la tua vita semplicemente.. così come sei.

    13) Non fare quel che ti dicono gli altri, ascoltali, ma alla fine fai ciò che ti fa stare bene.

    14)Non comprare vestiti solo perchè sono di marca, indossa i vestiti che sono confortevoli per il tuo corpo.

    15)Alla fine dei conti la Vita è tua quindi non dare agli altri la possibilità di comandare la TUA Vita.[/quote]

    Concordi?

  • 10 caratteristiche essenziali per farcela nel business

    10 caratteristiche essenziali per farcela nel business

    Si potrebbero elencare almeno 100 tratti caratteristici (a livello di comportamento) che accomunano gli imprenditori proprietari di imprese  di successo. Vogliamo soffermarci però sui 10 più importanti (secondo noi).
    10 caratteristiche in cui potresti ritrovarti  ma che, soprattutto se sei un imprenditore alle prime armi, potresti cercare di modellare o di seguire per allineare tutto te stesso verso il raggiungimento dei tuoi obiettiviquindi vuoi essere:

     1. Entusiasta

    La gran parte degli imprenditori proprietari di piccole imprese è letteralmente entusiasta all’idea di vedere il loro business fiorire. L’entusiasmo è una caratteristica comune tra gli imprenditori di successo visto che iniziare un nuovo business può essere impegnativo ed alcune prove possono richiedere una gran quantità di determinazione e motivazione;

    2. Orientato/a verso I tuoi obiettivi

    L’entusiasmo può portare il tuo business molto lontano ma solo se c’è un obiettivo da raggiungere. Senza obiettivi prefissati il successo può diventare irrangiungibile. La gran parte degli imprenditori di successo si prendono del tempo per comprendere quali obiettivi sono per loro più importanti in modo da avere gran chiarezza sul dove stanno andando ed in che modo vogliono arrivarci;

    3. Fiducioso/a in te stesso/a

    L’essere fiduciosi è una caratteristica essenziale… D’altronde chi può essere se non tu il tuo più grande supporter? Non stiamo parlando di arroganza o egoismo ma una sana fiducia nelle proprie potenzialità, senza dubbi, senza incertezze.

    4. Appassionato/a

    Può essere molto difficile all’inizio superare la fase iniziale di mettere in piedi un business e di portarlo avanti con successo se non hai vera passione per quello che stai facendo. Guarda infatti ai grandi imprenditori non hanno forse sviluppato business basati sulle loro più grandi passioni?

    5. Cosciente del budget finanziario che stai gestendo

    Poichè gran parte del successo nel business è correlato al successo finanziario gli imprenditori che ottengono i risultati migliori fanno molta attenzione  a rispettare I budget che si sono prefissati. La capacità di conoscere quanti fondi hai a disposizione, quando ridurre le spese e come fare delle decisioni intelligenti quando è ora di investire spesso determina il successo o il fallimento di un’impresa.

    6. Dipendente da te stesso/a

    Certo di sicuro fare team, creare squadra e condividere è una parte importante di ogni impresa ma la capacità e l’abilità di pensare e di agire da solo, seguendo il proprio istinto ed  indipendentemente da cosa pensano gli altri è una risorsa importantissima;

    7. Umile

    Molti imprenditori fanno sicuramente affidamento su sè stessi ma quelli più saggi sanno anche quando è ora di chiedere aiuto, ammettere quando hanno sbagliato e accettare il criticismo di tipo costruttivo. Sanno stare con i piedi per terra anche quando ottengono i risultati più incredibili e non si scordano mai da dove hanno iniziato;

     8. Determinato/a

    Iniziare un nuovo business ha indubbiamente i suoi alti e bassi, ci sono vittorie, sconfitte, chaos ed acque calme. Gli imprenditori che hanno più successo sono quelli che sono fortemente determinati e che si rialzano dopo un fallimento, sapendone trarre insegnamento, senza abbattersi;

    9. Concentrato/a

    In un impresa capita spesso che l’imprenditore abbia diversi ruoli e che nell’arco della giornata si trovi a fare dieci cose diverse. La capacità di rimanere focalizzato pienamente sul problema che si sta affrontando in quel momento senza perdere la visione d’insieme è di sicuro un altro punto di forza;

    10. Mentalmente aperto/a

    Certo rimanere focalizzati e concentrati sulla visione d’insieme del proprio business è importante ma è molto importante anche essere mentalmente aperti e poter vedere le cose anche da prospettive diverse. Provare nuovi approcci, cambiare prospettiva, cambiare punto di vista, cambiare orientamento mentale è semplicemente essenziale.

    C’è qualche qualità che manca secondo te? Qualcosa che vorresti aggiungere?

  • Srl ad 1 € (ssrl)? Ulteriori risvolti pratici

    Srl ad 1 € (ssrl)? Ulteriori risvolti pratici

    Dopo aver visto i punti chiave (almeno quelli chiari) delle nuove srl con capitale sociale minimo di 1 € cos’altro si può comprendere leggendo l’articolo 2463 bis del Codice Civile introdotto dall’art 3 delle liberalizzazioni?
    Ormai lo sappiamo tutti, nei motori di ricerca la voce “srl ad 1 €” è stata cliccatissima negli scorsi giorni e la notizia di poter costituire una srl con un capitale sociale così limitato ha scatenato la fantasia e il desiderio di molto italiani.

    Ma, funziona? Troppo presto per rispondere a questo quesito, come tutte le novità normative  ha bisogno di applicazioni pratiche e di scontrarsi ed integrarsi con tutte le altre leggi contenute nel Codice.
    La motivazione di un capitale sociale ridotto ad un Euro è chiarificata dalla relazione che accompagna il decreto sulle liberalizzazioni

     “…tende a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, allineando il requisito dell’età fino ai trentacinque anni in coerenza con l’art. 27 della manovra estiva mediante la loro partecipazione a strutture asso-ciate prive dei rigorosi limiti previsti fino ad ora per le società di capitali, che di fatto impediscono l’accesso a tale tipo di struttura da parte degli imprenditori più giovani e meno abbienti …”

    La sicurezza di queste srl?

    Sicuramente dei risparmi dal punto di vista della costituzione societaria in quanto il deposito al registro delle imprese dell’atto costitutivo avverrà mediante comunicazione da parte degli amministratori IN ESENZIONE dei diritti di bollo e di segreteria.

    MA….

    Forse ti stai chiedendo (o forse la risposta già la conosci…) è possibile sul serio e praticamente (al di là delle parole programmatiche che accompagnano il decreto sulle liberalizzazioni) aprire una attività imprenditoriale senza un minimo investimento? È possibile senza investire almeno un migliaio di euro (o più).. anche fosse solamente per comperare un computer e una scrivania per lavorare?

    Ed ecco una piccola aggiunta nell’articolo del decreto che non tutti conoscono

    Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto deve essere TIPIZZATO (devono venir fornite le caratteristiche fondamentali) lo statuto standard delle società ed individuati i criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci.. cosa vuol dire? Che non appena vuoi cambiare una virgola di quanto è stato preconfezionato come statuto standard da questa futura legge.. bè.. è verosimile pensare che dovrai semplicemente recarti dal notaio e pagare i soldi che prima hai risparmiato oppure ti adatti allo statuto che hai in mano.

    Il problema finale: la liquidazione

    In una società a responsabilità limitata standard sai che il capitale sociale è di 10.000 Euro ed una delle cause di liquidazione per la srl previste dall’Art 2484 cc è il caso in cui il capitale sia ridotto nella misura di 1/3 del minimo legale.. quindi se sei in perdita e hai perso più di 3.334 €, bè devi seguire l’iter normale della liquidazione societaria. E cosa succede con una società con capitale sociale di 1€? Che facendo le debite proporzioni se perdi più di un 0,34 Eurocent.. inizia la liquidazione societaria (Infatti non è ammissibile uno scioglimento senza liquidazione).

    Questo aspetto fa ben pensare sul fatto che l’euro a cui si fa riferimento potrebbe trasformarsi in un investimento molto più cospicuo per evitare situazioni al limite della realtà come quella appena prospettata.
    Rimangono ovviamente i vantaggi di cui sopra nel risparmio di bolli, registrazione e notaio (vedi il calcolo dei risparmi), sempre che non vi pensiate di cambiare la struttura dello statuto standard. Se stai pensando alla costituzione di una srl semplificata ricordati anche della possibilità di usufruire del regime dei minimi.

    Infine

    Questo tweet che abbiamo letto ieri ci ha strappato un sorriso:

    @marcobrambilla: ieri è caduto il primo dentino, e stanotte la fatina ci ha lasciato monetine! Ora siamo indecisi, se mettere nel salvadanaio o aprire 2 SRL…

     

  • Euroformazione 2012? Grazie ad Eurosportello Veneto

    Euroformazione 2012? Grazie ad Eurosportello Veneto

    Unioncamere del Veneto – Eurosportello  offre anche quest’anno un interessante piano di incontri focalizzati sulla comprensione di come funzionino le istituzioni europee. Nel piano si può notare che in quest’edizione grande attenzione sarà dedicata all’ambito del diritto: le tematiche saranno esposte, modulo per modulo, da giuristi del territorio di chiara fama e con lunga esperienza nel settore.Di particolare interesse sicuramente i moduli legati agli strumenti finanziari dell’UE e all’europrogettazione.

    L’evento è gratuito, si terrà ogni Venerdì per circa tre ore a partire dal 27 Gennaio 2012. Non è necessario seguire tutto il corso e si può partecipare ai soli moduli a cui si è interessati, è solo necessario iscriversi volta per volta almeno 7 giorni prima dell’evento.

    Possono partecipare:

    • Aziende
    • Privati
    • Studenti universitari
    • Commercialisti
    • Avvocati
    • Consulenti del lavoro
    • Giornalisti
    • Funzionari di enti pubblici e privati

    Un occasione sicuramente da non perdere!

    Scarica il programma completo ed il modulo di adesione.

    Per contatti diretti con eurosportello: europa@eurosportelloveneto.it

  • Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Navigando per la rete ci è incappato di incorrere in in un articolo (in lingua inglese) riguardo le imprese italiane e la loro incapacità di sfruttare il web. Un articolo molto duro e altamente critico, che da un’idea di come è visto dai nostri potenziali business partner il nostro modo di affrontare il web e le sue potenzialità.

    Principalmente vengono individuate quattro cause:

    1. La maggior parte delle persone nelle imprese è troppo vecchia (mentalmente) e troppo orgogliosa;
    2. Nessuno si prende il rischio di decidere qualcosa, mai;
    3. Chi fa marketing non conosce il mercato digitale;
    4. Le persone nelle imprese italiane non hanno passione per il loro lavoro (e la vita in genere).

    Le affermazioni sono indubbiamente molto pesanti. Si potrebbe dire che è meglio che ognuno guardi a casa propria, chi è l’autore per poterci insegnare qualcosa ecc. ecc. Si potrebbe continuare per ore, il problema resterebbe insoluto e anche oggi si sarebbe persa un’ottima occasione per fare business. C’è poco da prendersi in giro!

    In un precedente post si era già parlato del tema siti aziendali e accennato al problema del fattore culturale. Giusto qualche giorno fa Deloitte ha pubblicato un suo rapporto (in inglese) riguardante Facebook e il suo impatto per l’economia europea, con numeri che appaiono confortanti per il futuro, soprattutto per quanto riguarda lo scenario italiano.

    Ma allora perché non si è ancora capita pienamente la potenzialità del web? Perché l’agenda digitale non è ancora tema principe della discussione economica nel panorama nazionale? Perché da noi esistono Silicon Valleys?

    Un po’ di autocritica non guasta

    Negare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questo momento, equivale a volersi suicidare e uccidere sul nascere un nuovo flusso di opportunità. Perdere l’ulteriore treno con destinazione crescita.

    I quattro punti sopra elencati colgono, a nostro avviso, pienamente nel segno e riassumono molto efficacemente quanto di davvero problematico c’è nella nostra cultura d’impresa e la relativa avversione al cambiamento. Tempo per un’inversione di tendenza, fortunatamente, ce n’è ancora. Ma è necessario mettersi in discussione e voler davvero cambiare. Materiale per imparare e casi di successo da imitare ce ne sono a bizzeffe, vogliamo aspettare ancora?

    Da dove iniziare

    Per prima cosa, è necessario capire che quello che vogliamo noi non sempre è quello che vuole anche il nostro cliente, l’universo non gira solo intorno a noi ma viviamo in una realtà fatta di consumatori sempre più informati e con necessità che cambiano col tempo, bisogna quindi adattarsi.
    Se non ci accorgiamo che il mondo gira resteremo sempre indietro. L’orgoglio è il caso di metterlo da parte, è evidente che non aiuta. Se c’è qualcuno che davvero dà dimostrazione di capirne qualcosa dei nuovi trend è meglio, forse, dargli almeno una possibilità ed ascoltarlo.

    Un team degno di tal nome è fondamentale

    Uno stuolo di yes man serve a gran poco!

    Se chi ti circonda ti dice sempre di si, già dovresti capire che c’è qualcosa di sbagliato. Chi vince sul mercato è chi ha dietro un team che discute, con membri che credono e supportano con logica e fatti le proprie idee. Quello di cui hai bisogno sono collaboratori in grado di prendere decisioni, per questo motivo devono essere sia responsabili ma da te anche responsabilizzati.

    Aver paura che ti rubino il lavoro è sbagliato, non cresce la tua attività e non crescono loro. E’ necessario correre questo rischio, diversamente nessuno cresce e si è in permanente stallo. E nell’era di internet essere statici è pericoloso.

    Diversamente, con alle spalle un gruppo in grado di coprire certe parti della tua attività e di decidere al posto tuo, hai più possibilità di lavorare su quello che è più importante: trovare nuove opportunità per il tuo business.

    Una volta fatto forte il team puoi sei pronto alla sfida digitale. Un team agguerrito è un vulcano di idee, e ne hai bisogno ora più che mai.

    Non farti fregare

    Capito che hai bisogno di un modo nuovo di penetrare nel mercato e formato il team, hai ora bisogno di trovare chi possa aiutarti nel realizzare una nuova strategia.

    Ma attento! Quando tratti sul prezzo di acquisto di qualcosa sei sicuramente attento a qualsiasi dettaglio, cerchi di tirare il più possibile sul prezzo, cerchi di capire se chi hai davanti voglia rifilarti un rottame che vale poco o niente. Tutto questo perché sei informato e sai cosa ti serve.

    Con il mercato del web sei sicuramente più spiazzato, non è il tuo mestiere, non hai probabilmente molte competenze tecniche, non sai realmente come muoverti. Però ottimi meccanismi di autodifesa già li hai: il tuo istinto, la tua esperienza, il tuo team.

    Se qualcuno che millanta di “far marketing” si presenta nel tuo ufficio e ti infarcisce il cervello di paroloni in inglese associati a presentazioni di prodotti a te incomprensibili, fermati un attimo e valuta. Capisci se chi hai davanti cerca di rifilarti il rottame o se è una persona davvero competente.

    Cerca di capire cosa ti stanno offrendo, metti subito alla prova chi sta cercando di venderti il servizio. I tuoi collaboratori possono qui avere un ruolo fondamentale: aiutarti nella decisione attraverso la loro opinione.
    A prova contraria saranno loro a dover mettere in pratica le nuove strategie o chi, nel caso dei commerciali, ha a che fare con la gente tutti i giorni.
    Tutto questo però con gli yes man già a casa.

    Tu in questo caso sei l’acquirente e chi ti offre il servizio il venditore. Metterlo sotto torchio, a prova contraria, è una tua prerogativa, giusto?

    La passione è la chiave di tutto

    Tu sicuramente vivi per quello che fai, hai passione per quello che fai. Diversamente non ti saresti messo in attività.

    Comunicare un marchio o un prodotto è un lavoro di passione. Non un lavoro alla giornata.  Chi deve vendere il tuo prodotto deve essere influenzato da questa tua passione e chi deve venderti una nuova strategia di vendita deve mostrare la stessa passione per il proprio lavoro. Se non percepisci questa passione cerca qualcun altro. E’ meglio prendersi un po’ di tempo che iniziare una campagna sul web disastrosa. Sarebbero solo soldi, tempo e, nel peggiore dei casi, un danno alla propria reputazione.

    “Esserci” giusto per essere presente in un qualche modo, è l’errore più grande che si possa fare nel web. Meglio evitare, ponderare e trovarsi qualcun altro.
    In gioco c’è un investimento strategico quanto l’acquisto di un nuovo macchinario o di un capannone, è bene averlo presente fin dal primo momento!

    Se chi hai davanti passa la prova allora hai già fatto probabilmente un ottimo passo avanti per inserirti nel mondo del web. Non resta ora che crederci fino in fondo! Sei d’accordo?

  • Strategie di business da un miliardario

    Strategie di business da un miliardario

    Ted Leonsis  ha fatto proprio tutto, Sicuramente in Italia non è poi così conosciuto ma ha lavorato 15 anni presso AOL   (ll più grande internet service provider del mondo con i suoi 30 milioni di utenti) diventandone infine presidente ed attualmentte vicepresidente onorario. Poi ha continuato la sua carriera ed ha fondato,  infine diventandone azionista di maggioranza, la Monumental Sports & Entertainment dove si occupa di supervisionare 3 teams professionale tra  NHL e NBA.

    Ma perchè ti può interessare cosa ha da dire un personaggio di successo americano così distante dalla realtà italiana? Perchè poi così distante non è e sicuramente con il suo best seller The business of Happiness (Il business della felicità nda) ha centrato in pieno un segreto essenziale per la felicità e la realizzazione personale (e di impresa).

    In questa intervista rilasciata ad Inc magazine Ted risponde ad alcune domande essenziali riguardanti il rapporto tra felicità e successo nel business.

    Quando è stata la prima volta che hai realizzato la correlazione tra felicità e successo nel business?

    Poco dopo la laurea alla Georgetown University ho fondato una piccola società chiamata LIST, un magazine che si occupava principalmente dei software di programmazione disponibili per I PC. Era una sorta di guida TV ma era per il mondo del software. In meno di due anni ho venduto la società per 60 Milioni di Dollari. Quella non era l’intento originario ma era difficile a 27 anni rifiutare una tale somma. Dichiarai vittoria: mi ero laureato ad una università importante, preso buoni voti, fondato una società e fatto tanti soldi. Ero convinto di avercela fatta. Poi ho realizzato che nonostante la mia fortuna finanziaria non ero veramente felice. Quel successo nel mondo del business non mi ha regalato la felicità e quindi decisi di diventare uno “studente della felicità”. Iniziai a leggere qualsiasi cosa che mi passasse per le mani e ho capito che le società e le organizzazioni con cui ero coinvolto dovevano avere una doppia riga di bilancio

    • Essere di successo dal punto di vista degli affari;
    • Essere comunque orientati alla comunità;

    Attualmente non mi metto minimamente in affari con società e non seguo progetti che non abbiamo una doppia riga di bilancio del genere.

    Puoi spiegare meglio il modello di business della “doppia riga di bilancio”?

     Quando è sviluppato correttamente un modello di business che segue una doppia riga di bilancio riesce a creare felicità ed una organizzazione societaria più di successo.
    Una società deve ovviamente ambire al profitto ma dovrebbe inseguire anche uno scopo ed un obiettivo più grande. Questo scopo fornisce anche per i dipendenti stessi dell’impresa la possibilità di sentirsi come parte di un cambiamento nella comunità o comunque di supporto ad una determinata causa.
    Gli imprenditori di oggi devono capire e determinare qual’è lo scopo più grande, la mission più importante che vogliono perseguire con le loro società.
    Affinchè una doppia riga di bilancio sia effettivamente significativa hai bisogno di dedicarti ad una tua vera passione.

    Qual’è la via migliore per gli imprenditori ed amministratori per incoraggiare impegno, comprensione e buon senso collettivo all’interno della loro organizzazione?

    E’ semplice gli amministratori dovrebbero comportarsi all’interno della società ogni giorno con  impegno, comprensione e buon senso.. solo allora potranno aspettarsi lo stesso atteggaimento dal resto dell’organizzazione.

    Che consiglio daresti a chi sta cercando di dedicarsi ad altre iniziative imprenditoriali al di fuori dal proprio business di riferimento?

    La passione. La passione è la fonte motivazionale principale per dedicarti sia ai tuo obiettivi a breve termine sia ai tuoi sogni. Cerca più informazioni possibili relative all’iniziativa imprenditoriale che ti appassiona. Entra in collegamento con tutte le persone che possono esserti da guida. La conoscenza è potere quindi raccoglila ed utilizzala.

    Per avere una vita ed un business senza rimpianti quali sono i primi due punt per te fondamentali?

    Numero 1: Sii PROATTIVO nella tua Vita

    Numero 2: Non perdere mai di vista cos’è veramente importante per te e cosa ti rende felice.

  • Successo, fallimento e leadership in 20 citazioni

    Successo, fallimento e leadership in 20 citazioni

    Ecco 20 citazioni sul successo, sul fallimento e sulla leadership. Lascia che ti ispirino, potrebbero cambiare la tua prospettiva di guardare al mondo oppure potrebbero semplicemente farti sorridere o pensare.

    A cosa ti potrebbero servire? Ogni cambiamento, e il tuo business non è da meno, nasce da un cambiamento di orientamento mentale.

    Successo

    1. “Ci sono due regole per il successo. 1) Non dire tutto quello che sai” Roger h. Lincoln

    2. “Tutte le persone che conosco che hanno successo in quel che fanno  hanno successo perchè amano ciò che fanno” Joe Penn

    3. “Essere realisti è la strada più comunemente percorsa per giungere alla mediocrità” Will Smith

    4, “La strada per il successo è sempre in costruzione” Arnold Palmer

    5. “Qualsiasi cosa la mente umana riesce ad immaginare e  credere può essere ottenuta” Napoleon Hill

    6. “La maggior parte delle persone più importanti hanno ottenuto il loro più grande successo solamente un passo dopo il loro più grande fallimento” Napoleon Hill

    7. “Che tu creda di potere o di non potere.. hai ragione ” Henry Ford

     Fallimento

     8. “Il fallimento sconfigge i perdenti ed ispira i vincenti” Robert T. Kyosaki

    9. “Non ho fallito. Ho solamente scoperto 10.000 strade che non funzionano”  Thomas Edison

    10. “Il più grande fallimento della tua vita è non provarci” Emil Motycka

     Leadership

     11. “I leader non forzano le persone a seguirli, li invitano per un viaggio” Charles S. Lauer

    12. “L’esempio non è il modo principale per influenzare le persone. E’ il solo modo” Abraham Lincoln

    13. “La leadership consiste nel fare quel che è giusto quando nessuno sta guardando” George Van Valkenburg

    14. “Dire a qualcuno di fare qualcosa non significa essere un leader”
 Wolf J. Rinke

    15. “Guidate e ispirate le persone. Non cercate di gestirle e di manipolarle.
I magazzini possono essere gestiti ma le persone vanno guidate”
 Henry Ross Perot

    16. “La differenza tra un capo ed un leader è che  il capo dice  “Vai!” Il leader dice “Andiamo!” ” E. M. Kelly

    17. “”I manager sono persone che fanno le cose bene. I leader, invece, sono persone che fanno le cose giuste”
 Warren Bennis

    18. “La leadership è l’arte che rende possibile che qualcun altro faccia volentieri ciò che voi volete”

 Dwight Eisenhower

    19. “L’uomo che vuole dirigere un’orchestra deve saper girare le spalle alla folla”
 James Crook

     …e per concludere qualsiasi cosa tu stia facendo ora, pensa a questo

     20. “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita” Confucio

    e tu? Hai delle citazioni preferite? Se vuoi o se puoi condividile !