Anno: 2011

  • Cloud Computing: cos’è e come potrebbe tornarti utile

    Cloud Computing: cos’è e come potrebbe tornarti utile

    Di questi tempi si sente tantissimo parlare di cloud computing, se ne elencano i benefici e ogni big player ormai offre qualcosa “cloud”. Ma in realtà di cosa si tratta e come può tornare utile al tuo business questa novità del mondo informatico?

    Definizione

    Cloud Computing è un termine generico per definire qualsiasi dato o software ospitato al di fuori della tua infrastruttura locale; più concretamente, è come salvare i dati o eseguire applicazioni in un potente e costoso computer che qualcuno gestisce per noi.

    Tipologie di servizio

    Si tende a categorizzare questo servizio in tre diverse tipologie: infrastruttura come servizio (IaaS, infrastructure as a service), piattaforma come servizio (PaaS, platform as a service) e software come servizio (SaaS, software as a service).

    • Infrastruttura come servizio (IaaS)
      Viene offerto spazio su disco virtuale, macchine virtuali ed altre risorse hardware che i clienti pagano a consumo. Viene offerto un tariffario per i servizi offerti e viene richiesto il pagamento delle sole risorse utilizzate (cicli macchina, spazio su disco riempito, ecc.).
      Amazon S3, Amazon EC2 sono esempi di questa categoria di servizio.
    • Piattaforma come servizio (PaaS)
      In questo caso si ha a disposizione un sistema di macchine virtuali, interfacce di programmazione applicazioni (API), frameworks e sistemi operativi che i clienti utilizzano per implementare per le proprie applicazioni nel Web. Force.com, Google AppEngine e Windows Azure ne sono esempi
    • Software come servizio (SaaS)
      Probabilmente la tipologia di cloud service più comune: la maggior parte degli utenti la usa su base giornaliera. In questo caso l’utente ha un’interfaccia già pronta all’utilizzo, solitamente l’accesso avviene tramite browser, e il prodotto è già preconfigurato e pronto all’utilizzo. Non è niente altro che un utilizzo in remoto di un programma.
      Esempi ne sono Gmail, Google Apps e Basecamp.

    Perché ti potrebbe tornare utile

    Svilupparsi certi servizi “in casa” costa, in termini di lavoro umano e di hardware. Mantenere in vita e in sicurezza tali servizi è altrettanto costoso e richiede figure full time con una certa competenza tecnica.

    Attraverso l’utilizzo di questa tecnologia è possibile risparmiare in acquisto di hardware, dal momento che sarà il fornitore di servizi a preoccuparsene; è possibile sviluppare applicazioni più flessibili e potenti (nel caso PaaS), avendo a disposizione un’infrastruttura virtualmente infinita e risparmiare in costi di gestione come elettricità, spazio, raffreddamento ecc.

    Oppure sarà anche possibile utilizzare dei servizi, nel caso di SaaS, già completamente preconfigurati, che ti permetteranno di essere immediatamente operativo e di pagare costi di utilizzo molto basi o, in ogni caso molto concorrenziali. Esempio di questa convenienza può essere l’utilizzo di Google Apps per la gestione dell’email e calendario aziendale di piccole imprese; l’utilizzo di software come Feshbooks per la tenuta della contabilità; oppure per l’utilizzo di software di Project management o Gestione clienti professionali. Le possibilità sono già infinite e la concorrenza è molto, per fortuna nostra, agguerrita.

    Contro

    Prima di tutto: per utilizzare un qualsiasi sistema cloud computing si viene costretti ad affidare i propri dati a qualche entità esterna alla nostra impresa. E questo è imprescindibile, il concetto stesso di cloud computing lo prevede.

    Il fatto di doversi affidare a terzi prevede inoltre che questi terzi siano affidabili e possano garantire una continuità del servizio 24/24 7/7. E’ necessaria sempre un’accurata indagine sul profilo di chi gestirà i nostri dati e, soprattutto, di esser tranquilli del fatto di poter affidare i nostri dati a terzi.

    Questione privacy: tutti i provider di servizi assicurano protezione totale e limitazione dell’accesso ai nostri dati a persone non gradite. Resta sempre una vena di incertezza

    Conclusioni

    ll cloud computing è sicuramente una rivoluzione tecnica dei nostri tempi assolutamente degna di nota e valutazione. Attraverso l’uso di tale tecnologia è possibile limitare molti costi e migliorare la produttività.

    Bisogna però tener ben presente le questioni legate all’affidamento dei propri dati ai terzi e mai dimenticare un’attenta analisi costi/benefici. Sicuramente a volte si risparmia denaro, ma è necessario di volta in volta valutare se sia davvero necessario ricorrere ai terzi per le nostre necessità.

  • “Piccolo fallimento” per le PMI? ora possibile

    “Piccolo fallimento” per le PMI? ora possibile

    Il decreto legge approvato dal governo venerdì 16 Dicmebre interviene sulle piccole liti, alzando il limitre in Euro ed  introduce  una procedura di esdebitamento per piccole imprese e consumatori, una sorta di piccolo fallimento.

     

    Per quel che concerne la figura del giudice di pace

    E’ stato raddoppiato e portato a mille euro il tetto entro il quale le parti possono stare in giudizio davanti al giudice di pace personalmente e senza la necessità di avere un avvocato.
    L’importanza del decreto legge risiede particolarmente nel fatto che nel caso in cui la parte possa stare in giudizio personalmente (tetto di 1.000 €)  la condanna alle spese della parte soccombente non può superare il valore della domanda. Esemplificando, se il valore della domanda è di 800 € colui che perde potrà essere condannato a pagare 800 €, non 1 € di più. Questo è il risultato di una aggiunta da parte del decreto legge all’art 91 del codice di procedura civile (Vedi Italia Oggi del 20 Dicembre 2011).

    Tale possibilità è giustificata essenzialmente dal fatto che la parte che soccombe non può venire pregiudicata dalla scelta dell’attore vincente di avvalersi dell’assistenza di un avvocato. A livello pratico se l’attore ha fatto causa al  convenuto con una domanda da 800 € e per andare di fronte al giudice di pace ha speso 300€ di assistenza legale, ANCHE SE verrà data ragione all’attore gli verranno riconosciuti gli 800 € della domanda ed in sostanza i 300 € di spese legali non verranno rimborsati. Questo vuol dire a conti fatti che per questo tipi di lite converrà andare di fronte al giudice di pace senza un avvocato, altrimenti si rishcierebbe nel caso degli 800 € di avere un attivo per sè (per l’attore) di 800-300 = 500 €.

    Per quel che riguarda invece i piccoli fallimenti

     E’ stata introdotta anche una procedura per l’esdebitamento per consumatori e PMI (non soggette a fallimento).
    Il debitore sovraindebitato potrà rivolgersi al tribunale e proporre un piano di ristrutturazione elencando le modalità che intende utilizzare per farvi fronte. Il suddetto piano deve tenere da conto ovviamente di tutti i creditori privilegiati e non.

    Per definire il piano di ristrutturazione il debitore ha la possibilità di farsi aiutare da un organismo di composizione della crisi iscritto al ministero della giustizia. Possono fare parte di questa lista tutti gli organismi di mediazione delle camere di commercio, gli ordini degli avvocati ed i commercialisti previa domanda di iscrizione al ministero.
    E’ necessario allegare alla proposta tutta la contabilità degli ultimi tre anni oppure gli estratti conti bancari. Successivamente il piano di ristrutturazione deve essere approvato dai creditori, per le PMI deve esserci l’approvazione da almeno il 70% dei creditori mentre per l’esdebitamento del consumatore si parla di un 50%.Il piano viene poi omologato dal tribunale e nelle more vengono sospese tutte le procedure esecutive individuali ed I sequestri.

    Sicuramente queste nuove modifiche legislative, specialmente per quel che riguarda l’innalzamento del limite per rivolgersi al giudice di pace porterà benefici alla lentezza del sistema giudiziario italiano. Parlando infine della “novità” del piccolo fallimento forse potrebbero essere indicate altre vie dal legislatore, vie più radicali per evitare, se possibile il sorgere di piccoli debiti che poi crescono e che rovinano famiglie di consumatori e piccoli imprenditori. Forse il debito inizia ad essere anche in Italia come in America una questione culturale. Felici le banche.

  • Google, Microsoft…giganti tecnologici a caccia di PMI

    Google, Microsoft…giganti tecnologici a caccia di PMI

    Google vuole fare affari con le PMI, lo vuole ardentemente. Certo, non è l’unica società tecnologica interessata all’utenza delle PMI.
    Di sicuro il più famoso motore di ricerca mondiale sta facendo grandi sforzi per accaparrarsi nuova clientela.
    Se vi state chiedendo come sia possibile che un gigante da 170 miliardi di dollari come Google sia interessato anche alle piccole  e piccolissime imprese… La risposta è semplice, riuscire a stare in contatto anche con le piccole realtà imprenditoriali è un punto chiave degli sforzi di Google di rimanere al top del mondo pubblicitario online (google nel 2010 ha incassato 28,2 miliardi di dollari mediante la pubblicità- Vedi INC. Magazine di Dicembre 2011).

    Avere un maggior numero di PMI online è un valore aggiunto per le imprese ma implica anche un esperienza di ricerca migliore agli utenti mobile di internet, soprattutto tenendo conto di quanto dichiarato da Google che ha quantificato che il 40% delle ricerche tramite mobile riguardano informazioni di tipo locale o regionale.

    In America circa il 63% delle PMI non ha nemmeno un sito internet ed in Italia, la situazione è forse peggiore con la differenza che nel belpaese spesso le imprese hanno un sito ma non lo gestiscono e non ne sfruttano minimamente le potenzialità. In generale la percezione dei piccoli imprenditori è che gestire un sito sia difficile, costoso e che faccia perdere del tempo, Google ha cercato in Italia dal Maggio scorso di attrarre le PMI nella sua rete mediante l’iniziativa la mia impresa online in collaborazione con pagine gialle e registar.it ma la reazione generale non è stata particolarmente entusiasmante, soprattutto tenendo conto del fatto che alla lunga risulta essere un servizio abbastanza vincolante.

    Gli altri giganti della tecnologia, specialmente Microsoft,  hanno subito notato le mosse di Google, soprattutto tenendo conto del desiderio di Google di offrire I suoi software di cloud computingcome piattaforma per gestire le risorse dell’impresa. Ed è questo il servizio, chiamato Google app for business che potrebbe aiutare effettivamente l’operatività di molte PMI.

    Il team di Google sottolinea come sia il suo servizio email, i calendari, la gestione di documenti online e le sue applicazioni di video chat il vero carburante per le PMI. Tutte queste appplicazioni sono gratis per tutte le PMI con un massimo di 10 collaboratori (la versione a pagamento delle Google Apps for business costa circa 40 Euro/anno).

    Microsoft da lato suo sta correndo ai ripari dato che il suo pacchetto Office inizia ad essere sostituito in diverse aziende da valide alternative  ed ecco spiegato il tentativo di Microsoft mediante Office 365  (applicazione basata su un utilizzo del pacchetto office mediante clouding) di andare a coprire la fetta di mercato rubata da parte delle Google apps.

    In definitiva? La battaglia è aperta e I beneficiari finali, se lo vogliono, saranno tutte quelle PMI in cerca di innovazione e di rilanciarsi in un mercato che inveitabilmente si muove essenzialmente online. Certo l’Italia sappiamo che è indietro dal punto di vista della alfebitizzazione informatica ma possibilità di crescita ce ne sono, basta aprirsi al nuovo senza rimanere ancorati al vecchio e se le PMI vogliono stare a galla il salvagente arriva dall’Innovazione.

    Spirito di adattamento e flessibilità? Non è più solo una qualità da richiedere ai dipendenti ma è un concetto che gli imprenditore dovrebbero fare sempre più proprio. Flessibilità nell’innovare. Nulla da aggiungere.

  • Gara d’appalto per l’affidamento del servizio di pulizia delle sedi regionali: VENETO

    Gara d’appalto per l’affidamento del servizio di pulizia delle sedi regionali: VENETO

    Informazioni generali:

    Struttura di riferimento:  Dir. Demanio Patrimonio e sedi

    Data scadenza: 10/02/2012

    Fax ente appaltante:  041/2795212

    Email ente appaltante: demaniopatrimonio.sedi@regione.veneto.it

    Data di pubblicazione sul web: 9/12/2011

    Importo in euro: 1.365.000,ooo €

    TITOLO COMPLETO
    Gara d’appalto mediante procedura aperta, ai sensi del D.lgs. n. 163/2066 e s.m.i., per l’affidamento del servizio di pulizia, attività accessorie e interventi speciali negli uffici della Giunta Regionale di cui ai Lotti n. 1 sedi del Genio Civile di Verona, Lotto n. 2 Sede di Padova – Passaggio Gaudenzio, 1 e via Rialto, 25 e Lotto n. 3 Sede di Rovigo – Viale della Pace, 1/D e Caselli Idraulici in località varie della provincia di Rovigo.

    DESTINATARI
    Imprese.

    NORMATIVA DI RIFERIMENTO
    D.LGS n. 163/2006 e S.M.I..

    FINALITA’
    Gara d’appalto.

    ULTERIORI INFORMAZIONI
    Reperibili presso U.C. DEMANIO E PATRIMONIO
    Telefono 041/2795205-5203-5207 – Fax 041/2795103.

    ALLEGATI:

    Decreto del dirigente regionale n. 272 del 29 novembre 2011 

    Bando di gara – Allegato A

    Avviso pubblico – Allegato B 

    Modulistica – Allegati C,D,E,F,G,H,I 

  • Concorso intersettoriale e transnazionale di innovazioni Network of Automotive Excellence

    Concorso intersettoriale e transnazionale di innovazioni Network of Automotive Excellence

    Ricordiamo che è in scadenza a breve (31 Dicembre 2011) il concorso organizzato dal NoAE (Network of Automotive Excellence)  per la ricerca di nuove idee nell’ambito dell’automotive.

    Settore: Automotive

    Luogo di consegna progetti: Online

    Data di scadenza: 31 Dicembre 2011

    Contatto: Giancarlo Villacorta

    Sito di riferimento

    Ricerca di nuove idee

    Si Cercano idee, innovazioni e soluzioni, che si distinguano per il vantaggio offerto al cliente e per l’alto potenziale di transfer in automobili, autoveicoli, automezzi e aerei.
    Particolare attenzione all’ottimizzazione di processi, metodi, procedure, tecnologie e strumenti per la produzione di veicoli.
    Cerchiamo nuove idee, progetti e studi per la mobilità del futuro.

    Chi può partecipare?

    Inventori, ricercatori, liberi professionisti, imprenditori, aziende, strutture di ricerca e istituti sono invitati a presentare contributi innovativi che rientrino nelle quattro sezioni tematiche.
    Non è rilevante da quale settore provenga l’idea o se essa sia stata già realizzata.
    La partecipazione non è limitata solo ai paesi europei o ai paesi di lingua tedesca: innovazioni del mondo intero sono benvenute e saranno incluse nella graduatoria.

     Qual’è il termine di scadenza?

    Il termine di scadenza per la presentazione dei progetti e delle idee è il 31 Dicembre 2011.

    SCARICA IL PDF DEL BANDO DEL CONCORSO PER L’INNOVAZIONE 2011

  • Essere più produttivi? Nulla di più semplice!

    Essere più produttivi? Nulla di più semplice!

    Quante volte a fine giornata ti capita di guardarti indietro e di renderti conto che degli obiettivi prefissati al momento della sveglia non  ne hai raggiunto nemmeno uno e, anzi, ti senti di aver buttato la giornata e tutta la sua possibile produttività.

    Forse non lo vuoi ammettere ma ami le distrazioni. Infatti proprio come le scimmie ti arriva una scarica di dopamina tutte le volte che qualcosa ti attrae in una direzione diversa rispetto a quello che stai facendo. Perchè credi di controllare le email così spesso?

    Vuoi essere più produttivo e riuscire a focalizzarti nuovamente?  Non ci sono segreti o trucchetti qui… fai una cosa alla volta. Smettila di lavorare su più cose in contemporanea (multitasking)  – è solo un’altra forma di distrazione.

    Facile a dirsi e difficile a farsi, lo sappiamo tutti.

    Ecco qui sette consigli per rimanere sempre produttivi da parte di Tony Wong, project manager per Toyota, Honda e Disney. E’ un esperto nel riuscire a mantenere le persone focalizzate su una cosa alla volta.

    1) Evita obiettivi troppo generici,  lavora passo dopo passo.
    Scrivere “lancio del sito aziendale” in cima alla tua lista di priorità è il modo più sicuro per non riuscire a farlo, troppo generico. Spezza il lavoro in piccoli pezzettini fino a che non riesci ad avere cose specifiche da fare che possano essere portate a termine in poche ore o meno. E’ così che raggiungerai passo dopo passo il tuo obiettivo principale.

    2) Smettila di lavorare in multitasking. No, seriamente, smettila! Passare da una cosa all’altra da fare non funziona. Infatti cambiare ciò che stai facendo più di 10 volte al giorno ti rende più stupido che se fossi ubriaco. Quando sei ubriaco il tuo QI si abbassa di 5 punti. Quando fai lavorare il tuo cervello in multitasking scende di 10 punti in media, 15 punti per gli uomini e 5 per le donne (già lo sapevamo che le donne sono più portate degli uomini per il multitasking…)

    3) Sii deciso nell’eliminare le distrazioni. Chiudi la porta dell’ufficio, spegni il tuo telefono, no email, niente di niente. Se sai che potresti avere la tentazione di sbirciare le tue email disattiva la tua connessione. Vai in un posto tranquillo e focalizzati su una sola cosa da fare alla volta. Se eviti le distrazioni sarai più attento ai dettagli, e i dettagli fanno la differenza.

    4) Pianifica l’utilizzo delle email. Decidi due o tre momenti della giornata per utilizzare la tua email. Controllare le tue email di continuo durante tutto il giorno ammazza letteralmente la tua produttività.

    5) Usa il telefono. Le email non sono fatte per conversare. Non rispondere più di due volte ad una email. Prendi in mano il telefono invece.

    6) Lavora sulla tua agenda. Non lasciare che siano gli avvenimenti esterni a te a decidere la tua giornata. Dopo che ti sei svegliato, bevi acqua per reidratarti, fai una buona colazione per reintegrare il tuo glucosio e poi poniti obiettivi priorizzati per il resto della giornata.

    7) Lavora in intervalli tra i 60 e i 90 minuti. Il tuo cervello utilizza più glucosio di qualsiasi altra attività fisica. Normalmente ne avrai utilizzato la maggior parte dopo 60-90 minuti (ecco il motivo per cui ti senti così stanco dopo lunghi meeting). Quindi prenditi una pausa. Alzati, fatti una passeggiatina, mangiati uno snack, fai qualcosa di completamente nuovo per ricaricarti. Eh si, questo significa che hai bisogno di un’ora in più per le pause, pranzo non incluso, quindi se la tua giornata lavorativa effettiva è di 8 ore, pianifica dalle 9,5 alle 10 ore.

    Con questi semplici passi vedrai che la produttività della giornata aumenterà, non sarà di sicuro facile per il tuo cervello abituarsi ad un nuovo modo di pianificare e di affrontare un piccolo passo alla volta ma il gioco vale la candela… e poi non siamo tutti in cerca di risultati più effettivi e durevoli? Cambiando il modo di fare le cose non è mai morto nessuno.

     Articolo liberamente tradotto e riadattato da INC.
  • La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    A Bruxelles ne sono ormai certi: L’accesso ai finanziamenti è essenziale per aumentare il livello di competitività e crescita potenziale delle PMI. Nel contesto attuale caratterizzato da una diminuzione drastica della concessione di prestiti dall’economia finanziaria all’economia reale è sempre più difficile per le piccole e medie  imprese ottenere dei prestiti. Proprio per questo motivo la Commissione Europea ha presentato mediante  un Piano d’azione Europeo una strategia per promuovere un accesso miogliore  ai finanziamenti per le PMI.

    Tale piano include sia un aumento del supporto finanziario da parte del budget UE e della Banca Europea per gli Investimenti sia una proposta per un regolamento atto a uniformare la normativa concernente i fondi derivanti dal venture capital.
    La nuova regolamentazione renderà più semplice ai venture capitalist raccogliere fondi in giro per il territorio europeo a beneficio delle start-up. L’approccio adottato dalla Commissione è semplice: se vengono rispettati I requisiti tutti I fund manager qualificati possono raccogliere capitale in Europa che sarà designato “Fondo di Venture Capital Europeo”. Non verrrà più richiesto di rispettare complessi requisiti diversi per ciascun stato membro.

    Sarà introdotto un singolo insieme di regole e conseguentemente per chi si occupa di venture capital sarà possibile attrarre più capitali ed ingrandirsi.
    Im aggiunta a queste misure, ricordiamo la previsione di un budget di 1.4 miliardi di € di garanzie finanziarie previsti dal Programma per la Competitività per le PMI (COSME 2014-2020) e anche che la Banca per gli Investimenti europei manterrà a passo sostenuto  il livello di prestiti concessi alle PMI (alla fine del 2011 il livello sarà di 10 Miliardi di €).

    Il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, responsabile di industria ed imprenditoria ha commentato: “Un accesso più semplice ai finanziamenti per le PMI è la priorità numero uno per uscire da questo periodo. Il nostro piano d’azione evidenzia come l’Europa stia facendo il massimo per aumentare l’accesso delle PMI ai finanziamenti. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare gli strumenti finanziari UE per le PMI e di aumentare il loro accesso ai mercati finanziari”

    Il commissario per il Mercato Interno e sei Servizi finanziari Michel Barnier ha detto: “abbiamo bisogno di più Venture Capital in Europa. Aiutando le società a diventare più innovative e competitive il venture capital creerà le società europee del futuro. Per poter supportare le start-up più promettenti I fondi del venture capital devono diventare più grandi e gli investimenti devono essere diversificati.” Fonte 

    Venture capitalist per sopperire ai finanziamenti bancari

    Questo progetto di allargamento delle possibilità finanziarie per le PMI già esistenti e per le start-up mediante Venture capital è sicuramente in linea con le necessità di adattamento alle nuove realtà globali. Le banche concedono prestiti a fatica e quando non credono in una nuova start-up indirettamente (o direttamente) ne distruggono il futuro e le aspettative di crescita. Negli USA già da tempo sono gli investitori privati ad analizzare seriamente la validità del business plan di una nuova start-up.. così non tutti gli Steve Jobs europei saranno costretti ad emigrare per dare spazio alle loro idee. E’ tutta da giocare questa partita.

  • Cina: miniera d’oro per le PMI. Direzione Oriente.

    Cina: miniera d’oro per le PMI. Direzione Oriente.

    La Cina sta diventando giorno dopo giorno sempre più attrattiva per le PMI, siano esse del Veneto, del Nord Est Italia o Italiane in generale. Questo perchè la Cina non è solamente un paese dalle grandissime potenzialità ma può trasformarsi in una vera e propria miniera d’oro. Certo non è da tutti trovare l’oro ma è possibile.

    Condizioni essenziali:

    1) Attento studio di mercato che non si limiti solo al punto di vista di analizzare le potenzialità di business

    2) Tenere in grande considerazione le differenze culturali sussistenti tra Cina e Italia

    Anche Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti immagine, ha confermato in una intervista (Vedi Italia Oggi del 14 Dicembre 2011) la necessità di curare con attenzione l’incontro tra i due mondi.
    E’ di fondamentale importanza per le fiere internazionali ad esempio, adottare un approccio di scouting per fare incontrare l’offerta italiana delle piccole e medie imprese con le esigenze cinesi. “E’ un lavoro impregnativo” ha ammesso Napoleone “ma abbiamo già riscontrato i primi frutti in termini di presenze dei buyer provenienti da quest’area. In media i compratori cinesi sono ormai 500 ogni edizione. Un dato importante se si considera che il principale paese straniero per numero di buyer, la Germania, tocca quota mille”

    Da sottolineare come la Cina non solo offre grande spazio alle PMI ma lascia anche movimento d’azione alle imprese strutturate per una crescita estera. Basta pensare a Moncler (azienda francese specializzata nella creazione di piumini) che sta dando vita ad una serie di negozi nel paese.

    Importantissima la possibilità anche per il settore distributivo, infatti per I gruppi retail europei la “via cinese” rappresenta una grande possibilità di sviluppo, soprattutto dal punto di vista dei “numeri” del fatturato.
    Nonostante la Cina sia partita in ritardo dal punto di vista dello sviluppo della distribuzione commerciale, oramai è ad un livello elevatissimo per quel che riguarda le infrastrutture.
    Molto lavoro c’è ancora da fare invece per quel che riguarda i servizi in Cina e l’attitudine all’acquisto dei consumatori cinesi. La sfida è aperta.

    Un mercato in definitiva  quello cinese che quindi si estende dalla distribuzione, alla vendita, alla collaborazione b2b, all’esportazione di prodotti tipici italiani. Di sicuro l’Oriente è il futuro, un futuro adatto a chi vuole guardare in avanti e lasciarsi alle spalle vecchi modi di pensare e limitazioni territoriali. Pminordest.it è per il futuro, nuove prospettive e crescita. Ora.

  • 9 modi che possono motivare i tuoi dipendenti più dei soldi

    9 modi che possono motivare i tuoi dipendenti più dei soldi

    La capacità di motivare i propri dipendenti è una delle abilità  più essenziali che un imprenditore possa avere e questo porta in sostanza a creare un team più affiatato e più coinvolto nella crescita e nel miglioramento dell’impresa stessa.

    Ecco 9 consigli:

    1. Fai tanti complimenti: A tutti piacciono i complimenti e farli è semplice. In più i complimenti fatti da un amministratore hanno conseguenze molto più profonde di quanto tu ti possa aspettare. Complimentati per ogni singolo miglioramento che vedi tra i membri del tuo team. Non appena diventi un po’ più confidente a complimentarti con i singoli dipendenti prova a complimentarti con loro anche di fronte agli altri dipendenti, otterrai risultati certi e la coesione del tuo team crescerà.
    1. Liberati dei manager: Un progetto senza i project manager? Non suona bene vero? Provaci. Togliendo il supervisor darai la possibilità al tuo staff di lavorare assieme come un vero team invece che come singoli dipendenti. Pensaci… Cos’è peggio di abbandonare il tuo supervisor?  Abbandonare tutto il tuo team! Dare la possibilità alle persone di lavorare assieme come un team allo stesso livello dei propri colleghi porterà ad uno sviluppo di migliori  progetti in tempo minore. I membri del team arriveranno in anticipo la mattina, lasceranno l’ufficio in ritardo e dedicheranno più energie a risolvere i problemi.
    1. Rendi le tue idee le loro idee: La gente odia che gli venga detto cosa fare. Invece che dire alle persone cosa devono fare, chiedigli se sono d’accordo con la tua idea, invece di dire: “Voglio che tu faccia le cose in questo modo”, prova con un “Pensi che sia una buona idea se facciamo le cose in questo modo?”.
    1. Non criticare mai o correggere . A nessuno, proprio a nessuno piace sentire che hanno fatto qualcosa di sbagliato e se cerchi la maniera migliore per demotivare, bè, è proprio questa. Prova un approccio di tipo indiretto per far migliorare le persone, impara dai loro errori e risolvi il problema. Chiedi: “Qual’era il modo migliore per approcciare questo problema? Perché no? Hai nessuna idea di cosa avresti potuto fare diversamente?” In questo modo avrai una conversazione, troverai soluzioni e non stai puntando il dito contro nessuno.
    1. Fa in modo che tutti siano leader: Sottolinea i punti forti dei dipendenti che ottengono risultati migliori e digli che è proprio a causa del livello di eccellenza che hanno raggiunto che vuoi che essi siano un esempio anche per gli altri. In questo modo alzerai lo standard del loro comportamento normale proprio perché dovranno adattarsi al nuovo standard della loro vita da leader.
    1. Porta un dipendente fuori a pranzo una volta alla settimana: Sorprendili. Comunica che stai per adottare una nuova politica. Letteralmente, vai da uno dei tuoi dipendenti ed invitalo a pranzo con te. E’ un modo facile per ricordare che hai notato e che apprezzi il loro lavoro.
    1. Dai riconoscimenti e piccoli premi: Puoi usare diversi modi: fai delle gare interne all’azienda e tieni traccia dei risultati su una lavagna bianca in modo che tutti possano vedere i risultati. Anche dei piccoli premi che non rovinino il tuo conto in banca possono funzionare. Prova con cene, trattamenti in spa, targhe e coppe.
    1. Fai delle feste aziendali: Organizza un picnic per tutta l’azienda. Organizza feste di compleanno, organizza un aperitivo. Evita di aspettare fino alle vacanze per avere attività che coinvolgano tutto il tuo team: organizza eventi durante tutto l’anno per ricordare al tuo staff quanto coesi siete.
    1. Condividi gli obiettivi raggiunti – e i problemi. Quando la tua società ottiene risultati, celebra. Questo è il momento migliore per far sapere a tutti che sei riconoscente per il loro duro lavoro. Condividi anche gli insuccessi. Se ti aspetti grandi risultati il tuo team si merita di sapere a che punto è la società. Sii onesto e trasparente.

    Articolo liberamente tradotto da INC.

  • Innovation Convention 2011: l’esperienza di Pminordest.it

    Innovation Convention 2011: l’esperienza di Pminordest.it

    Growth, Growth and Growth” 

    Con queste parole di Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria Europea per la ricerca, innovazione e scienza, si è aperta la prima Innovation Convention 2011, subito facendo capire quale fosse la situazione corrente e a cosa sia davvero necessario pensare in questo momento.

    La firma dell’accordo RSFF ha poi completato la cerimonia di inaugurazione, lasciando intendere che dalle parole si è passati ai fatti, specialmente per quanto riguarda il piano di rilancio decennale dell’economia europea, meglio noto come “Europa 2020”.

    Pminordest.it ha avuto l’occasione di partecipare e per voi ora un piccolo riassunto dei due giorni di immersione totale nel tema dell’innovazione.
    L’articolo non ha nessuna pretesa di completezza e, soprattutto, costituisce l’introduzione  di temi che verranno trattati i prossimi giorni riguardanti quanto di utile possa esser, a nostro avviso, tratto da questo evento per informare ed aiutare le nostre PMI in questo periodo particolarmente difficile.

    La sessione di apertura e la sua esplosività

    Ann Mettler (The Lisbon Council) ha aperto la prima sessione di discussioni e già dalle prime premesse ci si è aspettati un dibattito di alto livello.

    Il panel si è occupato fin da subito di innovazione e lavoro dei giovani, con un’attenta analisi degli ostacoli attualmente presenti nella UE per gli operatori del settore.

    Il dibattito è stato appassionante, con un Ben Verwaagen (Alcatel-Lucent), molto critico e, soprattutto costruttivo; un Prof Sir L. Borysiewicz (Cambridge University) molto ispirante per quanto riguarda le politiche educative e cooperazione università-impresa; Kiran Mazumdar-Shaw (Biocon Ltd) che, in quanto esponente della crescita di un’economia emergente come l’India, ha portato la sua visione in materia di brevetti e innovazione; ed, infine Jean-Paul Agon (L’Oreal) e Silvia Venturini Fendi (Fendi Associates) che hanno completato la discussione esprimendo la loro esperienza pratica di innovazione sul campo.

    The Lisbon Council e PMI

    Particolare rilievo è stato assegnato alle problematiche riguardanti le PMI europee e la necessità che la situazione cambi il più in fretta possibile.

    The Lisbon Council è il think-thank che si dedica alla ricerca di nuove modalità di cooperazione, finanziamento e supporto per autonomi e piccoli e medi imprenditori. La co-fondatrice Ann Mettler si è rivelata molto disponibile al dibattito, ha portato sul tavolo tematiche di fondamentale interesse e ha invitato ospiti molto competenti a trattare della materia.

    Nei prossimi giorni seguiranno articoli al riguardo e, dato il fondamentale interesse per noi, saranno adeguatamente approfonditi.

    La qualità degli ospiti 

    Riguardo questo aspetto c’è molto poco da aggiungere: con persone del calibro di Eric Schmidt (ex CEO di Google), Michael O’Leary (CEO Ryanair), e Don Tapscott (The Tapscott Group) restare delusi è molto difficile.

    Gli interventi si sono rivelati di altissimo livello e molto appassionati. Non hanno nascosto in nessun modo le difficoltà in cui ora l’Europa sta versando ed espresso le loro criticità. Allo stesso modo però, hanno saputo comunicare speranza e infondere volontà di cambiamento ai presenti.

    In una frase chiave:

    “Future is not something to be predicted, future is something to be achieved”

    (Il futuro non è qualcosa che deve essere predetto, ma qualcosa che deve essere conquistato)


    Qualche nota “stonata”

    Avendo come parte del titolo “innovation”, ci si saremmo aspettati trattazioni di maggior livello riguardo i nuovi canoni di Open Innovation e Politica Pubblica in Europa, soprattutto dall’intervento del Prof. Henry Chesbrough.

    La descrizione di tale sessione sembrava portare la promessa di una trattazione della materia radicalmente lontana dai classici canoni, destinata ad essere rivoluzionaria e ricordata negli annali.

    Tutto si è risolto invece in una semplice descrizione storica dell’evoluzione del concetto di Open Innovation, una percentuale vicina allo zero di novità e, infine, ad una pubblicità al proprio libro.
    Molto poco Open e, soprattutto, molto poco innovativo. Fortunatamente Don Tapscott è riuscito a colmare parzialmente il vuoto informativo.

    Il valore reale di questa prima Convention

    L’esperienza di Pminordest.it è stata sicuramente positiva ed ispirante. Il flusso di informazioni disponibile attraverso i discorsi degli ospiti, il dibattito del pubblico e la quantità di tweet generati durante i due giorni, sono un possibile metro di valutazione del successo di questa prima edizione dell’evento. Ma, soprattutto, la possibilità di un confronto diretto (come pubblico o attraverso internet) con rappresentanti delle istituzioni è simbolo della volontà di cambiare e, finalmente, di ascoltare chi “si sporca le mani” giorno per giorno.

    Gli organizzatori tutti meritano un ringraziamento molto caloroso e le più sentite congratulazioni. Gestire in maniera impeccabile un evento di tali dimensioni e riuscire ad avere ospiti di tutto rispetto, creando un fertile ambiente per il dibattito e lo scambio di opinioni, non è cosa assolutamente comune.

    La prima edizione è stata da “fuochi d’artificio”: non resta che sperare che il prossimo anno il livello qualitativo non scenda e che, soprattutto, lo spirito animante questo incontro venga diffuso da tutti i partecipanti ai rispettivi collaboratori.

    Per chi si fosse perso la Convention, a questo link sono disponibili maggiori informazioni e, in pochi giorni i video degli interventi.