Categoria: Marketing

Il modo di affrontare il mercato è cambiato: meglio aggiornarsi!

  • 10 Errori stupidi da evitare nelle vendite

    10 Errori stupidi da evitare nelle vendite

    Il tuo tempo è denaro e le visite ai clienti, come sai, costano. Quindi se non vendi hai perso sia il tuo tempo che le spese di viaggio. Lo scopo per cui ti muovi dal tuo ufficio è trarre il massimo profitto possibile.

    Evita quindi certi errori da principiante. Eccoti una breve lista:

    1. Arrivare in ritardo.

    Arrivare in ritardo senza una giustificazione plausibile è segno di mancanza di rispetto nei confronti del cliente. Meglio detto, in questo modo fai capire che ti interessi poco di lui e non tieni presente che anche il tempo altrui ha un valore. É auspicabile giocare di anticipo.

    2. Non controllare l’aspetto.

    Presentarsi coi denti sporchi di cibo o rossetto non è sicuramente un buon inizio. Meglio fermarsi rapidamente prima di arrivare dal cliente per un controllo veloce.

    3. Presentarsi come “amicone”.

    Se ti comporti come se avessi davanti un amico di lunga data, rischi di passare per fasullo. Meglio un approccio rispettoso e cortese.

    4. Parlare piuttosto che ascoltare.

    Vendere significa prima di tutto costruire relazioni e raccogliere informazioni. Non puoi fare nessuna delle due se è solo la tua bocca a muoversi tutto il tempo. Sii curioso col tuo cliente, fai domande. Lascialo parlare.

    5. Litigare col cliente

    Se un cliente non è d’accordo su un punto, litigare non farà che confermare tale disaccordo. Piuttosto, chiedigli il perché di quell’opinione e ascoltalo. Potresti imparare qualcosa.

    6. Sempre quella parlantina.

    Di sicuro hai qualcosa fa vendere, ma nessuno ha voglia di sorbirsi subito tutta la scenetta. Piuttosto discuti col cliente riguardo alle sue necessità; poi, se del caso, parla di quello che puoi vendergli.

    7. Non ricordare dettagli del tuo prodotto.

    Il cliente non vuole sentirsi dire “Dovrò ricontattarla per maggiori informazioni…” in continuazione. Studia il tuo prodotto e sii pronto prima del contatto faccia a faccia.

    8. Sempre al telefono.

    Messaggi, email, chiamate. Ce ne sono alcune che chiaramente sono importanti. Ma la maggior parte di esse possono essere effettuate in un secondo momento. Diversamente fai passare il messaggio che il telefono sia più importante di chi hai davanti. In ogni caso mettilo in silenzioso prima di iniziare.

    9. Perdere tempo

    Il tempo del tuo cliente ha un valore. Non perderti in chiacchiere che non arrivano mai al punto. Piuttosto presenta una breve panoramica di quello di cui tratterai e non perderne traccia.

    10. L’ospite fastidioso

    Il cliente potrebbe fare mille altre cose piuttosto che passare il tempo con te. Imposta un tempo massimo per il tuo incontro e fai in modo di non superarlo.

    Gli errori che ho elencato potranno sembrarti davvero stupidi, ma sono molto più comuni di quanto si creda. Prova a pensare alle volte in cui tu sei stato il cliente. Ti accorgerai che, in fondo, qualcun altro li ha commessi con te questi errori.

    Gioca d’anticipo e non essere quel qualcun altro!

     

    Liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Per essere sicuro che il tuo prezzo sia quello giusto, devi continuamente bilanciare costi, profitti e la percezione che il consumatore ha del valore. E senza dimenticare le tattiche della concorrenza.

    Tutto molto complicato, vero. Ma ci sono dei piccoli trucchi che qualcun’altro ha preparato per noi. Basta aver voglia di cercare un attimo!
    In ogni caso non devi mai dimenticare che il processo d’acquisto non è mai razionale quanto i vari professori di economia tentano invano di affermare. Possiamo solo prevedere l’irrazionalità del compratore. Non molto altro.

    Se guardi il mercato sotto un punto di vista strettamente razionale, stabilirai dei prezzi sensati per te, ma probabilmente insensati per il potenziale acquirente. Molto più semplice invece pensare ad una strategia che preveda in partenza un comportamento irrazionale dei destinatari del prodotto, la quale ti permetterà di ragionare usando le ancore mentali, categorizzazione del prodotto e prezzi non arrotondati.

    Ancore mentali

    Prendiamo come esempio l’elettronica di consumo.

    Apple ha sviluppato un iPod Shuffle che è in vendita intorno ai 50 euro, altri prodotti sono in vendita a “solo 99 euro”. Questi prezzi non sono arbitrari: la maggior parte di noi ha questi prezzi ben fissati in testa. In generale, siamo condizionati ad accettarli come ragionevoli per certi tipi di prodotto o servizio. Nel caso dovessero essere venduti per qualche 10 euro di più, otterrebbero molte meno vendite… anche se il costo relativo non è cambiato di molto.

    Ogni industria di successo ha un set predefinito di ancore. L’arte del definire i prezzi sta nell’utilizzarle nel migliore modo possibile! Chiaramente non devi rimanere bloccato come un disco rotto sempre sulle stesse, però avere delle linee guida aiuta. Inoltre ancore ben stabilite hanno sempre il loro forte effetto.

    Divisione in fasce dei prodotti

    Se le ancore sono il primo fondamentale, la categorizzazione aiuta le persone a capire cosa stanno per comprare.

    Per capirsi: se stai valutando l’acquisto di un’auto da 25.000 euro, controlleresti se di serie ha computer di bordo, finestrini elettrici e lettore MP3? Di sicuro sono di serie. Se invece parlassimo di un’auto da 10.000 euro ragioneresti diversamente, vero?

    C’è una netta demarcazione tra segmento A e segmento C nel mondo dell’auto. Quando si va oltre i 20.000 euro ci si aspetta per “date” alcune funzionalità. Ci aspettiamo, per l’appunto, funzionalità da segmento C. E tutte queste aspettative sono inconsce!

    Il più delle volte le persone comprano prodotti di fascia più alta non tanto per i gli optional, ma quanto per come vedono loro stessi. Chi compra Audi sa che la meccanica non è molto differente da Volkswagen. Il marchio Audi però rende il prodotto premium e i consumatori vogliono sentirsi acquirenti premium.

    Altro aspetto interessante riguardante l’acquisto di prodotti di fascia più alta può essere la paura di dover effettuare nuovamente in tempi brevi un secondo acquisto. L’esempio classico è quello del PC: si sa che in pochi anni sarà obsoleto, ma si preferisce comprare la configurazione più potente disponibile nella speranza che duri un pò più a lungo. E’ più probabile che la gente compri oltre il necessario piuttosto che cambiare qualcosa nell’arco di poco tempo.

    Quindi quando stabilisci i prezzi assicurati di aver suddiviso in varie face con una logica precisa i tuoi prodotti, e che le fasce siano ben distanziate, in modo che un prodotto non si metta in concorrenza con l’altro.
    19,99 € e 22,99 € non va assolutamente bene, non si vede differenza alcuna. 19,99 € e 29,99 € invece danno già un’idea diversa.

    Se la tua concorrenza offre un prodotto simile al tuo a 19,99 € e tu a 29,99 €, devi fare in modo che il tuo prodotto risulti “premium”. Questo è quello che si aspetta il consumatore. Diversamente andrà dalla concorrenza!

    Prezzi non arrotondati

    19,99€ fa sicuramente molto più effetto di 20€ eppure, per quanto vecchia questa tecnica, la potenza resta sempre molta. I consumatori sono in un qualche modo sempre condizionati da tali prezzi.

    Logicamente la tecnica funziona molto semplicemente: la mente capisce il valore e il prezzo esatto, però allo stesso momento vede il prezzo come più basso. Quando vediamo 19,99€ sappiamo benissimo che sono in pratica 20€, ma categorizziamo il prodotto in ogni caso tra 10 e 19 euro.

    Qualcuno affermerà che si tratta di manipolazione, altri che la tecnica non funziona con gli acquirenti più attenti e razionali, altri che il venditore così facendo perde di credibilità. Fatto sta che tutti i più grossi brand come Apple, Mercedes, Rolex ecc applicano i prezzi avendo bene in testa quanto descritto finora e… vendono! Perché? Sono marchi premium, e non ci sentiamo manipolati, truffati o che le loro offerte siano qualcosa di scarso valore. Li vediamo sempre come “premium”. Cos’è quindi che rende migliore il tuo business?

    Tutto quanto insieme

    Se hai un’offerta in grado di apportare legittimo valore ai tuoi clienti, il tuo lavoro è di rendere loro il più facile possibile capire questo valore. Per prima cosa è bene far in modo che i nostri prezzi siano allineati alle percezioni dei consumatori. Vero che è stato affermata la loro irrazionalità: per questo motivo dobbiamo cercare di capirli e cercare di “incontrarli” dove davvero sono, non dove noi pensiamo che siano.

    Ancore, categorie e prezzi non arrotondati sono solo delle linee guida di base. Sta a te capire come portare la scienza ad arte!

    Articolo liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Navigando per la rete ci è incappato di incorrere in in un articolo (in lingua inglese) riguardo le imprese italiane e la loro incapacità di sfruttare il web. Un articolo molto duro e altamente critico, che da un’idea di come è visto dai nostri potenziali business partner il nostro modo di affrontare il web e le sue potenzialità.

    Principalmente vengono individuate quattro cause:

    1. La maggior parte delle persone nelle imprese è troppo vecchia (mentalmente) e troppo orgogliosa;
    2. Nessuno si prende il rischio di decidere qualcosa, mai;
    3. Chi fa marketing non conosce il mercato digitale;
    4. Le persone nelle imprese italiane non hanno passione per il loro lavoro (e la vita in genere).

    Le affermazioni sono indubbiamente molto pesanti. Si potrebbe dire che è meglio che ognuno guardi a casa propria, chi è l’autore per poterci insegnare qualcosa ecc. ecc. Si potrebbe continuare per ore, il problema resterebbe insoluto e anche oggi si sarebbe persa un’ottima occasione per fare business. C’è poco da prendersi in giro!

    In un precedente post si era già parlato del tema siti aziendali e accennato al problema del fattore culturale. Giusto qualche giorno fa Deloitte ha pubblicato un suo rapporto (in inglese) riguardante Facebook e il suo impatto per l’economia europea, con numeri che appaiono confortanti per il futuro, soprattutto per quanto riguarda lo scenario italiano.

    Ma allora perché non si è ancora capita pienamente la potenzialità del web? Perché l’agenda digitale non è ancora tema principe della discussione economica nel panorama nazionale? Perché da noi esistono Silicon Valleys?

    Un po’ di autocritica non guasta

    Negare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questo momento, equivale a volersi suicidare e uccidere sul nascere un nuovo flusso di opportunità. Perdere l’ulteriore treno con destinazione crescita.

    I quattro punti sopra elencati colgono, a nostro avviso, pienamente nel segno e riassumono molto efficacemente quanto di davvero problematico c’è nella nostra cultura d’impresa e la relativa avversione al cambiamento. Tempo per un’inversione di tendenza, fortunatamente, ce n’è ancora. Ma è necessario mettersi in discussione e voler davvero cambiare. Materiale per imparare e casi di successo da imitare ce ne sono a bizzeffe, vogliamo aspettare ancora?

    Da dove iniziare

    Per prima cosa, è necessario capire che quello che vogliamo noi non sempre è quello che vuole anche il nostro cliente, l’universo non gira solo intorno a noi ma viviamo in una realtà fatta di consumatori sempre più informati e con necessità che cambiano col tempo, bisogna quindi adattarsi.
    Se non ci accorgiamo che il mondo gira resteremo sempre indietro. L’orgoglio è il caso di metterlo da parte, è evidente che non aiuta. Se c’è qualcuno che davvero dà dimostrazione di capirne qualcosa dei nuovi trend è meglio, forse, dargli almeno una possibilità ed ascoltarlo.

    Un team degno di tal nome è fondamentale

    Uno stuolo di yes man serve a gran poco!

    Se chi ti circonda ti dice sempre di si, già dovresti capire che c’è qualcosa di sbagliato. Chi vince sul mercato è chi ha dietro un team che discute, con membri che credono e supportano con logica e fatti le proprie idee. Quello di cui hai bisogno sono collaboratori in grado di prendere decisioni, per questo motivo devono essere sia responsabili ma da te anche responsabilizzati.

    Aver paura che ti rubino il lavoro è sbagliato, non cresce la tua attività e non crescono loro. E’ necessario correre questo rischio, diversamente nessuno cresce e si è in permanente stallo. E nell’era di internet essere statici è pericoloso.

    Diversamente, con alle spalle un gruppo in grado di coprire certe parti della tua attività e di decidere al posto tuo, hai più possibilità di lavorare su quello che è più importante: trovare nuove opportunità per il tuo business.

    Una volta fatto forte il team puoi sei pronto alla sfida digitale. Un team agguerrito è un vulcano di idee, e ne hai bisogno ora più che mai.

    Non farti fregare

    Capito che hai bisogno di un modo nuovo di penetrare nel mercato e formato il team, hai ora bisogno di trovare chi possa aiutarti nel realizzare una nuova strategia.

    Ma attento! Quando tratti sul prezzo di acquisto di qualcosa sei sicuramente attento a qualsiasi dettaglio, cerchi di tirare il più possibile sul prezzo, cerchi di capire se chi hai davanti voglia rifilarti un rottame che vale poco o niente. Tutto questo perché sei informato e sai cosa ti serve.

    Con il mercato del web sei sicuramente più spiazzato, non è il tuo mestiere, non hai probabilmente molte competenze tecniche, non sai realmente come muoverti. Però ottimi meccanismi di autodifesa già li hai: il tuo istinto, la tua esperienza, il tuo team.

    Se qualcuno che millanta di “far marketing” si presenta nel tuo ufficio e ti infarcisce il cervello di paroloni in inglese associati a presentazioni di prodotti a te incomprensibili, fermati un attimo e valuta. Capisci se chi hai davanti cerca di rifilarti il rottame o se è una persona davvero competente.

    Cerca di capire cosa ti stanno offrendo, metti subito alla prova chi sta cercando di venderti il servizio. I tuoi collaboratori possono qui avere un ruolo fondamentale: aiutarti nella decisione attraverso la loro opinione.
    A prova contraria saranno loro a dover mettere in pratica le nuove strategie o chi, nel caso dei commerciali, ha a che fare con la gente tutti i giorni.
    Tutto questo però con gli yes man già a casa.

    Tu in questo caso sei l’acquirente e chi ti offre il servizio il venditore. Metterlo sotto torchio, a prova contraria, è una tua prerogativa, giusto?

    La passione è la chiave di tutto

    Tu sicuramente vivi per quello che fai, hai passione per quello che fai. Diversamente non ti saresti messo in attività.

    Comunicare un marchio o un prodotto è un lavoro di passione. Non un lavoro alla giornata.  Chi deve vendere il tuo prodotto deve essere influenzato da questa tua passione e chi deve venderti una nuova strategia di vendita deve mostrare la stessa passione per il proprio lavoro. Se non percepisci questa passione cerca qualcun altro. E’ meglio prendersi un po’ di tempo che iniziare una campagna sul web disastrosa. Sarebbero solo soldi, tempo e, nel peggiore dei casi, un danno alla propria reputazione.

    “Esserci” giusto per essere presente in un qualche modo, è l’errore più grande che si possa fare nel web. Meglio evitare, ponderare e trovarsi qualcun altro.
    In gioco c’è un investimento strategico quanto l’acquisto di un nuovo macchinario o di un capannone, è bene averlo presente fin dal primo momento!

    Se chi hai davanti passa la prova allora hai già fatto probabilmente un ottimo passo avanti per inserirti nel mondo del web. Non resta ora che crederci fino in fondo! Sei d’accordo?

  • Perché non puoi più fare a meno di un sito internet aziendale

    Perché non puoi più fare a meno di un sito internet aziendale

    Internet è ormai alla portata di tutti e ormai moltissime persone lo usano quasi quotidianamente. Chi per tenersi informato, chi per prenotarsi le vacanze, chi per svagarsi.

    Sembra che ormai corra tutto di lì.

    Purtroppo però non tutti i piccoli imprenditori hanno ancora colto pienamente la potenza di questo strumento. I dati sono inconfutabili: la maggior parte delle piccole imprese ancora non ha un sito o, se lo ha, dal punto di vista qualitativo si può parlare di veri disastri.

    Perché questa situazione?

    Le scuse possono essere molte, ad esempio costi, scarsa professionalità dei webdesigner e altro ancora. Più probabilmente tutto si può ricondurre ad una sola, vera, motivazione: il fattore culturale.

    E’ inutile inventarsi giustificazioni o altri falsi miti… per la maggior parte degli imprenditori investire in forme di pubblicità diverse dalle tradizionali è ancora visto con molto sospetto e per la maggiore si vive ancora di passaparola. Molte volte internet è visto come uno strumento per lo più incomprensibile e magari solo adatto ai più giovani.
    Aggiungendo anche una miopia assoluta da parte di tutti i governi per quanto riguarda la redazione di un’agenda digitale e condendo il tutto con un’infrastruttura tecnologica decisamente antiquata, si ha un quadro abbastanza completo della situazione.

    Come un sito può crearti nuove opportunità

    La risposta in questo caso è molto semplice: internet può essere la tua vetrina sul mondo. Attraverso esso puoi trovare clienti che non ti saresti mai immaginato di avere. Hai la possibilità di esplorare nuove nicchie di mercato, ampliare la tua notorietà e rinforzare il tuo marchio. E’ tutto questo e molto altro ancora.

    Niente di così assurdo invero. Anzi, abbastanza ovvio. Quasi il discorso di un improbabile commerciante che cerca di spacciarti un oggetto inutile come uno space shuttle in grado di portarti sulla luna!

    Quindi mi creo un sito e sono già pronto per “spaccare il mondo”?

    Assolutamente no. E’ una cosa da prendere molto sul serio. Il tuo sito è il tuo biglietto da visita, la tua lettera di presentazione per il mondo e devi saperti presentare bene. Molto bene.

    E’ a tutti gli effetti un investimento strategico. Deve essere investita un’adeguata quantità di risorse e come qualsiasi investimento deve essere adeguatamente ponderato. E deve soprattutto portarti profitto.

    Di sicuro non spenderai quanto l’acquisto di un nuovo macchinario, dal punto di vista dei soldi. In gioco però c’è la tua immagine e la tua credibilità, che è inestimabile! E’ meglio quindi andarci molto cauti.

    Non affidarti al primo che passa, solo perché riesci a strappargli un prezzaccio! Il lavoro di qualità, come ben sai, è caro però ne vale sempre la spesa.

    Perché è sbagliato pensare “basta un sito qualsiasi, tanto per esserci”

    Come prima menzionato, si parla della tua immagine, del messaggio che vuoi trasmettere. Ogni singolo dettaglio deve essere quindi teso a convincere chi ti visita che la tua è un’impresa seria, affidabile e meritevole di essere contattata per un incontro. Chi naviga su internet è molto esigente e se vede qualcosa che non ispira fiducia, mal realizzato o, ancora peggio, incomprensibile, se ne va subito e, molto probabilmente, il contatto è perso per sempre. E non è detto che il passaparola possa riportartelo indietro.

    Come posso risultare vincente?

    Prima di tutto è necessario che tu stesso abbia ben chiaro quello che vuoi comunicare al mondo. Identifica per bene i tuoi prodotti migliori, cerca di capire perché tu sei migliore rispetto alla concorrenza. Cerca anche soprattutto di capire, sulla base della tua esperienza, quello che vogliono i potenziali clienti da te, non solo quello che vuoi tu. In questo modo potrai gettare le basi per un’efficace campagna su internet e far capire a chi realizzerà il sito per tuo conto quale sia il tuo obiettivo reale.

    Come individuare un realizzatore di siti “serio”

    Non essendo il tuo mestiere e molto probabilmente avendo tu conoscenze tecniche limitate riguardo al settore, parti da una posizione di svantaggio. Ci sono però dei segnali che possono farti capire di chi ti puoi fidare e chi è assolutamente da evitare.

    Prima di tutto tieni presente che ci sono moltissimi webdesigner in giro e quindi hai accesso ad un mercato con una concorrenza abbastanza vivace. Non fermarti alla prima proposta.

    Non sei tu a dover svolgere il lavoro: chi si deve occupare della tua immagine all’esterno non è solo un “manovale”, ovvero che realizza delle pagine internet scrivendo al computer delle righe di codice incomprensibile.
    Chi dovrà curare la tua immagine nel mondo deve essere qualcuno che ci capisca di comunicazione e saperti anche indicare quale sia la migliore organizzazione dei contenuti che andranno online. Dovrai per certo fornire del materiale informativo, però lascia che sia lui ad organizzarlo in maniera coerente e di modo che sia efficace dal punto di vista comunicativo.

    Usa il tuo istinto. Se riesci a far andare avanti la tua impresa attraverso di esso, non sbaglierai neanche in questa occasione.

    Sii esigente

    Fatti mostrare delle bozze indicative e magari il portafoglio di casi di successo. Trovare qualcuno in grado di realizzare pagine è molto facile, trovare qualcuno in grado di comunicare un messaggio non lo è altrettanto.

    Tieni sempre presente che hai a che fare con un media ad alto impatto visivo: grafiche curate, foto ad effetto e feeling sono fondamentali.

    E una volta realizzato tutto questo?

    Non mollare la presa, mai e per nessun motivo. Aggiorna periodicamente il tuo sito, mostrati attivo e mostrati innovatore. Solo in questo modo potrai restare a galla per internet e trarne i massimi benefici!

    Buttarsi online, come avrai capito, non è esattamente una passeggiata. I benefici che però potrai trarre da una campagna di marketing di questo tipo sono solo vagamente immaginabili. Già solo che tu possa ampliare la base dei clienti potenziali senza muoverti dalla tua poltrona dovrebbe dirti tutto. E non è assolutamente poco.

  • Social Media: perdita di tempo o miniera di opportunità?

    Social Media: perdita di tempo o miniera di opportunità?

    Le piattaforme di social networking, se adeguatamente sfruttate, possono essere uno strumento potentissimo nelle tue mani. Potrai attraverso di esse rafforzare la tua immagine aziendale, farti conoscere al di fuori della tua zona di origine (e di conseguenza guadagnare nuovi potenziali clienti), piazzarti in posizioni migliori nei motori di ricerca, cercare nuovi contatti e, infine, avere un disposizione un canale per comunicare direttamente coi tuoi utenti/clienti.

    Tutto questo come?

    Semplicemente non devi preoccuparti di mantenere una piattaforma, con i relativi costi di gestione e quant’altro. Tu devi solo pensare a produrre contenuti di qualità e cercare di essere il più possibile presente. Ciò significa che c’è del lavoro da fare: una pagina creata e poi mai più aggiornata non ha nessun senso! Se per caso eri riuscito a coinvolgere qualcuno attraverso i tuoi primi annunci, vedrai persa anche questa chance. Là fuori c’è molta concorrenza e non puoi permetterti di restare con le mani in mano.

    Strategia: trattandosi di comunicazione nulla può essere lasciato al caso. Individua un linguaggio corretto e mantieni sempre lo stesso registro. Pubblica ad intervalli programmati, agli utenti piace avere una certa routine. Coinvolgi i tuoi clienti con promozioni, sondaggi e commenti. Lasciali “consigliarti” su ciò che desiderano dai tuoi prodotti/servizi. Potrai così avere consigli dai diretti interessati senza impazzire con strane ricerche di mercato.

    Sfrutta le possibilità di farti pubblicità all’interno delle piattaforme, tendenzialmente le campagne sono abbastanza economiche e ti permettono di personalizzare i destinatari. Utilizza lo strumento pubblicitario tenendo ben presente le statistiche di accesso e coinvolgimento della tua pagina. Hai a disposizione strumenti molto professionali a costo zero, perché non sfruttarli al meglio?

    Errori comuni

    Esistono svariate piattaforme di social networking e ognuna ha un suo target ben preciso. E’ necessario prima di tutto che tu inquadri il tipo di attività che svolgi e di conseguenza scegliere la piattaforma più adeguata. Facebook funziona ad esempio bene per pagine con gallerie di prodotti relativi ad oggetti di design, Twitter ad esempio non sarebbe allo stesso modo efficace. Il discorso cambia completamente se intendi vendere online e spingere le tue vendite con offerte promozionali di breve durata e con un discreto coinvolgimento nelle tue pagine da parte dell’utenza.

    Contenuti poco interessanti o non rilevanti: il contenuto è il principe di questo tipo di attività! Se non produci materiale di qualità, sarai punito senza appello da chi ti segue. Il coinvolgimento costante è fondamentale.
    Perché un contenuto sia di qualità, pensa prima di tutto a cosa voglia il tuo cliente, non a quello che vuoi tu. Aggiungi poi delle foto o video e per quanto possibili correlati a ciò di cui tratti. La multimedialità aiuta a coinvolgere il tuo destinatario e rende la fruizione del contenuto molto meno noiosa. Ti ricordi quei libri grigi a scuola? La creatività è una nota sempre gradita!

    Cerca sempre di utilizzare qualche programma per aiutarti, ti risparmierai tempo e noia. Per ogni social network esistono diversi tool di riferimento, attraverso i quali puoi avere un’idea più precisa dei contenuti che stai mantenendo. Diversamente rischi di fare molta confusione!

    Dedica un ammontare di tempo adeguato. Se scopri che attraverso queste piattaforme il tuo business sta effettivamente crescendo, non devi mollare la presa e imponiti un numero preciso di ore per questo compito. Se vedi che tutti gli altri impegni non ti permettono di seguire adeguatamente questo strumento, valuta molto seriamente l’idea di farti aiutare da qualcuno!

    Sei sicuro di voler perdere questa occasione per migliorare la tua attività?