Avrai sentito parlare di Lean Production o Lean Manufacturing o Lean Management soprattutto nel Nordest d’Italia dove è divenuto (e diverrà sempre più) parola d’ordine per gran parte delle PMI ed anche per le aziende familiari.
Partiamo dal principio, il termine lean production, volendolo tradurre, vuol dire “produzione snella” e stiamo trattando di qualità nella produzione. La metodologia lean (dai, è tempo di abituarsi ai termini inglesi che alle volte non ha senso tradurre come da sempre si fa in Italia) è comunemente associata alle aziende giapponesi ed in particolare a Toyota.
La storia

La metodologia lean può essere descritta come una filosofia industriale. Il termine lean management fu coniato negli anni ’80 da un gruppo di ricercatori del MIT (una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts) che si stavano dedicando allo studio del Toyota Production System (Il sistema di produzione utilizzato nelle fabbriche Toyota.)
A capo del team c’era il Dott. James Womack che successivamente pubblicò quanto aveva studiato nel libro “La macchina che ha cambiato il mondo”, nel quale si analizza in dettaglio e si mette a confronto il sistema di produzione dei principali produttori mondiali di automobili con la giapponese Toyota. Il risultato? Vennero per la prima volta messe nero su bianco le ragioni della netta superiorità di Toyota rispetto ai concorrenti.
Il sistema di produzione Toyota nacque a metà degli anni ’50 grazie a Sakichi Toyoda (chiamato anche “Re degli inventori giapponesi” e fondatore di Toyota), al figlio Kiichiro Toyoda e al loro ingegnere capo Taiichi Ohno.
A cosa serve sapere la storia che sta dietro la lean production?
Essenzialmente perchè la lean production è una generalizzazione e divulgazione in occidente del Toyota Production System che ha superato i limiti della produzione di massa (sviluppato da Henry Ford e Alfred Sloan) applicata (purtroppo ancora oggi) dalla quasi totalità delle aziende occidentali.
Questa stessa filosofia industriale esiste oggi grazie agli insegnamenti di Edwards Deming (famosissimo consulente americano) che riuscì a convincere i giapponesi che,
[quote]per raggiungere la qualità, occorresse smettere di dipendere dalla produzione di massa e bisognasse focalizzarsi sul miglioramento dei processi produttivi e costruire la qualità del prodotto fin dall’inizio del processo.[/quote]
Ti chiedi qual’è il segreto rivoluzionario e perchè tanti parlano di lean production?
Il segreto è semplicissimo: Usare di meno per produrre di più.
I PRINCIPI LEAN
Fondamentale per il movimento lean è partire dal fatto che bisogna dare l cliente quello che vuole, utilizzando risorse minori e conseguentemente producendo meno:
▪ sprechi di materie prime;
▪ sprechi dovuti a tempi morti;
▪ giacenze di magazzino inutilizzate;
▪ eccessi o anticipi di produzione;
▪ sprechi legati a carenze nei processi;
▪ trasporti inutili;
▪ prodotti difettosi.
Producendo meno spreco ci sarà una richiesta minore di
- Investimenti;
- Spazio per la produzione.
I principi lean non si limitano comunque alla riduzione dello spreco usando di meno per produrre di più ma sono determinati anche da:
▪ L’ Identificare il processo che consegna valore al cliente ed eliminare le fasi che non aggiungono valore;
▪ Il lasciare che sia il cliente a “tirare” il processo – non produrre niente fino a che non ce ne sia bisogno, poi produrre questo velocemente;
▪ Il perseguire la perfezione tramite continui miglioramenti.
La metodologia lean prevede il miglioramento della qualità dei prodotti offerti attraverso tutta la catena, quindi a partire dai fornitori che dovranno a loro volta pensare ed agire in modo snello.
La genialità delle intuizioni alla base della lean production sta nel fare solo ciò che serve creando valore per i clienti ed eliminando ogni forma di spreco. Nell’ultimo principio ossia il perseguire la perfezione tramite continui miglioramenti sta l’essenza della lean production.
Ti starai chiedendo se il principio può essere adattato anche alla piccola e media impresa (non tutti fabbricano macchine…) la risposta è si, può essere applicato anche alle PMI ma ad una condizione, l’imprenditore deve essere disposto a mettersi in discussione.


“La strada per un prosperoso futuro per società e PMI che si vogliono inserire e vivere in una economia avanzata risiede nei servizi e nel ripensare il modo di fare affari”. Così Henry Chesbrough, coniatore del termine 
“Growth, Growth and Growth” 
La prima edizione della Innovation Convention si terrà a Bruxelles il 5 ed il 6 Dicembre 2011 e verrà ufficialmente aperta dal Presidente della Commissione Europea Mr. José Manuel Barroso.
Recentemente maggior attenzione è stata rivolta anche in ambito italiano al concetto di “Open Innovation” (innovazione aperta nda) sia dal punto di vista accademico che dal punto di vista pratico. Il Dr. Henry Chesbrough (docente presso la Haas School of Business presso l’Università di Berkley in California,USA), che ha coniato il termine “Open Innovation” descrive questo nuovo modo di innovare nel suo libro “Open Innovation”: “Il nuovo imperativo per creare e trarre profitto dalla tecnologia” (2003). Viene sottolineata la necessità per le imprese di cambiare la loro prospettiva passando da una innovazione di tipo chiuso (closed innovation) verso una forma più aperta di innovazione.

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