Tag: social media

  • Cos’è e come funziona il Word of Mouth?

    Cos’è e come funziona il Word of Mouth?

    Forse se ti dico passaparola capirai immediatamente cosa ho intenzione di raccontarti in questo articolo visto che di per sé non è un concetto nuovo (molto probabilmente è stata la prima e vera forma di marketing conosciuta a livello storico.)

    In inglese si chiama Word of Mouth o meglio, Word of Mouth Marketing (WOMM) ed è essenzialmente una forma di pubblicità e promozione (orale o scritta) NON pagata e basata sul passaparola fatto da clienti soddisfatti di un determinato prodotto, di un’impresa, di un servizio o di un evento. Se ci pensi bene risulta essere una delle modalità pubblicitarie più credibili dato che le persone che ti fanno pubblicità prima di tutto non vengono pagate e poi, aspetto ancor più di valore, “ci mettono la propria faccia” a parlare bene di te.

    Il WOMM ha in sostanza due facce: da un lato può  costruire rapidissimamente la reputazione di un prodotto, di una organizzazione o di un servizio e dall’altro può anche “distruggerlo” e questo è particolarmente vero nell’epoca dei social media che risultano essere uno degli elementi chiave del WOMM.

     

    Riassumendo semplicemente? E necessario che tu comprenda le dinamiche di questa forma di marketing.

    Nel dettaglio:

    Aumenta la tua credibilità e ottieni fiducia

    La fiducia è la base di tutte le relazioni interpersonali (almeno per quelle solide) e negli affari non per nulla diverso. La forza che “guida” il desiderio dei consumatori di condividere storie positive di determinate imprese risiede nella fiducia che hanno nel prodotto, nel servizio e nelle persone fisiche associate al brand dellimpresa.

    Lo sai di sicuro che la fiducia non la costruisci in un giorno e che ci vuole tempo, è fatta di relazioni, parole e successi. Devi assicurarti di rispettare o superare le aspettative dei tuoi clienti, sempre… e se non lo fai stai decisamente iniziando con il piede sbagliato nell’utilizzazione del WOMM.

    Aumenta la tua capacità Virale

    La velocità e la frequenza dell’utilizzo tra consumatori e clienti di una comunicazione basata sul passaparola aumenta in maniera direttamente proporzionale all’aumentare degli iscritti su facebook, twitter, pinterest (e su qualsiasi altro social network che ti venga in mente.)
    Questa velocità di diffusione delle informazioni per te, come accennato prima, è un’arma a doppio taglio.
    Se è vero infatti che gli aspetti positivi del tuo brand tramite il WOMM si propagano velocemente la stessa regola vale anche per quelli negativi (che probabilmente si diffondono a velocità doppia rispetto a quelli postivi… legge di Murphy?)

    Lo sottolineo ancora, hai BISOGNO di capire e comprendere il ruolo sempre più in crescita delle tecnologie di comunicazione e la conseguente distribuzione amplificata delle singole voci.

    Ricorda che il passaparola per natura è difficile da acciuffare

    Ammettiamolo se il passaparola sta funzionando e sta funzionando bene vuol dire che hai raggiunto lapice del marketing.
    In ogni caso il passaparola puoi inseguirlo, puoi “coccolarlo” e cercare di farlo crescere ma è per sua natura enigmatico e difficile da “costruire a tavolino.”
    Ricorda che iniziative commerciali come “porta un amico e ti faccio uno sconto” non rientrano nelle modalità utili per aumentare il passaparola in quanto occorre che le persone che ti pubblicizzano siano realmente coinvolte per spingere avanti il prodotto.

    E allora? Insegui il più possibile gli opinion leaders, le persone che sono leader nella loro cerchia di conoscenze, i capi gruppo. Se un opinion leader mette la sua faccia per il tuo brand puoi dormire sonni tranquilli. Molte ricerche di psicologia sociale hanno dimostrato che le informazioni che arrivano da un altro individuo dotato di una qualche forma di prestigio influenzano gli interlocutori in una maniera addirittura più potente dei mass media.

    Guardati allo specchio

    Benissimo, ti interessa essere sulla bocca di tutti, diventare il re del WOMM ma… ti sei guardato allo specchio? Hai guardato dallalto ed in maniera distaccata quello che stai realizzando, il tuo prodotto, i servizi che offri? C’è qualche aspetto che potresti migliorare? C’è qualcosa che va assolutamente cambiato?

    Fatti aiutare, chiedi ai clienti quali sono i tuoi punti deboli, mettiti in discussione sempre, tutti questo sono passaggi per aiutarti a diventare più “social” e sempre più sulla bocca di tutti. L’era del “paron che sa tutto” (il padrone che sa tutto, perdonami la frase in veneto) se non è finita del tutto già ora è comunque destinata a tramontare.

    Rinnovati e soprattutto fatti aiutare, è più semplice di quello che credi.

     

    Foto: Interno Post By Intersection Consulting, Slider By Benjamin Ellis via Flickr C.C. Attribution
  • Linkedin: aumenta le tue vendite e la tua popolarità

    Linkedin: aumenta le tue vendite e la tua popolarità

    Okay, sei su facebook da ormai almeno un paio di anni, poi, magari, hai deciso di “farti” anche Twitter… Ma Linkedin? Linkedin l’hai sempre evitato e ne sei sempre stato alla larga. Troppo complicato. Solo per mega professionisti dal curriculum invidiabile?
    Non ne capisci l’utilità e non credi che possa essere uno strumento valido?
    Molte persone sono confuse (almeno in Italia) in merito a Linkedin e la pensano così.

    Se ci fai caso oramai su Facebook sono registrati quasi più nonni che studenti delle superiori e allora perché non sperimentare Linkedin e dare una “spintarella” al tuo business e alle tue qualifiche?

    Se ti senti troppo giovane per un network così “serioso”… Bè ti assicuro che non lo sei dato che il raggio di estensione professionale che riesce a raggiungere linkedin arriva sino a ragazzi che hanno raggiunto la maturità nel 2011. Quindi a meno che tu non sia ancora all’ultimo anno di superiori stai leggendo il post giusto.

    Attenzione: ti ho parlato di superiori e indirettamente di qualifiche professionali ed accademiche ma non sono l’unico aspetto rilevante, qui stiamo parlando di business, possibilità di creare network e crescita.
    Non c’entra solo la laurea, qui c’entra la tua storia, le tue skills e quello che puoi offrire al mercato.

    In definitiva? Se non sei su Linkedin stai perdendo del tempo (e tempo spesso equivale a soldi e questo lo sai).

    Ecco 5 ragioni per cui VUOI imparare ad usare abilmente LInkedin:

     #1 Fatti Trovare

    Linkedin non è solo fatto per trovare contatti. È pensato principalmente per farti trovare. Fai attenzione ad ogni parola che usi nella creazione del tuo profilo poiché potrebbe essere proprio ciò che qualcuno sta cercando…  E indovina? Verrà a contatto con la tua esperienza e con le tue abilità.
    Assicurati quindi che tutte le TUE parole chiave siano inserite nel tuo profilo. Qualsiasi siano le tue qualifiche, falle diventare parole chiave.

     #2 Costruisci il tuo brand in maniera professionale

    Sono sicuro che non lo sai che Linkedin ha attualmente 135 milioni di utenti registrati in tutto il mondo. Praticamente un gigantesco pagine gialle per professionisti. Sinceramente? Il fatto che tu non sia ancora su linkedin potrebbe costarti un bel po’ a livello di credibilità. Crea il tuo profilo, entra a far parte dei gruppi di tuo interesse. Ci vorrà del tempo (non poi molto) ma ti ripagherà al 100%, investimento sicuro (non sono una banca, puoi fidarti del mio rating…)

     #3 Networking ottimale

    Se sei un imprenditore, uno startupper, un libero professionista o un libero pensatore bè sicuramente sei anche un networker. Se vuoi creare netwrok online per trovare nuovi partner per il tuo business, se vuoi cercare potenziali nuovi clienti... Usi twitter? O facebook?
    Certo sono validi strumenti social ma non dispongono di tutte le informazioni che linkedin ti può fornire in merito ai profili professionali degli utenti. Pensaci, puoi cercare per parola chiave, per regione, per città, per qualifica professionale, per esperienze passate, puoi creare gruppi di interesse. Se non sono degli ottimi strumenti per fare network questi.

     #4 Linkedin è in movimento

    Una caratteristica che di sicuro non appartiene a linkedin è la staticità. Cosa intendo? Non puoi semplicemente creare un profilo utente “a caso” senza prendertene cura. La tua iscrizione non si risolve in un nome utente e password. Linkedin si muove con te nel senso che come la tua vita professionale è sempre in movimento così deve essere anche il tuo profilo. Aggiorna le esperienze, aggiungi tutti gli aspetti rilevanti della tua attività. Pensa a linkedin come ad una vetrina per te stesso.
    Se dovessi vendere una macchina avresti più probabilità di venderla tenendole pulita e lucidata e bella in mostra in una vetrina in centro città o parcheggiandola in un parcheggio sotterraneo di un centro commerciale in periferia?

     #5 Dai valore a ciò che fai, a ciò che sai e a ciò che sei

    Linkedin puoi darti molto di più di quanto puoi immaginare ora. Puoi dare un valore aggiunto all’attività che stai svolgendo, puoi sottolineare in ambito nazionale (o internazionale) le tue competenze e puoi conseguentemente dare più valore a te come persona. Se sai un’altra lingua oltre all’italiano, sfruttala, espanditi il più possibile e usa ciò che sai.
    Sono certo che non sei mai stato con le mani in mano nella tua vita e sai che la pigrizia uccide gli affari…  quindi perché dovresti farti sfuggire una delle possibilità professionali più utili della rete?

    Prossimamente ti spiegherò più in dettaglio come ottimizzare il tuo profilo, intanto? Iscriviti.

  • Pinterest: nuova frontiera social del commercio elettronico?

    Pinterest: nuova frontiera social del commercio elettronico?

    Pinterest.com è una bacheca virtuale dove puoi “raccogliere” immagini che trovi in giro per il web e catalogarle secondo categorie di tua scelta. La maggior parte delle immagini visibili nel sito ha come tema decorazioni domestiche, lavoretti di artigianato/gioielleria, moda e cibo. Il sito è al momento solo ad invito, anche se per richiederne uno basta solo iscriversi nella lista d’attesa presente in home page. In qualche ora l’invito normalmente arriva come email. Nonostante questa procedura il sito ha conosciuto un esponenziale aumento in termini di visite nei mesi scorsi.

    Oltre alle funzioni di mera catalogazione Pinterest è anche social: infatti le foto da noi reperite nel web sono condivisibili con gli amici ed è possibile innescare meccanismi virali per cui una foto particolarmente attraente possa essere condivisa anche tra sconosciuti e su larga scala.

    Parlando invece di dati l’interesse non può che aumentare, specialmente tenendo conto che questa sorta di social network è particolarmente attrattivo per l’universo femminile: il 59% dei visitatori è infatti costituito da donne. Inoltre il sito ha scalato rapidamente la vetta ed è ad un passo per entrare nella Top Ten dei siti social negli USA. Niente male per un progetto giovanissimo! E soprattutto senza aver speso un solo centesimo in pubblicità.

    Dal punto di vista finanziario la situazione è altrettanto rosea, contando in quasi 40 milioni di dollari raccolti in finanziamenti.

    Bellissimo, ma… come può tornarmi utile questo nuovo social network?

    Come premesso questo servizio sta ancora muovendo i primi passi però già si può iniziare a parlare di un utilizzo business. Come? E’ presto detto:

    1. L’audience del sito è composta, come premesso, da un 59% di visitatrici tra i 25 e i 40 anni. In altre parole la fascia che tendenzialmente genera più profitto dal punto di vista pubblicitario;

    2. Già è in atto un meccanismo di collegamento con siti di e-commerce esterni alla piattaforma. Ciò significa che la piattaforma è in grado di generare profitto e, allo stesso momento, di porsi come canale preferenziale per chi volesse promuovere i propri prodotti;

    3. E’ brand friendly offrendo protezione e regale precise per chi utilize il proprio marchio;

    4. L’estetica è assolutamente gradevole e l’interfaccia funzionale. Essendo facile da usare la piattaforma non può che continuare la propria espansione.

    5. Un’alto grado di “dipendenza” da parte di chi lo utilizza. Non serve aggiungere altro!

    Se sei interessato al commercio elettronico non puoi farti sfuggire questo nuovo strumento, anche solo per darci un’occhiata. Se tu che leggi sei donna, capirai subito di cosa sto parlando e di come funziona il meccanismo. Se sei uomo fai questa prova: fai iscrivere la tua partner o una tua amica e vedi le reazioni. Potresti restarne stupito!

  • Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

    Navigando per la rete ci è incappato di incorrere in in un articolo (in lingua inglese) riguardo le imprese italiane e la loro incapacità di sfruttare il web. Un articolo molto duro e altamente critico, che da un’idea di come è visto dai nostri potenziali business partner il nostro modo di affrontare il web e le sue potenzialità.

    Principalmente vengono individuate quattro cause:

    1. La maggior parte delle persone nelle imprese è troppo vecchia (mentalmente) e troppo orgogliosa;
    2. Nessuno si prende il rischio di decidere qualcosa, mai;
    3. Chi fa marketing non conosce il mercato digitale;
    4. Le persone nelle imprese italiane non hanno passione per il loro lavoro (e la vita in genere).

    Le affermazioni sono indubbiamente molto pesanti. Si potrebbe dire che è meglio che ognuno guardi a casa propria, chi è l’autore per poterci insegnare qualcosa ecc. ecc. Si potrebbe continuare per ore, il problema resterebbe insoluto e anche oggi si sarebbe persa un’ottima occasione per fare business. C’è poco da prendersi in giro!

    In un precedente post si era già parlato del tema siti aziendali e accennato al problema del fattore culturale. Giusto qualche giorno fa Deloitte ha pubblicato un suo rapporto (in inglese) riguardante Facebook e il suo impatto per l’economia europea, con numeri che appaiono confortanti per il futuro, soprattutto per quanto riguarda lo scenario italiano.

    Ma allora perché non si è ancora capita pienamente la potenzialità del web? Perché l’agenda digitale non è ancora tema principe della discussione economica nel panorama nazionale? Perché da noi esistono Silicon Valleys?

    Un po’ di autocritica non guasta

    Negare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questo momento, equivale a volersi suicidare e uccidere sul nascere un nuovo flusso di opportunità. Perdere l’ulteriore treno con destinazione crescita.

    I quattro punti sopra elencati colgono, a nostro avviso, pienamente nel segno e riassumono molto efficacemente quanto di davvero problematico c’è nella nostra cultura d’impresa e la relativa avversione al cambiamento. Tempo per un’inversione di tendenza, fortunatamente, ce n’è ancora. Ma è necessario mettersi in discussione e voler davvero cambiare. Materiale per imparare e casi di successo da imitare ce ne sono a bizzeffe, vogliamo aspettare ancora?

    Da dove iniziare

    Per prima cosa, è necessario capire che quello che vogliamo noi non sempre è quello che vuole anche il nostro cliente, l’universo non gira solo intorno a noi ma viviamo in una realtà fatta di consumatori sempre più informati e con necessità che cambiano col tempo, bisogna quindi adattarsi.
    Se non ci accorgiamo che il mondo gira resteremo sempre indietro. L’orgoglio è il caso di metterlo da parte, è evidente che non aiuta. Se c’è qualcuno che davvero dà dimostrazione di capirne qualcosa dei nuovi trend è meglio, forse, dargli almeno una possibilità ed ascoltarlo.

    Un team degno di tal nome è fondamentale

    Uno stuolo di yes man serve a gran poco!

    Se chi ti circonda ti dice sempre di si, già dovresti capire che c’è qualcosa di sbagliato. Chi vince sul mercato è chi ha dietro un team che discute, con membri che credono e supportano con logica e fatti le proprie idee. Quello di cui hai bisogno sono collaboratori in grado di prendere decisioni, per questo motivo devono essere sia responsabili ma da te anche responsabilizzati.

    Aver paura che ti rubino il lavoro è sbagliato, non cresce la tua attività e non crescono loro. E’ necessario correre questo rischio, diversamente nessuno cresce e si è in permanente stallo. E nell’era di internet essere statici è pericoloso.

    Diversamente, con alle spalle un gruppo in grado di coprire certe parti della tua attività e di decidere al posto tuo, hai più possibilità di lavorare su quello che è più importante: trovare nuove opportunità per il tuo business.

    Una volta fatto forte il team puoi sei pronto alla sfida digitale. Un team agguerrito è un vulcano di idee, e ne hai bisogno ora più che mai.

    Non farti fregare

    Capito che hai bisogno di un modo nuovo di penetrare nel mercato e formato il team, hai ora bisogno di trovare chi possa aiutarti nel realizzare una nuova strategia.

    Ma attento! Quando tratti sul prezzo di acquisto di qualcosa sei sicuramente attento a qualsiasi dettaglio, cerchi di tirare il più possibile sul prezzo, cerchi di capire se chi hai davanti voglia rifilarti un rottame che vale poco o niente. Tutto questo perché sei informato e sai cosa ti serve.

    Con il mercato del web sei sicuramente più spiazzato, non è il tuo mestiere, non hai probabilmente molte competenze tecniche, non sai realmente come muoverti. Però ottimi meccanismi di autodifesa già li hai: il tuo istinto, la tua esperienza, il tuo team.

    Se qualcuno che millanta di “far marketing” si presenta nel tuo ufficio e ti infarcisce il cervello di paroloni in inglese associati a presentazioni di prodotti a te incomprensibili, fermati un attimo e valuta. Capisci se chi hai davanti cerca di rifilarti il rottame o se è una persona davvero competente.

    Cerca di capire cosa ti stanno offrendo, metti subito alla prova chi sta cercando di venderti il servizio. I tuoi collaboratori possono qui avere un ruolo fondamentale: aiutarti nella decisione attraverso la loro opinione.
    A prova contraria saranno loro a dover mettere in pratica le nuove strategie o chi, nel caso dei commerciali, ha a che fare con la gente tutti i giorni.
    Tutto questo però con gli yes man già a casa.

    Tu in questo caso sei l’acquirente e chi ti offre il servizio il venditore. Metterlo sotto torchio, a prova contraria, è una tua prerogativa, giusto?

    La passione è la chiave di tutto

    Tu sicuramente vivi per quello che fai, hai passione per quello che fai. Diversamente non ti saresti messo in attività.

    Comunicare un marchio o un prodotto è un lavoro di passione. Non un lavoro alla giornata.  Chi deve vendere il tuo prodotto deve essere influenzato da questa tua passione e chi deve venderti una nuova strategia di vendita deve mostrare la stessa passione per il proprio lavoro. Se non percepisci questa passione cerca qualcun altro. E’ meglio prendersi un po’ di tempo che iniziare una campagna sul web disastrosa. Sarebbero solo soldi, tempo e, nel peggiore dei casi, un danno alla propria reputazione.

    “Esserci” giusto per essere presente in un qualche modo, è l’errore più grande che si possa fare nel web. Meglio evitare, ponderare e trovarsi qualcun altro.
    In gioco c’è un investimento strategico quanto l’acquisto di un nuovo macchinario o di un capannone, è bene averlo presente fin dal primo momento!

    Se chi hai davanti passa la prova allora hai già fatto probabilmente un ottimo passo avanti per inserirti nel mondo del web. Non resta ora che crederci fino in fondo! Sei d’accordo?