Tag: Bruxelles

  • Verso la creazione di un “Common European Sales Law”

    Verso la creazione di un “Common European Sales Law”

    Sei una PMI e vorresti emergere nel mercato europeo?
    Sei un consumatore e ti piacerebbe acquistare prodotti a prezzi più competitivi?

    La recentissima “Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ad un diritto comune europeo della vendita” (cd. CESL, Common European Sales Law) presentata a Bruxelles dalla Commissione Europea l’11 ottobre 2011 mira proprio “migliorare l’instaurazione e il funzionamento del mercato interno facilitando l’espansione degli scambi transfrontalieri per le imprese e gli acquisti transfrontalieri per i consumatori” .

    La ratio di tale proposta è quella di creare, in ambito comunitario, un diritto comune ‘opzionale’ da applicare ai contratti di vendita nelle operazioni transfrontaliere.

    Ai sensi dell’art. 4 del regolamento, “un contratto fra professionisti è transfrontaliero se le parti hanno la residenza abituale in paesi diversi, uno dei quali almeno sia uno Stato membro” mentre, “un contratto fra un professionista e un consumatore è transfrontaliero se l’indirizzo indicato dal consumatore, l’indirizzo di consegna del bene o l’indirizzo di fatturazione si trovano in uno paese diverso da quello in cui il professionista ha la residenza abituale e almeno uno di questi paesi è uno Stato membro”.

    In sintesi, il Common European Sales Law è un corpus normativo autonomo ma facoltativo, quindi applicabile su base volontaria in virtù di un espresso accordo tra le parti. Ogni professionista sarà così libero di scegliere se predisporre un contratto secondo questo regime (sistema di opt-in) o di applicare il diritto contrattuale nazionale previgente (che non subirà alcuna modifica).

    La proposta di regolamento si prefigge l’obiettivo di realizzare un livello elevato di protezione dei consumatori ma soprattutto di aiutare le PMI a trarre maggiore profitto dalle opportunità offerte dal mercato.

    La relazione di accompagnamento alla proposta ha infatti evidenziato come la differenza “tra i singoli diritti dei contratti degli Stati membri” rappresenti “un ostacolo per chi […] intenda effettuare scambi transfrontalieri nel mercato interno”.

    L’applicazione del diritto comune europeo  agli scambi transfrontalieri – sia tra imprese (B2B) che tra imprese e consumatori (B2C) – permetterà di superare ogni difficoltà legata alla scelta di quale diritto dei contratti applicare e la conseguente necessità per i professionisti di adeguarsi ai diversi diritti nazionali, comportando un sensibile risparmio sui costi di transazione.

    L’adozione di tale regolamento comporta vantaggi anche sotto il profilo concorrenziale: con l’aumento della concorrenza nel mercato interno, infatti, cresce anche la possibilità dei consumatori di accedere alle offerte provenienti da tutta l’UE (a prezzi inferiori), pur godendo di certezze in ordine ai loro diritti.

    Tra i punti di forza della proposta di regolamento deve evidenziarsi:

    – la cospicua tutela del contraente debole – sia esso consumatore o professionista – idonea a generare fiducia nel mercato e quindi a contribuire al suo sviluppo;

    – l’obbligo di assicurare continui flussi informativi e trasparenza in ogni fase contrattuale;

    – la predisposizione di una nota informativa standard sul diritto comune europeo;

    – la possibilità di sindacare nonché sanzionare – anche con un intervento giurisdizionale – l’ingiustizia contrattuale in caso di alterazione funzionale della causa (ovvero in caso di eccezionale e imprevedibile mutamento delle circostanze nel momento di esecuzione del contratto).

    Anche il Consiglio Nazionale Forense, con un comunicato stampa dell’11 aprile 2012, ha salutato con favore il progetto della Commissione europea volto alla creazione di un “Common European Sales Law”.

    Sebbene la proposta della Commissione non sia andata esente da rilievi critici, è stato rilevato che “una disciplina uniforme nei 27 paesi Ue favorirà gli scambi transfrontalieri promuovendo le esportazioni delle piccole e medie imprese e la crescita economica”.

    A ben vedere, la proposta si pone in linea con le molteplici attività di armonizzazione del diritto europeo promosse dal Consiglio nazionale forense e dal suo presidente Guido Alpa e costituisce un importante tassello per la creazione di un codice civile europeo.

    Link utili:

    Proposta di regolamento:

    Link comunicato stampa Regolamento Europeo: 

    Link comunicato stampa del Consiglio Nazionale Europeo:

    Articolo di Licya Spada, 26 anni, laureata in Giurisprudenza, specializzata in professioni legali presso la Scuola di specializzazione per le Professioni legali dell’Università di Bologna.

     

     

     

    Foto: By Swishphoto Via Flickr, Creative Commons Atributions.
  • Arriva lo statuto della Fondazione Europea

    Arriva lo statuto della Fondazione Europea

    La data dell’8 febbraio 2012 rimarrà una data memorabile per tutte le fondazioni europee. Dopo 14 anni di dalla creazione di una vera e propria task force  incaricata di promuovere uno statuto europeo per le fondazioni sembra sia finalmente possibile tirare un primo sospiro di sollievo.

    Da tempo le fondazioni europee chiedevano a gran voce a Bruxelles l’adozione di uno strumento giuridico comune che potesse garantire in tutto il territorio UE il medesimo status e gli stessi benefici
    Il problema principale delle fondazioni spostandosi in altri territori Europei è sempre stato quello di dover investire per colmare le differenze esistenti tra ordinamenti giuridici nazionali. Se una fondazione decide di operare all’estero deve investire parte dei suoi fondi in consulenze giuridiche in modo da poter soddisfare i requisiti legali e amministrativi dei singoli ordinamenti nazionali con conseguente diminuzione dei fondi disponibili per ricerca e sovvenzione di progetti.

    La parola d’ordine che le fondazioni volevano giungesse all’orecchio della Commissione Europea era armonizzazione. E così è stato. L’8 febbraio la Commissione Europea ha avanzato una proposta di statuto che punta ad istituire un’unica forma giuridica europea, la “Fondazione Europea (FE)” identica in tutti gli stati membri (vedi Italia Oggi del 9 Febbraio 2012).

    Lo statuto riguarda più da vicino le fondazioni di pubblica utilità che risultano essere la maggioranza. La Fondazione dovrà avere determinati requisiti principali quali:

    • La FE dovrà dimostrare il suo scopo di pubblica utilità;
    • La dimensione transfrontalera;
    • Possesso di un patrimonio minimo di costituzione di 25 mila euro;

    Sarà possibile sia costituire ex novo una fondazione sia convertire in questa nuova forma giuridica un fondazione nazionale già esistente.

     Ma quali saranno i vantaggi più tangibili? 5 punti:

    1. Personalità e capacità giuridica in tutti gli stati dell’unione;
    2. Possibilità di svolgere le proprie attività all’interno dell’UE più facilmente;
    3. Incanalare finanziamenti in maniera più agevole e con meno spese data l’applicazione di norme uguali in tutta l’UE;
    4. Ottenimento di un marchio europeo che renderà la singola fondazione più affidabile e riconoscibile anche a livello transfrontaliero;
    5. Il regime fiscale delle Fe sarà il medesimo regime fiscale applicato alle fondazioni nazionali.
    Michel Barnier

     Michel Barnier, il commissario europeo al Mercato interno, ha dichiarato:

    [quote]L’introduzione di uno statuto europeo ridurrà costi e incertezze, oltre a offrire alle fondazioni maggiore visibilità per promuovere le loro attività e per attirare più finanziamenti grazie a un marchio europeo.[/quote]

     

     

    Da sottolineare che in Europa si contano circa 110 mila fondazioni che erogano ogni anno finanziamenti tra gli 83 e i 150 miliardi di euro in tutti i settori di pubblica utilità, senza tener conto del fatto che sul fronte occupazionale si calcola che circa un milione di persone lavorino a tempo pieno grazie alle fondazioni.

    In conclusione bisogna tener conto del fatto che  la strada da percorrere per l’adozione vera e propria dello statuto da parte dell’UE è piena di ostacoli politici (la Francia ha già manifestato le sue perplessità) e deve essere ancora discussa in Parlamento ed in Consiglio. Confidiamo solamente che ai 14 anni di attesa e di battaglie che le fondazioni hanno compiuto per giungere fino a qui non si rivelino vani e non si dissolvano in un nulla di fatto.

  • La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    La Commissione Europea investe sul Venture Capital

    A Bruxelles ne sono ormai certi: L’accesso ai finanziamenti è essenziale per aumentare il livello di competitività e crescita potenziale delle PMI. Nel contesto attuale caratterizzato da una diminuzione drastica della concessione di prestiti dall’economia finanziaria all’economia reale è sempre più difficile per le piccole e medie  imprese ottenere dei prestiti. Proprio per questo motivo la Commissione Europea ha presentato mediante  un Piano d’azione Europeo una strategia per promuovere un accesso miogliore  ai finanziamenti per le PMI.

    Tale piano include sia un aumento del supporto finanziario da parte del budget UE e della Banca Europea per gli Investimenti sia una proposta per un regolamento atto a uniformare la normativa concernente i fondi derivanti dal venture capital.
    La nuova regolamentazione renderà più semplice ai venture capitalist raccogliere fondi in giro per il territorio europeo a beneficio delle start-up. L’approccio adottato dalla Commissione è semplice: se vengono rispettati I requisiti tutti I fund manager qualificati possono raccogliere capitale in Europa che sarà designato “Fondo di Venture Capital Europeo”. Non verrrà più richiesto di rispettare complessi requisiti diversi per ciascun stato membro.

    Sarà introdotto un singolo insieme di regole e conseguentemente per chi si occupa di venture capital sarà possibile attrarre più capitali ed ingrandirsi.
    Im aggiunta a queste misure, ricordiamo la previsione di un budget di 1.4 miliardi di € di garanzie finanziarie previsti dal Programma per la Competitività per le PMI (COSME 2014-2020) e anche che la Banca per gli Investimenti europei manterrà a passo sostenuto  il livello di prestiti concessi alle PMI (alla fine del 2011 il livello sarà di 10 Miliardi di €).

    Il Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, responsabile di industria ed imprenditoria ha commentato: “Un accesso più semplice ai finanziamenti per le PMI è la priorità numero uno per uscire da questo periodo. Il nostro piano d’azione evidenzia come l’Europa stia facendo il massimo per aumentare l’accesso delle PMI ai finanziamenti. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare gli strumenti finanziari UE per le PMI e di aumentare il loro accesso ai mercati finanziari”

    Il commissario per il Mercato Interno e sei Servizi finanziari Michel Barnier ha detto: “abbiamo bisogno di più Venture Capital in Europa. Aiutando le società a diventare più innovative e competitive il venture capital creerà le società europee del futuro. Per poter supportare le start-up più promettenti I fondi del venture capital devono diventare più grandi e gli investimenti devono essere diversificati.” Fonte 

    Venture capitalist per sopperire ai finanziamenti bancari

    Questo progetto di allargamento delle possibilità finanziarie per le PMI già esistenti e per le start-up mediante Venture capital è sicuramente in linea con le necessità di adattamento alle nuove realtà globali. Le banche concedono prestiti a fatica e quando non credono in una nuova start-up indirettamente (o direttamente) ne distruggono il futuro e le aspettative di crescita. Negli USA già da tempo sono gli investitori privati ad analizzare seriamente la validità del business plan di una nuova start-up.. così non tutti gli Steve Jobs europei saranno costretti ad emigrare per dare spazio alle loro idee. E’ tutta da giocare questa partita.

  • Innovation Convention 2011: l’esperienza di Pminordest.it

    Innovation Convention 2011: l’esperienza di Pminordest.it

    Growth, Growth and Growth” 

    Con queste parole di Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria Europea per la ricerca, innovazione e scienza, si è aperta la prima Innovation Convention 2011, subito facendo capire quale fosse la situazione corrente e a cosa sia davvero necessario pensare in questo momento.

    La firma dell’accordo RSFF ha poi completato la cerimonia di inaugurazione, lasciando intendere che dalle parole si è passati ai fatti, specialmente per quanto riguarda il piano di rilancio decennale dell’economia europea, meglio noto come “Europa 2020”.

    Pminordest.it ha avuto l’occasione di partecipare e per voi ora un piccolo riassunto dei due giorni di immersione totale nel tema dell’innovazione.
    L’articolo non ha nessuna pretesa di completezza e, soprattutto, costituisce l’introduzione  di temi che verranno trattati i prossimi giorni riguardanti quanto di utile possa esser, a nostro avviso, tratto da questo evento per informare ed aiutare le nostre PMI in questo periodo particolarmente difficile.

    La sessione di apertura e la sua esplosività

    Ann Mettler (The Lisbon Council) ha aperto la prima sessione di discussioni e già dalle prime premesse ci si è aspettati un dibattito di alto livello.

    Il panel si è occupato fin da subito di innovazione e lavoro dei giovani, con un’attenta analisi degli ostacoli attualmente presenti nella UE per gli operatori del settore.

    Il dibattito è stato appassionante, con un Ben Verwaagen (Alcatel-Lucent), molto critico e, soprattutto costruttivo; un Prof Sir L. Borysiewicz (Cambridge University) molto ispirante per quanto riguarda le politiche educative e cooperazione università-impresa; Kiran Mazumdar-Shaw (Biocon Ltd) che, in quanto esponente della crescita di un’economia emergente come l’India, ha portato la sua visione in materia di brevetti e innovazione; ed, infine Jean-Paul Agon (L’Oreal) e Silvia Venturini Fendi (Fendi Associates) che hanno completato la discussione esprimendo la loro esperienza pratica di innovazione sul campo.

    The Lisbon Council e PMI

    Particolare rilievo è stato assegnato alle problematiche riguardanti le PMI europee e la necessità che la situazione cambi il più in fretta possibile.

    The Lisbon Council è il think-thank che si dedica alla ricerca di nuove modalità di cooperazione, finanziamento e supporto per autonomi e piccoli e medi imprenditori. La co-fondatrice Ann Mettler si è rivelata molto disponibile al dibattito, ha portato sul tavolo tematiche di fondamentale interesse e ha invitato ospiti molto competenti a trattare della materia.

    Nei prossimi giorni seguiranno articoli al riguardo e, dato il fondamentale interesse per noi, saranno adeguatamente approfonditi.

    La qualità degli ospiti 

    Riguardo questo aspetto c’è molto poco da aggiungere: con persone del calibro di Eric Schmidt (ex CEO di Google), Michael O’Leary (CEO Ryanair), e Don Tapscott (The Tapscott Group) restare delusi è molto difficile.

    Gli interventi si sono rivelati di altissimo livello e molto appassionati. Non hanno nascosto in nessun modo le difficoltà in cui ora l’Europa sta versando ed espresso le loro criticità. Allo stesso modo però, hanno saputo comunicare speranza e infondere volontà di cambiamento ai presenti.

    In una frase chiave:

    “Future is not something to be predicted, future is something to be achieved”

    (Il futuro non è qualcosa che deve essere predetto, ma qualcosa che deve essere conquistato)


    Qualche nota “stonata”

    Avendo come parte del titolo “innovation”, ci si saremmo aspettati trattazioni di maggior livello riguardo i nuovi canoni di Open Innovation e Politica Pubblica in Europa, soprattutto dall’intervento del Prof. Henry Chesbrough.

    La descrizione di tale sessione sembrava portare la promessa di una trattazione della materia radicalmente lontana dai classici canoni, destinata ad essere rivoluzionaria e ricordata negli annali.

    Tutto si è risolto invece in una semplice descrizione storica dell’evoluzione del concetto di Open Innovation, una percentuale vicina allo zero di novità e, infine, ad una pubblicità al proprio libro.
    Molto poco Open e, soprattutto, molto poco innovativo. Fortunatamente Don Tapscott è riuscito a colmare parzialmente il vuoto informativo.

    Il valore reale di questa prima Convention

    L’esperienza di Pminordest.it è stata sicuramente positiva ed ispirante. Il flusso di informazioni disponibile attraverso i discorsi degli ospiti, il dibattito del pubblico e la quantità di tweet generati durante i due giorni, sono un possibile metro di valutazione del successo di questa prima edizione dell’evento. Ma, soprattutto, la possibilità di un confronto diretto (come pubblico o attraverso internet) con rappresentanti delle istituzioni è simbolo della volontà di cambiare e, finalmente, di ascoltare chi “si sporca le mani” giorno per giorno.

    Gli organizzatori tutti meritano un ringraziamento molto caloroso e le più sentite congratulazioni. Gestire in maniera impeccabile un evento di tali dimensioni e riuscire ad avere ospiti di tutto rispetto, creando un fertile ambiente per il dibattito e lo scambio di opinioni, non è cosa assolutamente comune.

    La prima edizione è stata da “fuochi d’artificio”: non resta che sperare che il prossimo anno il livello qualitativo non scenda e che, soprattutto, lo spirito animante questo incontro venga diffuso da tutti i partecipanti ai rispettivi collaboratori.

    Per chi si fosse perso la Convention, a questo link sono disponibili maggiori informazioni e, in pochi giorni i video degli interventi.

  • Innovazione per le PMI: Innovation Convention, Bruxelles, 5-6 Dicembre

    Innovazione per le PMI: Innovation Convention, Bruxelles, 5-6 Dicembre

    La prima edizione della Innovation Convention si terrà a Bruxelles il 5 ed il 6 Dicembre 2011 e verrà ufficialmente aperta dal Presidente della Commissione Europea Mr. José Manuel Barroso.
    La ricerca e l’innovazione sono ill motore principale per la creazione di nuove possibilità lavorative e l’unica via d’uscita dall’attuale crisi economica e questo sarà il punto focale della convention.
    Durante questi due giorni di “full immersion” si incontreranno tutti gli esperti mondiali nel campo della ricerca e dell’innovazione in modo da aver la possibilità di condividere i loro punti di vista riguardanti la costruzione di una economia globale dell’innovazione.
    Questa convention si terrà regolarmente ogni anno in modo da tenere traccia dei progressi compiuti verso gli obbiettivi dell’ Innovation Union (progetto della commissione europea vedi qui) e per discutere delle prospettive nell’ economia globale dell’innovazione.
    Questa prima convention del 5 e 6 Dicembre 2011 rappresenta il principale e più importante evento europeo sull’innovazione ed avrà all’incirca 1200 partecipanti selezionati.

    Perchè c’è bisogno di una “Unione per l’Innovazione”?

    Tenendo conto dell’innalzamento dell’età media della popolazione europea e della forte pressione competitiva derivante da un mercato sempre più globalizzato, la futura crescita economia europea e le offerte lavorative dipenderanno sempre più dall’innovazione di prodotti, servizi e modelli di business.
    Questa è la motivazione principale per cui l’innovazione rappresenta il cuore della strategia Europa 2020 per la crescita e la creazione di lavori  (http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm).
    L’unione per l’innovazione mira a migliorare le condizioni e l’accesso alla finanza per la ricerca e l’innovazione in Europa, per assicurare che le idee innovative possano essere trasformate in prodotti e servizi che generino crescita e posti di lavoro.

     Programma della Convention di Bruxelles

    Il punto principe della Convention è l’interazione. Attraverso dibattiti, lezioni e tavole rotonde verrà stimolato il dialogo tra i partecipanti.

    Durante questi dibattiti i leader a capo di business mondiali e rinomati accademici sottolineeranno le modalità tramite cui la ricerca e l’innovazione contribuiscono alla crescita sostenibile.
    Durante la convention l’audience imparerà in che modo trasformare valide idee in floridi business, ossia come “fare innovazione” in maniera pratica.
    Durante le discussioni delle tavole rotonde ci si soffermerà su una visione più approfondita su delicati temi che riguardano l’innovazione relazionata alla società: tutela della salute, scienza e l’innovazione di tipo sociale (social innovation).
    In parallelo al programma principale si svolgeranno delle “fringe” sessions (sessioni marginali) organizzate da stakeholders. Queste sessioni funzioneranno come un workshop in cui i singoli potranno partecipare a dibattiti, fare domande e creare network con i colleghi.
    Queste sessioni si focalizzeranno su temi strettamente collegati alle priorità dell’Innovation Union. Ci si soffermerà su diversi aspetti come, ad esempio: le modalità per dare supporto a nuove ed innovative PMI, come creare partnership di successo tra università, industria ed il settore pubblico e come assicurare che un maggior numero di donne venga coinvolto nel ciclo dell’Innovazione.

     Programma principale – Speakers

     L’innovation convention verrà innaugurata Lunedì 5 Dicembre 2011 dal Presidente della Commissione Europea, Mr José Manuel Barroso, e conclusa da Mr Don Tapscott, presidente del consiglio di amministrazione di Moxie Insight e co-autore di ‘Macrowikinomics: Riavviare il sistema: dal business al mondo”.

    Ecco qui di seguito la lista degli ospiti confermati per il programma principale organizzato dalla Commissione Europea.

    • Mr Jean-Paul Agon
Amministratore Delegato di L’Oreal

    • Mr José Manuel BarrosoPresidente della Commissione Europea
    • Sir Leszek K. Borysiewicz Vice-Rettore dell’Università di Cambridge
    • Ms Margaret Chan Fung Fu-chunDirettore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio
    • Prof. Henry Chesbrough
Professore dell’ESADE Business School e dell’Haas School of Business – Università Berkeley
    • Prof. Brian Cox
Professore di Fisica dell particelle presso l’ Università di Manchester, autore e presentatore di programmi scientifici per la BBC.
    • Prof. Richard Dawkins
Biologo, etologo e divulgatore scientifico britannico, ex Professor di Public Understanding of Science presso  l’Oxford University
    • Dr. Mathias Döpfner
Chairman ed Amministratore Delegato di  Axel Springer AG, Berlin
    • Mr Gorka Espiau Idoiaga
Capo dei Programmi Internazionali, Innolab, Bilbao
    • Ms Silvia Venturini Fendi
Direttrice Creativa per Fendi Accessori.
    • Ms Máire Geoghegan-Quinn
Commissario Europeo per la Ricerca, Innovazione e Scienza.
    • Ms Claudie Haigneré
Presidente di  Universcience, Parigi
    • Mr Will Hutton
Executive di The Work Foundation
    • Mr Marc Koska, OBE
Fondatore di LifeSaver

    • Mr Ilja Laurs
Fondatore ed Amministratore Delegato di Get Jar Network Ltd.
    • Mr Philippe MaystadtPresidente della Banca Europea per gli Investimenti
    • Ms Kiran Mazumdar-Shaw
Amministratore e Managing Director di Biocon Bangalore
    • Mr António Mexia
Amministratore Delegato di  EDP-Energias de Portugal SA
    • Prof. Helga Nowotny Presidente dell’European Research Council
    • Mr Michael O’LearyAmministratore Delegato di  Ryanair
    • Mr Sam Pitroda
Consulente del Primo Ministro Indiano
    • Mr Herbert Reul
Chair della Commissione Industria, Ricerca e  energia del Parlamento Europeo
    • Mr Eric E. SchmidtPresidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Google

    • Mr Antonio Tajani
Commissario Europeo per l’industria e l’imprendotoria
    • Mr Don Tapscott
Presedente del consiglio di amministrazione di  Moxie Insight
    • Mr Ben Verwaayen
Amministratore delegato di Alcatel-Lucent

    • Ms Gunilla von Platen
Fondatrice di  Xzakt Kundrelation AB, GVP Holding AB
    • Ms Vivienne WestwoodFashion designer e imprenditrice
    • Mr Andrew Witty
Amministratore delegato di GlaxoSmithKline Group


    Per ulteriori informazioni in merito all’innovation Convention fate clic qui.