Categoria: Tecnologia

  • L’e-commerce galoppa nel 2012

    L’e-commerce galoppa nel 2012

    A dispetto del commercio “reale”, il commercio elettronico nell’ultimo anno galoppa a ritmi vertiginosi.
    Il fatturato del commercio elettronico ha raggiunto la quota di 19 miliardi di euro nel 2011, un aumento di circa il 32% rispetto all’anno precedente, cifre incredibili se paragonate all’andamento statico o addirittura negativo del commercio “reale”.
    Il settore che traina maggiormente il commercio elettronico è il tempo libero (55%), seguito dal turismo (24,5%) e dalle assicurazioni (6%).
    Nonostante il periodo sfavorevole per il commercio in generale, la rete ottiene un rendimento migliore rispetto alla tradizionale distribuzione, sia per i prezzi spesso più bassi e sia per la maggiore varietà di prodotti a disposizione del consumatore.
    La presenza italiana resta limitata, anche se oggi più numerosa del passato, le nostre imprese sentono comunque la necessità di ampliare verso l’estero il loro business non solo per creare maggiori ricavi ma anche per poter competere con la concorrenza internazionale, si sottolinea inoltre che poco meno del 33% delle imprese italiane non vende prodotti all’estero.
    Secondo le stime, il 2012 dovrebbe chiudersi con un fatturato di circa 25 miliardi di euro.
    Nel frattempo, in questo periodo, il governo dovrebbe dare attuazione alla direttiva europea 2009/136/CE in merito alla nuova regolamentazione inerente all’utilizzo dei cookies, i file che le aziende depositano nei nostri pc per tracciare i nostri comportamenti in rete (in maniera anonima), molto utili per le imprese che utilizzano il commercio elettronico per capire le dinamiche comportamentali dei consumatori riguardo ai loro prodotti.
    Il nostro governo in merito ha varie possibilità per recepire la direttiva comunitaria e la scelta di una soluzione rispetto ad un’altra potrà avere implicazioni, anche di rilievo, per quel che concerne la privacy dei consumatori in rete.

    Foto: By Fosforix via Flickr, Creative Commons Attribution
  • Microsoft Skydrive: Office sempre con te

    Microsoft Skydrive: Office sempre con te

    Come accennato nel precedente articolo, ora è il turno della recensione a Microsoft SkyDrive, ovvero il servizio di cloud storage fornito da Microsoft, che mette a disposizione 7 GB nella versione gratuita (25 GB se già iscritti alla prima versione del servizio).

    Microsoft in questo caso ha battuto lievemente nei tempi Google fornendo con un piccolo anticipo uno spazio virtuale dove è possibile sia salvare i propri file, sia procedere con la modifica dei propri documenti attraverso una versione semplificata di Office eseguibile direttamente nel Browser.

     


    Il servizio permette prima di tutto di sincronizzare una cartella del pc con uno spazio online (cloud storage), che sarà accessibile da ovunque, purché connessi ad internet. L’accesso ai dati può avvenire tramite il client fornito da Microsoft oppure tramite un browser web. La compatibilità è inoltre garantita dall’esistenza di applicazioni per PC, Mac, iOS, Android e Windows Phone.

     

     

    La versione semplificata di Office disponibile, accessibile via browser, permette di creare nuovi documenti Word, tabelle Excel, presentazioni PowerPoint e blocchi di appunti OneNote. Non sono presenti molte opzioni classiche a cui si è abituati nella versione classica, però per documenti senza troppe esigenze e modifiche rapide la soluzione proposta si dimostra comunque molto comoda.

    Come sfruttare al meglio il cloud storage

    Principalmente è possibile:

    • creare un backup online, affidandosi a un’infrastruttura tendenzialmente quasi esente da guasti, di documenti importanti
    • condividere online file di grosse dimensioni, non inviabili ad esempio via email
    • sincronizzare il contenuto di una cartella (e di ogni sua sottocartella) tra tutti i vostri computer e tablet/smartphone, potendo riprendere da ogni pc, il lavoro lasciato in sospeso su un altro computer. In parole povere: se inizi a lavorare ad un documento dal tuo computer di casa potrai poi rivedere quanto hai scritto sul tuo smartphone e terminare il lavoro una volta giunto in ufficio. L’unico limite alle combinazioni è la fantasia!
    • Utilizzando le applicazioni di estensione fornite da Microsoft è possibile usare lo spazio online per gli allegati di Outlook, integrare OneNote e creare un proprio portfolio di immagini con una grafica accattivante.

    Come può tornare utile per il mio business?

    Come per Google Drive la risposta è collaborazione e mobilità.

    Un vantaggio nei confronti di Google Drive? La familiarità dell’interfaccia: offrendo Skydrive una versione online semplificata di Office ci si trova subito a proprio agio se già normalmente si utilizza la nota suite di produttività. Non ci sono nuovi comandi o nuovi bottoni da scoprire: tutto è come già lo si conosce. Inoltre è subito possibile passare alla versione standard dei vari applicativi office, quando installati.

    I contro?

    Come per tutti i servizi cloud è necessaria una connessione permanente. L’integrazione con la Suite Office è ottima però… è necessario aver prima acquistato la licenza!

    Non sono inoltre previsti i salvataggi per le varie revisioni del documento. Certo se ne è fatto a meno per molti anni… però se si pensa il prodotto in termini di collaborativi, si sente la mancanza di questa funzionalità,

    È sempre inoltre necessario ricordare che i documenti non risiedono solo nel nostro computer, ma anche in un qualche server sparso nel mondo. Vero è che, come nel caso di Google, affidiamo i dati ad un’impresa che sicuramente non vuole truffare… però bisogna essere d’accordo col modello di servizio per fidarsi completamente. La politica di Microsoft sembra inoltre un po’ meno invasiva rispetto a quella di Google: infatti i dati personali, al momento, non saranno usati per personalizzare i risultati di ricerca.

    I costi?

    I primi 7 GB gratuiti, per l’estensione fino a 20 GB 8 € l’anno, fino a 50 GB 19 € l’anno e fino a 100 GB 37 € l’anno. Sicuramente un po’ più economico rispetto l’offerta di Google!

  • Google Drive: uno strumento su misura per il business

    Google Drive: uno strumento su misura per il business

    Non molto tempo addietro abbiamo trattato di Google Docs e di come questo servizio possa esserti utile. Ora il servizio compie un’ulteriore salto di qualità regalando, nella versione base, uno spazio di archiviazione da 5GB. Ma c’è molto di più.

    C’è da premettere che non si tratta dell’ennesimo servizio dove potrai salvare i tuoi file nella “nuvola”, piuttosto di un’evoluzione di Google Docs che, per chi ancora non lo sapesse, è una suite d’ufficio completa di editor di testo, foglio di calcolo, strumenti per il disegno, i moduli e le presentazioni.

    Cosa c’è di nuovo?

    Come in passato potrai condividere i tuoi documenti con i tuoi collaboratori, lavorare in più persone, simultaneamente, allo stesso documento, commentare i documenti. A tutto questo si aggiunge la possibilità di tenere sotto controllo le varie versioni dei documenti. In questo modo potrai controllare l’evoluzione del lavoro, avere una copia di sicurezza creata automaticamente o, anche, impostare una versione predefinita come principale. Il sistema ha una memoria di 30 giorni e così non dovrai più preoccuparti di copie di salvataggio.

    Ti sei mai perso poi dentro la valanga di documenti che sicuramente avrai? Magari più di qualche volta avrai perso un po’ di tempo a cercare il file giusto perché non ricordavi il nome. Ora il servizio ti viene incontro integrando una funzione di ricerca all’interno dei documenti: basta inserire la parola chiave e arriverai subito al documento che ti interessa. Google inoltre punta molto sulla sua ricerca attraverso le immagini: lo propone come suo cavallo di battaglia. Quando caricherai un’immagine il servizio cercherà di riconoscerla per permetterti in futuro una ricerca più facile.

    Ultima novità è costituita dall’applicazione che permette, come Dropbox, di avere una cartella nel proprio computer dove sono costantemente sincronizzati i nostri file. Basta trascinare un documento nella cartella e avrai subito il tuo documento sincronizzato nella “nuvola”. E lo stesso al contrario: come crei un documento attraverso l’interfaccia web automaticamente vedrai la cartella nel tuo computer riempirsi coi file nuovi.

    L’interfaccia inoltre è molto semplice da usare: ricorda molto quella di un computer classico, dove è possibile anche tramite il tasto destro del mouse visualizzare il menu a tendina che ci permetterà di operare rapidamente coi file.

    Google promette inoltre che il servizio sarà integrato con molte altre applicazioni per una condivisione più semplice, con un comodo bottone “invia a Google Drive”. Non è ancora noto però il numero dei partner in questa operazione.

    Come può tornare utile per il mio business?

    Alla domanda si può rispondere con due parole: collaborazione e mobilità.

    Collaborazione perché, come premesso, potrai condividere i documenti col tuo gruppo di lavoro e lavorare allo stesso documento. Molto utile se le persone non possono vedersi fisicamente.

    Mobilità perché, disponendo di una connessione a internet, potrai lavorare da qualsiasi posto con qualsiasi periferica ai tuoi documenti con la comodità di avere sempre tutto sincronizzato tra le tue periferiche. Hai solo bisogno di un account Google e le eventuali applicazioni installate nei tuoi tablet/smartphone (nota: per Android è già disponibile tutta la suite, per iPhone/iPad a breve in arrivo.

    E i contro?

    Il fatto di dover essere sempre connessi. Vero che esiste una versione offline di Google Docs che funziona abbastanza bene, ma non è ancora consigliata per l’ambiente di produzione. Inoltre, volendo lavorare con periferiche Apple, si è tagliati fuori da questa possibilità per il momento. Ma di questo problema ne risentono tutte le tecnologie che in un qualche modo si appoggino al concetto di Cloud Computing.
    Ulteriore nota riguarda il fatto che i nostri documenti non risiedano nel nostro computer. È un compromesso a cui bisogna scendere se si vuole poter sfruttare la flessibilità di questa soluzione. La politica di Google è tutto sommato chiara: i file restano di tua proprietà e li possiamo usare solo per migliorare il servizio a te cliente finale. Certo, ad alcuni potrà sembrare ancora un tantino troppo.

    Per il versante sicurezza si può restare abbastanza tranquilli: Google è un colosso che può permettersi di investire in sicurezza e finora i problemi sono rimasti abbastanza circoscritti.

    I costi?

    I primi 5GB sono gratis, per ulteriore spazio bisogna mettere mano al portafoglio.

    Ecco un riassunto:

     

     

     

     

     

     

     

    Se intendi solo lavorare con i documenti probabilmente non ti servirà mai pagare. Ricordiamo che i documenti in formato Google Docs “non occupano spazio” (semplicemente non vengono conteggiati). Se vuoi invece un vero e proprio disco fisso nella nuvola probabilmente ben presto metterai la mano al portafogli. I prezzi sono tutto sommato in linea con la concorrenza.

    Da non dimenticare inoltre la questione dei costi di licenza: se non hai pretese particolari la suite di Google è adatta allo scopo e… non ci sono licenze da acquistare!

    Chiaramente se devi lavorare su fogli di calcolo complessi o hai bisogno di un database hai bisogno invece di rivolgerti ad altre soluzioni. Senza alcun dubbio uno strumento da valutare!

    La prossima recensione riguarderà SkyDrive di Microsoft, servizio della concorrenza. Continuate a seguirci!

     

  • Pinterest: nuova frontiera social del commercio elettronico?

    Pinterest: nuova frontiera social del commercio elettronico?

    Pinterest.com è una bacheca virtuale dove puoi “raccogliere” immagini che trovi in giro per il web e catalogarle secondo categorie di tua scelta. La maggior parte delle immagini visibili nel sito ha come tema decorazioni domestiche, lavoretti di artigianato/gioielleria, moda e cibo. Il sito è al momento solo ad invito, anche se per richiederne uno basta solo iscriversi nella lista d’attesa presente in home page. In qualche ora l’invito normalmente arriva come email. Nonostante questa procedura il sito ha conosciuto un esponenziale aumento in termini di visite nei mesi scorsi.

    Oltre alle funzioni di mera catalogazione Pinterest è anche social: infatti le foto da noi reperite nel web sono condivisibili con gli amici ed è possibile innescare meccanismi virali per cui una foto particolarmente attraente possa essere condivisa anche tra sconosciuti e su larga scala.

    Parlando invece di dati l’interesse non può che aumentare, specialmente tenendo conto che questa sorta di social network è particolarmente attrattivo per l’universo femminile: il 59% dei visitatori è infatti costituito da donne. Inoltre il sito ha scalato rapidamente la vetta ed è ad un passo per entrare nella Top Ten dei siti social negli USA. Niente male per un progetto giovanissimo! E soprattutto senza aver speso un solo centesimo in pubblicità.

    Dal punto di vista finanziario la situazione è altrettanto rosea, contando in quasi 40 milioni di dollari raccolti in finanziamenti.

    Bellissimo, ma… come può tornarmi utile questo nuovo social network?

    Come premesso questo servizio sta ancora muovendo i primi passi però già si può iniziare a parlare di un utilizzo business. Come? E’ presto detto:

    1. L’audience del sito è composta, come premesso, da un 59% di visitatrici tra i 25 e i 40 anni. In altre parole la fascia che tendenzialmente genera più profitto dal punto di vista pubblicitario;

    2. Già è in atto un meccanismo di collegamento con siti di e-commerce esterni alla piattaforma. Ciò significa che la piattaforma è in grado di generare profitto e, allo stesso momento, di porsi come canale preferenziale per chi volesse promuovere i propri prodotti;

    3. E’ brand friendly offrendo protezione e regale precise per chi utilize il proprio marchio;

    4. L’estetica è assolutamente gradevole e l’interfaccia funzionale. Essendo facile da usare la piattaforma non può che continuare la propria espansione.

    5. Un’alto grado di “dipendenza” da parte di chi lo utilizza. Non serve aggiungere altro!

    Se sei interessato al commercio elettronico non puoi farti sfuggire questo nuovo strumento, anche solo per darci un’occhiata. Se tu che leggi sei donna, capirai subito di cosa sto parlando e di come funziona il meccanismo. Se sei uomo fai questa prova: fai iscrivere la tua partner o una tua amica e vedi le reazioni. Potresti restarne stupito!

  • Open Source e impresa: perchè no!

    Open Source e impresa: perchè no!

    Nessuno sa definire precisamente il fuoco, però tutti sanno cosa sia. Probabilmente allo stesso modo si può parlare del software Open Source: se ne è sentito parlare, sappiamo che è un po’ dappertutto, probabilmente il nostro telefono di ultima generazione lo utilizza (per chi possiede Android). Nessuno però sa darcene una definizione intellegibile e precisa… solo si può convenire che il codice sorgente è liberamente disponibile e di conseguenza è possibile modificarlo e personalizzarlo agli scopi che meglio si ritengono opportuni: per questo la parola “Open” (aperto).

    La maggior parte dell’infrastruttura di Internet stessa si basa su questo tipo di programmi, i siti per i quali navighi hanno un’alta probabilità di essere gestiti da servizi Open Source (questo stesso blog, per esempio!) e la tua televisione di casa potrebbe tranquillamente usare Linux, il sistema operativo open più famoso, per gestire tutta la parte multimediale. La lista a questo punto sarebbe infinita: a questo scopo basta solo essere coscienti che ormai molta della nostra vita tecnologica si basa sull’open source.

    Quindi ci troviamo di fronte ad un modello per cui (generalmente) il software è molto economico, se non del tutto gratuito, non proprietario, non protetto e di solito non supportato da una singola entità.

    Chi si preoccupa di sviluppare tutto questo allora?

    Per la maggior parte il codice é scritto da volontari i quali, alla ricerca di una soluzione per un determinato problema, decidono di crearsi un apposito software per risolverlo e, chiedendo l’aiuto di altri sviluppatori volontari, cercano di arrivare a questo traguardo. Più il problema è comune, più è probabile che si uniscano al progetto decine di sviluppatori. Una collaborazione di massa quindi.

    Non è raro poi incontrare anche imprese informatiche che abbraccino questo modello di sviluppo: chi nel ramo dello sviluppo dei programmi, chi nei servizi, chi entrambi.

    Perché dovrei fidarmi? Gratis di solito significa “bidone”!

    Non abbiamo detto forse prima che ormai molta della tua vita digitale gira intorno al software Open Source? Se è così è perché davvero c’è un prodotto di qualità e più di qualcuno ha voluto investirci sopra. Molto semplice. Si parla di giganti del calibro di IBM, Google e Intel.

    Non capisco ancora, perché questi colossi hanno interesse ad investire?

    Per un semplice motivo di costi: sviluppare una soluzione completamente proprietaria comporta enormi spese, molti rischi e molto tempo. Sfruttando invece il fattore collaborativo preferiscono piuttosto supportare ed investire sulle comunità di sviluppatori indipendenti, assicurandosi un prodotto sempre fresco di nuove idee, con la potenzialità di essere il miglior software possibile e il vantaggio di potersi focalizzare sui loro business principali.

    Cosa me ne faccio io di tutto questo?

    La risposta in questo caso è molto semplice: risparmiare e allo stesso momento usare prodotti di alta qualità.

    Ulteriore vantaggio è la maggior concorrenza per quanto riguarda i servizi di assistenza e configurazione, se si tratta di un prodotto diffuso su larga scala. Oppure, è possibile assumere qualcuno che, in casa, ci personalizzi la soluzione software adeguandola alle nostre esatte necessità. Per chi è tecnico è molto facile trovare supporto ovunque girando per i gruppi di discussione on-line.

    Certamente non si può generalizzare, non tutto è oro quel che luccica e anche in questo caso bisogna sempre valutare con attenzione. Come per il mondo del software proprietario, esistono software ottimi come software pessimi… e il mondo Open Source non è un eccezione.

    Però è possibile sempre toccare con mano prima di esser blindati con contratti pluriennali decisamente costosi. E, soprattutto, hai la possibilità di scegliere!

    Una piccola lista di software Open Source che potrebbero interessarti:

    • Libre Office una valida alternativa a MS Office
    • Ubuntu distribuzione Linux, un possibile sostituto di Windows
    • Firefox
    • WordPress piattaforma di blogging (usata in questo sito)
    • OpenBravo ERP per la pianificazione delle risorse dell’impresa.

     

  • iCloud e Google docs: Come sincronizzare meglio il tuo business

    iCloud e Google docs: Come sincronizzare meglio il tuo business

    Hai appena comprato il tuo nuovo fiammante tablet sia esso un iPad o un altro tablet oppure hai un fantastico smartphone android o un iPhone in tasca e non hai idea di come puoi utilizzare il “potere delle nuvole” (eh si, anche questo è Cloud Computing) e della sincronizzazione? Eccoci qui, andiamo con calma partendo dalle basi e di sicuro tutta questa tecnologia diventa utile oltre che bella da vedere. Vediamo come puoi lavorare su un documento, un file doc di word, una tabella excel, un pdf, un file di testo ed avere quel file sincronizzato con tutte le modifiche che apporti su tutti i tuoi dispositivi, computer fisso o notebook. Evernote, come abbiamo visto, possiamo utilizzarlo come la nostra agenda personale, una sorta di post-it costantemente sincronizzato, prendiamo un appunto sul pc di casa e compare magicamente uguale anche sul nostro tablet o smartphone.. ma per i classici documenti di testo c’è una soluzione? E per I fogli excel?  Si, meglio ancora, due:

    • Per iPad e iPhone c’è iCloud
    • Per i dispositivi Android c’è Google Docs, integrato in Google Drive (di cui parliamo qui)

    Andiamo con ordine e capiamo COME far funzionare e rendere utili per te questi servizi.

    iCloud

    Nell’app store ci sono tre App che ti interessano per questo scopo – NUMBERS (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato excel) – PAGES (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato word) – KEYNOTE (ti permette di leggere, modificare e salvare (anche) in formato powerpoint) Ognuna di queste app costa 7,99 € e senza queste App, la sincronizzazione di documenti tramite iCloud non può funzionare. Non è necessario averle tutte e tre, dipende da cosa ti serve, supponiamo che decidi di comperare pages per avere i tuoi file .doc sempre sincronizzati.. ecco come funziona: Apri l’app Pages sul tuo iPad e crei un nuovo documento

    Appena hai finito di modificare il tuo nuovo documento, sempre che tu sia connesso ad internet in wi-fi o 3G non importa, il tuo iPad si prenderà cura di sincronizzarlo “sulle nuvole” in modo che tu possa più tardi lavorarci da un altro dispositivo (iPhone) o anche da un pc fisso… Se vuoi accedere al file che hai creato tramite pages con iPad sul tuo pc in ufficio ti serve solo una connessione internet e l’indirizzo di iCloud. Ed il gioco è fatto, troverai lo stesso documento, potrai modificarlo, salvarlo, continuare a lavorarci e le tue modifiche saranno sempre e comunque sincronizzate ! Il procedimento è il medesimo sia per I file excel che per le presentazioni. Lo spazio totale di storing sono 5 Gb (sono tanti tanti file .doc) e se non ti bastano, ovviamente puoi pagare per avere più spazio tra le nuvole.. Quanto spenderesti?

    Google Docs (integrazione di Google Drive)

    Mountain View è da molto tempo che conosce le potenzialità di avere tutto sincronizzato e da molto tempo lavora per fornire ai clienti servizi sempre più utili e per coprire tutte le loro esigenze (anche quelle che non sanno ancora di avere). Nel market android c’è un App (per Il tuo tablet o smartphone) che si chiama Google Docs, è gratuita e ti permette di creare documenti e  fogli di lavoro. Il concetto è sempre lo stesso, tu lavori al tuo documento e te lo trovi bello pronto e con le modifiche che apporti su tutti i dispositivi. Apri il tuo gmail (si, devi avere un indirizzo di posta elettronica gmail) ed in alto vedi la voce documenti, clicchi, crei un nuovo documento e il documento (che puoi salvare in diversi formati dal doc al pdf)  è automaticamente sincronizzato sul tuo smartphone  o tablet.

    Valido ovviamente anche il procedimento contrario, esattamente come sopra con iCloud. Con questa applicazione, a differenza di iCloud puoi lavorare anche condividendo il tuo lavoro con altre persone, magari i tuoi collaboratori, in modo da avere un documento modificato al volo senza la necessità di girarlo via email (un pò come evernote, anche se qui lo scopo è diverso). Spazio di archiviazione gratuito in Google Drive? 5 gb, vuoi di più? Paghi. quanto?

    Google ed Apple hanno sviluppato due modi similari ma al tempo stesso molto diversi di concepire l’utilizzo della sincronizzazione da parte dell’utente finale. Ecco i pro ed i contro di entrambi e…infine sta a te decidere cosa si adatta maggiormente a innovare e velocizzare il tuo business  iCloud – PRO

    • Funziona anche Offline (modifichi il tuo documento anche se non sei connesso ad internet e appena l’ipad trova una connessione utile, sincronizza);
    • Facilità di utilizzo delle applicazioni per creare i documenti, intuitive e alla portata di tutti;
    • 5 GB gratuiti.

    …e CONTRO

    • Le app le paghi e se vuoi la suite (il pacchetto completo) ti costa 24 €;
    • NON puoi fare una condivisione diretta come con Google docs, quindi non puoi lavorare a più mani sullo stesso documento (si ovvio puoi salvare le modifiche, girare il lavoro via email.. la solita procedura);

    Google Docs App – PRO

    • Non paghi l’App e risparmi 24 Euro;
    • Facilità media di utilizzo durante la creazione documenti;
    • Puoi condividere il tuo lavoro con i tuoi collaboratori e lavorare a più mani su uno stesso progetto;
    • 5 GB gratuiti per documenti e storage di file in generale;

    …e CONTRO

    • Non puoi lavorare Offline (questo è un gran punto di svantaggio), se ti capita di essere senza internet, bè è un problema;
    • Mancanza di intuitività in operazioni più avanzate con i documenti (forse qui si rivela il lato un pò più “smanettone” di Android);

    Da ultimo c’è da aggiungere il fatto che i sistemi non sono intercambiabili (come immaginavi) nel senso che su un tablet android non posso usare iCloud di Apple, ma non è vero il contrario (e qui è un altro punto a favore di iOS in generale) visto che dall’iPad tramite applicazioni di terze parti ho la possibilità di utilizzare le funzionalità di Google Docs (l’app GoDocs for google docs costa circa  4 €) e così mi ritrovo con un iPad sincronizzato allo stesso tempo con iCloud e con Google Docs. E’ in fase di preparazione infine un’app più completa che permetta la gestione non solo dei google docs ma di tutto google drive.

    La valutazione e la decisione su cosa utilizzare come già detto sta a te, l’unico scopo è quello di spingere questi metodi di sincronizzazione perchè (e ti assicuro che qui lo sperimentiamo tutti i giorni) possono veramente semplificare il tuo lavoro e di sicuro rientrano a pieno titolo in modi di innovare il tuo modo di fare business. Puoi sempre lavorare con il vecchio e non adattarti, non fosse che senza flessibilità di pensiero…

  • La connettività come strategia di sviluppo

    La connettività come strategia di sviluppo

    Nonostante la cecità delle istituzioni a riguardo e i molti treni ormai persi, sembra che nel settore delle comunicazioni si stia finalmente muovendo qualcosa.

    Complice l’Europa, la situazione economica traballante e, soprattutto, l’evidenza  si è capito che investire sull’infrastruttura telematica è un passo fondamentale e un’occasione per portare la competitività ai livelli dei nostri partner europei più forti.

    AGCOM in data 12/01/2012 ha presentato un interessante comunicato stampa che invita il governo a provvedere il prima possibile alla creazione di un’Agenda Digitale e suggerisce una serie di riforme che dovrebbero esser già date per scontate da tempo. Meglio tardi che mai si direbbe.

    Come paghiamo in qualità di cittadini questo ritardo

    I deficit di un’infrastruttura di basso livello come la nostra sono evidenti: zone non coperte da ADSL, disparità nell’accesso ai dati e alle notizie per i cittadini, impossibilità di disbrigo di pratiche online, impossibilità di instaurare rapporti con la PA per via telematica. E, soprattutto, costi molto alti in termini di tempo e denaro per tutti.

    I benefici immediati di un’evoluzione della rete cablata

    Sarebbe anche difficile farne un elenco esaustivo: le strade devono essere aperte per far passare i cavi, c’è bisogno di gente qualificata per aggiornare l’infrastruttura, è necessaria formazione di personale tecnico e di cittadini, nuove imprese possono riottenere lavoro o, anche meglio, possono nascerne di nuove. Tutto questo giusto per iniziare. Si potrebbe paragonare questa opportunità a ciò che successe quando si sono sviluppate le reti ferroviarie, né più né meno.

    E a lungo termine?

    Lavoro per tutti, è ormai ovvio. Si è dimostrata assolutamente fallace l’affermazione per cui l’informatizzazione ruberebbe lavoro. Ogni rivoluzione tecnologica porta a cambiamenti radicali e l’umano non sempre è disposto a cambiare così facilmente, di qui le critiche. Se non si può più competere in termini di prezzi per la produzione con i paesi emergenti si è costretti ad evolversi. E la tecnologia è per noi uno strumento per poter sopravvivere.

    Con una rete all’avanguardia sarebbe possibile una comunicazione snella e trasparente con la PA. Sarebbe possibile adempiere ai propri obblighi senza più lunghe code e in forme più semplificate. Le imprese potrebbero trovare nuove opportunità senza troppi costi aggiuntivi ed aumentare i volumi di vendite. I clienti potrebbero trovarci più facilmente. E via discorrendo.

    In particolare per le PMI?

    Sarebbero le maggiori beneficiarie. E al momento le più bistrattate, abbastanza ingiustamente peraltro.

    Le PMI potrebbero vedere incrementati esponenzialmente i loro guadagni e migliorare le proprie economie di scala. Il tutto mantenendo un’infrastruttura altamente flessibile e dai costi abbastanza contenuti, semplicemente… collaborando!

    Come? Si pensi al processo di sviluppo di un prodotto: design, prototipazione, produzione, vendita. Tutto potrebbe essere fatto in casa volendo… ma con che costi? Per esempio, ove possibile chiaramente, si potrebbe far eseguire la realizzazione dei prototipi a qualcun altro in grado di eseguire il lavoro a prezzi minori dei nostri e si avrebbe un taglio immediato dei costi.

    Che ruolo giocherebbe la rete quindi? La rete ci permetterebbe di cercare il partner per questo tipo di operazione, ovunque nel MONDO, tanto per iniziare. Di tenerci poi con chi collaboriamo in costante contatto durante il procedimento di realizzazione, di spedire documenti di una certa dimensione in tempi rapidi. Il tutto senza neanche prenotare un biglietto aereo probabilmente!

    Un altro esempio è dato dal Cloud Computing: non è più necessario tenere “in casa” costosa attrezzatura e doversi curare del relativo mantenimento. Qualcun altro specializzato in questo si fa carico del mantenimento e ci offre un servizio in cambio di una quota mensile, la maggior parte delle volte a conti fatti è molto più conveniente e qualitativamente migliore. Però è necessaria una connessione degna di tal nome a tale scopo.

    Questo sarebbe solo l’inizio. Gli sviluppi sono ancora tutti da vedere!
    E’ necessario però che ci sia una sensibilizzazione da parte di tutti riguardo al tema, è necessario pretendere di più da chi ci amministra e da chi ci offre i servizi. Qualsiasi iniziativa a riguardo deve essere supportata. Non possiamo permetterci di restare indietro ancora.

  • Cloud Computing: cos’è e come potrebbe tornarti utile

    Cloud Computing: cos’è e come potrebbe tornarti utile

    Di questi tempi si sente tantissimo parlare di cloud computing, se ne elencano i benefici e ogni big player ormai offre qualcosa “cloud”. Ma in realtà di cosa si tratta e come può tornare utile al tuo business questa novità del mondo informatico?

    Definizione

    Cloud Computing è un termine generico per definire qualsiasi dato o software ospitato al di fuori della tua infrastruttura locale; più concretamente, è come salvare i dati o eseguire applicazioni in un potente e costoso computer che qualcuno gestisce per noi.

    Tipologie di servizio

    Si tende a categorizzare questo servizio in tre diverse tipologie: infrastruttura come servizio (IaaS, infrastructure as a service), piattaforma come servizio (PaaS, platform as a service) e software come servizio (SaaS, software as a service).

    • Infrastruttura come servizio (IaaS)
      Viene offerto spazio su disco virtuale, macchine virtuali ed altre risorse hardware che i clienti pagano a consumo. Viene offerto un tariffario per i servizi offerti e viene richiesto il pagamento delle sole risorse utilizzate (cicli macchina, spazio su disco riempito, ecc.).
      Amazon S3, Amazon EC2 sono esempi di questa categoria di servizio.
    • Piattaforma come servizio (PaaS)
      In questo caso si ha a disposizione un sistema di macchine virtuali, interfacce di programmazione applicazioni (API), frameworks e sistemi operativi che i clienti utilizzano per implementare per le proprie applicazioni nel Web. Force.com, Google AppEngine e Windows Azure ne sono esempi
    • Software come servizio (SaaS)
      Probabilmente la tipologia di cloud service più comune: la maggior parte degli utenti la usa su base giornaliera. In questo caso l’utente ha un’interfaccia già pronta all’utilizzo, solitamente l’accesso avviene tramite browser, e il prodotto è già preconfigurato e pronto all’utilizzo. Non è niente altro che un utilizzo in remoto di un programma.
      Esempi ne sono Gmail, Google Apps e Basecamp.

    Perché ti potrebbe tornare utile

    Svilupparsi certi servizi “in casa” costa, in termini di lavoro umano e di hardware. Mantenere in vita e in sicurezza tali servizi è altrettanto costoso e richiede figure full time con una certa competenza tecnica.

    Attraverso l’utilizzo di questa tecnologia è possibile risparmiare in acquisto di hardware, dal momento che sarà il fornitore di servizi a preoccuparsene; è possibile sviluppare applicazioni più flessibili e potenti (nel caso PaaS), avendo a disposizione un’infrastruttura virtualmente infinita e risparmiare in costi di gestione come elettricità, spazio, raffreddamento ecc.

    Oppure sarà anche possibile utilizzare dei servizi, nel caso di SaaS, già completamente preconfigurati, che ti permetteranno di essere immediatamente operativo e di pagare costi di utilizzo molto basi o, in ogni caso molto concorrenziali. Esempio di questa convenienza può essere l’utilizzo di Google Apps per la gestione dell’email e calendario aziendale di piccole imprese; l’utilizzo di software come Feshbooks per la tenuta della contabilità; oppure per l’utilizzo di software di Project management o Gestione clienti professionali. Le possibilità sono già infinite e la concorrenza è molto, per fortuna nostra, agguerrita.

    Contro

    Prima di tutto: per utilizzare un qualsiasi sistema cloud computing si viene costretti ad affidare i propri dati a qualche entità esterna alla nostra impresa. E questo è imprescindibile, il concetto stesso di cloud computing lo prevede.

    Il fatto di doversi affidare a terzi prevede inoltre che questi terzi siano affidabili e possano garantire una continuità del servizio 24/24 7/7. E’ necessaria sempre un’accurata indagine sul profilo di chi gestirà i nostri dati e, soprattutto, di esser tranquilli del fatto di poter affidare i nostri dati a terzi.

    Questione privacy: tutti i provider di servizi assicurano protezione totale e limitazione dell’accesso ai nostri dati a persone non gradite. Resta sempre una vena di incertezza

    Conclusioni

    ll cloud computing è sicuramente una rivoluzione tecnica dei nostri tempi assolutamente degna di nota e valutazione. Attraverso l’uso di tale tecnologia è possibile limitare molti costi e migliorare la produttività.

    Bisogna però tener ben presente le questioni legate all’affidamento dei propri dati ai terzi e mai dimenticare un’attenta analisi costi/benefici. Sicuramente a volte si risparmia denaro, ma è necessario di volta in volta valutare se sia davvero necessario ricorrere ai terzi per le nostre necessità.

  • Google, Microsoft…giganti tecnologici a caccia di PMI

    Google, Microsoft…giganti tecnologici a caccia di PMI

    Google vuole fare affari con le PMI, lo vuole ardentemente. Certo, non è l’unica società tecnologica interessata all’utenza delle PMI.
    Di sicuro il più famoso motore di ricerca mondiale sta facendo grandi sforzi per accaparrarsi nuova clientela.
    Se vi state chiedendo come sia possibile che un gigante da 170 miliardi di dollari come Google sia interessato anche alle piccole  e piccolissime imprese… La risposta è semplice, riuscire a stare in contatto anche con le piccole realtà imprenditoriali è un punto chiave degli sforzi di Google di rimanere al top del mondo pubblicitario online (google nel 2010 ha incassato 28,2 miliardi di dollari mediante la pubblicità- Vedi INC. Magazine di Dicembre 2011).

    Avere un maggior numero di PMI online è un valore aggiunto per le imprese ma implica anche un esperienza di ricerca migliore agli utenti mobile di internet, soprattutto tenendo conto di quanto dichiarato da Google che ha quantificato che il 40% delle ricerche tramite mobile riguardano informazioni di tipo locale o regionale.

    In America circa il 63% delle PMI non ha nemmeno un sito internet ed in Italia, la situazione è forse peggiore con la differenza che nel belpaese spesso le imprese hanno un sito ma non lo gestiscono e non ne sfruttano minimamente le potenzialità. In generale la percezione dei piccoli imprenditori è che gestire un sito sia difficile, costoso e che faccia perdere del tempo, Google ha cercato in Italia dal Maggio scorso di attrarre le PMI nella sua rete mediante l’iniziativa la mia impresa online in collaborazione con pagine gialle e registar.it ma la reazione generale non è stata particolarmente entusiasmante, soprattutto tenendo conto del fatto che alla lunga risulta essere un servizio abbastanza vincolante.

    Gli altri giganti della tecnologia, specialmente Microsoft,  hanno subito notato le mosse di Google, soprattutto tenendo conto del desiderio di Google di offrire I suoi software di cloud computingcome piattaforma per gestire le risorse dell’impresa. Ed è questo il servizio, chiamato Google app for business che potrebbe aiutare effettivamente l’operatività di molte PMI.

    Il team di Google sottolinea come sia il suo servizio email, i calendari, la gestione di documenti online e le sue applicazioni di video chat il vero carburante per le PMI. Tutte queste appplicazioni sono gratis per tutte le PMI con un massimo di 10 collaboratori (la versione a pagamento delle Google Apps for business costa circa 40 Euro/anno).

    Microsoft da lato suo sta correndo ai ripari dato che il suo pacchetto Office inizia ad essere sostituito in diverse aziende da valide alternative  ed ecco spiegato il tentativo di Microsoft mediante Office 365  (applicazione basata su un utilizzo del pacchetto office mediante clouding) di andare a coprire la fetta di mercato rubata da parte delle Google apps.

    In definitiva? La battaglia è aperta e I beneficiari finali, se lo vogliono, saranno tutte quelle PMI in cerca di innovazione e di rilanciarsi in un mercato che inveitabilmente si muove essenzialmente online. Certo l’Italia sappiamo che è indietro dal punto di vista della alfebitizzazione informatica ma possibilità di crescita ce ne sono, basta aprirsi al nuovo senza rimanere ancorati al vecchio e se le PMI vogliono stare a galla il salvagente arriva dall’Innovazione.

    Spirito di adattamento e flessibilità? Non è più solo una qualità da richiedere ai dipendenti ma è un concetto che gli imprenditore dovrebbero fare sempre più proprio. Flessibilità nell’innovare. Nulla da aggiungere.

  • Evernote per ottimizzare (anche) il tuo business

    Evernote per ottimizzare (anche) il tuo business

    Vi è mai capitato di dover prendere una nota od un appunto velocemente per non farvi “scappare” un idea e poi dimenticarvi  notebook,  smart phone o il vostro tablet quando quell’appunto vi serve di più?  Una soluzione c’è e si chiama Evernote.
    Evernote è un servizio utilizzabile sia tramite web, sia medante programma sul vostro computer o mac sia tramite un app sul vostro tablet o smartphone.

    Ma cosa permette di fare?

    Tenere tutto sincronizzato, qualsiasi nota, qualsiasi appunto, qualsiasi vostra registrazione vocale. Supponiamo che vi siate appuntiati sull’iphone una nuova fantastica idea di business o semplicemente un argomento di cui dovete assolutamente ricordarvi di parlare con I vostri soci una volta in azienda…Se avete preso quell’appunto usando Evernote automaticamente il testo verrà sincronizzato su tutti I vostri dispositivi e sul web.
    Sul web pubblico? No, il vostro appunto non diventerà pubblico ma semplicemente avrete la possibilità di accedere alle vostre note ed appunti anche tramite un normale browser come firefox, explorer, safari o chrome basta andare su www.evernote.com inserire nome e password (che deciderete voi in fase di registrazione) ed il gioco è fatto.

    L’appunto che avete preso può anche essere corredato di foto ed addirittura essere “taggato” in modo da poterlo ritrovare più facilmente.
    Potete creare diversi block-notes in Evernote e dividerli per categoria (ad esempio ufficio, casa, idee, ecc..) e potete anche condividere un’intero block-notes con un vostro collaboratore o addirittura rendere pubblico un block notes (supponiamo che volete che quella nota venga letta da tutto il personale in azienda.. non serve nemmeno più il forward tramite email..). Alla nota possono essere allegati anche pdf

    Da non sottovalutare è anche la funzionalità di Evernote di riconoscimento ottico dei caratteri. Che vuol dire? Vuol dire che se state assaporando un vino merlot di una cantina che non volete scordarvi basta scattare una foto con il vostro smart phone tramite Evernote ed il programma riconoscerà il testo presente nell’etichetta e lo tradurrà in testo così quando userete il motore di ricerca interno per cercare la voce “merlot” apparirà magicamente l’etichetta del vino.

    Il bello di tutto questo è che Evernote è disponibile gratuitamente e vi garantisce 60 mb di upload al mese che dovrebbero ampiamente bastarvi per un utilizzo medio (300-500 note vi bastano?).
    Con 60 mb avrete la possibilità di scrivere centinaia di note al mese ed averle sempre sincronizzate su tutti I vostri dispositivi.
    Ovviamente per I più esigenti c’è la possibilità di passare dai 60 mb gratuiti ad 1 gb di dati al mese per un prezzo di 3,99€/mese o di 35,99€/anno.

    Anche se non capite nulla di clouding, sincronizzazione e di come questa magia di Evernote sia possibile non importa perchè affrontato lo “scoglio” iniziale della sottoscrizione in inglese (nome, cognome, email, password) il resto è di grande intuitività.

    Se non siete ancora convinti la soluzione è continuare a dimenticarvi idee ed avere scrivania, monitor del pc e macchina piena di post it, foglietti e fogliettini. Come direbbero gli ideatori di Evernote “give it a try!”… Provateci !