Mese: Febbraio 2012

  • Arriva lo statuto della Fondazione Europea

    Arriva lo statuto della Fondazione Europea

    La data dell’8 febbraio 2012 rimarrà una data memorabile per tutte le fondazioni europee. Dopo 14 anni di dalla creazione di una vera e propria task force  incaricata di promuovere uno statuto europeo per le fondazioni sembra sia finalmente possibile tirare un primo sospiro di sollievo.

    Da tempo le fondazioni europee chiedevano a gran voce a Bruxelles l’adozione di uno strumento giuridico comune che potesse garantire in tutto il territorio UE il medesimo status e gli stessi benefici
    Il problema principale delle fondazioni spostandosi in altri territori Europei è sempre stato quello di dover investire per colmare le differenze esistenti tra ordinamenti giuridici nazionali. Se una fondazione decide di operare all’estero deve investire parte dei suoi fondi in consulenze giuridiche in modo da poter soddisfare i requisiti legali e amministrativi dei singoli ordinamenti nazionali con conseguente diminuzione dei fondi disponibili per ricerca e sovvenzione di progetti.

    La parola d’ordine che le fondazioni volevano giungesse all’orecchio della Commissione Europea era armonizzazione. E così è stato. L’8 febbraio la Commissione Europea ha avanzato una proposta di statuto che punta ad istituire un’unica forma giuridica europea, la “Fondazione Europea (FE)” identica in tutti gli stati membri (vedi Italia Oggi del 9 Febbraio 2012).

    Lo statuto riguarda più da vicino le fondazioni di pubblica utilità che risultano essere la maggioranza. La Fondazione dovrà avere determinati requisiti principali quali:

    • La FE dovrà dimostrare il suo scopo di pubblica utilità;
    • La dimensione transfrontalera;
    • Possesso di un patrimonio minimo di costituzione di 25 mila euro;

    Sarà possibile sia costituire ex novo una fondazione sia convertire in questa nuova forma giuridica un fondazione nazionale già esistente.

     Ma quali saranno i vantaggi più tangibili? 5 punti:

    1. Personalità e capacità giuridica in tutti gli stati dell’unione;
    2. Possibilità di svolgere le proprie attività all’interno dell’UE più facilmente;
    3. Incanalare finanziamenti in maniera più agevole e con meno spese data l’applicazione di norme uguali in tutta l’UE;
    4. Ottenimento di un marchio europeo che renderà la singola fondazione più affidabile e riconoscibile anche a livello transfrontaliero;
    5. Il regime fiscale delle Fe sarà il medesimo regime fiscale applicato alle fondazioni nazionali.
    Michel Barnier

     Michel Barnier, il commissario europeo al Mercato interno, ha dichiarato:

    [quote]L’introduzione di uno statuto europeo ridurrà costi e incertezze, oltre a offrire alle fondazioni maggiore visibilità per promuovere le loro attività e per attirare più finanziamenti grazie a un marchio europeo.[/quote]

     

     

    Da sottolineare che in Europa si contano circa 110 mila fondazioni che erogano ogni anno finanziamenti tra gli 83 e i 150 miliardi di euro in tutti i settori di pubblica utilità, senza tener conto del fatto che sul fronte occupazionale si calcola che circa un milione di persone lavorino a tempo pieno grazie alle fondazioni.

    In conclusione bisogna tener conto del fatto che  la strada da percorrere per l’adozione vera e propria dello statuto da parte dell’UE è piena di ostacoli politici (la Francia ha già manifestato le sue perplessità) e deve essere ancora discussa in Parlamento ed in Consiglio. Confidiamo solamente che ai 14 anni di attesa e di battaglie che le fondazioni hanno compiuto per giungere fino a qui non si rivelino vani e non si dissolvano in un nulla di fatto.

  • Tua madre e il tuo business: i 6 piccoli consigli che possono farti vincere

    Tua madre e il tuo business: i 6 piccoli consigli che possono farti vincere

    Una delle funzioni dei genitori è sicuramente quella di educare i figli ad affrontare il mondo. Ogni famiglia poi, a seconda di valori, cultura e storie personali avrà “passato” certi valori piuttosto che altri. Durante questo processo ne avrai sentite di tutti i colori da tua madre, dal più assurdo “cambiati le mutande che se ti succede qualcosa non voglio fare brutta figura” al “come ti ho fatto, ti disfo”. E magari al ricordare queste “raccomandazioni” sorriderai, magari per il ricordo emergente, magari per la follia stessa insita in alcune affermazioni.

    Ma ce ne sono alcune che, se rilette in diversa chiave, possono rivelarsi delle rare perle di saggezza. Eccone alcune che potrebbero aiutarti non poco a fare la differenza.

    1. Sii sempre gentile

    Sembra semplice, ma non dimenticarlo per nessuna ragione. Hai presente l’ultima volta che sei andato in un negozio e, a causa della commessa scorbutica, hai preso la via della porta senza acquistare nulla? La situazione potrebbe vedere te come la commessa di turno e un tuo cliente lasciare la porta.

    2. Ascolta

    Smettila di dire alle persone cosa puoi fare per loro e ascolta quello di cui loro hanno bisogno. Diversamente è impossibile capire di cosa i tuoi clienti abbiano davvero bisogno (e di conseguenza venderlo) se sei troppo “impegnato” a dire loro cosa puoi dargli.

    3. Sii sorridente

    Un sorriso a volte significa tutto. E aiuta le persone a rilassarsi vengono da te.

    4. Mangia la verdura

    Te la sarai sentita dire molte volte questa frase, immagino. Nel business funziona allo stesso modo: in questo caso la lettura è paragonabile alla verdura che non volevi mai mangiare. Poi però ne hai capito i benefici e in un qualche modo ti sei adattato. Lo stesso deve essere con la lettura. Anche se si tratta di mattoni di economia difficili da masticare. Più leggi e più potrai superare i tuoi limiti.

    5. Smettila di infilarti le dita nel naso

    Stai bene attento a come ti comporti nel mondo. Le persone guardano con molta attenzione te e la tua attività. Quindi non è il caso di farsi “beccare” in atteggiamenti non del tutto trasparenti. Anzi, meglio proprio essere trasparenti sin dal principio. Paga molto di più in termini di fiducia e di immagine

    6. Non tagliare i ponti

    Tutti ci siamo trovati ad affrontare situazioni nelle quali avremmo voluto urlare a qualcuno o aver ragione a tutti i costi in una discussione. Ma quasi sempre non ne vale la pena. La vita è troppo breve e il mondo troppo piccolo. La gente viene, va e poi torna indietro. Siamo tutti nel mondo del business ed è meglio a volte mordersi la lingua e sapere che la cosa giusta accadrà se si segue il giusto percorso.

    Di sicuro tutte queste cose ti suonano familiari e magari le dai pure per scontate. Ma sei sicuro di applicare questi principi giorno per giorno?

  • Contributo camerale 2012 – Camera di Commercio di Padova

    Contributo camerale 2012 – Camera di Commercio di Padova

    La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Padova, nell’ambito delle iniziative promozionali volte a favorire lo sviluppo del sistema economico locale, concede contributi, fino al limite massimo del 50% della spesa complessiva preventivata e ammessa, per sostenere la realizzazione di iniziative rilevanti ai fini della promozione dell’economia provinciale, nell’ambito delle competenze previste dall’art. 2 della legge 580/93 per il perseguimento degli obiettivi individuati nella Relazione Previsionale Programmatica approvata dal Consiglio camerale con deliberazione n. 14 in data 28/11/2011.

    Soggetti beneficiari

    Possono presentare richiesta per ottenere i contributi i soggetti privati e pubblici portatori di interessi diffusi (enti, associazioni, comitati, consorzi), società di servizi per le imprese, fondazioni, ONLUS, per progetti con finalità rientranti nella previsione dell’art.1 che possono garantire il più ampio e sinergico coinvolgimento della generalità delle imprese e di altri soggetti interessati al fine dello sviluppo del sistema economico locale.
    In ogni caso l’adesione e il coinvolgimento alle progettualità che beneficiano dei contributi camerali non possono essere subordinate a vincoli associativi o comunque di adesione preventiva agli organismi gestori.

    Assi di intervento

    Possono essere finanziate, nell’ambito del presente bando, iniziative promosse con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo economico-sociale del territorio della provincia di Padova intraprese nel periodo compreso tra il 1 marzo 2012 e concluse entro il 31 dicembre 2012.
    Il bando prevede la candidatura di progettualità suddivise per assi di intervento che riprendono l’articolazione della voce “Interventi promozionali” della Relazione previsionale e programmatica citata all’articolo 1 e del Preventivo approvato dal Consiglio camerale in data 19.12.2011.
    Per ciascun asse di intervento potrà essere inoltrata la domanda di concessione e saranno elaborate diverse graduatorie per ciascun asse.
    La Giunta camerale potrà stabilire l’eventuale riutilizzo delle risorse eventualmente non assegnate all’interno di ciascun asse con suddivisione tra i restanti assi di intervento.

    Ciascun progetto dovrà riferirsi ad uno solo dei seguenti assi d’intervento (il dettaglio dei settori di intervento e delle linee di priorità previste sono riposrtate nella versione del bando scaricabile da questa pagina):

    • Sviluppo risorse umane e formazione
    • Studi e ricerche
    • Economia verde
    • Innovazione e trasferimento tecnologico
    • Sviluppo imprenditoriale
    • Turismo, promozione del territorio e agroalimentare
    • Responsabilità sociale d’impresa ed iniziative per il settore non profit

    Presentazione della domanda

    La domanda di contributo, da redigere utilizzando il modulo allegato, va inviata all’Ufficio Protocollo della Camera di Commercio, in Piazza Insurrezione 1/A, 35137 Padova in busta chiusa, recante all’esterno il nominativo del soggetto richiedente e la seguente dicitura: “DOMANDA PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI CAMERALI ANNO 2012 – NON APRIRE”.

    Termine per la presentazione delle domande

    Le domande dovranno essere presentate prima della data di avvio dell’iniziativa, a partire dall’1.2.2012 fino alle ore 12 del giorno 20.2.2012.
    Del giorno e dell’ora di arrivo della domanda farà fede il timbro apposto dall’Ufficio Protocollo dell’ente.
    Le domande depositate anzitempo non saranno prese in considerazione.

    A chi rivolgersi?

    Ufficio Promozione

    4° piano – stanza 404 – Lun-ven 9.00-12.30
    Piazza Insurrezione 1a – 35137 Padova – Tel. 049.82.08.174/268 – Fax 049.82.08.172
    E-mail promozione(at)pd.camcom.it

    Bando e moduli

    Bando per la concessione di contributi camerali – anno 2012

    Domanda richiesta contributo 2012 compilabile

    FONTE Camera di Commercio di Padova

  • Innovazione in Europa? Svezia al top secondo l’Innovation Union Scoreboard

    Innovazione in Europa? Svezia al top secondo l’Innovation Union Scoreboard

    Secondo l’Innovation Union Scoreboard 2011 quasi tutti gli stati membri dell’unione hanno migliorato i loro risultati in tema di innovazione anche se è decisamente importante sottolineare che la velocità di crescita nell’ambito dell’innovazione  sta rallentando in Europa ed il buco da colmare rispetto ad USA, Giappone e Corea del Sud è grande.
    Il maggior “gap” per l’UE-27 rimane essere in termini di innovazione nel settore privato. Sicuramente l’UE è ancora in testa rispetto alle economie emergenti di Cina, Brasile, India, Russia e Sud Africa anche se la Cina in maniera particolare sta guadagnando sempre più terreno.

     Ma su cosa si basano i risultati dell’Innovation Union Scoreboard?

     Essenzialmente si basano su 24 indicatori relativi a ricerca e innovazione e considera i 27 Stati membri dell’UE, la Croazia, la Serbia, la Turchia, l’Islanda, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Norvegia e la Svizzera. Questi indicatori possono essere raggruppati  essenzialmente in 3 categorie principali:

    • Elementi abilitanti:  gli elementi fondamentali che rendono possibile l’innovazione (risorse umane, finanziamenti e aiuti, sistemi di ricerca aperti, di eccellenza e attrattivi);
    • Attività delle imprese: Che rispecchiano in che modo le imprese europee sono innovative (investimenti, collaborazioni e attività imprenditoriali, patrimonio intellettuale);
    • Risultati che mostrano come ciò si traduce in benefici per l’intera economia (essenzialmente gli effetti economici derivanti).

    All’interno dell’UE la Svezia si conferma al top della classifica seguita a stretto passo da Danimarca, Germania e Finlandia (vedi la tabella sottostante). Dalla ricerca risulta evidente come le attività di innovazione delle singole imprese siano uno dei fattori più importanti per raggiungere le più alte posizioni a livello europeo ed internazionale. Il Vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria ha detto:

    [quote]I risultati di quest’anno sono un chiaro avvertimento del fatto che bisogna fare più sforzi per migliorare il livello di innovazione. Se vogliamo coprire le distanze tra noi e i nostri maggiori partner economici e superare la crisi l’innovazione merita tutte le nostre attenzioni. Conto in modo particolare sulle imprese che hanno dimostrato di essere la chiave del successo nell’ambito dell’innovazione. Ma start-up di successo in altre parti del mondo hanno dimostrato come l’Europa abbia ancora alcune lezioni da imparare.[/quote]

     Chi sono I leader innovative in Europa?

    L’Innovation Union Scoreboard suddivide gli Stati Membri in 4 gruppi:

    • Leader dell’Innovazione: Svezia, Danimarca, Germania e Finlandia;
    • Paesi che tengono il passo: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito hanno risultati vicini alla media dell’UE-27
    • Innovatori moderati: Croazia, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna hanno risultati inferiori alla media dell’UE-27.
    • Paesi in ritardo: Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania hanno risultati di molto inferiori alla media dell’UE-27.

    In definitiva dai dati dell’analisi risulta evidente che il  deficit di innovazione dell’Europa deriva innanzitutto dal settore privato.
    Ma quali sono le soluzioni che si delineano per l’Europa?

    • Creazione di condizioni normative e quadro atte a incoraggiare maggiori investimenti del settore privato;
    • Agevolare l’impiego dei risultati della ricerca da parte delle imprese, in particolare tramite un sistema di brevetti più efficiente;

    Per quanto riguarda nello specifico l’Italia le maggiori debolezze derivano dall’indicatore relativo agli investimenti e dalla collaborazione tra aziende transfrontaliere. Infine nel belpaese il maggiore calo è stato registrato nel campo della spesa in innovazione non collegata alla ricerca e sviluppo.
    Per concludere negli ultimi cinque anni la maggiore crescita degli indicatori di innovazione dell’UE-27 si è registrata nei sistemi di ricerca aperti, di eccellenza e attrattivi (co-pubblicazioni scientifiche internazionali, pubblicazioni ad alto impatto, dottorandi extraeuropei) e nel patrimonio intellettuale (deposito di marchi UE, brevetti PCT e disegni e modelli dell’UE).

    Fonte European Commission Enterprise and Industry

  • Stay hungry, stay foolish: economie emergenti vs. Nordest

    Stay hungry, stay foolish: economie emergenti vs. Nordest

    Sicuramente ti sarà capitato di notare, nei vari quotidiani economici e non, numerosi articoli riguardo la crescita dei cosiddetti “BRICS” (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e numerose speculazioni riguardo alle nuove opportunità e alle condizioni in questi nuovi mercati.

    Ciò che però viene spesso tralasciato è un’attenta analisi a riguardo: si parla tanto di numeri, specialmente per quanto riguarda il costo di materie prime e di costo del lavoro, ma non si parla mai della società dietro questo “boom”. E’ vero che molti paesi erano in condizioni di semipovertà fino a non molto tempo fa e che pratiche tese all’apertura del mercato, coadiuvate da generose iniezioni di capitale estero, hanno reso possibile questa crescita esponenziale. Ma non si parla mai della “fame” che sta rendendo questo fenomeno possibile.

    Esatto, la fame!

    In un precedente articolo abbiamo accennato ad uno studio della Harvard Business School, il quale afferma che:

    [quote]gli imprenditori di solito iniziano la loro carriera da poveri piuttosto che da ricchi. “In questo modo è possibile vedere le opportunità e non sentirsi limitati dall’ammanco di risorse”[/quote]

    Ed è esattamente questo ciò che muove tutti questi sistemi economici! Almeno, dal punto di vista “culturale”. La maggior parte delle persone di questi paesi non ha mai avuto nulla e, logicamente, come le opportunità si presentano cercano di farne tesoro nel modo migliore possibile. In questo modo innescando un ciclo virtuoso che porta benefici alla società intera.

    Qualcuno affermerà che è facile costruire qualcosa in un posto dove molte posizioni sono aperte e le condizioni economiche molto vantaggiose, specialmente per quanto riguarda i costi e l’imposizione fiscale. Ma… volendo essere corretti si potrebbe anche affermare il contrario: nonostante le ottime occasioni è anche possibile che si resti statici e non si migliori. E qui si può capire più chiaramente perché la “fame” è il criterio distintivo tra le due situazioni.

    Se ci pensi, è successo lo stesso da noi nel dopoguerra. Qualche giovane padre di famiglia è emigrato all’estero, ha racimolato un po’ di quattrini, è tornato a casa e ha fondato il primo nucleo di quella che molto probabilmente è ora l’azienda di famiglia. Situazione nella quale, soprattutto nel Nordest, molti potranno riconoscersi. Cosa ha quindi mosso questo padre di famiglia a prendersi la nave, viversi la condizione di emigrato in altri tempi, lavorare duramente e poi tornare a casa per fondare qualcosa? Di nuovo, la “fame”. Grazie a questa, unita ad un pizzico di follia, è riuscito a cogliere le opportunità che gli si sono presentate davanti, se non proprio a crearsele. Chi non ha niente può solo che risalire la china! E grazie a questa voglia di mettersi in gioco e al non far caso alla disponibilità di risorse di queste persone, nessuno più ha patito per davvero la “fame”.

    Verrebbe da aggiungere un “purtroppo”. Vero che grazie alla crescita dei decenni scorsi siamo riusciti a vivere, chi più chi meno, negli agi. Però gli agi, se non si prendono le dovute cautele, corrompono e fanno fermare la testa.

    In questa particolare congiuntura economica è davvero necessario fare tesoro dell’esperienza di questi padri di famiglia. E’ necessario ricordarsi che il loro motore era la “fame”, quella vera. Ed è forse il caso di tener sempre presente che potrebbe tornare, se non ci muoviamo in fretta e cambiamo il modo di ragionare. In questo modo, probabilmente, sarà possibile ricominciare a vedere le occasioni. E ci accorgeremo che non si sono mai mosse da lì, ci stavano solo aspettando!

    Per questo lo “Stay hungry, stay foolish” (siate affamati, siate folli) coniato da S.Jobs è un motto sempre attuale. E’ solo grazie a fame e follia che cresciamo e creaiamo qualcosa di nuovo. E i mercati emergenti lo hanno ben capito. Solo così le idee si muovono!

  • 7 similitudini tra palestra e business

    7 similitudini tra palestra e business

    È di sicuro strano sentire accomunare il mondo della palestra e del business. Ti chiederai che similarità potranno mai esserci tra lo sforzarsi in palestra per avere un fisico perfetto e il mondo degli affari. Che relazione ci sarà mai tra l’allenarsi ed il modo di pensare dell’imprenditore?
    Dai una letta a questi 7  punti, sta a te sentirli tuoi o meno e magari sentirli veri. Similitudini incluse.

     

     1) Se vuoi i risultati migliori devi uscire dalla tua zona di comfort

    Ok, se ti alleni lo sai che la parte più difficile dell’allenamento sta nel convicerti a prepararti la borsa per andare in palestra e a metterti in testa di riuscire a programmarti  un paio di ore per te. Se riesci ad uscire dalla zona di comfort e a “trascinarti” dal tuo salottino caldo caldo fino all’ingresso della palestra la prima sfida l’hai vinta.
    Inizia tutto da lì, inizia tutto da una tua decisione di fare qualcosa per te, nessuno dice che startene nella tua zona di comfort non sia piacevole… Il fatto è che c’è molto di più per te lì fuori e i risultati migliori arrivano sfidando la pigrizia mentale. Vestiti, preparati e vai. Una domanda per te: in che tipo di zona di comfort sei intrappolato ora nella tua vita e di cosa hai bisogno per fare in modo che quello che desideri si realizzi?

     2) Guarda le persone che hanno ottenuto ciò che anche tu desideri

     Ok, sei dentro, pronto, appena uscito dallo spogliatoio. Cosa vuoi ottenere ora? Qual’è il tuo obiettivo? Ok, forse non vuoi diventare come l’energumeno che grida mantra ancestrali mentre sta facendo petto sulla panca… Ma… Cosa desideri? Appena avrai capito cosa vuoi fare GUARDA le persone attorno a te che hanno ottenuto i risultati che anche tu vuoi ottenere e cerca di capire COME sono stati in grado di ottenerli. Nel fare questo ricordati di…

     3) Non iniziare dalla vetta. Lavora per migliorare.

     Non sopravvalutarti. Non devi essere negativo e non credere in te ma renditi conto che non puoi dal primo allenamento essere in grado di fare 100 kg in panca o correre sul tappeto per 40 minuti a 12 km/h. Questo vuol dire che non ne sarai mai in grado? Certo che no ma l’approccio migliore sta nell’iniziare con qualcosa che sei in grado di gestire e poi espanderti. Facendo così di sicuro ti sentirai soddisfatto perchè vedrai risultati e ti verrà voglia di ottenerne ancora di più il giorno seguente.

     4) Quello che desideri non si avvera in un attimo. Devi impegnarti giorno dopo giorno per farlo accadere

    Lo sai che non cambierai il tuo fisico in un giorno e nemmeno in un mese. Ci vuole tempo, pazienza e disciplina. Se non ci metti sforzo e passione e non sei il tuo primo sostenitore.. Bè nessuno lo può fare per te. Non stiamo parlando di lacrime e sangue e di morali ormai millenarie sul sacrificio ma VUOI che sia la forza del tuo desiderio a spingerti e quando hai passione per qualcosa bè “ti alleni” con un sorriso stampato in faccia e hai pazienza e fiducia nei risultati perchè stai dando il massimo.

     5) Il valore aggiunto sta nel cambiamento, gustalo

     Ricordati che per raggiungere l’obiettivo che desideri ed alzare tutto quel peso non puoi essere la persona che sei ora ma devi svilupparti e trasformarti nella persona che vuoi essere. Cambierà il tuo fisico ma cambierà anche il tuo modo di pensare e nella gradualità del cambiamento risiede una gran ricchezza. Gustala. È ciò che hai chiesto.

     6) Chi si “allena” con te ti aiuta (o ti distrugge)

     Certo, alla fine dei conti sei responsabile di tutto ciò che ti capita durante l’allenamento  (nella vita e negli affari) ma di sicuro aiuta essere circondato da gente di qualità. Ti sarà capitato di allenarti in palestra assieme a qualcun’altro, in inglese si definisce training partner (compagno di allenamenti). Scegliere bene chi si allena con te fa la differenza, potrebbe capitarti che l’allenamento si trasformi in una sorta di chiacchierata e che tu perda di vista il senso di quello che stai facendo oppure potrebbe capitare che chi si allena con te accorci addirittura il tuo processo di sviluppo verso i tuoi obiettivi e che ti aiuti a “spingere” ancora più per quello che desideri. Attorniati di persone che stanno percorrendo la tua stessa strada. Scegli bene.

     7) Sii flessibile

    I  risultati non arrivano nel tempo che ti aspettavi? Cambia tipo di allenamento, cambia giorni, cambia orario, cambia dieta. Sei tu l’artefice e sei tu che devi avere la flessibilità necessaria per adattarti a nuovi approcci. Stai attento sempre al tuo grado di flessibilità perchè ti potrebbe capitare di spostarti in una nuova zona di comfort e quando sarai lì ricordati di essere flessibile e di uscirne nuovamente per migliorarti e inizia di nuovo dal punto 1.
    Questa è vita, questo è allenamento, questo è fare business. Pensaci.

  • Le aziende investono ancora sui giovani? Ecco l’indagine del Job Career Center

    Le aziende investono ancora sui giovani? Ecco l’indagine del Job Career Center

    Il Job Career Center, osservatorio della Fondazione CUOA, ha eseguito un’indagine decisamente interessante relativa alla professionalità che vengono maggiormente richieste dalle aziende.

    L’indagine ha coinvolto un campione di 700 aziende ed I risultati raccolti in comparazione con i dati raccolti nel 2010 hanno portato in evidenza un incrementi dele richieste di stage ed inserimento dell’1,93%.
    La crescita non è esponenziale ma il segnale che traspare è sicuramente positivo ed incoraggiante.

    Dall’indagine traspare come la richiesta di alcune specializzazioni sia cambiata dal 2010 al 2011. Ci sono infatti delle aree professionalizzanti che vengono richieste maggiormente dalle aziende rispetto ad altre (e in proporzioni diverse rispetto al 2010)
    Nello specifico:

    • Ricerca e Sviluppo
    • Logistica Produzione
    • Lean

    Questi sono i tre settori che registrano il maggior numero di inserimenti (o stage) in azienda occupando da soli il 19,7% del totale. La richiesta in queste tre aree è aumentata rispetto al 2010 di circa 27 punti percentuali.

    Altre aree positive?

    • Retail
    • Product e Project management (che raggiunge un + 21% nel 2011)
    • Settore acquisti

    Ma quali sono le aree di specializzazione che sono risultate essere in diminuzione?

    • Amministrazione finanza e controllo (richieste che rappresentano da sole un 16,1% del totale)
    • Ambito commerciale e vendite (scese dell’11%)
    • Consulenze (calate addirittura di un 44,8%)

    .. e la Comunicazione ed il Marketing? Stabile a 10,4 punti percentuali sul campione totale.

    Dall’indagine è emerso infine un dato confortante e promettente per quanto riguarda la richiesta elevata di profili junior (con meno di 3 anni di lavoro alle spalle) all’interno delle aziende. Questi profili occupano un 64% del campione ed il segnale che si può intravedere è che si vuole ancora investire sulla professionalità dei giovani che hanno avuto un’adeguata e completa formazione.

    Ma da dove arrivano queste proposte di inserimento? Ecco la classifica:

    1)    Dalle aziende (63%)

    2)    Da società di selezione (32%)

    3)    Da società di consulenza (3%)

    4)    Da banche (2%)

    E geograficamente come sono distribuite le richieste?

    • Il Veneto fa sicuramente la parte del leone visto che il 64,4% delle richieste giunge proprio da questa regione;
    • Le richieste provenienti dalla Lombradia aumentano rispetto al 2010 e giungono ad un 15,3%;
    • L’Emilia Romagna con il 4,2%;
    • Lazio con un 2,5%;
    • Toscana, Frìuli e Trentino con un 1,5%;

    E dall’estero? un 5% delle richieste di inserimento lavorativo arrivano dall’estero  e provengono da Olanda, Germania, Russia, Svizzera, Messico, India, Cina, Belgio, Lussemburgo, Romani, Corea del Sud, Tunisia.

    Infine risulta essere un dato decisamente importante e forse il più incoraggiante per i giovani alla ricerca di occupazione post universitaria il fatto che siano in calo le richieste di stage (che purtoppo non sempre garantisce una effettiva successiva occupazione) rispetto alle vere e proprie richieste di inserimento.

    Fonte AgenziaMedialab

  • Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Prezzi e consumatori: un breve ABC

    Per essere sicuro che il tuo prezzo sia quello giusto, devi continuamente bilanciare costi, profitti e la percezione che il consumatore ha del valore. E senza dimenticare le tattiche della concorrenza.

    Tutto molto complicato, vero. Ma ci sono dei piccoli trucchi che qualcun’altro ha preparato per noi. Basta aver voglia di cercare un attimo!
    In ogni caso non devi mai dimenticare che il processo d’acquisto non è mai razionale quanto i vari professori di economia tentano invano di affermare. Possiamo solo prevedere l’irrazionalità del compratore. Non molto altro.

    Se guardi il mercato sotto un punto di vista strettamente razionale, stabilirai dei prezzi sensati per te, ma probabilmente insensati per il potenziale acquirente. Molto più semplice invece pensare ad una strategia che preveda in partenza un comportamento irrazionale dei destinatari del prodotto, la quale ti permetterà di ragionare usando le ancore mentali, categorizzazione del prodotto e prezzi non arrotondati.

    Ancore mentali

    Prendiamo come esempio l’elettronica di consumo.

    Apple ha sviluppato un iPod Shuffle che è in vendita intorno ai 50 euro, altri prodotti sono in vendita a “solo 99 euro”. Questi prezzi non sono arbitrari: la maggior parte di noi ha questi prezzi ben fissati in testa. In generale, siamo condizionati ad accettarli come ragionevoli per certi tipi di prodotto o servizio. Nel caso dovessero essere venduti per qualche 10 euro di più, otterrebbero molte meno vendite… anche se il costo relativo non è cambiato di molto.

    Ogni industria di successo ha un set predefinito di ancore. L’arte del definire i prezzi sta nell’utilizzarle nel migliore modo possibile! Chiaramente non devi rimanere bloccato come un disco rotto sempre sulle stesse, però avere delle linee guida aiuta. Inoltre ancore ben stabilite hanno sempre il loro forte effetto.

    Divisione in fasce dei prodotti

    Se le ancore sono il primo fondamentale, la categorizzazione aiuta le persone a capire cosa stanno per comprare.

    Per capirsi: se stai valutando l’acquisto di un’auto da 25.000 euro, controlleresti se di serie ha computer di bordo, finestrini elettrici e lettore MP3? Di sicuro sono di serie. Se invece parlassimo di un’auto da 10.000 euro ragioneresti diversamente, vero?

    C’è una netta demarcazione tra segmento A e segmento C nel mondo dell’auto. Quando si va oltre i 20.000 euro ci si aspetta per “date” alcune funzionalità. Ci aspettiamo, per l’appunto, funzionalità da segmento C. E tutte queste aspettative sono inconsce!

    Il più delle volte le persone comprano prodotti di fascia più alta non tanto per i gli optional, ma quanto per come vedono loro stessi. Chi compra Audi sa che la meccanica non è molto differente da Volkswagen. Il marchio Audi però rende il prodotto premium e i consumatori vogliono sentirsi acquirenti premium.

    Altro aspetto interessante riguardante l’acquisto di prodotti di fascia più alta può essere la paura di dover effettuare nuovamente in tempi brevi un secondo acquisto. L’esempio classico è quello del PC: si sa che in pochi anni sarà obsoleto, ma si preferisce comprare la configurazione più potente disponibile nella speranza che duri un pò più a lungo. E’ più probabile che la gente compri oltre il necessario piuttosto che cambiare qualcosa nell’arco di poco tempo.

    Quindi quando stabilisci i prezzi assicurati di aver suddiviso in varie face con una logica precisa i tuoi prodotti, e che le fasce siano ben distanziate, in modo che un prodotto non si metta in concorrenza con l’altro.
    19,99 € e 22,99 € non va assolutamente bene, non si vede differenza alcuna. 19,99 € e 29,99 € invece danno già un’idea diversa.

    Se la tua concorrenza offre un prodotto simile al tuo a 19,99 € e tu a 29,99 €, devi fare in modo che il tuo prodotto risulti “premium”. Questo è quello che si aspetta il consumatore. Diversamente andrà dalla concorrenza!

    Prezzi non arrotondati

    19,99€ fa sicuramente molto più effetto di 20€ eppure, per quanto vecchia questa tecnica, la potenza resta sempre molta. I consumatori sono in un qualche modo sempre condizionati da tali prezzi.

    Logicamente la tecnica funziona molto semplicemente: la mente capisce il valore e il prezzo esatto, però allo stesso momento vede il prezzo come più basso. Quando vediamo 19,99€ sappiamo benissimo che sono in pratica 20€, ma categorizziamo il prodotto in ogni caso tra 10 e 19 euro.

    Qualcuno affermerà che si tratta di manipolazione, altri che la tecnica non funziona con gli acquirenti più attenti e razionali, altri che il venditore così facendo perde di credibilità. Fatto sta che tutti i più grossi brand come Apple, Mercedes, Rolex ecc applicano i prezzi avendo bene in testa quanto descritto finora e… vendono! Perché? Sono marchi premium, e non ci sentiamo manipolati, truffati o che le loro offerte siano qualcosa di scarso valore. Li vediamo sempre come “premium”. Cos’è quindi che rende migliore il tuo business?

    Tutto quanto insieme

    Se hai un’offerta in grado di apportare legittimo valore ai tuoi clienti, il tuo lavoro è di rendere loro il più facile possibile capire questo valore. Per prima cosa è bene far in modo che i nostri prezzi siano allineati alle percezioni dei consumatori. Vero che è stato affermata la loro irrazionalità: per questo motivo dobbiamo cercare di capirli e cercare di “incontrarli” dove davvero sono, non dove noi pensiamo che siano.

    Ancore, categorie e prezzi non arrotondati sono solo delle linee guida di base. Sta a te capire come portare la scienza ad arte!

    Articolo liberamente tradotto e adattato da Inc. Magazine

  • Garanzie a tassi agevolati per le PMI in Veneto

    Garanzie a tassi agevolati per le PMI in Veneto

    La Regione del Veneto ha istituito, rispettando la previsione della legge 19/2004 (Interventi di ingegneria finanziaria per il sostegno e lo sviluppo delle PMI)  il fondo di garanzia mirato a favorire le imprese del territorio.
    Scopo di questo fondo è garantire I finanziamenti concessi dalle banche a favore delle PMI per nuovi investimenti produttivi.
    La presentazione ufficiale è avvenuta in data 26 Gennaio presso il centro conferenze della Camera di Commercio di Padova al quale è intervenuto anche il vicepresidente della giunta regionale Marino Zorzato.

    Su cosa possono contare le PMI venete?

    Principalmente su garanzie con tassi agevolati. Le garanzie vengono rilasciate a fronte di nuovi finanziamenti agevolati realizzati con l’intervento dei Fondi di Rotazione 
regionali o di finanziamenti a medio-lungo termine concessi dalle banche richiedenti a fronte di nuovi investimenti produttivi
 realizzati dalle PMI beneficiarie.

    Le PMI, interessate ad ottenere queste garanzie agevolate,  possono presentare la domanda attraverso la Banca finanziatrice o per il tramite di un Organismo Consortile che potrà anche co-garantire i finanziamenti.
    ll fondo è caratterizzato da risorse economiche fino a 36 milioni di euro, come ha chiarito Marino Zorzato.

    [quote]“Per far fronte alla difficile congiuntura economica la Regione ha reso disponibili oltre 36 milioni di euro attraverso questo strumento che è in grado di massimizzare l’effetto moltiplicatore delle risorse a favore delle imprese venete che stanno affrontando il percorso di superamento della crisi attraverso profonde ristrutturazioni organizzative, una rinnovata spinta verso l’internazionalizzazione ed il rinnovo della gamma prodotti”.[/quote]

    Il fondo di garanzia è costituito presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo  ed è stato calcolato che riuscirà a muovere complessivamente quasi 2 miliardi di nuovi finanziamenti per una platea stimabile approssimativamente in circa 5 mila PMI.

    Infine è stata annunciata, nel corso del 2012, una nuova misura di sostegno ovvero una coperura per tranche (Tranched Cover) mediante un nuovo fondo regionale ad hoc in fase di definizione, per agevolare l’accesso al credito delle micro e piccole-medie imprese venete per fabbisogni di capitale circolante, con coinvolgimento, commerciale e finanziario, dei Confidi.

  • I 7 business più fuori dal comune

    I 7 business più fuori dal comune

    Quanto paga bene pensare in maniera diversa dalla massa?  Magari andare in cerca di un mercato di nicchia per fare affari.. e magari con qualche idea stravagante, fuori dal normale, assurda.

    Quasi di sicuro ti farai più di qualche risata e dirai più di una volta “Non ci credo!!” leggendo quali sono i 7 business più fuori dal comune (ma che pagano) in America (magari vorrai importarne uno in Italia, chi lo sa).

    1. Commerciare capelli

    Il sito buy and sell hair  (compra e vendi capelli) dà la possibilità agli utenti di fare annunci per vendere I loro capelli online. I prezzi? Dai 150$ ai 3000$ (esclusi le offerte soggette ad asta.. quelli costano ancora di più..)

    2. Commerciare passeggini per cani

    ECCO

    Mai sottovalutare quanto i padroni possano rendersi ridicoli nell’adulare i loro fedeli amici a 4 zampe. Lo sa bene il team di hound pound  che produce passeggini per cani in due diversi colori e taglie. Il prezzo? A partire da 200$ (si sa, I passeggini sono cari)

    3. Noleggiare borse di lusso

    Perchè le donne devono sopportare stress emozionali e sacrifici finanziari collegati alla ricerca senza fine dell’accessorio giusto per ogni evento, che sia un matrimonio o una semplice cena? Non devono più ! C’è una community americana di circa 300.000 donne che non “soffrono più” a causa di questi stress. Il sito Bag Borrow or steal  (Noleggia una borsa oppure ruba) permette alle donne di noleggiare lussuose borse di brand famosi nvece che sborsare grandi cifre per comperarle.

    4. Distruggere gomme da masticare

    Loro sono i gum busters un gruppo di ragazzi newyorkesi, stanchi di chewing gum attaccati ovunque hanno inventato una macchina che riesce ad agire sulla gomma da masticare e staccarla senza rovinare le superfici e soprattutto senza particolari agenti chimici. Strano come lavoro? Certo. Necessario? Lavorano sia per privati che per enti pubblici… per un mondo senza gomme da masticare attaccate sulle panchine al parco.

     5. Rompere piatti

     Ti ricordi quando eri piccolo e tua mamma ti urlava contro ogni volta che rompevi un piatto? Sarah Lavely ha capito che l’esperienza di tirare un piatto contro il muro innanzi tutto rompe un taboo e secondo aiuta la gente a sfogare emozioni represse. Allora perchè non aprire un negozio a San Diego, il Sarah’s Smash shack dove la gente può distruggere piatti (pagando) e lasciare andare il nervosismo. I piatti rotti? Vengono donati ad un’associazione che produce mosaici.

    6. Noleggiare parenti

     

    Parenti serpenti si dice no? Eppure a Tokyo si sono posti il problema di tutte quelle persone che hanno pochi parenti (o non ne hanno proprio) e hanno bisogno di noleggiarne uno per le occasioni più speciali. Noleggiano anche “papà” per aiutare le ragazze madri a prendersi cura dei figli e “mariti” per aiutare le donne ad impratichirsi con la routine della vita coniugale (sesso escluso).

    7. Vendere zolle di terra Irlandese

    Quando inizi una nuova attività la prima cosa su cui devi concentrarti è capire che prodotto o servizio puoi offrire al mercato. Per Tim Macdougald,, direttore di The Auld Sod (in Italiano suona più o meno come “la zolla della regione”), la risposta era proprio sotto ai suoi piedi. La società si è specializzata nel vendere terra della cittadina Irlandese Tipperary nel mercato americano (magari ai tanti Irlandesi emigrati).. hanno iniziato qualche hanno fa e hanno già “rastrellato” milioni di dollari.

    Hai avuto qualche ispirazione per un nuovo business?

     

    Articolo liberamente tradotto da Business Pundit