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Il web e le imprese italiane: la storia di una relazione (molto) travagliata

Navigando per la rete ci è incappato di incorrere in in un articolo (in lingua inglese) riguardo le imprese italiane e la loro incapacità di sfruttare il web. Un articolo molto duro e altamente critico, che da un’idea di come è visto dai nostri potenziali business partner il nostro modo di affrontare il web e le sue potenzialità.

Principalmente vengono individuate quattro cause:

  1. La maggior parte delle persone nelle imprese è troppo vecchia (mentalmente) e troppo orgogliosa;
  2. Nessuno si prende il rischio di decidere qualcosa, mai;
  3. Chi fa marketing non conosce il mercato digitale;
  4. Le persone nelle imprese italiane non hanno passione per il loro lavoro (e la vita in genere).

Le affermazioni sono indubbiamente molto pesanti. Si potrebbe dire che è meglio che ognuno guardi a casa propria, chi è l’autore per poterci insegnare qualcosa ecc. ecc. Si potrebbe continuare per ore, il problema resterebbe insoluto e anche oggi si sarebbe persa un’ottima occasione per fare business. C’è poco da prendersi in giro!

In un precedente post si era già parlato del tema siti aziendali e accennato al problema del fattore culturale. Giusto qualche giorno fa Deloitte ha pubblicato un suo rapporto (in inglese) riguardante Facebook e il suo impatto per l’economia europea, con numeri che appaiono confortanti per il futuro, soprattutto per quanto riguarda lo scenario italiano.

Ma allora perché non si è ancora capita pienamente la potenzialità del web? Perché l’agenda digitale non è ancora tema principe della discussione economica nel panorama nazionale? Perché da noi esistono Silicon Valleys?

Un po’ di autocritica non guasta

Negare che ci sia qualcosa di sbagliato, in questo momento, equivale a volersi suicidare e uccidere sul nascere un nuovo flusso di opportunità. Perdere l’ulteriore treno con destinazione crescita.

I quattro punti sopra elencati colgono, a nostro avviso, pienamente nel segno e riassumono molto efficacemente quanto di davvero problematico c’è nella nostra cultura d’impresa e la relativa avversione al cambiamento. Tempo per un’inversione di tendenza, fortunatamente, ce n’è ancora. Ma è necessario mettersi in discussione e voler davvero cambiare. Materiale per imparare e casi di successo da imitare ce ne sono a bizzeffe, vogliamo aspettare ancora?

Da dove iniziare

Per prima cosa, è necessario capire che quello che vogliamo noi non sempre è quello che vuole anche il nostro cliente, l’universo non gira solo intorno a noi ma viviamo in una realtà fatta di consumatori sempre più informati e con necessità che cambiano col tempo, bisogna quindi adattarsi.
Se non ci accorgiamo che il mondo gira resteremo sempre indietro. L’orgoglio è il caso di metterlo da parte, è evidente che non aiuta. Se c’è qualcuno che davvero dà dimostrazione di capirne qualcosa dei nuovi trend è meglio, forse, dargli almeno una possibilità ed ascoltarlo.

Un team degno di tal nome è fondamentale

Uno stuolo di yes man serve a gran poco!

Se chi ti circonda ti dice sempre di si, già dovresti capire che c’è qualcosa di sbagliato. Chi vince sul mercato è chi ha dietro un team che discute, con membri che credono e supportano con logica e fatti le proprie idee. Quello di cui hai bisogno sono collaboratori in grado di prendere decisioni, per questo motivo devono essere sia responsabili ma da te anche responsabilizzati.

Aver paura che ti rubino il lavoro è sbagliato, non cresce la tua attività e non crescono loro. E’ necessario correre questo rischio, diversamente nessuno cresce e si è in permanente stallo. E nell’era di internet essere statici è pericoloso.

Diversamente, con alle spalle un gruppo in grado di coprire certe parti della tua attività e di decidere al posto tuo, hai più possibilità di lavorare su quello che è più importante: trovare nuove opportunità per il tuo business.

Una volta fatto forte il team puoi sei pronto alla sfida digitale. Un team agguerrito è un vulcano di idee, e ne hai bisogno ora più che mai.

Non farti fregare

Capito che hai bisogno di un modo nuovo di penetrare nel mercato e formato il team, hai ora bisogno di trovare chi possa aiutarti nel realizzare una nuova strategia.

Ma attento! Quando tratti sul prezzo di acquisto di qualcosa sei sicuramente attento a qualsiasi dettaglio, cerchi di tirare il più possibile sul prezzo, cerchi di capire se chi hai davanti voglia rifilarti un rottame che vale poco o niente. Tutto questo perché sei informato e sai cosa ti serve.

Con il mercato del web sei sicuramente più spiazzato, non è il tuo mestiere, non hai probabilmente molte competenze tecniche, non sai realmente come muoverti. Però ottimi meccanismi di autodifesa già li hai: il tuo istinto, la tua esperienza, il tuo team.

Se qualcuno che millanta di “far marketing” si presenta nel tuo ufficio e ti infarcisce il cervello di paroloni in inglese associati a presentazioni di prodotti a te incomprensibili, fermati un attimo e valuta. Capisci se chi hai davanti cerca di rifilarti il rottame o se è una persona davvero competente.

Cerca di capire cosa ti stanno offrendo, metti subito alla prova chi sta cercando di venderti il servizio. I tuoi collaboratori possono qui avere un ruolo fondamentale: aiutarti nella decisione attraverso la loro opinione.
A prova contraria saranno loro a dover mettere in pratica le nuove strategie o chi, nel caso dei commerciali, ha a che fare con la gente tutti i giorni.
Tutto questo però con gli yes man già a casa.

Tu in questo caso sei l’acquirente e chi ti offre il servizio il venditore. Metterlo sotto torchio, a prova contraria, è una tua prerogativa, giusto?

La passione è la chiave di tutto

Tu sicuramente vivi per quello che fai, hai passione per quello che fai. Diversamente non ti saresti messo in attività.

Comunicare un marchio o un prodotto è un lavoro di passione. Non un lavoro alla giornata.  Chi deve vendere il tuo prodotto deve essere influenzato da questa tua passione e chi deve venderti una nuova strategia di vendita deve mostrare la stessa passione per il proprio lavoro. Se non percepisci questa passione cerca qualcun altro. E’ meglio prendersi un po’ di tempo che iniziare una campagna sul web disastrosa. Sarebbero solo soldi, tempo e, nel peggiore dei casi, un danno alla propria reputazione.

“Esserci” giusto per essere presente in un qualche modo, è l’errore più grande che si possa fare nel web. Meglio evitare, ponderare e trovarsi qualcun altro.
In gioco c’è un investimento strategico quanto l’acquisto di un nuovo macchinario o di un capannone, è bene averlo presente fin dal primo momento!

Se chi hai davanti passa la prova allora hai già fatto probabilmente un ottimo passo avanti per inserirti nel mondo del web. Non resta ora che crederci fino in fondo! Sei d’accordo?

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